Sant'Arpino: La zona di Sant'Arpino fu oggetto di centuriazione all'epoca dei Gracchi
(Ager Campanus I, circa 133 a. C.;
IMG rid. 16k, est. 22k),
di Silla e Cesare (Ager Campanus II;
IMG rid. 20k, est. 27k)
e in età augustea (Acerrae-Atella I,
IMG rid. 21k, est. 29k e
IMG rid. 10k, est. 13k).
Sul ridotto territorio di Sant'Arpino sono evidenti le persistenze di tutte le centuriazioni tranne la più antica
(IMG rid. 85k, est. 91k;
per una visione panoramica della zona si veda:
IMG rid. 361k, est. 358k).
In particolare si veda l'allineamento del tracciato delle mura dell'antica Atella con la centuriazione Acerrae-Atella I
e con persistenze odierne (IMG 57k).
Sant'Arpino rappresenta la più diretta continuazione del centro urbano dell'antica Atella e il grosso
della parte urbana ricade nel pur ridotto territorio di tale comune.
Nel documento dell'anno 820 in cui si parla di 'sanctum helpidium' come centro abitato e dell'anno 877 in cui
si parla della 'ecclesiam S. Elpidii', è facile intuire una Atella ormai in rovina con l'unica parte abitata
intorno alla chiesa di S. Elpidio, posta appena al di fuori delle mura.
La denominazione Sant'Arpino è certamente una deformazione del nome S. Elpidio, come è anche testimoniato
da forme fonetiche intermedie (a. 1280: 'Sancto Arpindo’ e ‘Sancto Arpidio’ nello stesso documento).
Con l'invasione Longobarda il luogo appartenne al principato di Benevento.
Con la fondazione di Aversa da parte dei Normanni, Sant'Arpino divenne uno dei suoi casali e tale rimase
fino alla costituzione dei comuni in epoca murattiana, quando fu elevato a Comune.
Nel ventennio fascista Sant'Arpino, Frattaminore, Orta e Succivo furono aggregati nel comune di Atella di Napoli,
poi disciolto nel dopoguerra.
Il centro apparteneva alla diocesi atellana e con la costituzione della diocesi aversana passò a tale nuova diocesi.
Il centro è riportato nella carta del Rizzi-Zannone del 1793 (IMG 64k).
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