LA CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE
DEL CONVENTO DELLE SUORE FIGLIE DI NOSTRA
SIGNORA DEL S. CUORE IN ARZANO
ANDREA PISCOPO
Il furto della tela, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 Gennaio scorso nella Chiesetta del
convento delle Suore, figlie di Nostra Signora del S. Cuore in Via Annunziata, ha destato
forte commozione tra le religiose e gli abitanti di Arzaniello per il valore affettivo all’immagine
della Madonna delle Grazie raffigurata sulla tela, e l’avvenimento ha fatto porre nello stesso
momento pesanti interrogativi sulla mancata sorveglianza di un quadro di valore,il cui furto è
stato commissionato senz’altro da fuori.
Per tale motivo è, quindi, indispensabile catalogare le opere di valore presenti sul territorio,
sollecitando gli organi addetti a dare disposizioni nel merito di custodia e quanto altro sia
indispensabile fare per la tutela delle opere esistenti.

Abside spogliata della tela
La Chiesa,dove è avvenuto il furto sacrilego, «fu costruita dalla contessa Anna Parascandalo,
presso il suo palazzo di proprietà nel luogo che ancora oggi è denominato “Arzaniello”,
nella prima metà del XVII° secolo».
Il prof. G. Maglione, appassionato studioso delle radici storiche di Arzano, suo paese natale,
nel suo libro Città di Arzano. Origini e sviluppo dedica un intero capitolo alla descrizione
della storia della Chiesa della Madonna delle Grazie.
Arzaniello costituiva già a quei tempi un luogo rappresentativo, espressione di una realtà più
grande del casale di Arzano. Si trovava all’estrema periferia sud-est del paese ai confini del
mandamento di Casoria di cui Arzano già faceva parte. Il paese, partendo dalla aggregazione
centrale della chiesa parrocchiale di Sant’Agrippino, patrono principale di Arzano, si è sviluppato
secondo una teoria originalissima a mo’ di chiocciola distesa sul piano, embricandosi lungo una
via principale, che parte per l’appunto dall’attuale piazza Cimmino, sede della Chiesa dedicata
al Santo Patrono.
Lo storico Maglione riferisce con dovizia di particolari bibliografici l’evoluzione della donazione
da parte del sacerdote Giovan Battista, figlio della contessa.
La generosità doveva sicuramente essere un valore trasferito dalla madre al figlio,che nella
crescita spirituale del giovane culminò nell’atto concreto della carità evangelica della donazione
dei beni,così come fu chiesto - invano - al giovane ricco del Vangelo.
«La chiesa del convento,con testamento olografo, fu donata dal Sac. Giovan Battista Balsamo,
figlio della Parascandalo, ai Padri della Missione della Congregazione di S. Vincenzo de’
Paoli, detti Missionari dei Vergini,di cui il Balsamo faceva parte. La Chiesa faceva parte di
una proprietà ben più grande,costituita da un palazzo, nel cui contesto fu fatta costruire,
circondata da ben 116 moggi di terreno e da vari censi circostanti.
Nel 1673 i padri della Missione entrarono in possesso dei suddetti beni.
La Cappella era dotata, al momento della donazione, di una rendita di 25 ducati d’oro e con
l’obbligo di una Messa Festiva da celebrarsi nella cappella stessa. Il primo cappellano di
nomina patronale fu il Sac. Nicola de Elia, al quale succedette il Sac. Domenico Silvestro,
parroco di Sant’Agrippino, che ogni giorno celebrava in detta cappella, per soddisfare l’obbligo
derivante da un aumento di rendita del beneficio in ragione di 70 ducati. La natura dell’eredità
e la sua consistenza sono ricavate dal contenuto del testamento del Balsamo.
La Masseria era formata da 116 moggi di terreno arbustato ed era coltivata a viti: conteneva
uno stabile con giardino murato ed un palazzo, con piani inferiori e superiori. Attaccata al
palazzo vi era una cappella sotto il titolo di S. Maria delle Grazie, con diritto patronale.
L’eredità comprendeva un beneficio di 33 ducati, 3 tarì e 15 grani su un territorio della
masseria dato in enfiteusi perpetuo a diverse persone di Arzano. Nel testamento venivano
descritte le modalità di affidamento dei piani inferiori del palazzo, che potevano essere affittati
alle persone che dovevano curare la Masseria; ai piani inferiori veniva posta anche l’abitazione
del massaro, che accudiva gli animali e provvedeva anche alla vendita dei prodotti del terreno
come il vino, la legna e quanto altro; nelle altre stanze venivano riposte le sementi e tutto
l’occorrente della semina stagionale,nonché tutto l’occorrente per la conservazione
del raccolto.
Nel testamento olografo, siglato sempre dal sac. Balsamo, venivano istituiti anche tre
maritaggi di 20 ducati ognuno a favore di altrettanto ragazze povere, specialmente se orfane
di padre; inoltre venivano illustrate le apposite modalità del sorteggio e dello svolgimento
da farsi nel giorno della festa della Vergine, cioè il 2 luglio di ogni anno.
Nella Cappella veniva celebrata ogni 2 luglio, secondo il volere del Balsamo, la festività
della Vergine con riti solenni e con la processione conclusiva della sacra effigie della
Madonna delle Grazie attraverso la zona di Arzaniello.
Alla fine dell’800, dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia, molta parte dei beni fu
espropriata con leggi eversive, che tra l’altro abolivano la costituzione di diversi enti morali
ed ecclesiastici, emanate con l’intento di sopprimere le corporazioni religiose in tutto il Regno
e con la relativa conversione dei beni immobili a favore dello Stato. Venivano, però, salvati,
secondo la legge, gli edifici religiosi con le loro adiacenze. rimasero quindi ai padri verginisti
la Casa religiosa e la Chiesa.
L’Istituto, all’inizio del secolo scorso appartenne alle suore Alcantarine che avevano
sostituito i padri Missionari di San Vincenzo de’ Paoli. Successivamente ci fu ancora un
cambiamento, perché le suore Alcantarine si aggregarono alle figlie di Nostra Signora del S.
Cuore, della nascente congregazione di religiose fondata da madre Agostina Cassi. Le suore
dell’istituto accoglievano le orfane del paese, curando con grande dedizione l’educazione
dei fanciulli e continuando la valida formazione iniziata sin dal 1871 dal Comune di Arzano,
che aveva istituito presso l’ex casa dei padri verginisti della missione, l’Asilo
Comunale».
Così conclude lo studioso Maglione attingendo dal testamento olografo di Giovan Battista
Balsamo, aperto il 3 Novembre 1673 per mano del Notar Agostino Ciuffi di Napoli.
La conoscenza della storia sulla Chiesa Madonna delle Grazie, evidenzia l’importanza
dell’impegno cristiano nel sociale.
Nel ricordo dell’azione penetrante delle esperienze cristiane,passate attraverso il fenomeno
delle abbazie benedettine prima e degli ospedali poi,la cultura cristiana si faceva promotrice
di promuovere la formazione delle coscienze non senza aver provveduto alla cura
dei corpi.
Il legame con la storia diventa così tanto più forte quando più sono conosciute le
radici delle nostre origini.
BIBLIOGRAFIA
G. Maglione, Città di Arzano. Origini e sviluppo, II Edizione, Arzano 1986.
A.S.D.N., Caracciolo, vol.VII, f. 364.
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