NICCOLÒ BRAUCCI (1719-1774)
MEDICO E NATURALISTA, PROFESSORE DI MEDICINA
FRANCESCO MONTANARO
Niccolò Braucci nacque il 5 ottobre 1719 da Antonio ed Angela Angelino, ricchi proprietari caivanesi.
In gioventù venne educato prima dallo zio Francesco, parroco di Caivano e poi frequentò il seminario
di Aversa, laddove completò gli studi superiori, avendo come compagni di istruzione Girolamo Serao
ed il grecista Paolo Moccia di Frattamaggiore. In Napoli compì gli studi delle Scienze Naturali e si
laureò in Medicina presso l’Università degli Studi insieme con Francesco Serao e Domenico
Cirillo.

Nel 1754 - a soli 35 anni d’età - gli fu affidata interinalmente la Cattedra di Storia Naturale, laddove
insegnò prevalentemente Botanica seguendo il metodo di Tournefort.
Il Braucci divenne allievo e collaboratore in Botanica di Santolo Cirillo, ed in questo campo studiò
assieme a Nicola Pacifico e a Natale Lettieri. Egli fu molto caro a Domenico Cirillo e da questo
fu incoraggiato ad intraprendere viaggi per studi scientifici: difatti percorse tutta l’Italia e visitò le più
celebri Accademie Scientifiche, stringendo amicizia con naturalisti e scienziati e arricchendo la sua
collezione personale di preziosi oggetti naturali, con i quali formò un Museo Geologico con
annessa sezione di erbario secco.
Braucci fu il primo ad ideare e delineare per Napoli un progetto di un Orto Botanico, che aveva
previsto di collocare sulla collina di Poggioreale. Ma non fu solo botanico in quanto fu, inoltre,
collaboratore di Scipione Breislack, illustratore della struttura geologica della Campania.
Il nostro studiò molto anche l’arte della Medicina, e fu così valente da rimpiazzare il famoso
Francesco Serao nella Cattedra Universitaria di Medicina: durante questo tempo scrisse trattati
e relazioni, tra le quali la più conosciuta in Italia fu quella sull’inoculazione del vaiolo scritta in
Firenze.
Nel 1760 desideroso di andare alla Cattedra di Botanica dell’Università di Napoli, partecipò
al concorso pubblico, ma entrò in competizione con Domenico Cirillo, più giovane di lui ma
ben più moderno di lui in quanto seguace del Linneo: naturalmente la cattedra fu assegnata al
grande Cirillo ma i meriti di Braucci erano tanti che gli stessi commissari giudicanti espressero il
parere che gli fosse conferita l’altra cattedra di Notomia. Il Braucci però rifiutò questo premio
di consolazione e preferì ritornare allo studio della Medicina, pubblicando molte opere di vasto
interesse.
Nel frattempo dimostrò uno spiccato interesse per la geologia: nel 1767, essendo all’epoca
professore di storia naturale presso l’Università di Napoli, scrisse Istoria naturale della
Campania sotterranea, che purtroppo, per il prolungarsi delle sue ricerche, non riuscì a
pubblicare perché fu colto improvvisamente dalla morte: ma il manoscritto (acquistato dal Prof.
Vittorio Spinazzola, secondo quanto riportano De Lorenzo e Riva) si conserva presso la
Biblioteca Nazionale di Napoli. Si tratta di un interessante lavoro, dottamente scritto, in cui
spiccano molto le descrizioni geologiche di Vivara, forse le prime in ordine di tempo. Questa
sua Istoria precede ed ispira quelle di S. Breislack: Topografia fisica della Campania,
Firenze, 1778 ed ancora S. Breislack: Voyages physiques et lythologiques dans la Campanie,
Parigi, 1801. All’opera di Braucci devono molto anche H. Abich: Ueber die Natur und den
Zusammenhang der vulkanischen Bildungen, Braunschweig, 1841, e A. Scacchi: Memorie
geologiche sulla Campania, (editore sconosciuto), 1849.
Molti suoi manoscritti andarono dispersi specie perché non essendosi sposato e non avendo
avuto figli, non tutte le sue carte e scritti, dopo la sua scomparsa, furono conservato con cura.
Fortunatamente in vita diede alle stampe i seguenti lavori:
1) Prelectio habita a Nicola Braucci in Regio Archigymnasio Neapolitano V Calendas
Octobris pro cathedrae historiae naturalis petitione, Neapoli 1760
2) Historiae naturalis ad primam partem Appendix altera. De plantis exoticis ad
medicinam pertinentibus.
3) Rei herbariae institutiones secundum methodum Tourneforti
4) Istoria naturale della Campania sotterranea divisa in due parti; nella prima si tratta
delle materie naturali, e delle portentose piogge di sassi anticamente in essa caduti;
coll’aggiunta di una storia delle antiche piogge di pietra, di mattoncelli, di ferro, di sangue,
di latte, e di carne da Livio, e da Plinio narrate (1)
5) Nella seconda delle osservazioni microscopiche fatte sopra le nature delle coralline,
e di alcune altre produzioni marine e sopra le acque minerali della Campania da Niccolò
Braucci professore di storia naturale napoletana, e membro della Società Botanica di
Firenze (2)
6) Annotazioni sull’opera: Plantae per Galliam Hispaniarum et Italiam observtae del
Rev. Giacomo Barelliere di Parigi
7) Tractatus de animalibus ad medicinam facientibus
8) Annotazioni sulle opere di Doria intitolate: la vita civile
9) Trattati di Medicina pratica
10) Commentarii sugli Aforismi di Ippocrate
11) De metodo cognoscendi plantas
12) Lezioni accademiche sulla natura e generazioni delle piante
13) Commentarii di rimedi specifici
14) Progetto per la costruzione d’un orto botanico
15) Concorso di botanica sopra il Giusquiamo
16) Concorso di Medicina pratica nel 1753
17) Concorso per la Medicina teorica 1760
18) Istituzioni di botanica
19) Trattato di Patologia
20) Id. di Notomia
21) Id. dei morbi contagiosi
22) Id. de vi electrica
23) Id. de Fisiologia
24) Id. de morbis thoracicis
25) Id. de morbis venereis
26) Sono poi famose alcune Epistolae a Domino Ernesto Gottlob Bose in accademia
Lipsiensi botanicae professori celeberrimo.
Niccolò Braucci morì a 54 anni di età, il 19 gennaio 1774, mentre stava attendendo, per incarico
del Galiani per l’accademia di Parigi, alla scrittura di una storia della Campania sotterranea, per la
quale stava impiegando molto danaro, facendo eseguire scavi e lavori sotterranei in molte parti
della Campania.
BIBLIOGRAFIA
Fajola, Sulla vita e sulle opere di Nicola Braucci da Caivano, Discorso letto nell’Accademia
degli Aspiranti Naturalisti, nella tornata del 3 febbraio 1842, in Il Filiatre Sebezio, XII, 1842,
vol. XXIII. pp 248-255.
S. De Renzi, Storia della Medicina in Italia, V, Napoli 1848, pp. 528, 557.
A. Costa, Storia critica della coltura della zoologia e paleontologia nel Regno di Napoli,
in Annali Scientifici (Napoli) II (1855), pp 334 ss.
P. A. Saccardo, La botanica in Italia, Materiali per la storia di questa scienza, parte 2, in
Memorie del R. Ist. Veneto di scienze, lettre ed arti, XXVI (1901), 6, p. 23.
F. S. Ponticelli, Notizie sulla origine e le vicende del Museo Zoologico della R. Univ. di Napoli,
in Annuario del Museo Zoologico d. R. Univ. di Napoli, n.s., I (1901), 2, p. 12.
G. D’Erasmo, Di Nicola Braucci da Caivano (1719-1774) e della sua opera inedita …, in Atti
della R. Acc. delle Scienze fisiche e matematiche della società Reale di Napoli, s. 3, III (1941),
2, passim.
U. Baldini, Braucci, Nicola, in Dizionario biografico degli Italiani, Istituto dell’Enciclopedia
Italiana, IV volume.
S. Zazzera, Procida e Vivara nella “Istoria naturale della Campania sotterranea” di Niccolò
Braucci, in Trifoglio Vivara, 1984, 2: 9-11, in cui vengono riportate, con opportuni commenti, le
pagine 28, 46, 50, 57, 58, 91, 92, del manoscritto del 1767 relative a Procida e Vivara.
Note:
(1) Questa è l’unica parte che ci è pervenuta e si articola in tre sezioni : sulla
struttura geologica della campania, sul vulcanismo e sulle testimonianze relative alle “piogge di pietre”,
che il Braucci considerava prodotti dell’attività vulcanica. L’opera, molto documentata, è uno dei primi
importanti documenti della nuova geologia analitica e descrittiva: partendo dall’esame della cosiddetta
“grande conca” campana compresa la parte insulare, è la prima del genere e la sua esattezza e
completezza fu riconosciuta da studiosi quali il de Lorenzo, Riva e D’Erasmo.
(2) Questa pubblicazione fu vista dal Costa nel 1855, ma in seguito andò perduta.