VICENDE DELL'ARCHIVIO
DEL COMUNE DI GRUMO NEVANO
BRUNO D'ERRICO
Il dott. Bruno D'Errico, dipendente del Comune di Grumo Nevano, ha coordinato,
nel corso dell'anno 1997, un gruppo di impiegati al fine di provvedere al riordino
e alla catalogazione del materiale documentario dell'archivio del Comune di Grumo
Nevano. L'articolo che segue è un estratto, riveduto ed ampliato, della relazione
presentata all'Amministrazione sul lavoro svolto.
La vicenda storica dell'archivio del Comune di Grumo Nevano che si é potuta ricostruire,
attraverso la documentazione conservata nell’archivio stesso, fornisce un quadro poco felice
risultante, probabilmente, da secoli di incuria nonché da anni di scarto "facile". Dalla
documentazione superstite si apprende che già nel 1877 (delibera di consiglio comunale
n. 13 dell'11 settembre 1877) veniva segnalato lo stato di degrado delle carte d'archivio
causato dal fatto che il locale dove si trovava l'archivio di deposito presentava una «tale
umidità da far marcire tutti i registri e gli atti che si trova[va]no depositati» e, mancando
nella casa comunale altro locale che si potesse adibire a tale scopo, si decideva di eseguire
lavori alla stanza dell'archivio per eliminare il grave inconveniente.
Una situazione poco dissimile era segnalata nel 1926 (deliberazione del commissario
prefettizio n. 33 del 4 settembre 1926) allorché «tutte le carte d'archivio fino al 1895
trovavansi ammucchiate in perfetto e completo disordine ed abbandono in una soffitta
dell'edificio scolastico, ove marcivano per le infiltrazioni dell'acqua dal tetto». Certamente
non aveva giovato all'archivio il trasferimento della sede comunale dall'edificio di Corso
Cirillo al fabbricato sito alla Piazza Capasso, acquistato per essere destinato a sede
della scuola, ma che per un certo periodo (circa vent'anni) fu anche utilizzato come
casa comunale. Nel 1926 il segretario comunale dell'epoca, Giuseppe Petroli, «ebbe
la lodevole iniziativa di sottrar[re]» le carte dell'archivio «a simile abbandono» facendo
trasportare gli atti in uno dei terranei della casa comunale ritornata alla precedente sede
di Corso Cirillo, dove furono impiantati «gli scaffali necessari, utilizzando in gran parte
materiale vecchio» e si procedette ad «una prima selezione delle carte, in modo che
esse potessero essere custodite più sicuramente e risultasse facilitata quella sistemazione
in archivio, cui l'Amministrazione » avrebbe dovuto provvedere appena possibile.
Ma la situazione dell'archivio non dovette migliorare di molto se nel 1932 l'ing. Isidoro
Caso, nella sua relazione al «Progetto per la costruzione del nuovo palazzo comunale
sopraelevando un esistente fabbricato a pianterreno», scriveva: «Il fabbricato ove attualmente
sono installati gli uffici dell'Amministrazione comunale, da tempo non risponde più alle
esigenze moderne. Infatti, esso si compone a primo piano di sole quattro stanze ed uno
stanzino pensile. Due di dette stanze, in cui é stato collocato l'Archivio generale, sono
molto umide e tali che marciscono quasi tutti i documenti ivi conservati, di cui parecchi
si sono resi un po' illeggibili». Il progetto dell'ing. Caso, che prevedeva il trasferimento
della sede comunale nell'edificio sito alla via allora Capasso, oggi Giovanni Amendola,
non sarebbe stato realizzato che negli anni quaranta (e poi completato, con la
sopraelevazione negli anni '60), dopo la guerra, quando la sede del Comune fu trasferita
nell'attuale casa comunale. Ed anche in quel caso il trasferimento degli uffici comunali
creò qualche apprensione per l'archivio, come si può rilevare dalla delibera di consiglio
comunale n. 30 del 27 aprile 1946. Il sindaco dell'epoca, Michelangelo Chiacchio,
invitava il consiglio a «voler provvedere in merito al trasferimento dell'archivio di
deposito dal terraneo comunale al Corso Cirillo n. 7, all'apposito locale nel Municipio
a Via Amendola», sottolineando l'urgenza del provvedimento, rilevando che non era
«affatto opportuno che mentre gli uffici municipali funziona[va]no in una sede, l'archivio
di deposito [fosse] lasciato ancora lontano dalla stessa, e quindi incustodito». Il consiglio
incaricava il consigliere Antonio Padricelli perché lo stesso provvedesse a tutto quanto
necessario, a mezzo del personale comunale, per il sollecito trasferimento delle scaffalature
e dei documenti dell'archivio comunale «alla stanza sita nella torre del municipio a Via
Amendola, espressamente destinata ed adibita ad archivio di deposito».
Anche nella nuova sede comunale l'archivio avrebbe però subìto diverse traversie,
prima all'epoca della costruzione del primo piano (anni '60) e, quindi, con la costruzione
del secondo piano (anni '80), quando il materiale documentario, privato di una propria
sede fu sistemato alla meglio nei corridoi e sulle scale della casa comunale in uno stato
di grande abbandono. Risale a quegli anni, probabilmente, la dispersione di atti relativamente
recenti, quali, ad esempio, svariati contratti di concessione di nicchie al cimitero consortile
risalenti agli anni '50 e '60. Infine nel 1986 gran parte del materiale documentario più antico,
anche se non tutto, fu raccolto nell'attuale stanza destinata ad archivio storico e di deposito
a piano terra.
Se dispersioni del materiale archivistico, specie nel secolo scorso, ma ancora in tempi recenti,
si possono solo intuire (stante la mancanza di atti che non ci sono pervenuti), di alcuni copiosi
scarti ufficiali d'archivio abbiamo invece la testimonianza documentaria.
Nel 1935 le autorità governative richiedevano uno scarto di atti d'archivio. Si era all'epoca
della guerra di Etiopia e il governo fascista doveva far fronte al boicottaggio promosso
contro l'Italia dalle nazioni democratiche con la politica dell'autarchia. In quel periodo tutto
si doveva riciclare e surrogare e la carta era divenuto un bene prezioso, tale da giustificare
anche scarti, a cuor leggero, di documenti d'archivio. In merito allo scarto l'archivista comunale,
con nota del 12 dicembre 1935 esprimeva la sua opinione, proponendo di eliminare i registri di
protocollo dal 1897 al 1925, «tutti gli atti dell'antico archivio (22 categorie), facendo restare
solamente le pratiche che po[tessero] riguardare il patrimonio del Comune (lavori pubblici, titoli
di provenienza ecc.). Eliminare una ventina di anni di pratiche del nuovo archivio (15 categorie),
possibilmente dal 1897 al 1916, senza toccare però le categorie 5ª, 10ª e 15ª, rispettivamente
"Finanze", "Lavori Pubblici" e "Pubblica Sicurezza"». Egli riteneva pure che si potessero eliminare
i vecchi registri contabili, ma su questo gli sembrava utile «sentire il parere del contabile del Comune »,
così come «tutti gli atti riguardanti la gestione dell'Ente Consumo comunale, durante la guerra».
Sulla stessa nota il segretario comunale esprimeva il suo accordo, tranne che per i registri
contabili per i quali riteneva fosse meglio rimandare in un secondo tempo.
Con verbale del 2 febbraio 1936, approvato con delibera del Commissario prefettizio n. 49
del 3 marzo 1936, veniva disposta la eliminazione dall'archivio di deposito di:
a) registri di protocollo di data anteriore al 1906 (30 anni);
b) tutti gli atti dell'archivio antico (22 categorie), conservando solamente quelli riferibili ai titoli
di provenienza delle proprietà comunali, ai lavori pubblici, agli inventari ed alla pubblica
sicurezza, se ve ne fossero stati.
c) tutti gli atti riguardanti le gestione dell'Ente Consumo 1915-1918 funzionato nel periodo
bellico ed anche dopo.
Ma lo scarto proposto non era approvato dalla Prefettura di Napoli, che comunicava la
necessità: 1) di stendere un elenco dettagliato delle scritture da eliminare; 2) della
conservazione di registri di protocollo e indistintamente di tutte le carte anteriori al 1861
e quelle dell'ultimo quinquennio; 3) di conservare delle rimanenti scritture tutti gli atti che
comunque potessero occorrere nell'interesse dell'Amministrazione e della futura
conoscenza della vita e delle istituzioni dei tempi.
Con delibera del Commissario prefettizio n. 185 del 25 giugno 1936 fu approvato l'elenco
degli atti da eliminare che, ad eccezione dei registri di protocollo, riproponeva comunque
lo scarto di tutto il materiale già proposto con la precedente deliberazione. Con questo
scarto furono così eliminati, come proponeva l'archivista dell'epoca, tutti gli atti dell'archivio
antico (tranne pochi incartamenti pervenutici) ossia gli atti precedenti al 1897, archivio
che, se lo scarto fu eseguito correttamente, non conteneva più, già all'epoca, atti
anteriori al 1861, o quasi, visto che, comunque, a noi sono giunti quattro
incartamenti degli anni 1801, 1814, 1824 e 1835.
L'elenco di scarto contenuto nella delibera e poi trascritto per essere sottoposto
all'approvazione della Soprintendenza Archivistica, appare dunque assai importante per
conoscere, a grandi linee, il materiale documentario eliminato nel 1936 dall'archivio comunale.
In particolare si proponeva lo scarto di:
1) minute di verbali e atti consiliari e della Giunta comunale per un peso di 90 kg;
2) convocazioni ordinarie e straordinarie della Giunta e del Consiglio nonché la
corrispondenza relativa per un peso di 70 kg;
3) carte relative ai vecchi censimenti e registri di movimento della popolazione
anteriori al 1916 per un peso di 110 kg;
4) carte relative a corrispondenza con i maestri elementari e direttori didattici
anteriori al 1916 per un peso di 85 kg;
5) corrispondenza e atti relativi alle strade comunali ed all'esecuzione del lavori
anteriori al 1916 per un peso di 200 kg;
6) un poderoso carico di giornali e riviste per altri 200 kg;
7) ordinanze di antica data in materia di polizia urbana e rurale per 80 kg;
8) atti e carte relativi alla sanità e all'igiene per 75 kg;
9) atti relativi a feste, processioni, fuochi, musiche, ecc. relativi a tempi di vecchia data per 90 kg;
10) corrispondenza varia con altri comuni e con la Provincia per 150 kg;
11) vecchie matricole di tasse ed altre carte inerenti di vecchia data per 225 kg;
12) corrispondenza con autorità di P.S. anteriore al 1906 per 105 kg;
14) carte relative alla beneficenza, commercio, calmieri e simili di vecchia data per 250 kg.
Escludendo, quindi, giornali e riviste, il peso complessivo del materiale documentario
scartato ascendeva a 1730 kg.
Già alla fine del 1937 la Prefettura di Napoli invitava, in forza di disposizioni
del Capo del Governo, a procedere ad un nuovo scarto di atti d'archivio.
Con determinazione podestarile n. 101 del 26 marzo 1938 veniva disposto la
scarto della parte ritenuta meno importante degli atti delle quindici categorie
d'archivio per gli anni dal 1898 al 1927 per un totale di 670 kg.
Infine nel 1950, giusta deliberazione di Giunta comunale n. 107 del 15.12.1950,
veniva disposta la eliminazione degli atti d'archivio del periodo dal 1928 al 1939
incluso, nonché degli anni precedenti dal 1898, per un peso totale di 1065, 400 kg.
Con questo ultimo scarto, regolarmente approvato, fu completato il depauperamento
dell'archivio comunale, privandolo dei rimanenti atti più antichi, mentre veniva
conservata una minima documentazione ritenuta più importante che é pervenuta
fino a noi. In pratica l'archivio storico comunale, ad eccezione della serie completa
dei registri dello Stato Civile ad iniziare dal 1809 (manca solo il registro dei morti
del 1830, ma si tratta di una lacuna sicuramente di antica data), dei quattro incartamenti
sopra citati degli anni 1801, 1814, 1824 e 1835 (si riferiscono tutti a lavori alla chiesa
di S. Tammaro) non conserva altra documentazione anteriore al 1860. Scarsissima
poi é la documentazione per il periodo tra il 1861 e il 1897, mentre il registro più antico
risale al 1867 ( Contabilità particolare del Sindaco anni 1867/69). La serie dei registri
delle deliberazioni di Giunta e Consiglio iniziano dal 1870 e presentano notevoli lacune.
Il registro di protocollo più antico risale al 1879. I registri contabili conservati dal 1800,
ossia giornali di cassa, mastri e registri dei mandati, risalgono rispettivamente al 1883,
al 1875 e al 1873, mentre i più antichi registri della leva militare risalgono al 1881.
Pure scarsa è la documentazione pervenutaci per gli anni tra il 1898 e il 1939, mentre
da quest'ultimo anno in poi é conservato il carteggio generale delle quindici categorie d'archivio.
ALCUNI DOCUMENTI CONSERVATI NELL’ARCHIVIO DEL COMUNE DI
GRUMO NEVANO (La segnatura delle unità archivistiche è provvisoria in quanto
non è stato ancora completato tutto il lavoro di catalogazione del materiale documentario
e non è stato redatto il relativo inventario).
- Busta 34b (3 fascicoli): 1) Costituzione dell’Ente comunale assistenza a seguito
soppressione congregazione di carità (1937); 2) Congrega di carità (1912); 3)
Monte elemosiniere Parolisi dal 1900 al 1904.
- Busta 51b (6 fascicoli): 1) ampliamento casa comunale (anni 1932-34) [include
fascicolo costruzione della nuova sede per uffici municipali (1923)]; 2) pagamenti
di progetti Ing. Caso Isidoro (1923); 3) atti progetto costruzione nuovo palazzo
comunale Ing. Caso Isidoro (1932); 4) registro «Misura finale ed apprezzo dei
lavori eseguiti dall’appaltatore Vito Compagnone per restaurare, ampliare e decorare
la casa municipale di detto Comune..» (1868); 5) registro «Posto di Guardia Nazionale,
orologio pubblico, illuminazione notturna e lapidi marmoree del Comune di Grumo
Nevano. Misura finale ed apprezzo dei lavori eseguiti dall’appaltatore Vito
Compagnone» (1868); 6) per l'aggregazione di un fabbricato di questo Comune a
quello di Frattamaggiore (1919-21).
- Busta 99b (9 fascicoli) [inerente la costruzione del monumento a Domenico Cirillo
in occasione del centenario della Repubblica Napoletana del 1799 (1899-1908)].
- Busta 19g (3 fascicoli): 1) circa appartenenza della chiesa di Santa Caterina [contiene
carte del 1867] (1905-1939); 2) tassa sul suono delle campane [contiene fascicolo
intitolato: carte relative al cambio della campana rotta e per la formazione del nuovo
asse alla campana grande (1814)] (1898-1938); 3) sistemazione largo chiesa e zone
laterali [ contiene: I - carte riguardanti li chiesti e non eseguiti accomodi nella chiesa
parrocchiale di Grumo, menocché la spolverizzatura della medesima (1801); II -
carte riguardanti la costruzione del pavimento di quadroni in questa chiesa parrocchiale
(1824); III - In ordine alla zoccolatura di marmo a piedistalli interni a questa chiesa
parrocchiale (1835);] (1901-1941).
- Busta 95b (8 fascicoli) [atti inerenti l’istituzione dell’asilo infantile per bimbi del
popolo nei locali dell’Istituto S. Gabriele (1937-39)].
- Busta 127b (4 fascicoli): 1) progetto redatto dall’Ing. Antimo Spena per costruzione
edificio scolastico (1927); 2) progetto per l’ampliamento dell’edificio scolastico
esistente (1933-36); 3) progetto dell’Ing. Caso per la costruzione di edifico
scolastico (1935-37); 4) vari edificio scolastico (1940).
- Busta 70b (22 fascicoli), tra gli altri: 2) ampliamento servizio merci ferrovia stazione
Frattamaggiore - Grumo Nevano (1901); 4) ampliamento stazione ferroviaria (1904);
17) delimitazione del territorio comunale con Frattamaggiore (1934).
- Busta 74b (3 fascicoli): 1) atti cat. X (1936); 2) toponomastica [contiene documenti
dal 1867] (1931-1937); 3) lavori alla direttissima Napoli - Formia (1927-34).
- Busta 83b (3 fascicoli), tra gli altri: 1) atti cat. X (1938) [contiene fascicoli lavori
inerenti alla direttissima ferroviaria (1932-36) e raddoppio tratto ferroviario
Aversa - Napoli (1926)].
- Busta 190b (4 fascicoli) [atti inerenti la costruzione dell’acquedotto del
Serino (1891-1912)].
- Busta 191b (3 fascicoli) [atti inerenti la costruzione dell’acquedotto
del Serino (1913-1915)].
- Busta 98b (3 fascicoli), tra gli altri: 3) costruzione case popolari (1920-26).