RIVIVE IN AFRAGOLA IL MITO
DI RUGGERO II IL NORMANNO

LINA MANZO

Tracciare in breve il profilo di Ruggero II il Normanno non è certamente facile impresa, se si considera quanto poliedrica sia stata la sua personalità sul piano militare, diplomatico, umano.
Nato da Ruggero I, conte di Sicilia, figlio di Tancredi di Altavilla, rivela, sin dalla prima giovinezza, lo spirito d'avventura tipico dei Normanni congiunto ad una perspicacia politica non comune.
Sua meta perseguita con costanza senza pari è quella di fare della Sicilia il centro di uno stato mediterraneo particolarmente potente.
Riesce a stendere il suo dominio sul ducato di Puglia e su quello di Salerno; sconfigge la lega organizzata contro di lui dal Papa Onorio II e questi è costretto a riconoscere le sue conquiste il 23 agosto 1128.
Nello scisma seguito alla morte di Onorio, Ruggero si schiera contro Innocenzo II, appoggiando l'antipapa Anacleto II e, nelle successive trattative, con la bolla di Avellino del 27 settembre 1130, ottiene la corona regia di Sicilia, Calabria, Puglia e del principato di Capua. Tale regia promotio è approvata per acclamazione dai suoi vassalli riuniti a Salerno, per cui, nel Natale dello stesso anno, egli è solennemente incoronato nel Duomo di Palermo e nasce così il regno da lui tanto ardentemente auspicato.
Ha ora inizio l'opera di consolidamento del nuovo stato, in preda all'anarchia e percorso da sollevazioni; le operazioni militari durano ben nove anni. Morto nel 1138 Anacleto II, Ruggero si muove contro il suo maggior nemico, il Pontefice Innocenzo II, e lo sconfigge il 22 luglio 1139 a Galluccio sul Garigliano, costringendolo alla riconciliazione.
Nell'organizzazione dei suoi domini, Ruggero mostra capacità veramente eccezionali; pur mantenendo le strutture feudali, e non poteva essere diversamente se si pensa alle generali condizioni del suo tempo, egli riesce a trarre dal diritto romano i principi fondamentali del suo codice e con le Assise promulgate nell'assemblea di Ariano pone le basi di un potere regio accentratore, solido, ma anche lungimirante.
Riesce a fare del suo stato un vero ponte fra Occidente e Oriente; crea, con l'ausilio del suo ammiraglio Giorgio di Antiochia, una potente flotta, decisiva per le vittorie che saprà riportare lungo le coste africane, rivelandosi autentico baluardo contro i tentativi di penetrazione musulmana.
Con particolare abilità riesce a svegliare energie, a promuovere ricchezza, mostrando grande scrupolo nell'amministrazione del patrimonio nazionale, tanto che con la legge De resignandis privilegiis del 1144 vuole che questo sia universalmente noto e crea il catasto defetarii che resta il monumento forse più insigne del suo regno. Mostra tolleranza verso i vinti e sa opportunamente sfruttare gli aspetti positivi delle tradizioni di cui sono portatori.
Le arti, le scienze, le lettere sono da lui altamente incoraggiate; restano testimonianze di tanto impegno monumenti meravigliosi, in particolare quelli di Palermo, il castello della Favara, la cappella Palatina, la chiesa della Martorana, il Duomo di Cefalù.
A Palermo si spegne, a soli 59 anni, il 26 febbraio 1154. Nel Duomo di questa città, in un arca di porfido, si conservano i suoi resti mortali.
Lo stato da lui creato è destinato a durare ben sette secoli, fino ai tempi moderni, quale Regno delle due Sicilie.
E' a Ruggero II il Normanno che la tradizione attribuisce la fondazione di Afragola, quando, nel 1140, avendo egli consolidato le sue conquiste, rese stabili le strutture dello stato da lui creato, licenziò le fedeli milizie e assegnò ad un gruppo di veterani un territorio non lungi da Napoli, chiamato circuito delle fragole.
L'evento è tramandato da una generazione all'altra come assolutamente vero, tanto che nel 1390 Fra Domenico de Stelleopardis lo ricorda in una «Relatione historica della fondazione della chiesa di S. Marco della Salvatella della terra dell'Afragola ...» scritta in ottava rima.
In realtà, Afragola è certamente un centro molto più antico, di origine osca, come dimostrano i molti ritrovamenti archeologici venuti alla luce nel suo territorio. Ma che Ruggero II abbia potuto trovarsi in Afragola è possibile se si pensa che egli dovette lungamente combattere per espugnare Napoli, ultimo tenace ostacolo alla sua marcia vittoriosa, e proprio alla fine del settembre 1140 potette entrare trionfalmente in città.
Afragola è il più popoloso centro del retroterra a nord di Napoli; fra la sua parte più antica il castello fondato dalla regina Giovanna II nel 1380. Però la località ha certamente visto fiorire la civiltà osca, la più remota della Campania.
Evidentemente quando si parla di «fondazione» da parte di Ruggero II si usa un termine improprio: il sovrano, tanto abile nel campo organizzativo ed in quello amministrativo, dovette dare alla località ove inseriva i suoi veterani un assetto ordinato e definitivo.
Non staremo a discutere sulla formazione del nome della città; ci limiteremo a ricordare che forse da una primitiva Villa delle fragole sia derivata una scomposizione e La fragola sia divenuta Afragola.
Nello stemma della città opportunamente campeggiano ramoscelli di fragole.
Nel 1886, a perpetuare un mito entrato nella tradizione popolare, il pittore Moriani nella volta del salone centrale del Comune raffigurava il Ruggero II il Normanno che concedeva ai suoi soldati il possesso delle terre e riceveva l'omaggio dei contadini locali.
Tale mito rivive ai nostri giorni, attraverso il prestigioso Premio Nazionale «Ruggero II il Normanno», giunto nel 1997 alla sua settima edizione, un'iniziativa dovuta all'amor patrio ed alla munificenza del Prof. Luigi Grillo, attivissimo presidente della Pro Loco; Presidente, negli anni giovanili del benemerito sodalizio culturale afragolese «Pier Giorgio Frassati»; cultore di discipline sportive di primissimo piano, tanto da essere il più giovane ed il più bravo arbitro di calcio operante ai massimi vertici sia in campo nazionale che internazionale, così da meritare il premio Longagnani; più volte consigliere comunale, appassionato sostenitore dei più validi interessi afragolesi, Vice Sindaco e Sindaco delegato; sempre partecipe, con tenacia ed entusiasmo, a qualunque iniziativa veramente valida sul piano culturale.
Ma, al di là del Premio annuale intitolato al leggendario sovrano normanno, alla costanza ed alla tenacia di Luigi Grillo si deve il bel monumento in bronzo al grande condottiero, eseguito dalla scorta del bel dipinto del Moriani.
La lunga lista dei premiati nel corso degli anni al «Ruggero II il Normanno», tutte personalità di primissimo piano nel campo delle scienze, delle arti, della politica, fa veramente di Afragola un centro culturale di importanza nazionale.



Il monumento a Ruggero II il Normanno in Afragola,
ideato da Luigi Grillo e realizzato da Domenico Marino.



MORIANI (1886) - Omaggio del popolo a Ruggero II
il Normanno, ritenuto fondatore di Afragola (particolare del
grande affresco del soffitto del salone delle adunanze del
Comune di Afragola e che ha ispirato il monumento).