IL COMUNE DI GRICIGNANO D'AVERSA:
ANTICHISSIMO INSEDIAMENTO UMANO

GENNARO CAIAZZO

Il Comune di Gricignano d’Aversa, anche per la favorevole posizione geografica, posto com’è a venti km dal mare e a due km dal fiume Clanio, gli attuali Regi Lagni, è risultato abitato fin dall’età più remota.
Sebbene il lavoro di ricostruzione storica del toponimo e delle origini risulta, in parte, reso arduo dalla mancanza di una documentazione attendibile, le ricerche archeologiche che tuttora sono in corso in località Falciano - Castagno stanno ampiamente confermando lo stanziamento di insediamenti di popolazioni, molto evolute, a partire dai secoli IX e VIII a.C., gettando così nuova luce sui primi abitatori della Campania Felix.
Mentre, però, non è possibile indicare una precisa data di nascita della comunità di Gricignano così come oggi è organizzata, gli studiosi e gli storici sono concordi nel ritenere che l’origine del Comune risalgono all’età romana, probabilmente al periodo imperiale della centuriazione dell’Ager Campanus. In particolare, l’origine del toponimo può derivare da un nome prediale, derivante dal nome gentilizio Graecinus. La denominazione Gricignano è infatti composta da Graeciniuns + anum, ossia dal nome seguito dal suffisso latino che ha il significato di “appartenente a ...”, che generalmente veniva applicato ai nomi gentilizi per definire il possesso dei loro beni. Successivamente con la deduzione di coloni per coltivare i fertili territori, fu costituito il primo nucleo abitato che trasse il nome dal patronus.
La prima vera documentazione storica, benché con diverse varianti linguistiche di trascrizione, quali Gricchiniani, Greciniani, Graccignani, Grecinianu, ecc., risale ai secoli IX e X d. C., grazie alla preziosa raccolta di documenti da parte di valenti studiosi, in primo luogo Ludovico Antonio Muratori.
Da tale periodo fino al 1806, anno della eversione della feudalità, Gricignano venne coinvolto in importanti eventi e vicende storico-sociali, che hanno legato la comunità locale alle vicende del Meridione d’Italia.
Con la nascità delle università (comuni) che dividevano le proprie competenze territoriali, amministrative e fiscali con il potere baronale, Gricignano ha vissuto tutte le più importanti vicende sociali ed economiche della città di Aversa. Come tutti i feudi, i casali e le terre nel periodo medievale, il casale di Gricignano fu posseduto da diversi baroni, appartenenti alle famiglie più in vista del Regno di Napoli (Piscicelli, Caracciolo, Carafa, Ceva Grimaldi, Stella, Spinelli, Miroballo, ecc.) che, a differenza di quanto accadeva nei casali limitrofi, non sempre crearono un rapporto “accettabile” con la popolazione del luogo, dal momento che essi non erano dimoranti abituali del palazzo baronale. Con i feudatari l’università ebbe spesso conflitti di natura amministrativa e giurisdizionale, tanto da essere costretta a ricorrere alle vie legali presso i tribunali del regno, di stanza a Napoli. Nei secoli XVI e XVII tra i cittadini gricignanesi cominciò a svilupparsi una interessante “coscienza popolare”, attestata dalla partecipazione di numerosi cittadini alle pubbliche assemblee, convocate dagli Eletti del casale per rivendicare gli usi civici e i diritti espropriati.
Annualmente si tenevano le elezioni degli amministratori del casale, due eletti, che un banditore provvedeva ad annunciare qualche giorno prima per le strade del paese, mentre veniva affisso un avviso nei luoghi più frequentati (chiese, palazzo baronale, spazi pubblici).
Nel corso del 1700 si diffuse un movimento contro le prepotenze e i soprusi del feudatario con il quale si ebbe anche una lite giurisdizionale sui cosiddetti “diritti proibitivi” (il permesso di aprire bottega, di panificare usando il forno e il mulino, di macerare la canapa e il lino nei lagni) di cui la cittadinanza si sentiva ingiustamente espropriata.
Nel 1806 con l’arrivo dei Napoleonidi la ventata di rinnovamento portata nel regno fece sentire il suo influsso anche nel piccolo casale: iniziava il difficile, ma ineluttabile processo di liberazione dal potere feudale! A partire da quest’anno, gli sforzi degli amministratori locali, identificati nelle nuove cariche del sindaco e del consiglio del Decurionato, furono rivolti all’ammodernamento ed al rafforzamento delle forme di partecipazione popolare al Comune, al fine di eliminare ogni residuo feudale. A quell’epoca all’Università di Gricignano venne aggregato il casale di Casolla Sant’Adiutore, una volta casale regio ormai disabitato, e per alcuni anni il nuovo comune fu denominato “Gricignano e Casolla Sant’Adiutore Riuniti”.
All’epoca del plebiscito per l’annessione del Regno all’Italia unita (ottobre 1860) i Gricignanesi mostrarono di conservare la fede borbonica, dal momento che solo pochi esercitarono il diritto di voto, esprimendo un voto di astensione.
Progressivamente iniziarono ad intensificarsi iniziative per l’acquisizione di una coscienza nazionale. Nel 1871, su proposta di una deliberazione del Consiglio comunale, il Ministero dell’Interno decretò la nuova denominazione di “Gricignano d’Aversa”, voluta al fine di far uscire il nostro comune dall’isolamento. Ulteriori sforzi dell’amministrazione comunale furono rivolti alla costruzione del cimitero, localizzato nell’area dell’ex parrocchia di Sant’Adiutore, ormai desacralizzata; della nuova sede municipale e della piazza; alla lotta contro l’analfabetismo, mediante l’istituzione delle scuole; alla realizzazione di alcune importanti opere pubbliche, in primo luogo le strade di collegamento con Aversa, l’installazione della rete idrica per le strade cittadine con allacciamento del comune all’acquedotto di Serino, con la costruzione di alcuni fontanili in pietra vulcanica che si conservano ancora oggi.
Con Regio Decreto del 1928 il Comune di Gricignano perse la sua autonomia e divenne sezione municipale della Città di Aversa fino al 1946, quando l’11 settembre la riottenne, dopo che al referendum istituzionale la maggioranza dei cittadini aveva espresso la sua preferenza per la Monarchia.
Dal secondo dopoguerra ad oggi a Gricignano sono state realizzate importanti opere pubbliche, con un forte cambiamento della fisionomia urbanistica della cittadina. Dell’antico nucleo storico, cresciuto intorno ai quattro slarghi, Piazza, Chiesa, Torre, Bottega e Pigne, l’abitato si è esteso nelle contrade denominate Starza Grande, Campo d’Orio, San Salvatore, Cardoni, Madonna dell’Olio ed altre. Circa il numero degli abitanti nell’ultimo cinquantennio, il nostro comune ha avuto un costante aumento della popolazione, fino a raggiungere le attuali 8730 unità.
Nei secoli XIV - XV il casale contava intorno alle 30 famiglie; nei secoli successivi il numero degli abitanti crebbe di alcune centinaia di unità; nel secolo XVIII il numero delle anime ascendeva a 750 - 800 unità; nel 1800 a circa 1500 persone, mentre al censimento del 1901 risultarono 1763 abitanti, divenuti circa 2500 negli anni del secondo conflitto mondiale. Il forte incremento demografico, a partire dagli anni ’70 è dovuto alla localizzazione nel nostro territorio di alcuni insediamenti industriali che, unitamente al boom dell’espansione edilizia, ha fatto arrivare molti immigrati nella cittadina di Gricignano. Attualmente è in corso di realizzazione la cittadella militare della U.S. Navy, la quale porterà ad insediarsi nel territorio di Gricignano, nell’arco di un quinquennio, circa 5000 militari della marina statunitense.


SCHEDA
Il Comune di Gricignano d’Aversa, dall’ultima rilevazione statistica disponibile - agosto 1997 - risulta contare 8725 abitanti, di cui 4379 maschi e 4346 donne.
È posto ad una altezza compresa tra 0 e 50 m sul livello del mare, con una acclività tra 0 e 2%.
Il territorio del Comune è esteso su una superficie di kmq 9,84, riportata su n. 7 mappe catastali.
Anche se l’usura del tempo e l’incuria degli uomini hanno trasformato talune memorie storico-artistiche, la cittadina conserva alcuni monumenti di particolare interesse: la chiesa parrocchiale di S. Andrea Apostolo. Risalente nella struttura originaria al secolo XIII; la chiesa di S. Adiutore; la chiesetta rurale di S. Maria a Piro. In località Boscariello, che alcune testimonianze vorrebbero sorta su un vetusto tempio pagano; la cappella di S. Lucia, risalente agli inizi del secolo XVII e la cappella della SS. Annunziata, la quale conserva alcuni affreschi in stile rinascimentale, e per questo, ai sensi della legge del 1° giugno 1939, è stata dichiarata, con decreto ministeriale dell’11 luglio 1988, monumento di particolare interesse; il palazzo municipale con orologio ottocentesco e con l’antistante piazza, che sono sorti alla fine del secolo scorso sulle vestigia del palazzo ducale con l’annesso cortile.
Di grande interesse folkloristico, fino ad alcuni anni or sono, era la Festa dei Dodici Mesi che si svolgeva il primo gennaio, oppure l’ultimo giorno di Carnevale, con dodici giovani su dodici cavalli, i quali a turno recitavano ingenui componimenti di vita agreste, uno su ciascuno mese dell’anno. Grazie all’opera di ricerca di un gruppo di docenti della locale scuola che qualche anno fa sono riusciti a “recuperare” il testo nella forma linguistica del dialetto gricignanese, la manifestazione è stata rappresentata, suscitando grande interesse nella cittadinanza.

Bibliografia e fonti archivistiche:
Archivio di Stati di Napoli, Catasto Onciari, Cedolari.
L. A. MURATORI, Rerum italicarum scriptores, 25 voll., Milano 1723-1751.
A. GENTILE, La romanità dell’agro campano alla luce dei suoi nomi locali, Napoli 1957.
G. FLECHIA, Nomi locali del napolitano derivati da gentilizi italici, (1878) ristampa anastatica Forni Editore.