Regolamento della Cassa di Carità Nazionale - Napoli s. d.
L'applauso, che il Governo Provvisorio, e tutti i Cittadini han fatto al progetto di
Carità Nazionale pubblicato dal Cittadino Rappresentante Domenico Cirillo merita
per parte de' Cittadini, e Deputati dell'Opera un zelo analogo all'utilità del progetto
istesso.
I principi della più intesa umanità, e le massime, e precetti più essenziali del
Sacrosanto Evangelo su de' quali è poggiata l'idea di tale Opera, e che veggonsi
rilucere nel Proclama dell'Autore, richiamar deve la più rigida censura, ed esame del
Pubblico imparziale su la condotta degli Direttori, e Deputati; mentre se in tutti i
Governi hanno gl'Indigenti diritto su la Nazionale Beneficenza, più di ogni altro
debbono sicuramente aspettarsela nella Democrazia, ove la Libertà, e l'Eguaglianza
fanno di continuo all'energico sviluppo di tutte le sociali virtù.
Se dunque da una parte l'attività, lo zelo, e l'onestà de' Cittadini Direttori, e Deputati
concorrerà all'esatto dissimpegno della loro commessione, e se dall'altra il Governo
somministrerà porzione de' fondi, che vi abbisognano, o de' mezzi per ritrarli; e la
pietà di tutti i Cittadini volontariamente, verserà nella Cassa della Beneficenza
Nazionale quelle quote giornaliere, che comporteranno le circostanze di ciascuno,
si potrà essere sicuro di un esito corrispondente all'idea del progetto.
Ma pria di ogni altro ha opinato avvedutamente l'intera Deputazione che fosse
necessaria, come base fondamentale di tale Istituzione la formazione delle Regole
concernenti ciascun ramo, e ciascuna classe degl'Individui, che vi si presteranno.
L'ampiezza della nostra Città, e la quantità degl'Indigenti, e degl'Infermi, che
abbisognano di positivo immediato soccorso, precisamente ne' momenti di ogni
qualunque politico cambiamento fa sì, che molti Individui debbano impiegarsi e
questi pieni della dovuta fiducia ne' compensi spirituali, e temporali che loro promette
il Nostro Redentore, e nella riconoscenza della Patria, niente altro giammai potranno
pretendere dall'Istituto a cui si prestano.
Non ostante la quantità di tant'Impiegati dovrà la loro condotta essere unisona, ed
uniforme; e le Regole saranno infinitamente semplici, chiare, e le incombenze di
ognuno concatenate talmente fra loro, che chiudasi la strada ad ogni interpretazione,
deferenza, ed arbitrio.
Resterà allora il Pubblico persuaso, e convinto, che le limosine versate nella Cassa
della Nazionale Beneficenza siano dirette ad uso più proficuo di quelle, che date
dalla pietà de' Cittadini a chi prima se gli presenta, il più delle volte cadono nelle
mani degli oziosi, e vagabondi, che avendoselo scelto in luogo di mestiere altro
non fanno che turbare la divozione nelle Chiese o imbarazzare il traffico nelle
pubbliche strade. A costoro mancando in seguito questo ramo di loro infelice
speculazione verrà la necessità di rendersi utili alla Patria, con applicarsi a
quell'arte, che sarà più confacente alle loro circostanze.
Per ottenere però con effetto, e nel tratto successivo tali vantaggi bisogna ricordarsi
che Licurgo dopo di aver collocato sul trono la Legge, che come una Palma
nutrisce del suo frutto tutti quelli, che all'ombra sua si riposano, ed i Magistrati
a' suoi piedi ottenne in risposta dall'oracolo di Delfo, che Sparta sarebbe stata
la più florida delle Città della Grecia, fintanto che si fosse fatta un dovere di
osservare le leggi, che il suo Legislatore le avea presentate. Lo stesso è da
presagirsi del nostro presente Istituto, il quale non subirà la sorte di tanti altri,
di cui abbonda la nostra Patria se ciascuno dall'esatta osservanza delle seguenti
Regole non vogli giammai, né per qualunque riguardo dipartirsi.
Sarà dunque divisa tutta la Commessione in Amministrazione Centrale composta
di sei Cittadini, ed in Sezioni, il cui numero sarà corrispondente al numero delle
Parrocchie di questa Centrale. Le loro incombenze si rileveranno dalle seguenti
Regole.
REGOLE
Amministrazione Centrale
1 L'Amministrazione Centrale sarà composta di sei Cittadini.
2 Tutte le Parrocchie di questa Centrale saranno divise in sei Commessioni, ed a
ciascheduno de' mentovati sei Cittadini sarà assegnata una Commessione.
3 Ogni Commessione avrà le Sezioni corrispondenti al numero delle Parrocchie.
4 Detta Amministrazione Centrale avrà la Direzione Generale di tutta l'opera di
Carità Nazionale di cui darà un pubblico ragguaglio in ogni mese.
5 A' sei Cittadini di quest'Amministrazione apparterranno i seguenti sei carichi: Di
Segreteria, di Razionalia, di Cassa, degl'Infermi, della Compra di generi, della
Distribuzione de' medesimi.
6 L'Amministrazione si unirà due volta in ogni settimana in giorni fissi da stabilirsi,
7 In ognuna di queste Sezioni si proporranno da ciascheduno de' suddetti sei
Amministratori gli affari di propria incombenza, e quelli delle rispettive Sezioni,
che verranno risoluti dalla pluralità de' voti.
8 Sarà cura del Segretario di tener registro di tutte le risoluzioni, che si faranno, e
di tutti gl'Inviti, che occorreranno.
9 Apparterrà all'Amministratore della scrittura d'invigilare che si tenga esatto
registro di tutto l'Introito, ed Esito, così in danaro, come in generi, e che li
documenti siano visitati nelle debite forme.
10 L'Amministratore Cassiere introiterà tutte le somme, che da ciascuna Sezione
se gli rimetteranno, con biglietto di quel Commessario, e ne darà ricevuta. Farà
li corrispondenti pagamenti, mediante l'Invito, che ne avrà dall'Amministrazione,
e ne ritirerà le debite cautele.
11 L'Amministratore incaricato per gl'Infermi, avrà cura, che li medesimi siano
bene assistiti da' Medici, e Cerusici, che si sono volontariamente offerti per
quest'opera; e che li siano somministrate tutte le Medicine, che gli occorreranno.
12 L'amministratore, che avrà la cura della compra de' generi userà la massima
diligenza, e zelo, perché tutti quelli generi, che si crederanno opportuni dall'intera
Amministrazione siano acquistati in tempo per averli col massimo risparmio.
13 Sarà cura dell'Amministratore per la distribuzione de' suddetti generi di
consegnarli alle rispettive Sezioni, a tenore delle risoluzioni dell'Amministrazione
Centrale.
14 L'Amministrazione Centrale è abilitata ad invitare per la maggior decenza,
ed utilità dell'opera, delle Cittadine pietose, che si presteranno col loro zelo
così alla questua, come ad assistere, e soccorrere le inferme, e povere di ciascuna
Parrocchia. Queste verseranno nella Cassa dell'Amministrazione Centrale il prodotto
della loro questua, e riferiranno alla medesima i bisogni delle Inferme, e Povere
della loro Parrocchia.
15 Li sei Cittadini dell'Amministrazione Centrale si cambieranno per terzo in
ogni quattro mesi, e verranno rimpiazzati a pluralità di voti, previa nomina
dell'Amministrazione Centrale; ben inteso, che quelli che saranno prescelti nella
prima volta resteranno per sei mesi, ad oggetto di organizzare le cose.
16 Interverrà nell'elezione de' nuovi Amministratori uno de' quattro Deputati di
ogni Parrocchia scelto da ciascuna Sezione.
SEZIONE
1. Ogni Parrocchia comporterà una Sezione, la quale sarà formata da quattro
Cittadini.
2. Ogni Sezione, si unirà una volta ogni settimana.
3. Li quattro Cittadini, che comporranno ogni Sezione dovranno visitare tutt'i
Poveri che gli saranno stati dati in nota da' rispettivi Parrochi, osservare le
circostanze di ciascheduno per prendere nelle loro Sessioni le risoluzioni
convenienti.
4. Dette risoluzioni verranno comunicate per mezzo di loro inviti al respettivo
Commessario, il quale farà la distribuzione di danaro, o di genere, che le sarà
somministrato dal Commessario rispettivo, a tenore delle circostanze, e delle
risoluzioni dell'Amministrazione Centrale, facendone ricivo.
6. Ogni Sezione terrà esatto registro del danaro, o geniri che riceve, e della
distribuzione che ne avrà fatta, il quale da essa firmato basterà per suo
discarico.
7. Li Deputati, che compongono ogni Sezione si prenderanno la cura di girare
colla massima assiduità nella loro Parrocchia per la questua, promovendo la
pietà di tutti i Cittadini a concorrere alla Carità Nazionale.
8. Ogni Sezione sceglierà un numero di Cittadini proporzionato all'estensione
della Parrocchia, a' quali affiderà la cura di giornalmente girare per le strade
della suddetta Parrocchia con le cassette, che se gli consegneranno per
raccogliere quelle limosine, che gli saranno somministrate.
9. Li Deputati di ogni Sezione avranno la cura di ritirare il danaro, che sarà
raccolto colle dette cassette, e tenerne registro.
10. Ogni settimana li Deputati suddetti rimetteranno nelle mani del rispettivo
Commessario tutte le quantità, che saranno raccolte, e dalla loro questua, e
delle suddette cassette con una nota individuale, e ritirarne ricevuta.

(Dal Libro dei morti, Basilica S. Tammaro - Grumo Nevano)

(Dal Libro dei morti, Basilica S. Tammaro - Grumo Nevano)