Piano particolareggiato
per la Cassa di Carità
nazionale di Domenico Cirillo - Napoli s. d.
CITTADINI
La prima idea generale di stabilire una cassa di beneficenza fu pubblicata ieri,
e fu promesso il piano particolareggiato delle essenziali operazioni.
Il nostro entusiasmo, che non soffre ritardi, la miseria che non ha il tempo di
aspettare i lenti soccorsi, ci animano a manifestare i mezzi, che possono procurare
alla classe bisognosa de' cittadini un pronto sollievo ed una sicura consolazione.
Conoscano adunque tutti
I. Che il cittadino Berio stabilisce la sua casa sita a Toledo per un punto di unione
de' benefici cittadini Domenico Cirillo, Alfonso Garofalo, Canonico Francesco
Rossi, Luigi Carafa, Tommaso Gravina, Domenico Fioretti, Gaetano Rossi,
Gaetano Nicodemo, Giambattista Ferrari, Saverio Folla, che avranno conto
esatto, conserveranno, e faranno notare con scrupolosità tutto il denaro, che la
generale pietà e compassione si compiacerà di versare nella cassa di Carità.
II. I nominati cittadini, con quella attività, ed energia che caratterizza i veri
Repubblicani, scorreranno la città invitando tutti a contribuire a loro volontà
qualunque piccola somma per sostegno delle povere e desolate famiglie.
III. Quelli che senza esser richiesti vogliono usare qualche atto di beneficenza,
troveranno sempre aperta la casa del cittadino Berio dove si riceveranno le limosine.
IV. Tutto il danaro che si riscuoterà sarà notato, acciò la Commissione de' cittadini
Direttori di quest'opera, possa farne la distribuzione, che sarà egualmente registrata;
e tanto dell'introito come dell'esito si renderà conto al pubblico ogni settimana,
acciò conoscendosi i vantaggi che ne ridondano, i principj di umanità, e di
compassione siano portati all'eccesso.
V. Quelli che saranno impiegati a tenere i conti ed i registri, saranno scelti dal
numero de' poveri ed onesti giovani istruiti nella scrittura; e questi mentre
travaglieranno con assiduità e lealtà entreranno a parte della beneficenza patriottica.
VI. Per essere esattamente informati di tutt'i poveri, degl'infermi che mancano di
assistenza, e de' vecchi decrepiti che non possono lavorare, invitiamo i Parrochi
ed Economi di tutt'i Cantoni e Quartieri della città a darcene una nota particolare;
e sarà nostra cura di assicurarci della verità, e di accorrere al sollievo de' miserabili.
Que' Parrochi che si presteranno volentieri a questo invito, si mostreranno ben
degni dell'onorevole ministero che esercitano.
VII. Nel tempo stesso invitiamo i particolari cittadini che si trovassero oppressi
da grave miseria, di farci pervenire, indipendentemente da' Parrochi, la notizia
della loro abitazione, per essere prontamente ajutati.
VIII. I cittadini Direttori dell'opera di carità visiteranno i poveri nelle loro case,
e somministreranno tutto quello che l'urgente bisogno richiederà in qualunque
genere.
IX. Se gl'individui di molte famiglie povere potranno impiegarsi a qualche mestiere
(sopra tutto le donne) si procurerà a' medesimi del lavoro, una parte del quale
servirà a sostentarli, ed il rimanente sarà destinato al sollievo di altri miserabili.
X. L'unione di Carità avrà de' Medici fissi per visitare gl'infermi poveri, a' quali
presteranno tutta la possibile assistenza.
XI. Tra i cittadini componenti l'unione di Carità non vi saranno né distinzioni, né
deferenze, tutti egualmente concorreranno al pubblico bene, tutti cercheranno
segnalarsi nel dimostrare sentimenti di umanità, di compassione e di beneficenza.
Non vi saranno capi: il bene universale riempie di merito i particolari che lo
procurano.
XIII. Non dubitiamo punto che tutta la nazione si unirà a noi nella esecuzione di
questo progetto, ed allora le nostre mire si estenderanno ancora alla pubblica
educazione. Le povere ragazze entreranno ne' Conservatorj, delle case di lavoro
per le diverse arti si formeranno, e da una privata origine potrà sorgere la
felicità generale.
XIV. Avendo i diversi Dipartimenti della Repubblica lo stesso diritto alla Carità
pubblica, che hanno gli abitanti di questa capitale, non mancheremo di estendere
la nostra benefica energia a tutti luoghi dello Stato. Si penserà d'interessare i
cittadini onesti, caritatevoli e ricchi di ogni Dipartimento a raccogliere le limosine
che saranno offerte da' buoni cittadini, per ripartirle a' miserabili che ne abbisognano.
Noi a tenore delle nostre forze ajuteremo i poveri lontani; anche perché questa
gente addetta alla campagna provveduta del necessario, impiegherà la sua
industria all'agricoltura, primo fondamento della ricchezza Nazionale.
XV. Le nostre operazioni saranno tutte esposte allo esame del pubblico, tutt'i
conti si presenteranno alla universalità de' cittadini, acciò la lealtà il disinteresse
amministrando il patrimonio della indigenza, accenda nel cuore d'ognuno il
virtuoso desiderio di beneficare i nostri fratelli. Crediamo che questa istituzione
contenga il principio fondamentale della morale, perché se al povero si procura
il pane, se si sostiene chi è per cadere, se a' momenti di dolore si fanno
succedere lunghe ore di piacere e di riposo, si porrà l'uomo alla vera felicità. Il
piccolo principio della nostra intrapresa per se stesso è già grande; ed arriverà
alle nostre le loro forze; così potrà consolidarsi l'edifizio d'una Repubblica
fondata sull'esercizio costante delle virtù sociali.
Salute e fratellanza.
