IL REGISTA GIUSEPPE ROCCA
UN FRATTESE CHE FA ONORE AL "NATIO LOCO"
PASQUALE PEZZULLO
Sono un cultore di storia patria alla continua ricerca di personaggi del passato e del presente che
abbiano dato e danno lustro alla nostra Frattamaggiore, e confesso che ignoravo il fatto che il regista
Rocca fosse nato e vissuto per tutta l’infanzia e l’adolescenza nella nostra città e per di più che fosse
figlio di una frattese appartenente ad una antica famiglia del posto. La prima volta che mi imbattei
in questo cognome fu in seguito alla morte di Ciro Perna l’ultimo puparo di Napoli, pure lui nato e
cresciuto a Frattamaggiore. Si era nei primi mesi del 2000 e il regista Rocca aveva scritto un
bell’articolo sul Corriere del Mezzogiorno, appendice del Corriere della Sera, nella rubrica
Cultura\Spettacoli, per ricordare il grande puparo scomparso. L’articolo era intitolato Pupi un
mondo magico appeso a un filo, e il sottotitolo recava Con la scomparsa di Perna, ultimo
artista di un mestiere dimenticato rischia di andare perduto un patrimonio collettivo
partenopeo. I tentavi di salvarlo: da un documentario di Camilleri all’ipotesi di un museo.
Leggendo l’articolo, mi accorsi che il regista nel parlare di Perna, descriveva con estrema precisione
uno spaccato della vita di Frattamaggiore, che io come lui avevo vissuto, negli anni sessanta. Mi
domandai chi fosse questo giornalista che descriveva così bene la vita che si svolgeva a Frattamaggiore
in quegli anni. Parlando con i miei compaesani di questo articolo per soddisfare la mia curiosità, mi
rivolsi per sapere qualcosa propria ad un cugina del regista, la quale mi disse che sua zia Francesca
Farina aveva sposato il signor Vincenzo Rocca di origine calabrese, il quale lavorava come dirigente
nella nostra città nell’ufficio dell’imposta sui consumi, ex dazio, e da quel matrimonio era nato il
nostro Giuseppe, il 28 luglio 1947, che dopo aver trascorso l’infanzia e l’adolescenza nella nostra
città si era trasferito a Roma. Qui dopo essersi diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica,
iniziò l’attività di autore e regista di numerosi radiodrammi RAI di grande successo. Drammaturgo,
saggista, regista teatrale e sceneggiatore debuttò come regista cinematografico con il film dal titolo
Lontano in fondo agli occhi che fu selezionato per la 57a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
di Venezia nel settembre 2000. Fu prescelto tra i sette film "opere prime" per la 15a Settimana
Internazionale della Critica dall’1 al 7 settembre 2000 per il cinema italiano; è stato premiato con la
Targa d’Argento al Premio Saint Vincent 2000 per il cinema italiano e con la Grolla Web al premio Saint
Vincent 2000 per il cinema italiano. Lontano in fondo agli occhi è scaturito dalla sceneggiatura del film
Il bambino che impazzì d’amore per il quale nel 1991 vinse ex aequo il premio Solinas sesta edizione,
finanziato dal ministero del Turismo e dello Spettacolo, dalla B.N.L., dalla Regione Sardegna e dal
Comune della Maddalena, che ospita la manifestazione. La storia del film è ambientata a Frattamaggiore,
il suo paese d’origine, spiega Rocca in un articolo sul Corriere del Mezzogiorno, «un luogo purtroppo
distrutto dalla speculazione edilizia e dall’invasione del cemento. Della Frattamaggiore della mia infanzia
non c’è più nulla, neanche la mia casa, che è stata abbattuta. Per questo ho deciso di girarlo a Sant’Agata
dei Goti un luogo bellissimo, dove ancora è possibile ritrovare la magia e la sincerità dei piccoli
borghi rurali».
In questo film la provincia campana del dopoguerra viene rappresentata attraverso lo sguardo
sognante di un bambino di sette anni. La storia è in parte autobiografica. E’ dai tempi de I bambini
ci guardano di De Sica, e di Ragazzo selvaggio di Truffault che il cinema non si muove sul terreno
dell’infanzia. Dal 24 luglio al 2 agosto 2000 si tenne in occasione di Napoliestate un opera-concerto
sui suoi testi dal titolo Sona Sona ... all’Albergo dei Poveri in piazza Carlo III. Recentemente ha
scritto la sceneggiatura de Il resto di niente girato da Antonietta De Lillo e sta lavorando ad un
saggio sulla storia dei pupi.