RAPPORTI DI BARTOLOMMEO CAPASSO
CON EMINENTI CITTADINI FRATTESI

BRUNO D’ERRICO

L’ottimo Segretario del nostro “Istituto di Studi Atellani”, il Dr. Bruno D’Errico, diligente cultore di studi storici, solerte collaboratore di questa nostra rivista ed autore di pregevoli lavori, mi ha fatto tenere il frutto di una sua ricerca presso la Società di Storia Patria di Napoli, in merito ai rapporti, invero frequenti, fra Bartolommeo Capasso ed eminenti cittadini frattesi, perché ne ricavassi un articolo.
Nel mentre con grato animo lo ringrazio per tanta generosa attenzione nei miei riguardi, mi pare che nulla possa essere più efficace che pubblicare integralmente l’appunto dal D’Errico tanto egregiamente redatto.

Sosio Capasso

Presso la biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria, l’antica società storica napoletana che ha la sua sede nel Maschio Angioino a Napoli e che ebbe tra i suoi fondatori, nel 1875, Bartolommeo Capasso, è stata recentemente portata a termine, a cura di Silvana Musella, la sistemazione delle carte personali che lo stesso Capasso lasciò alla Società Storica Napoletana. La documentazione del cosiddetto «Fondo Capasso», conobbe le ingiurie della guerra, insieme al restante materiale bibliografico e manoscritto della Società, a causa del bombardamento aereo alleato sul Napoli del 4 agosto 1943. Dispersa e scompaginata la documentazione, con non poca fatica la dottoressa Musella ha ricostruito e dotato di un notevole inventario analitico tutto l’archivio personale di Bartolommeo Capasso, che solo da poco tempo è stato posto a disposizione degli studiosi (1).
Il «fondo Capasso» si compone di vario materiale documentario raccolto in undici cartelle. In particolare l’ultima cartella contiene il carteggio personale (datato con gli estremi cronologici 1839-1900) di Bartolommeo Capasso, ossia lettere ricevute dal dotto studioso napoletano indirizzategli da altri studiosi, eruditi, funzionari, ecc. Non mancano però lettere a carattere squisitamente familiare. Tra queste da segnalare le tre lettere spedite da Sansevero, ove risiedeva, dallo zio di Bartolommeo, il canonico Michelangelo Padricelli, di cui due datate rispettivamente 11 maggio e 19 novembre 1839, mentre la terza è senza data (2). Ancora di carattere squisitamente privato la lettera di un tal Michele Greco, datata Orta di Atella 29 settembre 1895, in cui si parla della possibilità di vendita di un fondo di proprietà del Capasso (3).
Di maggiore interesse storico, in particolare per Frattamaggiore, le altre quattro lettere indirizzate al “Commendatore”, come deferentemente veniva chiamato don Bartolommeo, rispettivamente dal dottor Florindo Ferro, da Rocco Fimmanò, e due dal parroco di San Sossio, Arcangelo Lupoli.

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Frattamaggiore 20 dicembre 1898

Illustrissimo Signor Commendatore
tenetemi per iscusato se con ritardo rispondo alle vostre due pregievolissime lettere, stanteché sono stato assente dal Comune.
Il manoscritto presentemente non trovasi in mio potere, conservo però una copia d’esso che alla prima mia venuta in Napoli ve la farò tenere.
Il manoscritto ha il titolo “Il duello di Frattamaggiore contro il Conte di Conversano al tempo della revolutione di Napoli” ed è formato di quaranta ottave descrivendo e riferendo solamente tutto quanto si svolse in Frattamaggiore nel tempo della rivoluzione napoletana dell’anno 1647.
Ossequiandovi con ogni stima ed osservanza mi raffermo
Devotissimo Dr. Florindo Ferro (4)

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Frattamaggiore 6 maggio 1899

Illustre Signor Commendatore
Debito di concittadino e d’Italiano mi ha spinto a raccogliere notizie intorno a
Francesco Durante
(1684-1755)
l’immortale Maestro e compositore, cui Frattamaggiore ha decretato l’erezione di un monumento, sciogliendo il voto di 144 anni!
Nonostante il mio lungo, assiduo lavoro su libri, e carte, pure molti tratti della vita di Durante sono ancora ignorati o mal definiti, ond’io nutro poca speranza di poterli con esattezza stabilire.
Se lei conoscitore profondissimo della patria istoria, e in così alta estimazione presso i Frattesi, volesse con qualche amorevole suggerimento contribuire ad agevolare l’opera mia, nell’interesse dell’arte, le ne sarei grato di cuore.
Sono quindi in attesa di un suo pregiatissimo riscontro, intanto che le chiedo venia del disturbo che le arreco.
Mi creda, Signor Commendatore, con osservanza
Devotissimo Obbligatissimo

Rocco Fimmanò

[A tergo della lettera del Fimmanò vi è la minuta della risposta del Capasso]
Egregio Signore,
Prima di tutto Le chiedo scusa se rispondo con qualche ritardo alla sua dei 6 corrente.
Le condizioni dei miei occhi, gli obblighi dell’ufficio ed anche parecchie faccende domestiche mi hanno impedito di farlo prima.
Ella, a quanto mi è parso rilevare dalla stessa sua, à già consultato sul bellissimo e patriottico argomento che ha impreso a trattare gli [autori che hanno scritto sulla materia = cassato] scrittori spegiali come il Villarosa e il Florimo: non Le resterebbe che ricercare nelle biblioteche e negli Archivi qualche scrittura o documento inedito. Negli Archivi però che io ho avuto ed ho occasione di rovistare non mi sono imbattuto finora [in alcuna nuova notizia sul proposito = cassato] in nulla di simile sul proposito. Solo potrebbe farsi ricerche [con frutto come credo = cassato] sull’Archivio del Conservatorio di Musica a S. Pietro a Majella che probabilmente deve avere qualche cosa sul grande Maestro; ma credo che il Florimo l’abbia già sfruttato.
Mi dispiace dunque di non potere renderle alcun servizio, e non posso far altro che compiacermi e congratularmi con Lei di aver pensato di illustrare tanta gloria di Frattamaggiore non solo, ma dell’antico Reame e di tutta l’Italia.
Con senso di stima La saluto e mi pregio dirmi (5)

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Onorevolissimo Commendatore
Fu dato incarico al Prof. Altamura di dipingere, per il nostro Cappellone di San Sosio, due quadri: uno che rappresentasse l’abbraccio di San Gennaro con San Sosio; l’altro San Severino sul punto di riceversi le reliquie di San Giovanni Battista sulle sponde del Danubio. Ed essendo stati già ultimati i quadri (riusciti stupendi) si pensa di farne lo scoprimento nelle ore pomeridiane dei quindici del corrente, con qualche solennità. Solennità, peraltro, che resterebbe defraudata del suo maggiore effetto, se anche questa volta avesse di mancare la sua degnissima persona, come per …. [parola incomprensibile] non mai abbastanza lamentata fatalità, mancò allora che venne consacrata la nostra Chiesa Parrocchiale.
Possiamo riprometterci questa soddisfazione?
La squisita gentilezza del suo cuore ci affida che il nostro voto sarà appagato senz’altro; e noi in quel giorno di comune letizia, saremo fortunati di trovarci in compagnia di chi fu a noi ispiratore sapiente di tante opere, ond’è risorto quasi a novella vita il vetusto Tempio, argomento invincibile per noi di quello che sapessero dare i tempi quando la Religione era tutto.
In attesa, dunque, del sospirato giorno, La riverisco profondamente anche a nome di questo sindaco e tutta la cittadinanza mi ricordo a Lei
Frattamaggiore 3 Dicembre 1893

Illustrissimo Commendatore
Signor Bartolommeo Capasso

Devotissimo Servitore
Arcangelo Parroco Lupoli (6)

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Veneratissimo Commendatore,
Non appena mi pervenne la pregiatissima vostra in data dei 28 dello spirato Maggio, che subito mi detti da fare riguardo alle signore vostre parenti, Intanto state tranquillo, che la cosa si trova avviata in modo da sortire un pronto e sicuro accomodamento conforme i vostri e i miei desideri.
Avendo pubblicato, di questi giorni, il Resoconto dei restauri e delle decorazioni della nostra Chiesa Parrocchiale, mi reco a dovere il mandare a voi il primo esemplare di quello; a voi che tanta parte ne prendeste nelle reiterate volte che, con tanto vostro incomodo vi recaste qui a giovarci nella più che difficile impresa nella quale ci eravamo accinti, e nella quale saremmo naufragati senz’altro se non fosse stato per i vostri sapienti consigli.
Come prima avrà la sua soluzione la vertenza suddetta, ve ne ragguaglierò immediatamente. Per ora pensate, ve lo ripeto, a stare tranquillo, ad avere riguardo alla vostra salute, e a non dimenticare chi, colla massima osservanza, si ripete come sempre
Frattamaggiore 2 Giugno 1896
A Voi
Onorandissimo Commendatore

Devotissimo Servitore
Arcangelo Parroco Lupoli (7)

Note:
(1) Per una sommaria descrizione del Fondo Capasso e per le vicende del suo materiale documentario Cfr. S. PALMIERI, Bartolommeo Capasso e l’edizione delle fonti storiche napoletane, in «Napoli nobilissima», s.V, II (2001), pagg. 147-162.
(2) Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria (BSNSP), Fondo Capasso, cartella 11, incarto 127.
(3) Ivi, incarto 80.
(4) Ivi, incarto 78. Florindo Ferro, nato a Frattamaggiore il 17 settembre 1853 e morto il 10 agosto 1925; medico, appassionato ricercatore di storia locale, pubblicò: Casal di Principe al cospetto della sua storia, Aversa 1908; Il ritiro delle figliole orfane di Frattamaggiore, Napoli 1910.
(5) Ivi, incarto 80. Erroneamente nell’inventario il mittente della lettera è identificato come Rocco Fimmario. Farmacista, Rocco Fimmanò dedicò le sue ricerche al grande musicista Francesco Durante, di cui poté finalmente salutare la costruzione del monumento dedicatogli da Frattamaggiore con Per la posa della prima pietra del monumento a Francesco Durante in Frattamaggiore (Napoli 1930).
(6) Ivi, incarto 101, n. 1. La minutissima scrittura del parroco Lupoli non è facilmente intelligibile.
(7) Ivi, incarto 101, n. 2. Arcangelo Lupoli, nato a Frattamaggiore il 28 gennaio 1835, morto il 28 agosto 1905, fu parroco della chiesa di S. Sossio dal 3 giugno 1887 fino alla morte. Tra gli altri suoi scritti (raccolti in volume da Raffaele Reccia e pubblicati in Aversa nel 1907, sotto il titolo Scritti vari editi ed inediti di Arcangelo Lupoli) il Resoconto dell’introito e delle spese per i restauri e le decorazioni della Chiesa Parrocchiale di Frattamaggiore. 1890-1894, che è la pubblicazione inviata in dono al Capasso di cui parla nella lettera.