DUE INVENTARI DI BENI DEL XVII SECOLO
DELLA BASILICA DI SAN TAMMARO DI GRUMO NEVANO
BRUNO D’ERRICO
Nel secondo libro dei battezzati della parrocchia di San Tammaro di Grumo
Nevano, che copre il periodo 11 dicembre 1596 - 12 agosto 1655, sono
inseriti due inventari di beni stabili e mobili posseduti dalla detta parrocchia. Gli
inventari non sono datati, ma, da un confronto tra la scrittura degli stessi e quella
dei parroci che eseguirono le registrazioni delle nascite in quello stesso volume,
si può attribuire il primo inventario (Nota, seu inventario di bei stabili, e mobili
della Venerabile Chiesa di Santo Tammaro parrocchiale del casale di
Grummo) a don Nicola Tommaso d’Angelo, parroco (ovvero rettore, come
ancora si usava indicare all’epoca il preposto alla parrocchia) dal 1584 al 1609,
e il secondo (Notula bonorum stabilium que possidet paroechialis Sancti
Tamari casalis Grumi) a don Giovanni Maria Verrono, parroco dal 1609 al
1627. Il primo inventario, comunque, non può essere antecedente al 1590,
perché in esso si cita una sentenza emessa intorno a quell’anno dal tribunale
della Vicaria.
Si tratta di due documenti di notevole importanza, considerato che nell’archivio
della parrocchia non esistono altri elenchi di beni della chiesa di San Tammaro
così antichi. Dobbiamo, quindi, alla previdenza dei due parroci di tramandare tali
inventari in un registro, se tale testimonianza sia pervenuta fino a noi.
La conoscenza di questi documenti ci fornisce utili notizie sia sui beni immobili
della parrocchia che sui beni mobili, consistenti principalmente in tovaglie,
candelieri, pissidi, messali, ecc., ossia tutto l’armamentario di una normale chiesa,
ma anche utili indizi per ricostruire la conformazione dell’insula urbanistica della
chiesa di San Tammaro, prima della riedificazione della chiesa, secondo l’attuale
conformazione, agli inizi del Settecento (1).
Nota seu inventario di beni stabili, e mobili dela Venerabile Chiesa di Santo
Tammaro parrocchiale del casale di Grummo sit in nomine Domini (2)
In primis uno pezzo di terra sito nelle pertinencie di Grummo dove si dice
ala Puglia Granne iuxta li beni di Simone Gervasio, iuxta li beni de la
Cappella di Santo Aniello, iuxta li beni di Jacovo Aniello, Antonio et notare
Ottaviano di Siesto, iuxta li beni di Chiomiento di Siesto, iuxta li beni de li
heredi di Paulo Capasso e via vicinale, quale pezzo di terra eie di moya
deci in circa ala misura (cancellato = napoletana) aversana.
Item un altro pezzo di terra di circa moie doie e mezo sito in le pertinencie di
Grummo dove si dice ala Puglitella, iuxta la via publica e via vicinale, iuxta
li beni di Joanne Antonio delo Papa, iuxta li beni di Sebastiano di Errico.
Item una casa terranea con una camera e camarini di sopra quale sta in lo
casale di Grummo accosto la predetta chiesa di Santo Tammaro con uno
orticello avante di se verso mezzogiorno, con cortiglio appresso di se verso
settentrione.
Item uno largo cemeterio dereto la predetta chiesa quale cemeterio si estende
intorno la predetta chiesa, e si accosta avante et vicino la porta di la cappella
di Santa Maria de Loreto circa otto palmi lontano la porta avante detta cappella.
Item uno censo di sette docati che si exige singulis annis da Ludovico, Antonio,
Francesco e Virgilio di Angelo di Casandrino, zio e nepoti e fratelli, al quale
censo ci sono stati condemnati per la Vicaria in la banca di Apicella circa
lo anno 1590 ad instancia di domino Colatomaso di Angelo cappellano
de la predetta chiesa di Santo Tammaro.
Bona mobilia eiusdem ecclesie
In primis dui oratorii che stanno dentro la ecclesia per fare oracione
Item dui candelieri granni innorati avante lo altare
Item dui coscini per lo altare
Item una croce
Item sei tovaglie di altare
Item (cancellato = uno camiso con pianeta)et altri fornimenti di rose secche
Item dui messali
Item uno palliotto di aun pello
Item dui calici con lo pede di ramo e la coppa di argento con le patene
Item (cancellato = doie) quattro para di corporali con le capsule
Item uno velo con la rezza di oro
Item altri veli di diversi modi
Item altri moccaturi di diversi modi per li calici
Item una pace con la figura di Santo Tammaro di legno
Item uno scabello di ligno avante lo altare magiore
Item uno lettorino di noce
Item uno ceppo dove si conservano le elemosine de la ecclesia per li mastri
de la ecclesia e Parroco
Item tre pianete, cioè, una bianca di domasco, una di domasco di rose secche,
e un’altra di ciammellotto stampato negro
Lo cappellano ei obligato venire ale processioni, e di pagare vinte tre carlini
lo anno di sinodo, e di subvencione.
Notula bonorum stabilium que possidet paroechialis [ecclesie] Sancti
Tammari Casalis Grumi (3).
In primis possidet dicta ecclesia domum sibi contiguam pro habitatione et
commoditate parochi, consistentem in duobus membris inferiori scilicet et
superiori cum parvo stabolo, cisterna, et pomario, ex parte orientali iuxta
dictam ecclesiam, ex parte occidentali iuxta viam vicinalem, ex parte
meridionali iuxta bona Innocentii Petilli, ex parte vero septentrionali iuxta
bona Iulii Odoasii.
Item possidet petium terre arbustate modiorum undecim, et quartarum
quatuor, vel circa in pertinentiis dicti casalis ubi dicitur alla Puglia Grande,
ex parte orientali iuxta viam vicinalem, ex parte occidentali iuxta terram
beneficialem Sancti Anelli, ex parte meridionali iuxta bona notarii Ottaviani
Sexti, ex parte vero septentrionali iuxta bona heredum quondam Simonis
Gervasii. Cuius terre fructus conduxerunt Antonius de Sexto, et Andreas de
Herrico pro pretio ducatorum septuaginta in singulis annis ut ex cautelis
penes acta Curie Casalis predicti.
Item possidet aliud petium terre arbustate modiorum duorum et quartarum
duorum vel circa, in pertinentiis dicti casalis ubi dicitur alla Puglitella, ex parte
orientali iuxta viam publicam, ex parte occidentali iuxta bona Alexandri de
Papa, ex parte meridionali iuxta viam vicinalem, ex parte vero septentrionali
iuxta bona Sebastiani de Herrico. Cuius terre fructus ipse met. Parochus
percepit, et possunt ascendere ad summam ducatorum quindecim quotannis.
Item possidet annuum censum ducatorum septem constitutum super modios
quinque terre arbustate in pertinentiis Casandreni ubi dicitur a Fiorano, que
possidetur per Franciscum, Andream et Virgilium de Angelo dicti casalis,
circum circa dictos modios quinque terre confinant alia bona dictorum de
Angelo, qui solvunt dictum annuum censum in medietate augusti.
Item parochus singulis annis exigit a suis parochianis iura primitiarum, que
ascendunt ad summam tumulorum frumenti 35.
Bona mobilia que possidet dicta ecclesia sunt infrascripta videlicet:
Calices duos cum suis patenis argenteis deauratis
Tabernaculum ligneum deauratum pro osservando Sanctissimo Eucharistie Sacramento
Quatuor angelorum simulacra lignea deaurata
Candelabra duorum lignea deaurata
Quatuor alia candelabra lignea depicta
Altare portatile consecratum mense insertum
Aliud altare portabile similiter consecratum per usum cappelle Sanctissimi Rosarii
Quatuor vasa lignea deaurata cum floribus sericeis pro ornatu altaris maioris
Pallium, ac impellatum altari semper in situm
Pallium sericum albi et rubeis coloris
Pallium sericum albi coloris cum casula rubei et manipulo eiusdem coloris
Pallium sericum violacei coloris cum casula stola et manipulo eiusdem coloris
Pallium sericum viridis coloris cum casula stola et manipula eiusdem coloris
Casula cum stola et manipulo rubei coloris sericeis
Casula cum stola, et manipulo nigri coloris et cimbellotto
Corporalia sex cum decem pallis et burse corporalium quinque
Purificatoria duodecim, et totidem aspersoria pro ampullis
Decem vela serica pro usu calicis ex quinque coloribus, quibus .. ecclesia
Quinque vela alba
Decem mappe oblonge pro ornatu altaris maioris elaborate diversis ornamentis
Viginti alie mappe breviores pro ornatu eiusdem altari
Quatuor alie mappe oblonge sed anguste pro usu communionis
Tres albe cum quinque amictis, et totidem cingulis
Superpellicium
Missalia duo
Rituale
Quinque libri paroechiales videlicet matrimoniorum, defunctorum, status
animarum, et baptizatorum in quo etiam describuntur bona mobilia et
stabilia dicte ecclesie.
Cartule glorie due, una deaurata.
Come si vede, gli inventari forniscono, notizie dei beni che appartenevano
all’epoca alla parrocchia, ma anche nomi di grumesi e l’indicazione della esistenza
in Grumo di due cappelle (di Sant’Aniello e di Santa Maria di Loreto) di cui
non si hanno notizie di epoca successiva.
Per quanto riguarda i beni mobili, mi sembra interessante notare che i due
appezzamenti di terreno segnalati, uno situato nella contrada Puglia Grande e
l’altro alla Puglitella, per complessive dodici moggi e mezzo (come dal primo
inventario), ovvero tredici moggi e sei quarte (come dal secondo inventario),
corrispondano, sostanzialmente alle proprietà fondiarie della parrocchia di San
Tammaro indicate dal Rasulo negli anni venti del secolo scorso, che scriveva:
«Attualmente la parrocchia possiede circa tredici moggia di terreni, nella località
detta “Terminiello” a via Cupa, oltre a vari cespiti di canoni enfiteutici ecc.» (4)
Ancora oggi la parrocchia possiede diversi appezzamenti di terreno che, sebbene
frazionati, corrispondono precisamente agli antichi territori posseduti nel XVII
secolo e, forse, già in precedenza. Possiamo così identificare le località Puglia
Grande e Puglitella con la contrada ancora oggi denominata Terminiello,
locuzione quest’ultima che stava ad indicare un termine apposto, probabilmente
nel XVIII secolo, per delimitare il territorio appartenente a Grumo da quello
di Arzano (5).
Solo nel secondo inventario è segnalato tra i cespiti parrocchiali il diritto sulle
primizie (iura primitiarum) consistente in una corresponsione in natura di 35
tomoli (6) di grano. Erogato direttamente dai parrocchiani, dal 1720 l’Università,
ossia il Comune, prese direttamente a suo carico il diritto delle primizie al parroco,
trasformandolo nel pagamento di 45 ducati annui. Infine nel 1764 tale diritto
fu abolito (7).
Di notevole interesse, infine, appaiono le indicazioni sia sulla casa pro habitatione
et commoditate parochi, così come sul largo cimitero dietro la chiesa, che si
estendeva intorno alla stessa, accostandosi alla porta della Cappella di Santa Maria
di Loreto, cappella probabilmente abbattuta nel Settecento per fare posto alla
nuova e più grande chiesa dedicata dai grumesi al loro santo patrono.
Note:
(1) Sulla costruzione dell’attuale edificio della Basilica di San
Tammaro si veda: Bruno D'Errico, Notizie sulla “fabbrica” della Basilica di San
Tammaro di Grumo Nevano, in «Rassegna Storica dei Comuni», anno XXV (n.s.),
n. 92-93 (gennaio-aprile 1999), pagg. 22-28.
(2) Archivio della Basilica di San Tammaro di Grumo Nevano,
Liber secundus Baptizatorum incoeptus ab anno 1596 a die 11 decembris, foll.
208r-191r. Il registro è formato da 208 carte numerate solo sul retto (oltre ad un indice
di epoca posteriore, del XVIII secolo, di 44 cc. non numerate), ma vi è una certa
confusione nella numerazione degli ultimi fogli. Infatti dopo la c. 189 seguono le cc.
da 200 a 208, quindi il volume termina con le carte 191 a 194. Il primo inventario che
si trova tra le cc. 208 - 191 è formato in realtà da sole tre pagine (208r - 208v - 191r).
Per altre notizie su questo registro, come sugli altri registri dell’archivio della parrocchia
cfr. Amalia Padricelli, I registri parrocchiali della Basilica di San Tammaro
Vescovo di Grumo Nevano. Inventario, (tesi di diploma in Scienze Religiose presso
l’Istituto di Scienze Religiose “Donnaregina” di Napoli, anno accademico 1993-94).
(3) Archivio della Basilica di San Tammaro di Grumo Nevano,
Liber secundus Baptizatorum cit., foll. 192r-193v.
(4) Emilio Rasulo, Storia di Grumo Nevano e dei suoi uomini
illustri, Napoli 1928, pag. 84.
(5) Si trattava, verosimilmente, di una colonna. Infatti il confine
tra il territorio di Nevano e quello di Sant’Arpino era segnato da una colonna di marmo:
cfr. Archivio di Stato di Napoli (A.S.N.), Pandetta Corrente, fascicolo 4609, fol. 452.
(6) Il tomolo, antica misura di capacità per gli aridi, corrispondeva
a lt 55,318900.
(7) Cfr. A.S.N., Pandetta Seconda, fascio 124, fascicolo 3073.