- Proclama dei Deputati della Cassa di beneficenza, al Popolo
- Napoli 15 maggio 1799

Dal momento che fu manifestato al Pubblico per mezzo di due Inviti, il nostro costante desiderio di soccorrere molti pove­ri Cittadini, che languiscono nella miseria, ci siamo energica­mente occupati alla esecuzione del nostro progetto E siccome a tenore delle promesse fatte bisognava sottomettere agli occhi del Pubblico tutte le nostre operazioni, non vogliamo mancare a questo inviolabile dovere. Il primo mezzo è stato quello di conoscere il numero de' poveri di tutti Cantoni, e ciò si è ottenuto mediante le note, che i Parrochi pieni di zelo patriottico, e di Cristiana pietà ci hanno somministrate. Per esaminare le circo­stanze di tanti bisognosi in ciascheduna Parrocchia si sono scelti varj Deputati, i quali visitando le case, ed indagando la deplora­bile miseria di molti, apportassero quel soccorso, che le forze finora assai deboli della Cassa di Beneficenza, permettevano. In alcune Parrocchie i Deputati, e qualche benefica Cittadina, en­trando nel soggiorno della fame, della nudità, dello abbandono, e dello avvilimento, hanno cercato con scarsi mezzi di diminuire in parte la desolazione di tante famiglie. Si sono invitati i Medici per visitare i poveri infermi, e questa classe rispettabile della società concorrendo in folla ad unirsi a noi, ha dimostrato quali sono i principj, da' quali viene animata, e quale sublime titolo ha acquistato alla universale riconoscenza. La stessa gratitudine è dovuta a' Profesori di Chirurgia, Speziali, e Sagnatori. La mancan­za del numerario, le angustie private de' Cittadini ci hanno impe­dito di raccogliere abbondanti limosine.

Sono entrate nella nostra Cassa le seguenti somme:


INTROITO

In polizzeIn contanti
Ducati 137,91Ducati 197,09


ESITO

 In polizzeIn contanti
Distribuito per limosine alle Parrocchie 100
Per piggioni di case a' poveri16 
Per soccorsi straordinarj a diverse fa­miglie bisognose 16,90
Per compra di 40 sacconi, de' quali ne sono distribuiti3232
Sono in polizze48 
In contante 148.90
Restano in cassa89,9148,19


Siccome moltissimi poveri dormono sulla nuda terra, senza neppure un poco di paglia; si sono ordinati, e presto si daranno di più di cinquanta sacconi di buona tela. Questo è niente; noi lo vediamo; ma potremo dire andando a letto la sera, cento almeno de' nostri fratelli, che giacevano sulla nuda ed umida terra prove­ranno la dolcezza d'un placido sonno. Chi non è commosso da questo sentimento merita di vivere separato dal resto della società.
Varj sono i regolamenti da noi fatti per conservare l'ordine di tutte le operazioni; come si vedrà dalle regole fondamentali che saranno subito pubblicate. Diremo solo per ora, che una Com­messione Centrale è destinata a riunire tutte le operazioni, che i Deputati di ogni Parrocchia faranno, a tenore delle determina­zioni della Commessione.
L'Amministrazione Centrale sarà per ora composta da sei Cittadini: cioè Francesco Maria Berio, Luigi Carafa, Ignazio Buo­nocore, Domenico Cirillo, Alfonso Garofalo, Canonico Francesco Rossi. I doveri di questa Amministrazione saranno spiegati nelle regole. Daremo inoltre una nota esatta di tutt'i Deputati delle rispette Parrocchie, de' Medici che si sino ascritti per servire gl'infermi poveri; e così tutti bisognosi vedranno a chi si deve ricorrere per ottenere de' soccorsi, e per essere visitati nelle ma­lattie.
Quanto da noi si è tanto finora è niente se si riguarda l'im­menso numero de' miserabili che domandano ajuto, e che pene­trano di afflizion: le nostre anime sensibili; ma pure siamo con­tenti di aver portata la consolazione a molti, e di aver rianimati tutti colla speranza di un sollievo più costante e più generale. Co­mincia già in noi la fiducia dell'esito felice della nostra Istituzione, perché il Governo pieno delle più sublimi virtù, repubblicane, che sono la generosità e la compassione, già s'interessa con gran­dissima energia a sostenere il progetto di pubblica carità, e pro­mette di riunire in questa Cassa tutta quelle somme, che in di­versi tempi la beneficenza de' Cittadini avea a quest'uso destina­re. Noi certamente raddoppieremo ogni giorno il nostro coraggio nella persuasione che l'ardire e l'attività sono i fondamenti delle opere grandi.

Salute, e fratellanza.