A Casavatore dal 1806 al 1808
DON LUIGI OREFICE
Maestro elementare, malgrado tutto e tutti
Alla fine del 1806, a Casavatore, per aver dato «saggio della sua abilità in
istruire i fanciulli» viene nominato «maestro di scuola» don Luigi Orefice (1).
A questa nomina si oppone don Domenico Puzone, anche lui aspirante
all'incarico, che ricorre al Ministero dell'Interno.
Il Ministro, ritenendo l'Orefice «soggetto niente opportuno a tal impiego»,
dà incarico al Sottointendente De Marinis di «prendere i schiarimenti
opportuni» e poi riferire (2).
Intanto anche il Sindaco di Casavatore, Giuseppe Orefice, ricorre contro la
nomina di don Luigi e si rivolge direttamente al Ministero dell'Interno,
accusando il «maestro di scuola» di «non aver adempiuto mai al proprio
dovere, né può adempierlo per la ragione che non risiede mai in Casavatore
e sempre va girando per diversi luoghi per affari suoi domestici; ne siegue le
continue lagnanze di tutti i Padri di famiglia, che vengonsi defraudati nelle loro
concepite speranze per lo difetto dell'educazione dei figli»; e poi propone, come
degni dell'incarico, don Giuseppe Iavarone e don Francesco Orefice «sacerdoti
egualmente saggi ché esemplari» (3).
Non avendo avuto soddisfazione il Sindaco ricorre ancora al S.A.S. e,
premettendo che, nove mesi prima, «i Decurioni ... congregati nelle debite
forme, dietro gli ordini reali, spinti colà dall'ottimo intendente di Napoli con
di lui circolare, si procedé alla elezione del maestro di Scuola, per la educazione
di que' non pochi ragazzi e cadde nella persona del sacerdote don Luigi
Orefice di detto Casale che, benché assente, promise di adempiere al proprio
dovere, cosa che non si è verificata, mentre ha seguitato a girare per quel
circondario, come tuttavia gira per affari suoi domestici senza che mai avesse
per una volta aperta scuola» nota che «I genitori e il popolo tutto freme per tal
mancanza, e gli salutari vostri paterni provvedimenti ineseguiti» e «a scanso di un
sì pernicioso risultato» fa presente che «viene urtato dal popolo e dalla medesima
urgenza» e chiede che «l'irreprensibile Intendente tosto permetta la nuova elezione
dell'altro maestro di scuola» e suggerisce ancora l'elezione di «due bravi sacerdoti
ch'erano installati in Napoli, naturali di Casavatore, si sono ritirati nella loro patria,
e la di costoro mancanza dal patrio cielo fa cadere la inutile elezione in persona
del Luigi Orefice, il quale è sempre mai addetto agli negozi casarecci e villeci, e
però dall'impiego si scosta» (4).
Intanto il meccanismo burocratico si era già messo in moto fin dal 28 gennaio
(pochi giorni dopo il primo ricorso del Sindaco). E, il Sottointendente
Donatantonio De Marinis, del distretto di Napoli, dicendo che il Ministro
dell'interno gli ha trasmesso il ricorso del Sindaco contro il maestro Orefice e
che il Sindaco era in contraddizione (5), in quanto in un rapporto precedente aveva
comunicato che fanciulli e fanciulle assistevano regolarmente alle lezioni, e comunica
di aver dato incarico al Sindaco di Frattamaggiore, Giuseppe Biancardi, di
rendersi conto personalmente della situazione (6).
Quest'ultimo si mise immediatamente all'opera e il giorno 6 febbraio si recò a
Casavatore e «rilevò dal detto del Paroco e di altri preti, che il maestro don
Luigi Orefice è naturale di Casavatore ed in detto Comune fa domicilio, d'essere
principiata la scuola, e di non essere stata mai interrotta, sebbene allora fosse
stato scarso il concorso de' fanciulli il quale però al presente si è accresciuto» e
che «si prese cura di visitare detta scuola ove rinvenne 35 ragazzi e 2 fanciulle» (7).
A queste informazioni il De Marinis deduce che «il Maestro (don Luigi Orefice)
non è in colpa e non sembra debba darsi luogo ad altra nomina secondo che
ha domandato il Sindaco» (8).
Ma contro don Luigi Orefice, oltre al Puzone e al Sindaco, ricorrono anche
don Domenico e don Gennaro Orefice. A differenza dei primi due, questi
rilevano che il Maestro è stato eletto malgrado «mancando nell'atto del
Parlamento il Cancelliere per distenderne il processo verbale» che don Luigi
non era solito praticare «l'ammaestramento dei fanciulli» con soddisfazione
del pubblico e che la sua elezione era nulla «sia per la mancanza delle facoltà
agli elettori, e sia per la solennità omessa» (9).
Malgrado l'opposizione e i ricorsi del Casale, dei colleghi - preti e maestri -
e dello stesso Sindaco, fino al 1808, il maestro don Luigi Orefice fu maestro
elementare, a Casavatore, a spese del Comune.
Anzi il Ministro dell'Interno scrive a S. E. il Consigliere di Stato, Intendente
di Napoli, «Giusta quel che ha proposto V. E. con un suo rapporto degli 11
del corrente approvo che per li contraddittorj riscontri dati dal Sindaco di
Casavatore sulla pubblica istruzione di quel Comune, e per aver fatto ricorso
senza prima dirigersi a cotesta Intendenza faccia chiamare in residenza il
Sindaco suddetto e gli faccia sentire con energia il suo giusto rincrescimento
per essersi condotto fuor di regola» (10).
Come sempre, anche questa volta la Burocrazia ha vinto. La «forma» è più
importante della «sostanza»!
TERESA L. A. SAVASTA

ALCUNI DOCUMENTI CITATI NELL'ARTICOLO
Una storia di Casavatore, dalle origini alla vigilia dell'Unità d'Italia è stata scritta
dal nostro collaboratore dott. Giovanni Bono. Il prezioso e pregevole lavoro,
già ultimato, sarà edito dal nostro Istituto il prossimo anno.
La Giunta Esecutiva dell'Istituto ringrazia il dott Bono che, gratuitamente e per
primo, ha voluto aprire una strada per la conoscenza storica di questo importante Casale.
Note:
(1) Archivio di Stato di Napoli, Intendenza Borbonica,
fascic. 1047/61 (F. F. 97) «Scuole Comunali di Casavatore». Doc. del 5-...-1806.
Da ora: A.S.N., I. B., doc. del...
(2) A.S.N., I. B., doc. del 10-1-1807.
(3) A.S.N., I. B., doc. del 5-1-1808.
(4) A.S.N., I. B., doc. dei 13-11-1808.
(5) A.S.N., I. B., doc. del 11-2-1808.
(6) A.S.N., I. B., doc. del, 28-1-1808. Il De Marinis quasi
a crearsi «dei precedenti di competenza e sorveglianza» continua nella lettera
«Poiché non abbia a dubitarsi della mia sorveglianza in riguardo alle scuole
e non possa temersi che forse le voci del Sindaco di Casavatore non abbiano
ottenuto il dovuto sfogo mercé le mie provvidenze mi affretto a partecipare
all'E. V. quanto dappresso.
Seguita l'approvazione di Maestri e Maestre delle rispettive Unità mercé un
riscritto del Ministro dell'Interno del 12 settembre ultimo dovea la pubblica
istruzione mettersi in una precisa attività.
Cominciai fin d'allora a prendere conto ora direttamente, ora per vie segrete
della esecuzione ... In novembre dello scorso anno mi determinai a scrivere
circolarmente alle Amministrazioni Comunali di mia dipendenza una lettera,
in cui comprendendo due oggetti cioè la panizzazione e le scuole indettai
delle istruzioni per la regolarizzazione dell'uno e dell'altro».
Per quanto riguarda le scuole, il De Marinis aveva scritto: «Vi invito perciò a
disporre in primo luogo, che sulle porte di esse (cioè le scuole) siene
apposte rispettivamente delle iscrizioni dittanti come segue scuola gratuita
di pubblica istruzione per i fanciulli e scuola gratuita di pubblica istruzione
per le fanciulle» e di «vegliare che i mentovati Maestri e Maestre non
esigan salario da chicchessia», poiché «mi son pervenute già delle notizie
relative a siffatto abuso che cercasi d'introdurre» e poi indicava di
«insinuare ai Maestri e Maestre che con paterna amorevolezza allettassero
i ragazzi e le fanciulle a concorrervi».
(7) La scuola delle ragazze era cessata totalmente in quanto
la maestra non avendo ricevuto la mesata dal Sindaco, stabilita da Decurionato
ed approvata dal Ministro dell'Interno, aveva licenziato le ragazze.
(8) A.S.N., I. B., doc. del 22-2-1808.
(9) A.S.N., I. B., doc. (s. d.).
(10) A.S.N., I. B., doc. del 24-2-1808.BR>