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§9. Zona di Frattamaggiore
Definizione. Con il termine zona di Frattamaggiore intendiamo il territorio dei tre Comuni limitrofi di Grumo Nevano, Frattamaggiore e Cardito, alquanto omogeneamente influenzato dalla centuriazione Acerrae-Atella I. Il territorio è mostrato nella fig. 22.
§9.1. Grumo Nevano
Etimologia ed origine. Il centro era denominato Grumo ed il suo nome fu cambiato in
Grumo Nevano con R. D. n. 1622 del 31/12/1863 (333). Nella carta del Rizzi Zannoni sono
annotati due centri l’uno a ridosso dell’altro. Il primo, a settentrione, è Nevano mentre
il secondo è Grumo.
La denominazione di Grumo potrebbe derivare dal latino grumus ‘mucchio di terra, rilievo’
e Giustiniani osservava: ‘Questo nostro paese è situato appunto su un rialto’ (334). Ma in contrasto
con quanto dice Giustiniani nel luogo non esiste alcun rialzo e l’etimologia potrebbe risalire a
nomi di epoca etrusca o osca. Nevano, invece, come gran parte dei nomi terminanti in -ano,
sta forse per praedium naevianum, vale a dire proprietà della gens Naevia così come
prospettato per Neviano in Puglia (335).
Grumo è menzionato per la prima volta nell’anno 877, negli Acta translationis sancti Athanasii episcopi Neapolitani, dove viene detto, nel trasporto della salma da Atella a Napoli: 'venientes ad locum qui dicitur Grumum' (MNDHP, vol. I, t. I), e in un documento del 955: ‘terras positas in loco
qui vocatur grummum’ (336). E’ poi riportato in un documento
del 1132 (‘in territorio ville Grumi’ (337), ‘terra ecclesie
Sancti Tamari de eadem villa Grumi’) e in documenti di epoca angioina (a. 1271:
‘Ioannes de Christi, in casali Grumi;’, ‘Martinus Scaranus, Cesarius
Scaranus, Ligorius Scaranus, Ioannes Scaranus, alius Ioannes Scaranus, alius Martinus
Scaranus, in villa Grumi;’ (338); a. 1280: ‘terram Pauli
de Grumo’ (339)). La chiesa di S. Tammaro è menzionata, oltre
che nel documento del 1132, nella Rationes Decimarum del 1308 (‘Presbiter Iohannes
Lupulus capellanus S. Tamari de Giuppi tar. III.’ (340), ‘Presbiter
Petrus de Corrado capellanus S. Comari de villa gni tar. II gr. XIIII.’ (341)) e del 1324:
‘Presbiter Iacobus de Phylippo pro medietate cappellanie S. Tammari de Grummo tar.
tres’ (342), ‘Presbiter Franciscus Ruffus pro medietate ipsius
cappellanie tar. tres’ (343). La chiesa ed il centro di Nevano sono
pure menzionati dalla stessa fonte e per gli stessi anni (a. 1308: ‘Presbiter Peregrinus capellanus
S. Viti de Vinano tar. I gr.XVI.’ (344); a. 1324: ‘Presbiter Peregrinus
de Fracta maiori pro cappellania S. Viti de Nivano tar. unum gr. decem’ (345)).
Correlazioni con i limites delle centuriazioni. Lo sviluppo del centro nel 1793 è mostrato
nella fig. 23. Le centuriazioni che interessano il territorio sono l’Acerrae-Atella I, l’Ager
Campanus I e II. La prima è quella che più appare aver inciso sulla struttura urbana e del
territorio. Alcune strade moderne corrispondono ad un cardine, dapprima fedelmente (fig.
23 B: a) e poi in modo imperfetto (b). Varie strade, e anche confini intercomunali, sono
parallele ai decumani (c) o ai cardini (d). In particolare, la strada principale di Nevano
è una parallela dei cardini e due strade principali di Grumo sono delle parallele ai decumani.
Per quanto concerne l’Ager Campanus II, a sud di Grumo Nevano vi è il cardine che,
nella parte a sud di Atella, delimitava ad est la centuriazione e conduceva da Atella a
Neapolis (e). Inoltre, una strada limitrofa di Casandrino coincide con un decumano (f).
Si riscontrano infine varie strade e confini intercomunali paralleli ai decumani (g) o ai
cardini (h). Non si evidenziano, infine, corrispondenze con i limites dell’Ager Campanus I,
ma è da notare che le parallele ai limites dell’Ager Campanus II lo sono anche
per l’Ager Campanus I.
§9.2. Frattamaggiore
Etimologia ed origine. Un villaggio di nome Fracta, vale a dire come luogo in cui è stato
effettuato un disboscamento, è menzionato già nell’anno 921: ‘... colonus filius quidam
ragemperti colonus et habitator in loco qui vocatur fracta’ (346). Una
seconda menzione è del 1101: ‘in finibus lanei ... in loco ubi dicitur ad fractam’
(347), ma per la genericità del termine l’identificazione certa dei luoghi
con l’attuale Frattamaggiore è impossibile.
Tale identificazione è al contrario certa per vari documenti di epoca successiva (a. 1271:
‘Bartholomeus Surrentinus, in villa Fracte;’ (348); a.
1308: ‘Presbiter Thomas de Fracta capellanus S. Sossi tar. III’ (349);
a. 1324: ‘Presbiter Stephanus de Fracta Maiori pro ecclesia S. Sossii de dicta villa tar.
septem’ (350), ‘presbiter Petrus de Fracta maiori’
(351)).
Un’antica tradizione vuole che Fratta sia stata fondata nel IX secolo da profughi di Miseno
distrutta dai Saraceni che giunti in un bosco nei pressi dell’attuale chiesa di S. Sossio, dopo
averlo abbattuto fondarono il centro. A riprova di questa origine si adduce il culto di S.
Sossio e le antiche abilità nella lavorazione della canapa per la produzione di cordami,
attributi questi in comune con le popolazioni della zona di Miseno ed assenti nei centri
circostanti a Frattamaggiore. La tradizione rispecchia probabilmente la reale origine del
centro ma è anche vero che le tracce della centuriazione Acerrae-Atella I, evidentissime
più che altrove proprio nella zona di Frattamaggiore (v. figg. 5, 22 e 24), sono una prova
che tutta l’area non fu mai incolta o del tutto disabitata.
Correlazioni con i limites delle centuriazioni. La situazione nel 1793 è illustrata nella
fig. 24. Due strade coincidono con due cardini successivi della centuriazione
Acerrae-Atella I (fig. 24 B: a, via Croce San Sossio; b, via Cumana e via Don Minzoni).
La corrispondenza con un terzo cardine è già stata evidenziata parlando di Grumo
Nevano (b’). Il percorso antico della strada che conduce da Cardito a Frattamaggiore,
continuando poi con via Canonico Giordano, coincide con un decumano (c). Si nota la
coincidenza con altri due decumani, il primo nella zona della chiesa di S. Anna (c’) e
il secondo nei pressi della chiesa di S. Rocco (c”). Molte strade, e anche confini
intercomunali, sono parallele ai cardini (d) o ai decumani (e). La struttura urbanistica
complessiva appare largamente influenzata dal reticolo della suddetta centuriazione
mentre la Ager Campanus I sembra ininfluente. La stessa strada principale di
Frattamaggiore, corso Francesco Durante, è una parallela ad un decumano ed è
quindi improbabile che sia stata nel IX secolo un bosco. E’ però possibile, e questo
spiegherebbe l’origine del nome, che i profughi misenati abbiano utilizzato un’area
incolta e coperta da bosco, ad es. a sud-est della piazza principale, per le proprie
esigenze, con il consenso dei proprietari e dei vicini (fig. 22 e 24 B, evidenziata
con un cerchio rosso).
§9.3. Cardito e Carditello
Etimologia ed origine. Il nome di Cardito deriva probabilmente da card(u)etum,
che vuol dire luogo in cui crescono i card(u)us, ovvero i cardi o i carciofi.
La prima menzione di Cardito è del 1114 (‘una startiam iusta nolitum et carditum’)
(352) ed il centro è citato insieme al villaggio di Nolito la cui esistenza
è attestata sia in documenti più antichi che in altri posteriori (a. 820: ‘vico qui vollitum
nominatur’ (353); a. 1094: ‘casalem qui dicitur Nolitum’
(354); a. 1097: ‘Nolitum cum villanis et terris’ (355),
‘nolitum cum villanis et terris’ (356); a. 1109: ‘Nolitum
cum villanis et terris’ (357); a. 1114: ‘casale noliti’,
‘terrarum de supradicto feudo noliti’ (358); a. 1202: ‘Item ecclesia s.
Iohannis cum quodam Casali quod dicitur Nollitus, cum villanis, redditibus,
tenimentis ...’ (359)) e di cui l’etimologia è oscura.
Cardito è poi nominato in documenti di epoca successiva (a. 1264: ‘in pertinenciis
villarum Nolliti et Carditi’ (360); a. 1268: ‘Cardetum, pro
focul. XXI, unc. V, tar. VII et med.’ (361); a. 1270: ‘Provisio pro
hominibus castri Cardeti’ (362); a. 1311: ‘homines ... Cardeti ...’
(363); a. 1324: ‘Presbiter Symeon de Cardito’ (364);
a. 1339: ‘Chicchellus Caraczolus Dominus casalis Carditi, de pertinentijs
Civitatis Neapolis’ (365)).
La chiesa di S. Biagio è documentata a partire dal 1308 (‘Presbiter Iohannes
Frandine capellanus S. Blasii tar. III.’) (366). E’ poi più precisamente riportata, come
semplice cappella, nelle Rationes Decimarum del 1324 (‘Presbiter Iohannes
de Flandina pro cappellania S. Blasii de Cardito tar. quatuor’) (367).
Carditello non è menzionato in documenti di epoca medioevale o più antichi.
Correlazioni con i limites delle centuriazioni. Lo sviluppo dei due centri nel 1793
è illustrato nella fig. 25. Le centuriazioni che interessano il territorio sono
l’Acerrae-Atella I e l’Ager Campanus I.
Per quanto concerne la prima centuriazione, un cardine coincide con Corso Cesare
Battisti e con un tratto successivo della S.S. 87 (fig. 25 B: a), un altro cardine con
due strade di Carditello (b), vale a dire via Belvedere e la strada provinciale S. Eufemia
(368), ed un terzo cardine con via S. Paolo, ovvero con il confine fra
Cardito e Caivano per un tratto e fra Cardito ed Afragola per il tratto successivo (b’). Infine,
un quarto cardine corre a sud di S. Rocco (c). Una parte del tracciato antico della strada
Cardito-Frattamaggiore coincide con un decumano (d). In vari punti strade e
confini intercomunali coincidono con parallele ai cardini (e) o ai decumani (f).
Per quanto concerne la centuriazione Ager Campanus I, un cardine corre davanti
la chiesa della Madonna delle Grazie, già antica chiesa di S. Giovanni di Nullito (g)
ed è lo stesso che presso Afragola corrisponde ad un tratto della SS 87 (g’). Tale
strada è anche parallela al cardine suddetto all’altezza di Cardito (h) e più a sud (h’).
Nella stessa zona il confine fra Cardito e Caivano ed una strada sono
delle parallele ai decumani (i).
Note:
(333) Diz. Top., voce Grumo Nevano.
(334) Ibidem.
(335) Flechia, voce Neviano e p. 8.
(336) RNAM, vol. II, doc. LXX recte LXIX, p. 41.
(337) CDNA, Cartario di S. Biagio, doc. XL, p. 379.
(338) RCA, vol. VIII, doc. 104, p. 18.
(339) RCA, vol. XXII, doc. 23, p. 99.
(340) RD, n. 3476, p. 243. Si legga: Giuppi = Grummi.
(341) RD, n. 3480, p. 244. Si legga: Comari = Tamari e gni = Grumi.
(342) RD, n. 3717, p. 254.
(343) RD, n. 3718, p. 254.
(344) RD, n. 3477, p. 244. Si legga: Vinano = Nivano.
(345) RD, n. 3709, p. 254.
(346) RNAM, vol. I, doc. IX, p. 33.
(347) RNAM, vol. V, doc. DV, p. 267.
(348) RCA, vol. VIII, doc. 104, p. 18.
(349) RD, n. 3455, p. 243.
(350) RD, n. 3699, p. 253.
(351) RD, n. 3728, p. 255, già citato.
(352) RNAM, vol. V, doc. DLVII, p. 389.
(353) RNAM, vol. I, doc. II, p. 6.
(354) CDNA, doc. IX, p. 13.
(355) RNAM, vol. V, doc. CCCCLXXXIX, p. 231.
(356) RNAM, vol. V, doc. CCCCXC, p. 236.
(357) RNAM, vol. V, doc. DXXXIV, p. 336.
(358) RNAM, vol. V, doc. DLV, p. 386.
(359) Da una Bolla di Innocenzio III, come riportato da Parente, vol. I, p. 204.
(360) CDSA, doc. CCLXXIII, p. 541.
(361) RCA, vol. II, doc. 1, p. 218.
(362) RCA, vol. III, doc. 38, p. 8.
(363) Guerra, parte I, doc. I, p. 1.
(364) RD, n. 3728, p. 255, già citato.
(365) Rep. Sicola XI, 57-58, riportato da Capasso, Afragola. Origini ..., p. 344.
(366) RD, n. 3451, p. 242.
(367) RD, n. 3693, p. 253.
(368) Gaetano Capasso mi comunicò che le fondamenta della chiesa di S. Eufemia,
emerse durante lavori eseguiti alcuni decenni orsono, apparivano essere di fattura antichissima.
Probabilmente la chiesa è il rifacimento in chiave cristiana di una struttura pagana.
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