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§7.3. S. Arcangelo

Etimologia ed origine. Il luogo e la chiesa omonima di S. Arcangelo sono citati in molti documenti (a. 1114: ‘Ego chosus sancti archangeli testis sum(117), ‘Ego chosus Sancti archangeli testis sum(118); a. 1118: ‘terra sancti michaelis arcangeli(119); a. 1125: ‘consilio quoque ac interventu …. Philippi de Sancto Archangelo(120); a. 1126: ‘terra quam tenet Ciofus de Sancto Archangelo(121); a. 1131: ‘terra sancti arcangeli’, ‘terra ecclesie sancti arcangeli(122); a. 1132: Si parla del nobilissimo don Eleazaro figlio di don Adelardo di Sant’Arcangelo, territorio di Aversa, ora abitante in Avella (123); a. 1133: Don Eleazaro, ‘nobilissimo militi’, figlio del fu Adelardo di Sant’Arcangelo, territorio di Aversa (124); a. 1158: Lazaro di S. Arcangelo (125); a. 1159: ‘Signum Robberti de Sancto Archangelo(126); a. 1160: ‘Robbertus de Sancto Archangelo(127), ‘Signum Robberti de Sancto Archangelo(128); a. 1161-1168: ‘Philippus Sancti Archangeli tenet feudum I. militis, sicut ipse dixit, et cum augmento obtulit milites II.(129); a. 1162: ‘Signum Robberti de Sancto Archangelo(130); a. 1163: Lazaro di S. Arcangelo (131), Eleazaro di S. Arcangelo (132); a. 1168: ‘Guidonis de Sancto Archangelo (133)’; a. 1195: ‘Robertus de Sancto Arcangelo filius Juelis(134); a. 1209: ‘Signum manus Riccardi de Sancto Archangelo(135); a. 1266: ‘terram Bartholomei de Sancto Archangelo(136); a. 1269: ‘Petro de Sancto Arcangelo(137), ‘Petro de Sancto Arcangelo(138); a. 1270: ‘Henrico de Sancto Arcangelo(139), ‘Letitia f. qd. Henrici de Sancto Archangelo de Aversa(140); a. 1271: ‘Henrico de Sancto Arcangelo(141), ‘Petrus et Franciscus de Sancto Arcangelo(142), ‘Henricum et Petrum de Sancto Arcangelo(143), ‘Mariam uxorem qd. Henrici de Sancto Archangelo de Aversa’, ‘Petrucius de Sancto Archangelo, eiusdem Marie filius(144), ‘Gemmam filiam not. Stephani de Sancto Arcangelo(145), ‘terram heredum Henrici de Sancto Arcangelo(146); a. 1272: ‘Petrum de Sancto Arcangelo(147), ‘Mandatum de pheudali servitio debito a Sinfrido de Rocca pro vassallis suis de casali S. Arcangeli de Aversa(148); a. 1273: ‘in pertinentiis ville S. Arcangeli ... et terram Henrici de Sancto Arcangelo(149); a. 1275: ‘(mutuatores Averse:) Petrus de Marco de Villa Sancti Arcangeli unciam unam(150); a. 1277: ‘(mutuatores Averse:) In villa Sancti Archangeli: Iohannes de Madio tar. XVI, gr. XIX; Passamonte tar. XVI, gr. XVIII(151), ‘Mathiam f. qd. Henrici de Sancto Archangelo, mil.(152); a. 1278: ‘Herricus de Sancto Archangelo(153), ‘mil. Henrico de Sancto Arcangelo(154); a. 1291: ‘Petro de Sancto Archangelo’, ‘Francisco de Sancto Archangelo(155)).
La chiesa è inoltre elencata nelle Rationes Decimarum del 1324 (‘Presbiter Symeon de Cardito et presbiter Petrus de Fracta maiori pro ecclesia S. Archangeli de S. Archangelo tar. sex gr. duodecim’) (156). Anche nelle Rationes Decimarum del 1308, sia pure in forma infedele, la chiesa è menzionata (‘Presbiter Petrus Cusentinus capellanus S. Angeli de Palude tar. VI gr. XII’) (157).
Nell’elenco del 1459 dei casali di Aversa sotto Re Ferdinando d’Aragona è riportato ‘Sanctus Arcangelus pro foc. XXXVIIII(158) e fra i 43 casali di Aversa riportati è superato per numero di fuochi solo da altri sette. Il luogo, oggi disabitato, è a nord-est di Caivano in prossimità del Lagno Nuovo.
Il nome di S. Arcangelo è dovuto all’occupazione del luogo da parte dei Longobardi che erano devotissimi di S. Michele Arcangelo, ‘principe delle milizie celesti’ (159), in quanto, dopo averne appreso il culto da Bisanzio, lo identificarono con il dio guerriero Wotan (Odino) (160).
Nel 568 inizia l'invasione longobarda dell'Italia e dopo solo due anni già vi è il primo duca di Benevento, Zottone. Secondo la tradizione più volte in battaglia S. Michele Arcangelo accorse in aiuto dei longobardi di Benevento (161). In segno di devozione i Longobardi di Benevento fondarono sul Gargano, vicino Manfredonia, un monastero dedicato a S. Michele Arcangelo (Monte S. Angelo). Nei sotterranei di questo santuario sono state scoperte ben 165 iscrizioni anteriori all'869, anno in cui il santuario fu saccheggiato dai saraceni. Le più antiche iscrizioni risalgono all'epoca dei duchi Grimoaldo I (647-71) e Romualdo I (673-87). La maggior parte dei nomi nelle iscrizioni sono di laici, anche gli stessi duchi citati, e ciò avvalora largamente il significato guerriero che si attribuiva a questa mitica figura di arcangelo (162).
In Campania, i Longobardi dedicarono la Chiesa già tempio di Diana Tifatina, sul monte che sovrasta Capua antica, a questo loro potente protettore (S. Angelo in Formis). Anche la Chiesa di Casertavecchia è dedicata a S. Michele Arcangelo, che è pure uno dei protettori di Caserta. Alla stesso arcangelo è dedicato anche il Santuario di S. Angelo a Palombara sulle colline che sovrastano Cancello ed Arienzo in cui trovarono un primo rifugio i profughi da Suessula, allorché questa fu bruciata dai Napoletani nell'anno 880, come ci testimonia Erchemperto ed è riportato dal Lettieri (163). Nella stessa Suessula la Chiesa principale era dedicata a S. Michele Arcangelo (164).
I Longobardi tentarono fin dal loro arrivo in Campania di sottomettere Napoli. Il loro primo assalto in grande stile fu condotto nel 581 congiuntamente dai duchi di Spoleto e di Benevento. Ma questo assalto e tutti quelli che si susseguirono nell'arco di ben quattro secoli non riuscirono mai ad ottenere la conquista di Napoli. Benché aspramente contese e con alterne vicende, i Napoletani mantennero per lo più il controllo di Acerra, Atella e Nocera (165).
Nel punto centrale di questa area di confine, turbolenta e non marcata da barriere naturali, in una zona boscosa e facilmente accessibile per chi veniva dalla valle caudina, e cioè da Benevento, e da Suessula, sede di gastaldato, i Longobardi eressero un luogo fortificato su una preesistente villa romana (166) e lo chiamarono con il nome di S. Arcangelo, loro principale protettore.
Di qui dominavano i luoghi e i villaggi che ora hanno nome Crispano, Cardito, Caivano, Pascarola, Casolla Valenzano. Da S. Arcangelo si diramavano tre strade: la prima conduceva a Pascarola e Casapuzzano e di qui ad Atella; la seconda andava verso Caivano e Cardito e di poi anche verso Atella; la terza portava a Casolla Valenzano e di qui procedeva verso Napoli. Da S. Arcangelo partivano molti degli assalti contro Atella, di cui in alcuni periodi i Longobardi riuscirono ad averne il possesso. Da S. Arcangelo infine partivano i soldati nelle incursioni contro le terre del ducato di Napoli o gli assalti per conquistare la stessa Napoli. S. Arcangelo inoltre era il primo avamposto a subire le incursioni e le controffensive dei Napoletani.
Correlazioni con i limites delle centuriazioni. I luoghi sono illustrati nella fig. 16. A riguardo della centuriazione Acerrae-Atella I si rileva che un tratto della provinciale Caivano-S. Arcangelo corrisponde a un decumano e che un cardine passa a lato della chiesa di S. Arcangelo, ricostruita come modesta cappella a fine settecento. Inoltre, varie strade intorno al luogo sono parallele ai cardini o ai decumani. Per quanto concerne la centuriazione Ager Campanus I, si rileva che un decumano passa a ridosso della villa romana e del castello.
Marcigliano. La zona detta Marcigliano, sita a sud di S. Arcangelo ed a nord di Casolla, trae forse il suo nome dalla gens Marcilia ed è possibile che S. Arcangelo prima di assumere tale nome a seguito della conquista longobarda, fosse proprio il praedium Marcilianum.
Correa Lunga. Il nome sembrerebbe indicare una lunga strada ed in effetti a sud di tale luogo vi è una strada parallela ai cardini della centuriazione Acerrae-Atella I che potrebbe essere un tratto della strada che univa Capua con Acerrae passando ad ovest dell’ostacolo naturale costituito dal Pantano e del Clanio. Tale strada dal lato di Capua presenta vestigia evidenziate da Chouquer che vanno da Capua fino a Marcianise (167), e dall’altra parte si congiungeva con l’itinerario che conduceva da Atella a Suessula passando sul Clanio per il ponte di Casolla. Comunque non abbiamo prove a sostegno di tale ipotesi.

§7.4. Sagliano

Etimologia ed origine. In un Diploma del 1099 di Riccardo II, principe di Capua, si parla di una terra ‘in loco ubi dicitur ad Termine .... Ab uno latere est finis via que pergit ad Saglanum, que decernit inter fines Matalonis et Lanei: ab alio vero latere est finis terra nostra publica, qualiter revolvitur per antiquam viam que olim ducebat ad Suessulam. Ab uno capite est finis via que pergit ad predictum nostrum castellum(168).
In un Diploma del 1311 di Re Roberto è ordinato di effettuare la manutenzione del Clanio agli ‘homines ... Caivani, Crispani, Cardeti, Milleti, Casolle Valenzani, Sancti Nicandri, Sancti Arcangeli, et Sallani de pertinentiis dicte civitatis Averse(169).
L’analisi di questi due documenti e della geografia dei luoghi permette di ipotizzare che Saglanum e Sallani coincidano e siano nei pressi dell’attuale masseria Saglianiello (170), sita nella lingua di terra fra il Lagno vecchio e quello nuovo. In direzione del luogo indicato punta una strada che si diparte dal tracciato della via Popilia, che univa Capua con Suessula, in un punto in cui il tracciato di tale strada è chiaramente identificabile nella carta IGM e nei pressi dei Regi Lagni. Il villaggio esistente all’epoca di Re Roberto derivava probabilmente il suo nome da un praedium sallianum, vale a dire proprietà della gens Sallia come altri luoghi in Italia (171).
Appena a nord ed in territorio di Succivo esiste una zona chiamata Sagliano che pure forse ha analoga origine etimologica. E’ probabile che proprio per distinguere le due Sagliano quella più a ridosso del Clanio ha differenziato il suo nome con il diminutivo.

Note:
(117) RNAM, vol. V, doc. DLV, p. 386.
(118) RNAM, vol. V, doc. DLVII, p. 389.
(119) RNAM, vol. VI, doc. DLXXII, p. 38.
(120) CDNA, Cartario di S. Biagio, doc. XXXVI, p. 371.
(121) Jole Mazzoleni, Le pergamene di Capua, Napoli, 1957-60, vol. I, p. 55.
(122) RNAM, vol. VI, doc. DCXII, p. 135.
(123) Giuseppe Mongelli, Regesto delle Pergamene dell’Abbazia di Montevergine, 1956-1962, vol. I, doc. 197, p. 71.
(124) Mongelli, vol. I, doc. 204, p. 72.
(125) Mongelli, vol I, doc. 371.
(126) CDNA, doc. LXXVI, p. 132.
(127) CDNA, doc. LXXVII, p. 135.
(128) CDNA, doc. LXXIX, p. 139.
(129) Catalogus baronum neapolitano in regno versantium, in: Giuseppe Del Re, Cronisti e scrittori sincroni napoletani, Napoli 1845-1868, Ristampato da Forni, Sala Bolognese 1976, vol. I, p. 595.
(130) CDNA, doc. LXXXIII, p. 147.
(131) Mongelli, vol. I, doc. 421.
(132) Mongelli, vol. I, doc. 423.
(133) CDNA., doc. LXXXIX, p. 157.
(134) Leopoldo Santagata, Storia di Aversa, Eve Editrice, Aversa 1991, vol. I, p. 259.
(135) CDSA, doc. LV, p. 112.
(136) CDNA, Cartario di S. Biagio, doc. LVII, p. 407.
(137) RCA, vol. IV, doc. 72, p. 11.
(138) RCA, vol. IV, doc. 139, p. 23.
(139) RCA, vol. III, doc. 417, p. 178.
(140) RCA, vol. VII, doc. 115, p. 29.
(141) RCA, vol. VIII, doc. 300, p. 76.
(142) RCA, vol. VIII, doc. 339, p. 82.
(143) RCA, vol. VIII, doc. 67, p. 102.
(144) RCA, vol. VIII, doc. 418, p. 171.
(145) RCA, vol. VIII, doc. 430, p. 173.
(146) RCA, vol. II, doc. 85, p. 257.
(147) RCA, vol. IX, doc. 83, p. 239.
(148) RCA, vol. IX, doc. 123, p. 244.
(149) RCA, vol. II, doc. 11, p. 238.
(150) RCA, vol. XVII, doc. 43, p. 13.
(151) RCA, vol. XVIII, doc. 152, p. 73.
(152) RCA, vol. XVIII, doc. 271, p. 135.
(153) RCA, vol. XX, doc. 147, p. 111.
(154) RCA, vol. XXI, doc. 467, p. 320.
(155) RCA, vol. XXXIX, doc. 18, p. 20.
(156) RD, n. 3728, p. 255.
(157) RD, n. 3479, p. 244.
(158) Guerra, parte I, doc. VII, p. 19.
(159) Capasso, Afragola. Origini ..., p. 101.
(160) Benedetto Croce, Storia del Regno di Napoli, Laterza, Bari 1966.
(161) Erchemperto, Historiola Langobardorum Beneventanorum in: Ludovico Antonio Muratori, Rerum Italicarum scriptores, Milano 1724. Ristampa anastatica Forni, Sala Bolognese 1976, vol. V, p. 21.
(162) Vera von Falkenhausen, I Longobardi Meridionali, in: Storia d'Italia, UTET, Torino 1980, vol. III.
(163) Lettieri, op. cit.
(164) Caporale, p. 18.
(165) Paolo Delogu, Il Regno Longobardo, in: Storia d'Italia, UTET, Torino 1980, vol. I.
(166) Nel gennaio del 1995 è stato ivi rinvenuto un mosaico romano a pietre bianche e nere di epoca romana raffigurante un delfino, un pesce, un bue ed un cavallo mitologico. Successivamente il luogo è stato identificato come una villa romana e sono state trovate delle fosse con frammenti di vasi anche del VI secolo d. C.
(167) Chouquer, p. 303; p. 306, fig. 120.
(168) Documento da un antico regesto di S. Angelo in Formis nell’Archivio di Montecassino, riportato in: Giacinto de’ Sivo, Storia di Galazia Campana e di Maddaloni, Napoli 1860-1865, Ristampato in Maddaloni 1986, p. 101.
(169) Guerra, parte I, doc. I, p. 1.
(170) Erroneamente riportata nella carta IGM e altrove come Sanganiello ma la dizione comune è Saglianiello.
(171) Diz. Top., voce Sagliano Micca (VC).