§5. Acerra
Etimologia ed origine. Il lavoro di Caporale (20), benché pubblicato nel 1890 e per certi aspetti
datato, rimane un testo di riferimento insuperato ed in larga parte esaustivo. Tralasceremo
pertanto quasi del tutto i riferimenti relativi ad Acerra.
Il nome Acerrae (’Acέ
rrai) è di probabile origine etrusca e trova un eco in altre due località
omonime (’Acέ
rrai città degli Insubri ed Acerrae Vafriae in Umbria) che condividono
anche la morfologia di plurale ed un periodo più o meno lungo di dominio etrusco (21).
Nella città furono inviati coloni al tempo di Augusto (22) così come dallo stesso imperatore furono
inviati anche ad Atella (23). A quest’epoca risale la centuriazione Acerrae-Atella I (fig. 4). Il territorio
acerrano fu di nuovo centuriato sotto Vespasiano ma le tracce lasciate da questa seconda
centuriazione, denominata dal Chouquer Nola III (fig. 6), sono assai meno evidenti e
determinanti per l’assetto del territorio e della struttura urbana.
Correlazioni con i limites delle centuriazioni. La fig. 8 mostra i reticoli delle centuriazioni
anzidette sovrapposti alla carta IGM in scala 1:25000 del 1955. La fig. 9 A riporta un frammento
della carta del Rizzi Zannoni del 1793, ritoccato e in parte ridisegnato ed ingrandito 2:1 rispetto
all’originale. Fra l’altro, sono stati cancellati i segni indicanti l’alberatura e ridisegnate le strade
e i nomi dei luoghi. La fig. 9 B è la porzione grosso modo corrispondente della carta IGM in
scala 1:12500 con sovrapposti i reticoli delle centuriazioni e con la cancellazione dei simboli
riguardanti le coltivazioni, i pozzi e le sorgenti. Inoltre, sono state cancellate le strutture inesistenti
nel 1793 (ad es.: ferrovie) e quelle parti dell’abitato che dall’esame comparato della carta del
Rizzi Zannoni e della carta IGM appaiono essere state edificate dopo il 1793. Sono state
anche cancellate pressoché tutte le scritte e le strade che non trovano riscontro nella carta
del Rizzi Zannoni. Pur con i limiti connessi al metodo usato, tali disegni vogliono delineare
un quadro dello sviluppo dell’abitato nel 1793, il primo anno per il quale esiste una cartografia
con un grado accettabile di dettaglio e di precisione, e di evidenziare le correlazioni fra l’impianto
viario sia urbano che extraurbano ed il reticolo delle centuriazioni. Analoga procedura si è seguita
per tutte le altre figure del lavoro riportanti l’indicazione ‘... nel 1793’ ed a riguardo non
ripeteremo le annotazioni e le osservazioni qui espresse (24).
Veniamo ora ad una analisi dei risultati. Per l’impatto generale sul territorio delle due centuriazioni
anzidette si osservino i punti di corrispondenza evidenziati da Chouquer (fig. 4 e fig. 6) nella
sovrapposizione sulla cartografia IGM (fig. 8). La strutturazione del territorio appare notevolmente
influenzata dalla centuriazione augustea e solo in via secondaria dalla seconda centuriazione.
Per quanto concerne il centro urbano (fig. 9 B), appare evidente che il luogo fu ricostruito in
epoca augustea allineando le mura e le strade al reticolo della centuriazione e l’impianto del centro
appare in sostanza confermato anche a distanza di 18 secoli e a tutt’oggi!
Il lato meridionale delle mura poggiava su un decumano della centuriazione Acerrae-Atella I che
corrisponde alle attuali via Calzolaio e via Soriano (fig. 9 B: a). La corrispondenza con altri due
decumani è anche visibile (a’, a”). Un cardine coincide con via Trieste e Trento e via Duomo -
passando nei pressi del Duomo - e, fuori dalle mura, con via Garibaldi e via Diaz a sud (b) e
con via Da Vinci a nord (c). Il lato ovest delle mura poggiava su una parallela ai cardini e
corrisponde alle attuali via Simone Guida e Corso Resistenza (d). La strada che in senso est-ovest
divide a metà il centro storico ed il suo prolungamento verso il Gaudello sono una parallela ai
decumani e corrispondono alle attuali via Frassio, via Annunziata e Corso Vittorio Emanuele
II (e). Il lato est delle mura poggiava su una parallela dei cardini e corrisponde alle attuali vie
S. Caterina da Siena, S. Anna e Democrazia (f). Via Vittorio Veneto corrisponde a un cardine
(g). E’ rilevabile la corrispondenza con un altro cardine (g’). Persino due tratti successivi del
Canale del Carmignano appaiono paralleli prima ad un cardine (h) e poi, meno fedelmente,
ad un decumano (i). Varie strade sono parallele ai decumani (i’).
Per quanto concerne la centuriazione Nola III, via S. Giuseppe coincide con un cardine (l). Corso
Italia (m) e, meno fedelmente, la provinciale Tappia (n) sono delle parallele rispettivamente ai
cardini e ai decumani. Altre strade sono parallele ai cardini (o). Infine, il luogo indicato come
‘le Grazie’ nella carta del Rizzi Zannoni corrisponde ad un punto di incrocio fra un cardine ed
un decumano nonché con una parallela dei cardini dell’altra centuriazione (p).
Il Pantano. La denominazione è già presente in un documento del 1097 (‘in territorio Suessule
et Acerre in pantano scilicet iusta boscum’) (25) e in un altro del 1109 (‘in territorio Suessule
et acerre in pantano scilicet iuxta boscum’) (26) ed il significato è palese.
Piazza vecchia. Corrisponde al sito della distrutta Suessula (27) ed il nome lo testimonia.
Sannereto. Il nome è una deformazione di San Nicandro, antico possedimento del Monastero
di Santo Salvatore in Napoli (28). In un documento del 1545 è riportata la dizione di ‘casale
S. Nerantj’ (29) che spiega la trasformazione del toponimo.
Confine fra Acerra e Maddaloni. Il confine fra i territori di Suessula e Calatia, era anche
il confine fra l’ager Campanus e l’ager Nolanus e coincideva con un limes di confine della
centuriazione Ager Campanus II (30). Oggi corrisponde al confine fra i territori di Acerra e
Maddaloni.
Confine fra Acerra e Caivano. Il confine fra Acerrae ed Atella era determinato dal Clanius,
che correva dove è ora il Lagno Vecchio. Con la bonifica seicentesca il Lagno ora corre più
ad ovest (Lagno Nuovo) ma il confine fra Acerra e Caivano, cittadina erede della parte più
orientale del territorio di Atella, corre ancora lungo l’antico tracciato.
I Regi Lagni. Il Clanis, citato da più di un Autore antico (31),
fu bonificato dagli Etruschi nell’VII-VI
secolo avanti Cristo. Il nome Glanis (con la g dura) è verosimilmente di origine etrusca ed aveva
il significato di fiume fangoso. La stessa etimologia ha in Toscana il fiume Chiana, e la valle omonima,
che anticamente pure si chiamava Clanis / Glanis (32).
Con i romani diventa Clanius e nei documenti
medioevali il corso d’acqua è menzionato come Laneus, con la perdita della consonante iniziale.
Successivamente con la bonifica seicentesca il corso d’acqua diventa Regi Lagni.


Note:
(20) Gaetano Caporale, Memorie storico-diplomatiche della Città di Acerra e dei conti
che la tennero in feudo, Napoli 1890. Ristampato in Acerra nel 1990.
(21) Giuliano Gasca Queirazza, Carla Marcato, Giovan Battista Pellegrini, Giulia
Petracco Sicardi, Alda Rossebastiano, Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici
italiani (Diz. Top.), UTET, Torino 1990, voce Acerra.
(22) ‘Acerras, muro ducta colonia, divus Augustus deduci iussit. Iter populo
debetur ped. LXXX. Ager eius in iugeribus militibus est adsignatus.’, Frontino, Liber Coloniarum, I, 229.
(23) ‘Atella, muro ducta colonia, deducta ab Augusto. Iter populo debetur
ped. CXX. Ager eius in iugeribus est adsignatus.’, ibidem, I, 230.
(24) Anche per evitare inutili ripetizioni riportiamo quanto segue. Nelle figure
colorate le corrispondenze fra limites e vie, confini e altri elementi odierni sono state evidenziate con
tratti di colore secondo il seguente codice: Ager Campanus I = azzurro; Ager Campanus II = giallo;
Acerrae-Atella I = verde; Atella II = marrone; Nola III = viola. Le corrispondenze fra il limes di una
centuriazione e chiese, cappelle ed altre strutture sono state evidenziate con cerchi del colore della
rispettiva centuriazione. Il rosso è stato utilizzato per evidenziare il probabile tracciato dell’acquedotto
romano (fig. 11), l’insediamento primigenio di Frattamaggiore (fig. 22 e 24) e la via Appia, lo schema
delle mura di Atella, Acerrae e Calatia ed altri elementi nella fig. 34.
(25) Regii Neapolitani Archivi Monumenta edita ac illustrata (RNAM),
Stamperia Reale, Napoli 1845-61, vol. V, doc. CCCCLXXXIX, p. 231.
(26) RNAM, vol. V, doc. DXXXIV, p. 336.
(27) A riguardo si veda: Nicolò Lettieri, Storia di Suessola ed Arienzo,
Napoli, 1772. Ristampato da Edizioni Dehoniane, Napoli 1979; Caporale, op. cit., pp. 11-34, e, inoltre,
Dell’Agro acerrano e della sua condizione sanitaria. Ricerche fisiche, statistiche, topografiche,
storiche, Napoli 1859; Autori vari, Suessula, Archeoclub d’Italia, Acerra 1989; Giuseppe Guadagno,
Il territorio acerrano e suessolano tra Longobardi e Normanni, in: Centro Studi valle di Suessola,
Quaderno n. 1, 1993, pp. 105-122.
(28) Caporale, p. 431.
(29) Caporale, p. 446.
(30) Chouquer, p. 203.
(31) Chouquer, p. 300.
(32) Autori vari, Gli Etruschi. Mille anni di civiltà, Casa editrice Bonechi,
Firenze 1985, vol. II, p. 472.
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