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§14. Discussione
Limiti dello studio. E’ bene che siano evidenziati alcuni limiti dello studio delle
tracce delle centuriazioni intrinseci al metodo oppure derivanti da insufficienza degli strumenti utilizzati:
A) La coincidenza fra elementi moderni e antichi è un fatto probabilistico e non
di certezza e nulla vieta che una strada moderna possa coincidere per mero caso
con un limes o con una sua parallela. E’ anche vero però che più coincidenze
simultaneee sono improbabili.
B) I Romani non disponevano di mezzi tecnici tali da consentire una precisione a livello
degli standard moderni. Ad esempio, le centuriazioni Ager Campanus I, Ager Campanus
II, Atella II e Nola III hanno una grandezza del modulo che oscilla fra i 705 e i 700 metri.
E’ presumibile che tale differenza non sia voluta ma inerente alla imperfezione della tecnologia
usata ma, comunque, siamo nell’ordine dello 0,5% di imprecisione nella definizione del modulo.
E’ possibile che vi sia un analogo grado di imprecisione nella determinazione degli orientamenti
nella disposizione dei limites.
C) Chouquer e collaboratori hanno utilizzato nel loro studio rilievi aerofotogrammetrici che
rappresentano la fedele situazione dei luoghi. Nel presente lavoro sono state utilizzate le
carte IGM del 1955 che, per quanto accurate, non raggiungono il grado di precisione del
rilievo aereo. Inoltre, la lettura mediante scanner delle carte IGM, l’imperfetto disegno dei
reticoli della centuriazione, imprecisioni nella misura del modulo e nella sovrapposizione dei
reticoli alle carte, hanno aggiunto ulteriori elementi di imprecisione in una misura che non è
possibile quantificare. Comunque, nell’indicazione delle corrispondenze sono state rispettate
il più possibile le indicazione di Chouquer (v. fig. 2-6).
Discrepanze con i risultati di Chouquer. E’ necessario però sottolineare qualche
diversità fra quanto evidenziato nel magistrale lavoro francese e quanto risulta nel presente studio.
1) Corrispondenze in più rispetto a Chouquer: a) Per la centuriazione Atella II si rileva la
corrispondenza fra un decumano ed un confine ad ovest della Masseria Sauda, nell’angolo
nord-est della suddetta centuriazione; b) Per l’Ager Campanus I si osserva la corrispondenza
fra limites e la posizione di varie chiese, cappelle ed altre strutture (in particolare a Caivano,
le chiese di S. Barbara, S. Pietro, della Madonna di Campiglione e il torrione del Castello, e
a Cardito la chiesa della Madonne delle Grazie, già di S. Giovanni di Nullito); c) per la stessa
centuriazione, a Caivano si nota la corrispondenza fra un decumano ed un tratto di via
Settembrini ad est dell’abitato.
2) Corrispondenze in meno rispetto a Chouquer: a) Per la centuriazione Acerrae-Atella I,
non si riesce a evidenziare la corrispondenza con il sito di una chiesa nella zona a sud di Atella;
b) Per l’Ager Campanus I, non si riscontrano le corrispondenze riportate per un cardine e
un decumano ad ovest di Caivano, e per un decumano nella zona di Carditello.
Meccanismi di persistenza delle tracce dei limites. In questa sezione discuteremo
i meccanismi mediante i quali i tracciati di vie campestri, quali in effetti erano i limites delle
centuriazioni, nonostante il trascorrere dei secoli ed il susseguirsi delle generazioni, si sono
conservati più o meno fedelmente, o al contrario si sono persi.
Esaminiamo vari casi:
1) Perfetta conservazione del tracciato. Se il suolo è sempre stato coltivato da
ambedue i lati della strada, i proprietari e gli agricoltori che si sono succeduti hanno sempre
difeso i rispettivi confini e ciò spiega bene la fedele conservazione del tracciato. Ad esempio:
il cardine della centuriazione Ager Campanus II nella parte immediatamente a sud della Madonna
dell’Olio e a nord-ovest di Cesa. Una seconda possibilità è che la via sia stata di frequente utilizzo
e ciò, sia pure in misura meno fedele, ha permesso la conservazione del tracciato. Ad esempio:
la via, pertinente alla centuriazione Atella II, he conduce da Casapuzzano a Ponte Rotto era
parte dell’itinerario che conduceva da Atella a Calatia ed è stata utilizzata frequentemente per
tale scopo fino al crollo del ponte. Successivamente la strada ha continuato ad essere utilizzata
perché vie alternative nella zona non esistevano.
2) Tracciato del tutto scomparso. Se una o più generazioni i terreni attraversati non
sono stati oggetto di coltivazione e la strada non è stata utilizzata, lo sviluppo incontrollato della
vegetazione cancella il tracciato. Vari punti lungo il corso del Clanio hanno nomi che denotano
l’impaludamento passato del terreno (Padula, Padulicella e Peschiera a Caivano, il Pantano
ad Acerra, etc.) e in tutte queste zone le tracce della centuriazione sono completamente assenti.
3) Tracciato oscillante rispetto al limes. Se la strada, anche solo per qualche
generazione, pur rimanendo debolmente frequentata ha corso fra terreni non coltivati congiungendo
però zone coltivate, è plausibile che il tracciato sia rimasto fedele nelle parti coltivate mentre
nei tratti intermedi ha potuto deviare dal tracciato originario o anche perdersi. Ad esempio: le
tracce del decumano della centuriazione Acerrae-Atella I che in territorio di Crispano passa
davanti alla cappella di S. Anna e che a sud-est di Crispano e a sud-ovest di S. Anna è fedelmente
conservato mentre nella zona di S. Anna è oscillante rispetto al tracciato originario e più ad est è perso.
4) Tracciato rettilineo ma che differisce leggermente come orientamento dal limes.
In vari casi, come ad esempio la notevole persistenza della traccia di un decumano della centuriazione
Acerrae-Atella I a Casavatore e, in piccola parte, a Casoria, la strada moderna, pur essendo
rettilinea, differisce dal limes per l’angolazione. Ciò si può spiegare supponendo una fase intermedia
in cui la strada era oscillante rispetto al tracciato originario e una fase successiva in cui la strada è
stata rifatta con andamento rettilineo, ma non necessariamente con il rispetto fedele del tracciato
origininario. Nell’esempio anzidetto nella carta del Rizzi Zannone non è riportata alcuna strada
rettilinea che passando a nord della Taverna del Campanariello conduce da Casoria a Casavatore
ed oltre e, quindi, presumibilmente, sul tracciato suddetto in tale epoca sussistevano strade
campestri secondarie, successivamente trasformate in strada rettilinea.
Significato delle eventuali correlazioni fra posizione delle chiese e limites. E’
da valutare poi i meccanismi per i quali talora si riscontrano chiese lungo le tracce di limites
delle centuriazioni. Certamente in molti casi le chiese sono sorte in epoca medioevale ex novo
e la loro esistenza lungo un limes è solo una coincidenza ma in altri casi la genesi è differente.
Di regola nei primi secoli del cristianesimo are votive e templi pagani non venivano distrutti bensì
trasformati in cappelle e chiese ed è plausibile che i suddetti templi ed are sorgessero
preferenzialmente lungo i limites. E’ da menzionare che nella zona di Marcianise in vari punti
sono conservate tracce della centuriazione Ager Campanus I proprio per la presumibile
esistenza di strutture di culto pagane cui oggi corrispondono cappelle e chiese e proprio
tale meccanismo è stato uno degli elementi principali che ha permesso la scoperta della
suddetta centuriazione (473). Ovviamente, la conferma della genesi di una chiesa o di una cappella
dalla trasformazione di una struttura pagana preesistente non può essere fondata solo sulla
sua posizione lungo un limes ma deve essere ricercata caso per caso sulla base della
documentazione storica (che deve indicare l’esistenza della struttura in epoca medioevale
e l’ignoranza della data della fondazione) e su dati archeologici.
Suddivisione parcellare delle centurie. E’ infine da approfondire se è possibile
esprimere qualche valutazione sulla suddivisione parcellare di ciascuna centuria. Esaminiamo
il caso della zona a nord di Frattamaggiore e ad ovest di Crispano, in cui oltre alla persistenza
di alcune tracce della centuriazione Acerrae-Atella I, si notano in molti punti strade e confini
paralleli ai limites della stessa centuriazione. E’ evidente che le centurie erano suddivise in
campi distinti con confini paralleli ai limites e, spesso, proprio tali suddivisioni corrispondono
a importanti strade moderne, quali, ad es., il corso principale di Frattamaggiore e le principali
strade di Grumo Nevano. Ulteriori elementi potrebbero essere forniti da un attento studio
del territorio basato sull’analisi dei confini delle proprietà.
Note:
(473) Chouquer, p. 204 e figg. 66-67.
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