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§13. Stime demografiche
Atella. Cerchiamo ora di valutare le popolazioni dell’epoca antica per i territori ed
i centri di cui al presente lavoro. Il Beloch stima che la pianura campana ai tempi di
Annibale avesse una densità demografica di almeno 100 ab. / kmq, mentre per tutta
l’Italia a sud della pianura padana ipotizza una densità di 23 ab. / kmq (468). Per l’epoca
di Augusto il Beloch stima una densità di 180 ab. / kmq, altissima per i tempi e raggiunta
altrove solo nel delta del Nilo (469). Moltiplicando tali cifre per la superficie di circa 121 kmq
che abbiamo calcolato di pertinenza di Atella, otteniamo la stima di almeno 12.100 abitanti
ai tempi di Annibale e di 21.780 per l’epoca di Augusto. Tale popolazione è riferita
complessivamente al centro urbano, ai villaggi ed alle case sparse per la campagna. Una
diversa stima relativa all’apoca di Augusto ed al solo centro urbano è però possibile. Il
Beloch in base alla superficie di Pompei (64,7 ha) e alla popolazione stimata di tale centro
(20.000 ab.), con un parametro quindi di circa 309 ab. / ha, esprime delle stime di
popolazioni per altri centri (Neapolis: 100 ha, 30.000 ab.; Capua: 220 ha, 80.000 ab.,
tenendo conto del fatto che la densità urbana cresce con l’aumentare della popolazione) (470).
L’A. non conoscendo le superfici urbane di Atella e di Acerrae all’epoca di Augusto non
esprime alcuna stima per tali centri. Ma dalla fig. 20 noi possiamo ricavare che l’abitato di
Atella in epoca augustea si estendeva grosso modo su un rettangolo di 650 x 737 m e
cioè su una superficie di 48 ha (fig. 34 A). Moltiplicando tale valore per il parametro di
309 ab. / ha abbiamo una stima di circa 14.800 abitanti. Il resto della popolazione era
disperso in villaggi e case sparse. Tenendo conto che nei centri più piccoli la densità
urbana calava, le stime anzidette si potrebbero correggere prospettando per il centro
urbano 13.000 abitanti e per i villaggi e le case sparse 8.000 abitanti.
Acerrae. Operando analogamente per Acerrae, visto che il centro urbano era forse un
rettangolo di 375 x 525 m (fig. 34 B) e si estendeva quindi su una superficie di quasi
20 ha, moltiplicando tale valore per il parametro 309 ab. / ha abbiamo la stima di 6.000
abitanti. Con le medesime correzioni effettuate per Atella giungiamo ad una stima di 5.000
abitanti nel centro urbano. Per gli abitanti dispersi in villaggi e in case isolate, considerando
che il territorio di Acerrae era piccolo in quanto stretto fra quelli di Atella, Suessula, Nola
e Neapolis, la stima della popolazione dispersa va stimata in una o due migliaia. Un riscontro
indiretto a tali stime si può avere dai censimenti effettuati sotto Murat (a. 1812: 7.126 ab.; a.
1813: 7.062 ab.; a. 1814: 7.083 ab.) (471). In tali anni le dimensioni del centro urbano, come è
possibile dedurre dalla carta del Rizzi Zannoni del 1793, non dovevano essere molto dissimili
dalle dimensioni del centro in età augustea e le popolazioni riportate nei censimenti del Murat,
ridotte del numero di abitanti al di fuori del centro abitato, corrispondono bene con
quelle stimate.
Calatia. L’antica città di Calatia, che sorgeva vicino all’odierna Maddaloni, fra i
luoghi detti ‘Masseria i Torrioni’ e ‘Villa Galazia’, è al di fuori dei limiti del presente
lavoro. Pure è forse utile un breve cenno a riguardo di una possibile stima del numero
di abitanti per tale centro. Già Beloch notava che la via Appia, la Strada cui fa riferimento
il nome di San Nicola la Strada, dopo aver corso per chilometri con decorso rettilineo da
nord-ovest a sud-est improvvisamente corre per circa mezzo chilometro in direzione esatta
ovest-est, fra le stesse località prima menzionate, per poi ritornare nella direzione precedente.
E’ lo stesso fenomeno che il Beloch riporta per l’Appia nel punto in cui attraversava Capua,
coincidendo con il decumano dell’antica città. In base a tali dati Beloch localizza precisamente
il sito di Calatia e ipotizza per tale centro una lunghezza per il decumano di 550 m (472). Abbiamo
proceduto con tali indicazioni nello stesso modo impiegato per Acerrae (fig. 34 C) ottenendo
una estensione del centro abitato di 550 x 412 m per complessivi 22,6 ha, con una popolazione
di 7.000 abitanti in base alla densità abitativa pompeiana, ridotti poi a 6.000 tenendo conto
di una minore densità di popolazione per la minore estensione del centro.
Note:
(468) Beloch, pp. 500-507.
(469) Ibidem.
(470) Ibidem.
(471) Stefania Martuscelli, La popolazione del mezzogiorno nella statistica di Re Murat, Guida Ed., Napoli 1979.
(472) Beloch, pp. 418-419.
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