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PAESI E UOMINI NEL TEMPO
COLLANA DI MONOGRAFIE DI STORIA, SCIENZE E ARTI
DIRETTA DA SOSIO CAPASSO
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GIACINTO LIBERTINI
PERSISTENZA DI TOPONIMI E LUOGHI
NELLE TERRE DELLE ANTICHE CITTA'
DI ACERRAE E ATELLA
ISTITUTO DI STUDI ATELLANI
L'ISTITUTO DI STUDI ATELLANI ringrazia i Comuni di
ARZANO, CAIVANO, CASAVATORE, FRATTAMAGGIORE, GRUMO NEVANO, SANT'ARPINO
e l'ASSOCIAZIONE CULTURALE "L'ORIZZONTE" di CAIVANO
per aver sponsorizzato questa pubblicazione
Finito di stampare DICEMBRE 1999
Tip. Cav. Mattia Cirillo – Corso Durante, 164
Tel.-Fax. 081-8351105 – Frattamaggiore (NA)
§0. Presentazione (Prof. Sosio Capasso)
Giacinto Libertini è un giovane medico di Caivano, il quale, al di là degli impegni professionali,
si dedica a studi tanto severi e cura, con esemplare capacità, la parte cartografica illustrativa
delle sue ricerche.
Il volume, che ho l'onore di presentare, interessa luoghi e toponimi nelle terre dell'antichissima
Atella e del circondario acerrano.
Atella è per noi una mitica città, le cui vestigia sono andate perdute nel furore distruttivo che
caratterizzò eventi del passato. Acerra resta centro di rilevante interesse archeologico, se si
pensa che dalla vicina Suessola era divisa solamente dal Clanio, modesto corso d'acqua, ma
temibile per le devastazioni apportate dai suoi impaludamenti.
Leggendo di Acerra nelle pagine del Libertini pensavamo al Barone Marcello Spinelli, acerrano,
il quale diede il via, nel 1876, a scavi sistematici nella sua proprietà del bosco Calabricito,
conseguendo ritrovamenti archeologici di grande interesse.
Il lavoro, di ampio respiro, del quale trattiamo, ci riporta alla mente un pensiero del Filangieri:
"Bisognerebbe interamente ignorare l'istoria del progresso dello spirito umano, per ignorare
i molteplici e innegabili rapporti che vi sono tra l'istruzione pubblica e l'opulenza pubblica, tra
lo stato del sapere e de' lumi del popolo, e quello della sua industria e della sua ricchezza"
(1).
A noi pare che il risalire a tempi tanto remoti per stabilire l'origine delle nostre terre ci porti,
conseguentemente, ad accostarci alle tante generazioni che ci hanno preceduto e pensare a
quella che fu la civiltà loro ed il divenire di essa attraverso i secoli.
Giustamente il volume prende le mosse dagli studi del Cavalli-Sforza e dei suoi collaboratori
per fissare il primo vero motivo dell'insediamento e della civilizzazione dei popoli antichi
nell'agricoltura: si tratta di un passo decisivo sulla strada del progresso.
E, per quanto riguarda l'atellano, ciò ci induce a ricordare l'importanza grande che ebbe la
coltura della canapa per il suo sviluppo, da epoche remote fino ai recenti anni cinquanta.
Per definire quelle che furono, poi, le contrade ove, progressivamente, fiorì la civiltà nelle
nostre zone, limitatamente all'antica Atella ed all'antica Acerra, l'Autore si rifà alle
centuriazioni romane, approfondendo l'esame all'Ager Campanus I, all'Ager
Campanus II, ad Acerra-Atella I, ad Atella II, a Nola III, pervenendo così alla
delimitazione del territorio atellano, impresa quanto mai ardua se si pensa che del sito
della città che fu famosa per le Fabulae si è perduta quasi ogni traccia, né sono riusciti
archeologi insigni a ridefinirlo.
Segue l'approfondito studio delle varie località, a partire da Acerra, e proseguendo con
Afragola, Caivano, Crispano, S. Arcangelo, Sagliano, Casolla Valenzamo, Pascarola.
Di tali località viene esaminata la genesi del nome e l'origine.
Ed eccoci allo studio del cratere atellano, del quale si citano i luoghi di S. Arpino,
Frattaminore, Pomigliano di Atella, Pardinola, Orta, Casapuzzano, Bugnano, Succivo.
L'esame prosegue con la zona di Frattamaggiore (Grumo Nevano, Frattamaggiore,
Cardito e Carditello) e poi con quella di Cesa e Gricignano (Cesa, Gricignano, Casolla).
Sono anche trattate le zone di Casandrino, Melito e S. Antimo e di Arzano, Casavatore, Casoria.
Molto interessante, per ciascuna località, la ricerca delle coincidenze con i limites
delle centuriazioni romane, talvolta veramente sorprendenti.
Né meno interessanti sono le stime demografiche, nelle quali l'Autore risale, per
quanto possibile, alle origini dei vari centri.
Di grande rilievo la parte cartografica, nella quale sono tracciati con mano sicura
l'origine ed il successivo sviluppo delle diverse aree. L'Autore si riporta spesso allo
Chouquer, ma indica anche le discrepanze tra i suoi risultati e quelli del francese.
Interessanti pure le indicazioni delle cause della persistenza o della perdita delle tracce
dei limites. Accurato lo studio dei luoghi di culto, importanti per individuare, attraverso
la loro collocazione, l'incrementarsi delle diverse zone.
Lettura di grande interesse, essenziale per tutti gli attuali centri sviluppatisi sul territorio
acerrano e su quello atellano, al fine della conoscenza del loro sorgere, in tempi remoti,
e delle antiche vestigia che permangono sui rispettivi territori.
(1) Gaetano Filangieri, Storia della Legislazione, libro IV.
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