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Di alcune perdute iscrizioni nell’ipogeo di Caivano [p. 128]


Affreschi con scene fluviali (dall’ipogeo trovato a Caivano
nel 1923 presso la Chiesa di Santa Barbara, ricostruito in un
cortile del Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

In lingua greca erano probabilmente espresse anche le iscrizioni con i nomi degli inumati dipinte in rosso che si leggevano, all’atto della scoperta, sul fronte della cornice di stucco che faceva da coronamento alle pareti affrescate con scene di vita fluviale nell’ipogeo, venuto alla luce a Caivano nel 1923 durante dei lavori di sterro per la costruzione di una casa presso la chiesa di Santa Barbara. Riconosciuto immediatamente come documento unico di pittura della fine del I secolo d.C., successivo cioè alla già ricca documentazione pittorica di Pompei ed Ercolano, nell’impossibilità di conservare in loco il manufatto fu deciso il taglio e il distacco delle pareti affrescate col proposito di ricostruire l’ipogeo nel Museo Nazionale di Napoli, ricostruzione poi effettivamente realizzata qualche anno dopo, nel 1929, nel cortile settentrionale del complesso. Purtroppo però, per problemi tecnici, la cornice di stucco non si poté ricavare insieme al taglio degli affreschi e andò pertanto distrutta. Per ironia della sorte anche l’unica documentazione superstite delle iscrizioni, facente parte della rilevazione fotografica prodotta durante la ricognizione, non consente purtroppo un sicuro riconoscimento non solo delle lettere ma neppure dei caratteri, greci o latini che fossero (389).


Affreschi con scene fluviali (dall’ipogeo trovato a Caivano
nel 1923 presso la Chiesa di Santa Barbara, ricostruito in un
cortile del Museo Archeologico Nazionale di Napoli)

Note:
(389) O. ELIA, L’ipogeo di Caivano, in «Monumenti antichi dell’Accadernia dei Lincei», vol. XXXIV (1931), pp. 421?492, pag. 423 e 434.