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L’epigrafe di Villa di Briano [p. 100]

Secondo il Beloch (275), il Castaldi (276), e più recentemente secondo Guadagno (277), era probabilmente atellana anche la seguente iscrizione adespota ritrovata impiegata a Villa di Briano nella chiesa di Santa Maria, attualmente conservata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli:

SIGNA · TRANSLATA EX ABDITIS
LOCIS AD CELEBRITATEM
THERMARVM SEVERIANARVM
AVDENTIVS · AEMILIANVS · VC · CONS
CAMP · CONSTITUIT DEDICARIQVE PRECEPIT
CVRANTE IANNONIO CRYSANTIO V · P
(278)

«Signa translata ex abditis locis ad celebritatem thermarum Severianarurn audentius Aemilianus, v(ir) c(larissimus) cons(ul) Camp(aniae) constituit dedi­carique precepit curante Iannonio Crysantio v(iro) p(erfectissimo)».

«Emiliano, uomo illustrissimo, console della Campania più arditamente fece fermare le insegne trasportate da luoghi segreti in occasione della celebrazione delle terme di Severo ed ordinò che fossero inaugurate; se ne occupò Iannonio Crisantio, uomo perfettissimo»

Schedata nel C.I.L. sotto Liternum l’epigrafe testimonia che Iannonio Crisanzio, vir perfectissi­mus, curò l’abbellimento delle terme Severiniane durante il governo della Campania di Viro Audenzio Emiliano, e cioè nel 375-76, facendovi trasferire alcune statue.
Dove sorgessero queste terme non è dato sapere con certezza. Il Castaldi ipotizzò andassero identificate con i ruderi, popolarmente denominati come il Castellone, ancora visibili alla periferia di Orta; indicativo quanto scrive in proposito (... non ci sembrerà di allontanarci dal vero rilevando in quelle fabbriche gli avanzi di una Terma, alle quali si potrebbe riferire l’epigrafe) (279). Di diverso avviso sono altri autori tra cui il Camedoca, il quale, dopo aver ricordato le origini puteolane di Iannonio Crisanzio, riferisce l’epigrafe a uno dei due grandi complessi termali di Puteoli, il cosidetto tempio di Nettuno e il Bagno Ortodonico (280).
L’epigrafe era stata segnalata una prima volta, reimpiegata a Villa di Briano, alla fine del Seicento dal Doni (281) e poi via via dai vari Fabretti (282), Martorelli (283), Pratilli (284), Donati (285), Ignarra (286), Lupoli (287), Gervasio (288), Winc­kelmann (289), Orelli (290) e Fiorelli (291).


Napoli, Museo Archeologico
Nazionale Statua marmorea di
Viro Audenzio Emiliano




Il “Castellone" come si presenta oggi

Note:
(275) J. BELOCH, op. cit., pag. 374.
(276) G. CASTALDI, op. cit., pag. 81.
(277) G. GUADAGNO, Virius Audentius Aemilianus, consularis Campaniae et proconsul Africae, in «Opuscola Romana (Acta Inst. Rom., Regni Sueciae)», 7 (1969), pag. 247, fig. 9; IDEM, Nuove iscrizioni di Pozzuoli, in «Rendiconti della Classe di Scienze morali, storiche e filosofiche dell’Accademia dei Lincei», 30 (1975), pag. 377.
(278) C.I.L., X, 3714 [= 3612].
(279) G. CASTALDI, op. cit., pag. 81.
(280) G. CAMEDOCA, Ricerche su Puteoli tardoromana (fine III-IV secolo), in «Puteoli Studi di storia antica», IV-V (1980-81), pp. 59-128, pag. 90.
(281) G. B. DONI, Codice Vaticano 7113, fol. 44, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana.
(282) R. FABRETTI, Inscriptionum antiquarum quae in aedibus paternis osservantur explicatio et additamentum una cum aliquot emendationibus Gruteanis, Roma 1702, 280, 173.
(283) I. MARTORELLI, op. cit., pag. 541.
(284) F. M. PRATILLI, De Consolari della provincia della Campania, Napoli 1757, pag. 48.
(285) S. DONATI, op. cit., 217.5.
(286) N. IGNARRA, De Palaestra Neapolitana commentarius in inscriptionem athleticam, Napoli 1770, pag. 130.
(287) M. A. LUPOLI, Iter Venusium vetustis, Napoli 1793, pag. 105.
(288) A. GERVASIO, Osservazioni sulla iscrizione di Marvozio Lolliano in Pozzuoli, Napoli 1846, pag. 130.
(289) J. J. WINCKELMANN, Werke heransgegeben von C. L. Fernow, H. Meyer, L Schulze, Dresda 1808-­20, II, pag. 23.
(290) J. C. ORELLI, op. cit., 3275.
(291) G. FIORELLI, Giornale ..., op. cit., 1851, pag. XVI; IBIDEM, 1861, n. 8-10, pag. 289; IDEM, Catalogo ..., op. cit., 1868, n. 1405.