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Bili, un soldato atellano
alla coorte pretoriana [p. 89]
Agli inizi degli anni trenta del secolo scorso, nella chiesa romana di Santa Prassede, che ebbe
origine nel V secolo ma deve la sua quasi totale ricostruzione al tempo di papa Pasquale I
(a. 820), fu rinvenuto il frammento marmoreo di una lista di soldati appartenenti ad una cohors
praetoria (coorte pretoriana) (250). In esso i militi, appartenenti senza dubbio ad una stessa centuria,
sono indicati per nome, città di provenienza e, se del caso, per l’attribuzione speciale, che
compare all’occorrenza in margine.
Ebbene, tra i soldati menzionati, costituiti prevalentemente da elementi provenienti dall’agro
nocerino, notoriamente tra i più agguerriti combattenti dell’antichità, al rigo 27, troviamo anche
un cittadino atellano dal nome francamente insolito, tale Bili.
Il marmo, per la presenza del nome dell’Imperatore Commodo si fa datare intorno agli
anni 185-186.

Pretoriano romano
La coorte era un’unità tattica della legione nell’esercito romano, corrispondente grosso modo al moderno battaglione; ciascuna legione ne comprendeva 10. Ogni coorte era costituito da tre manipoli, ciascun manipolo da due centurie. Il numero di soldati componenti le coorti variò col tempo e con i bisogni. Esse, dirette da ufficiali romani, erano costituite dai provinciali e dagli alleati e con le ali di cavalleria ausiliaria formavano gli eserciti provinciali. Un’unità speciale di coorte fu la cosiddetta cohors praetoria, che in età repubblicana era addetta al comandante. Più tardi, mantenendone il nome, Augusto ne fece la guardia imperiale affidandole il delicato compito di difenderlo oltre che nel palazzo, durante le cerimonie ufficiali, i viaggi, le guerre. I pretoriani, come venivano chiamati, reclutati originariamente tra gli italici, preferibilmente tra gli oriundi del Lazio, dell’Umbria e dell’Etruria e, solo successivamente tra le altre popolazioni, erano di stanza nei castra praetoria, situati alla periferia nord-orientale di Roma (251).


Vestigia romane di Tomi sullo sfondo della moderna Costanza
Note:
(250) A. M. COLINI, Frammento di una lista militare trovata a Roma, nella
chiesa di Santa Prassede, in «Bullettino comunale di Roma», LVIII (1930), pp. 153-161.
(251) M. DURRY, Les cohortes prètoriennes, Paris 1968.
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