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Le altre epigrafi dell’Abbazia aversana
di San Lorenzo fuori le mura [p. 75]

Trattando delle epigrafi funerarie si è potuto constatare come parecchie di esse erano conservate nel passato tra le mura dell’Abbazia aversana di San Lorenzo.
D’altra parte il luogo su cui sorge il complesso coincide con un abitato denominato ad Septimum, documentato dalle fonti e così chiamato a motivo della presenza della pietra miliare posta sulla via Consolare Campana che congiungeva Puteoli a Capua (186).
Le prime recenti ricerche sistematiche effettuate nel corso dei lavori di restauro del complesso hanno permesso di evidenziare alcune strutture attestanti la frequentazione fin dal periodo tardo-repubblicano / primo imperiale. In particolare all’interno dell’aula ecclesiastica è stato posto in luce un lungo muro in opus reticulatus con filari orizzontali in mattoni. La struttura, con evidenti segni di rimaneggiamenti, è riferibile ad un edificio di cui non è stato possibile definire la funzione d’uso in quanto andato distrutto all’epoca in cui l’area fu utilizzata come cimitero. Lo scavo dell’area esterna ha messo in luce, tra l’altro, un tratto basolato della via Consolare Campana e numerosi frammenti di sigillata italica, una coppa di ceramica con raffigurazioni a rilievo e alcune brocchette acrome (187).
Accanto a queste epigrafi, tuttavia, le fonti, nella fattispecie il Tiferno, e poi il C.I.L., ne registrano di altre, di cui una sicuramente a carattere testamentario come testimonia la formula ex testamento molto frequente nelle dediche funerarie, l’altra di difficile interpretazione per via delle notevoli abrasioni. Sulla prima era scritto, secondo la lettura del Tiferno (188), e successivamente del C. I. L.:

... (p)ET(r)ONIVS P · F · FA(l.) FLAC(cus)
.... EX · TESTAMENTO · HS
.... TEATVS ... CN · F · SECVNDO
(189)

parzialmente interpretabile e traducibile come:

« .... (P)et(r)onius P(etronii) f(ilius) Fa(lernus) Flac(cus) .... ex testamento .... teatus... Cn(ae) f(ilio) secundo».

«.... Petronio Flacco, figlio di Petronio (della tribù) Falerna secondo le
disposizioni testamentarie ................ al secondo figlio Gneo»

Sulla seconda, invece, era scritto, sempre secondo la lettura, prima del Tiferno (190) e poi del C.I.L.:

L. CVRREDIO L · F· FAL · MODESTO
CVRREDIAE · L · L · HELENAE
L · .CVRRED / / DHI / / / / / /
VALERIAE · L · L · / / / / / /
SVISQ / / /
P · ARRVNT / / / / / /
C · BVCCIONI · L · L · AP / / / /
(191)

Entrambe le epigrafi, di cui della seconda non è possibile dare l’integrazione e la traduzione per le numerose lacune, si riferiscono a personaggi appartenenti alla tribù Falerna. In particolare la seconda si riferisce ad una sepoltura di proprietà della famiglia dei Curredio.
In San Lorenzo era probabilmente conservata anche un’epigrafe riportata dal Filonardi (192) senza una precisa indicazione del luogo in cui fu trovata:

T · VETTIVS · T · F · QVIE
VOL · L · MAR · D · T · A
L · VETTIVS · T · F · FAL
SAEVIA · C · F
(193)

Dal dettato, di difficile interpretazione, si ricava solamente che si tratta di un’epigrafe funeraria intestata ad alcuni esponenti della famiglia dei Vettii, i cui membri sembra appartenessero sia alla tribù Quirina sia alla tribù Falerna.


Note:
(186) A. GALLO, Codice Diplomatico Normanno di Aversa, I, Napoli 1927, pag. 4.
(187) L. MELILLO FAENZA, Le preesistenze archeologiche, in AA.VV., S. Lorenzo ad Septimum, Aversa, 1995, pp. 21-22.
(188) A. TIFERNO, cod. 3540, f. 13; cod. 3528, f. 44.
(189) C.I.L., X, 3749.
(190) A. TIFERNO, cod. 3540, f. 13; cod. 3528, f. 42’.
(191) C.I.L., X, 3745.
(192) Liber Filonardiani, f. 99’.
(193) C.I.L., X, 3753.