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Le epigrafi funerarie superstiti [p. 69]

Una delle poche testimonianze superstiti di epigrafi funerarie nel com­prensorio atellano, già nota, peraltro, alla letteratura locale, è rappresentata dall’ara che supporta il fonte battesimale della Chiesa di San Maurizio a Frattaminore (169).
Sulla faccia anteriore del cippo, che regge una vasca marmorea settecen­tesca coperta da un manufatto ligneo dello stesso secolo, si legge una dedica agli dei Mani da parte del liberto Primigenio a Marco Amullio Epagato:

DIS
MANIBVS
M · AMVLLI
EPAGATHI LIB
PRIMIGENI


«Dis Manibus M(arci) Amull(ii) Epagathi, lib(ertus) Primigeni(us)»

«Agli dei Mani di Marco Amullio Epagato, il liberto Primigenio»

Per il resto l’ara, costituita da un blocco unico rettan­golare di marmo si presenta priva di decorazioni. Il per­sonaggio indicato in questa epigrafe, Marco Amullio Epagato, compare nelle co­siddette Tavole Pompeiane di Murecine, l’archivio della famiglia puteolana dei Sulpicii (170). Un altro membro della gens Amullia, presente peraltro in Campania solo a Puteoli, dove sono attestati dall’età claudio-neroniana fino a tutto il II secolo, e in un caso solo forse a Pompeii, è documentato in una epi­grafe che si conserva a Giu­gliano nel cortile di palazzo Danese in via Cumana (171).


Frattaminore (NA) Chiesa di San Maurizio,
stele funeraria di Marco Amullio Epagato

La scritta, incisa su un marmo alto 57 cm. e largo 27 cm., recita:

D · M ·
M. AMVLLIO M · F ·
PAL · POSTVMO
AMVLLIA M · F ·
QVIETA FRATRI
PIISSIMO


«(Sacrum) D(is) M(anibus) M(arci) Amullio M(arci) f(ilio) pal(atino)
postumo Amullia M(arci) F(ilia) quieta fratri piissimo»

«Sacro agli dei Mani. Al devotissimo fratello Marco Amullio, funzionario di corte,
figlio postumo di Marco, Amullia, figlia di Marco, serenamente»

Nello stesso palazzo si conserva un altro piccolo cippo, che misura cm. 48x24, sul quale è scalpellata la seguente iscrizione:

D · M ·
TI · CL · MENODOTO
FILIO DVLCISSIMO
VIX ANNIS VII
MENS · V HOR · III
TI · CL · EVTICHIANVS P ·


«(Sacrum) D(is) M(anibus) Ti(berio) Cl(audio) Menodoto filio dolcissimo (qui) vix(it) annis VII, mens(ibus) V, hor(is) III Ti(berius) CI(audius) Eutichianus p(osuit)»

«Sacro agli dei Mani. Per il dolcissimo figlio Tiberio Claudio Menodoto che visse sette anni, cinque mesi, tre ore, Tiberio Claudio Eutichiano pose» (172)

I Tiberii Claudii, liberti o discendenti di liberti imperiali, erano numero­sissimi in Campania, specialmente a Puteoli dove alcuni di loro raggiunsero nel II secolo anche il rango decurionale e senatoriale (173).


Note:
(169) P. CRISPINO, Frattaminore, in AA.VV., Atella e i suoi casali ..., op. cit., pag. 25; F. PEZZELLA, op. cit., pag. 46.
(170) G. CAMEDOCA, Per una riedizione dell’archivio puteolano dei Sulpicii in «Puteoli Studi di storia antica» IX-X (1985-86), pp. 3-40, pag. 37.
(171) F. RICCITIELLO, Giugliano in Campania. Radici storiche, di cultura e civiltà, Giugliano in Campania 1983, pag. 27.
(172) Ibidem.
(173) G. CAMODECA, Epigrafia e Ordine Senatorio 2 (Titoli 5), Roma 1982, pag. 127 e ssg.