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INTRODUZIONE

In meno di 2 kmq di territorio, invero di pianura fertilissima, erano presenti al momento della costituzione del Comune di Pomigliano d’Atella, in epoca napoleonica e ad opera di Re Gioacchino Murat, ben tre centri documentati da tempi antichissimi: Pomigliano d’Atella, dal nome che fa ipotizzare una origine romana, Fratta piccola, di genesi altomedioevale, e Pardinola, deformazione di un termine che significa “piccole rovine” e che è forse testimonianza di scomparsi ruderi di epoca classica.
Questo affollarsi di centri di antica origine in un Comune che poi nel 1890 muterà il suo nome in quello attuale di Frattaminore, già induceva a ritenere che non dovessero mancare testimonianze del passato anche abbastanza remoto.
E infatti, nell’ordinare e raccogliere documenti per Frattaminore sono man mano emerse tante e tali testimonianze da superare i limiti nel numero delle pagine che ci eravamo proposti, di modo che, fra l’altro, siamo stati costretti a dover rinviare il Lettore per qualche documento a recenti pubblicazioni nelle analoghe raccolte operate per Caivano e per Crispano.
In verità, dopo le esperienze per le raccolte di documenti per tali Comuni fratelli non ci ha più meravigliato la grande ricchezza di testimonianze esistenti ma misconosciute e che aspettavano solo di essere trascritte o evidenziate e ordinate.
Ciò è stato possibile per la felice convergenza fra gli entusiasmi e la dedizione degli appassionati e dei sostenitori dell’Istituto di Studi Atellani, guidati dal dolce ma autorevole e costante impulso del prof. Sosio Capasso, e la piena disponibilità e condivisione di intenti dell’Amministrazione Comunale di Frattaminore, che ha dimostrato in qual modo Cittadine dinamiche e ben guidate possano essere di esempio per centri più popolosi.

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I documenti, per lo più in latino medievale, nell’intendimento della massima comprensione anche da parte dei molti che non vi sono avvezzi né conoscono la loro terminologia – non sempre di facile comprensione anche per gli esperti -, sono stati per lo più presentati sia nella dizione originale che nella loro traduzione in un italiano il più possibile vicino alle forme originali, in modo da trasmettere al meglio il tono e l’impostazione del testo non tradotto. Chi legge potrà notare con sorpresa l’alternarsi fra concetti o eventi del tutto estranei alla realtà moderna e altri concetti o eventi che richiamano in modo sorprendente quanto oggi si pensa e opera.
La raccolta inizia con le testimonianze documentali più antiche, vale a dire con ben 5 atti dei Regii Neapolitani Archivi Monumenta risalenti a prima dell’anno mille. In tali documenti si fa sempre riferimento alla sovranità all’imperatore romano oramai da secoli residente a Bisanzio e in due di essi vi sono anche sottoscrizioni in latino medioevale ma in alfabeto greco. In uno di essi un antico abitante di Pumilianum massa atellana garantisce al padre la libertà che questi ha concesso a tre schiavi acquistati in precedenza dalle mani dei saraceni.
Sono poi riportati dall’Antico inventario delle pergamene del monastero dei SS. Severino e Sossio di Rosaria Pilone, i regesti di altri 5 documenti risalenti a prima dell’anno mille. Non sono molti i centri che possono vantare un tal numero di documenti così antichi e interessanti.
La raccolta prosegue con documenti medioevali tratti dai Monumenta ad Neapolitani Ducatus Historiam Pertinentia di Bartolommeo Capasso (di cui ancora uno anteriore all’anno mille), dal Codice Diplomatico Svevo di Aversa di Catello Salvato, dai Registri della cancelleria angioina ricostruiti e con l’elenco delle chiese e dei parroci che negli anni 1308 e 1324 pagavano la decima al Vaticano (Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV).
Vi è poi l’elenco dei fuochi, vale a dire l’elenco dettagliato dei contribuenti e delle loro famiglie di Pomiglianum de Atella e di Fracta Piczola agli inizi del Cinquecento. Questo interessante documento, inedito, è stato trascritto dall’instancabile Bruno D’Errico e qui riportato insieme ad una serie di altri documenti, per lo più pure inediti, ricavati ad opera dello stesso dall’Archivio di Stato di Napoli, da manoscritti della Biblioteca Nazionale di Napoli e da testi di difficile reperibilità. In particolare sono da segnalare fra gli inediti i riferimenti ai nostri centri ritrovati negli atti del notaio Angelo de Rosana di Caivano, fra i pochi superstiti del XV secolo, e gli elenchi dei possedimenti del Monastero di Montevergine di Napoli in territorio di Frattapiccola.
L’antologia continua con alcuni brani da Documenti per la Città di Aversa e con atti da cartulari notarili del XV secolo trascritti da Daniela Romano.
Vi sono poi le citazioni dei nostri centri nelle descrizioni del Regno di Napoli di Mazzella (1601), Bacco (1629), Beltrano (1671), Pacichelli (1703) e le descrizioni di essi nel Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli di Lorenzo Giustiniani (fine Settecento).
Il nostro solito Bruno D’Errico ci offre poi le trascrizioni inedite dei bilanci del 1717 per i casali di Pomigliano d’Atella e di Frattapiccola e del Catasto Onciario del 1753-4 per i medesimi centri. Quest’ultimo inedito documento, il più corposo della raccolta, è una spettacolare e minuziosa fotografia di come erano tali centri due secoli e mezzo fa. Fra l’altro, molti odierni cittadini di Frattaminore potranno riconoscere i propri antenati spesso perché addirittura omonimi di loro stessi e altri scopriranno di abitare in strade che già allora avevano lo stesso nome o che già esistevano, come è evidenziato in un breve capitolo successivo.
Il volume continua con vari dati demografici e sociali del 1812-4 di Pomigliano d’Atella confrontati con quelli degli altri centri del territorio atellano. Tali dati sono ricavati da La popolazione del Mezzogiorno nella statistica di Re Murat di Stefania Martuscelli.
Seguono poi una serie di documenti raccolti da Francesco Montanaro, fra cui segnaliamo un documento del 1767 in cui si menziona l’osteria di Pardinola, un altro del 1693 in cui si parla del Monastero di Santa Maria della Consolazione degli Afflitti, detto de Pardinola, dei Padri della Congregazione di San Giovanni à Carbonara, sito nelle pertinenze del casale di fracte parve, un terzo in cui, nel 1809, con il concorso del “Giudice di pace di questo circondario e Sindaco di detta Comune di Frattapiccola”, si procede alla relazione di chiusura del medesimo convento, oggi sede dell’Ospedale di San Giovanni di Dio.
E’ poi riportato l’elenco ottocentesco delle parrocchie della diocesi di Aversa e del numero dei loro fedeli riferito da Gaetano Parente in Origini e vicende ecclesiastiche della Città di Aversa.
La raccolta prosegue con dei brani concernenti Frattaminore tratti dal mio studio sulle persistenze di tracce delle centuriazioni di epoca romana e dei toponimi antichi, elementi che costituiscono invero la straordinaria e massima testimonianza dell’antichità dei centri di Frattaminore e della continuità di popolamento e coltivazione dei luoghi.
Il volume è completato dai dati demografici relativi a Frattaminore, dall’elenco dei Sindaci e, a futura memoria, dall’attuale composizione della Giunta e del Consiglio Comunale, da una serie di foto di Frattaminore odierna ed altre notizie.

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Quanto riportato non esaurisce affatto la documentazione relativa alla storia, alla civiltà e alle tradizioni di Frattaminore. Per comprensibili motivi, manca del tutto o in larga parte, ad esempio, la documentazione relativa ai personaggi illustri, agli edifici di rilievo, alle opere di valore artistico o architettonico, agli eventi della storia moderna, alle tradizioni e agli usi del luogo, etc.
Inoltre, questo volume non deve assolutamente essere inteso come una “Storia di Frattaminore”, ma solo come una necessaria base documentale ed un’utile molla per chi in futuro vorrà impegnarsi sull’argomento, ovviamente con la dovuta integrazione di ulteriori documenti e testimonianze, o per chi quantomeno desidererà esprimere ulteriori contributi in tal senso.
Siffatte azioni di riconquista della propria identità storica sono fondamentali per intendere la nostra natura e per bene indirizzarci nel divenire futuro di noi tutti. Ciò, sia beninteso, non nella sterile accentuazione di orgogli egoistici o di sciocche presunzioni campanilistiche bensì nella riconquista di una maggiore dignità che valga a meglio comprendere e rispettare i valori e le dignità delle Comunità vicine, in un circuito virtuoso di reciproco apprezzamento e rispetto.
Tale idea, che non è per niente nuova ma anzi di certo costituisce fin dalla fondazione l’obiettivo principale dell’Istituto di Studi Atellani, è sempre stato il fondamento delle proposte che via via dall’Istituto sono formulate alle Amministrazioni della zona. Per Frattaminore, nel proporle riscontrammo con gioia di non dover spiegare o convincere ma solo di dover concertare con i suoi attenti Amministratori i modi e i mezzi migliori per tradurre obiettivi del tutto condivisi in atti concreti.
Il presente proficuo frutto di siffatta collaborazione, positivamente imitando quanti ieri e oggi ci hanno guidato e ispirato, ci induce ad auspicare con maggiore forza che sia di ulteriore stimolo a proseguire per una strada che si rivela faticosa ma di grandi soddisfazioni, e ciò non soltanto per i Collaboratori dell’Istituto di Studi Atellani e per gli Amministratori Locali convinti dell’importanza di certe iniziative, ma anche per quanti sentiranno accendersi nel proprio animo lo stimolo a voler esprimere il proprio contributo per tali obiettivi.

Giacinto Libertini