| Indice | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15
| 16
| 17
| 18
| 19
| 20
| 21
| 22
| 23
| 24
| 25
| 26
| 27
| 28
| 29
| 30
| 31
| 32
| 33
| | |||
Giacinto Libertini,
Persistenza di luoghi e toponimi nelle terre
delle antiche città di Atella ed Acerrae,
Istituto di Studi Atellani, Frattamaggiore, 1999
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
§3. Le centuriazioni romane
E’ ben noto che i romani allorché assoggettavano una città o un territorio mandavano nei luoghi
conquistati dei coloni e assegnavano loro congrui lotti di terra. A questo scopo le terre erano
suddivise in strisce (scamnatio, strigatio) o in quadrati regolari (centuriatio). Le prime forme
sono più arcaiche mentre la centuriatio costituisce la modalità di accatastamento del territorio
di gran lunga prevalente in epoca classica. Con la centuriazione si costituiva un reticolo
estremamente regolare di strade ortogonali, affiancate da canali di scolo, e delimitanti quadrati
di territorio che venivano ulteriormente suddivisi.
In generale, le strade orientate in senso nord-sud, o che più si avvicinavano a tale orientamento,
erano dette cardines, mentre quelle ad esse ortogonali erano chiamate decumani (120). Vi sono
importanti eccezioni a questa regola (121) ma, per evitare fraintendimenti e poiché in genere non è
determinabile quali fossero i cardines e quali i decumani, chiameremo sempre cardini i limites
più vicini all’orientamento nord-sud e decumani i limites ad essi ortogonali.
Fino a pochi anni orsono per alcune delle terre oggetto del nostro interesse era conosciuta una
sola centuriazione, ben descritta da Gentile nel 1955 (122).
Ma, dopo una serie di osservazione aeree svolte nel periodo dal 1981 al 1986 sulla Regio Latium
et Campania, vale a dire sul territorio che va da Roma a Salerno, e su qualche zona appenninica
adiacente, Chouquer et al. nel 1987 hanno pubblicato un formidabile lavoro in cui davano notizia
di ben 63 accatastamenti romani che andavano ad aggiungersi ai 17 finora conosciuti per l’area
esaminata (123). Per quanto concerne la nostre terre erano segnalati quattro altri accatastamenti in
precedenza sconosciuti e tutti effettuati con il metodo della centuriazione.
Descriviamo quindi brevemente le cinque centuriazioni riguardanti la nostra zona:
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
3) Acerrae-Atella I (124) (fig. 4; da Chouquer, ritoccata). Risale all’epoca di Augusto ed
il modulo è di circa 565 metri, 16 actus. I cardini sono fortemente inclinati verso ovest (N-26°W).
L’estensione va da Acerra a S. Antimo in senso est-ovest e da Orta di Atella a Secondigliano e
Casoria in senso nord-sud. Tracce evidenti di questa centuriazione sono presenti su tutti i comuni
del nostro studio, tranne che Succivo e zone limitrofe verso ovest, e costituiscono un elemento
di forte influenza anche per le odierne strutturazioni urbane.
4) Atella II (125) (fig. 5; da Chouquer, ritoccata). E’ di certo posteriore alla centuriazione
Ager Campanus II e probabilmente anteriore all’epoca di Augusto. Il modulo è di 710 metri,
20 actus e i cardini sono fortemente inclinati verso est (N-33°E). L’estensione è limitata e
riguarda il solo territorio di Orta di Atella e piccole porzioni dei territori di Succivo, S. Arpino,
Frattaminore e Caivano. Le tracce di questa centuriazione sono molto evidenti.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .


§4. Delimitazione del territorio atellano
A riguardo della diocesi di Aversa, per gli elenchi delle decime negli anni 1308 e
1324 (126), i primi per i quali si abbiano precise notizie, le chiese sono ripartite fra
quelle ‘In Cumano diocesis aversane’ (1308) / ‘cumane dyocesis’ (1324) e
quelle ‘In atellano diocesis aversane’ (1308) / ‘atellane dyocesis’ (1324).
Fra le chiese del secondo gruppo sono annoverate quelle relative ai centri di:
Caivano, S. Arcangelo, Pascarola, Casolla Valenzano, Crispano, S. Arpino,
Succivo, Fratta piccola, Pomigliano, Orta, Casapuzzana, Bugnano, Nevano,
Grumo, Frattamaggiore, Cardito, Cesa, Gricignano, Casolla S. Adiutore,
Casandrino, Melito, S. Antimo. E’ ben noto che nei primi tempi del cristianesimo
ogni città aveva il suo vescovo e che l’organizzazione ecclesiastica è molto
conservatrice nella delimitazione e nella denominazione delle diocesi. Ad
esempio il vescovo di Caserta è ancor oggi detto vescovo calatino in quanto
la diocesi aveva originariamente sede in Calatia, presso Maddaloni, e solo
dopo la distruzione di tale centro, in epoca altomedioevale, la sede vescovile
fu trasferita a Casa yrta, attuale Caserta Vecchia, e successivamente a
Caserta (127). Come ulteriore esempio Capua e Benevento, oggi centri secondari,
sono sedi di arcivescovi in conseguenza della grande importanza di queste
due città nell’alto medioevo e, al contrario, Napoli divenne sede arcivescovile
solo secoli dopo l’unificazione normanna dell’Italia meridionale. L’istituzione
della diocesi di Aversa nel 1053 (128) fu in effetti un trasferimento della sede
vescovile di Atella, centro ormai ridotto a ruderi, dal villaggio di S. Elpidio /
S. Arpino alla nuova fiorente città e la diocesi era anche detta atellana.
Con la successiva definitiva distruzione dei resti di Cuma nel 1207 gran parte
della diocesi cumana fu aggregata a quella aversana (129) ma rimase la distinzione
delle chiese in due gruppi a seconda della diversa origine dalle due distinte
diocesi. Tutto ciò dimostra che i territori degli attuali Comuni di Caivano,
Crispano, S. Arpino, Succivo, Frattaminore, Orta di Atella, Grumo Nevano,
Frattamaggiore, Cardito, Cesa, Gricignano, Casandrino, Melito, S. Antimo
erano di pertinenza di Atella. Da ciò si deduce che il territorio di tale città a
nord era limitato dal corso del Clanio, ad est dal cosiddetto Lagno Vecchio,
attuale confine fra Caivano ed Acerra, e ad ovest all’incirca dai confini fra i
comuni di Gricignano, Cesa, S. Antimo, Melito ed i comuni posti
immediatamente ad ovest e pertinenti al territorio cumano.
Rimane da definire il confine meridionale.
A questo punto occorre considerare il dato derivante dall’estensione della
centuriazione Acerrae-Atella I. Escludendo i territori pertinenti ad Acerrae si
osserva che tale centuriazione interessò il territorio di Atella meno le parti già
organizzate con le centuriazioni Ager Campanus II e Atella II. Il fatto interessante
è che sono compresi in questa centuriazione anche i territori di Afragola, Casoria
(meno la parte vicina alla frazione di Arpino), Casavatore ed Arzano. Poiché
nelle immediate adiacenze della centuriazione Acerrae-Atella I, a sud-est, si
rilevano tracce della centuriazione detta Neapolis da Chouquer (fig. 4), con
il medesimo orientamento e modulo della prima ma leggermenta sfasata ad est,
la distinzione fra le due centuriazioni, voluta e non casuale, fa pensare che
volesse rimarcare la distinzione amministrativa fra le due comunità di Atella
e Neapolis. Ciò è in apparente contrasto con la successiva estensione del
dominio napoletano in epoca altomedioevale e con la dipendenza delle
parrocchie dei suddetti centri dal vescovo di Napoli ma è spiegabile con le
vicende che si svolsero nell’alto medioevo. Infatti, con l’invasione longobarda
Atella fu ridotta a miseri resti e una parte del suo territorio cadde sotto il dominio
degli invasori mentre Napoli rimase indipendente ed estese il suo controllo fino
alla zona di Frattamaggiore e, sia pure in modo discontinuo alla stessa Atella.
In queste condizioni di grave debolezza il vescovo di Atella rifugiato in S.
Arpino, mantenne il controllo sulle parrocchie più vicine (Frattamaggiore,
Grumo, Nevano, Cardito, etc.) che pure si trovavano ormai sottoposte ad
un diverso dominio politico ma dovette perdere il controllo sui villaggi più
lontani che ricaddero nelle competenze del vescovo di Napoli.
Così delimitato il territorio atellano (fig. 7), i Comuni che oggi sono presenti su tale
territorio, estesi su una superficie di 120,83 kmq, nei dati del censimento 1996
raggiungono 437.239 abitanti e una densità di ben 3.619 ab. / kmq (Afragola:
17,99 kmq, 61.262 ab.; Arzano: 4,68 kmq, 40.662 ab.; Caivano: 27,11 kmq,
37.939 ab.; Cardito: 3,16 kmq, 21.619 ab.; Casandrino: 3,25 kmq, 12.545 ab.;
Casavatore: 1,62 kmq, 21.480 ab.; Casoria meno la parte vicina alla frazione
di Arpino e quindi i 5/8 circa del territorio e della popolazione: 7,5 kmq, 52.000
ab.; Cesa: 2,79 kmq, 7.043 ab.; Crispano: 2,25 kmq, 11.570 ab.; Frattamaggiore:
5,32 kmq, 34.407 ab.; Frattaminore: 1,99 kmq, 14.721 ab.; Gricignano: 9,84
kmq, 8.597 ab.; Grumo Nevano: 2,92 kmq, 19.080 ab.; Melito: 3,72 kmq,
29.742 ab.; Orta di Atella: 10,69 kmq, 12.100 ab.; S. Antimo: 5,84 kmq,
32.435 ab.; S. Arpino: 3,2 kmq, 13.093 ab.; Succivo: 6,96 kmq, 6.944 ab.).
La superficie di 121 kmq per il territorio atellano può apparire eccessiva ma il Beloch
stima che i territori delle comunità della pianura campana avessero una estensione
media di 130 kmq (130). E tale valore era piccolo rispetto all’estensione media relativa
a tutte le comunità della Regio Latium et Campania (190 kmq), dell’Italia
peninsulare (400 kmq) e dell’Italia intera (600 kmq) (131). Inoltre, non dobbiamo
dimenticare che la densità demografica in epoca augustea, al culmine cioè
dell’espansione demografica nelletà antica, era allora circa un ottavo di quella
attuale e che ad una minore popolazione corrisponde un minor numero di
centri urbani e un maggior territorio spettante a ciascun centro.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

§8. Il cratere atellano
Definizione. Dove esisteva l’antica città di Atella (132). ora è una zona lievemente sopraelevata, in buona parte inedificata perché protetta da vincolo archeologico, e quasi completamente circondata dagli abitati di S. Arpino, Succivo, Orta di Atella e Frattaminore. La convergenza di molte strade, persistenza di antiche vie di comunicazione e di limites delle centuriazioni dirette verso un centro urbano ormai scomparso ed il contrasto fra un centro quasi vuoto di abitazioni ed un contorno densamente edificato, crea nella cartografia moderna quasi l’illusione ottica di un cratere ed è per tale motivo che definiamo l’area ‘cratere atellano’. La zona è illustrata nella fig. 20 con sovrapposti i reticoli delle centuriazioni Acerrae-Atella I, Atella II, Ager Campanus I e Ager Campanus II. La situazione nel 1793 è illustrata nella fig. 21.
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .



§8.2. Frattaminore
Etimologia ed origine. Il comune di Frattaminore comprende i centri
di Fratta Piccola e di Pomigliano di Atella ed il piccolo ma antico aggregato di
case di Pardinola, tutti indicati nella carta del Rizzi Zannoni. Con R. D. n. 6871
del 15/5/1890 i centri assunsero la denominazione comune di Frattaminore (133).
Un documento dell’anno 997 parla di una terra ‘que nominatur fracta pictula’
sita in ‘loco qui nominatur casale territorio liburiano’ (134) ma poiché il termine
fracta indica un luogo disboscato ed è quindi alquanto generico e frequente,
in mancanza di altri riferimenti specifici non possiamo identificare il luogo con
Fratta Piccola.
E’ invece certa l’individuazione del luogo in altri due documenti, il primo del
1275, ove è nominato un ‘Martinus Amatus de Fraccapizula’ (135), ed il secondo
del 1324 dove è menzionata la chiesa di S. Mauro: ‘Presbiter Franciscus de
Amorosa pro ecclesia S. Mauri de Fracta piczula tar. tres gr. decem’ (136). Tale
chiesa è anche menzionata nel 1308 (‘Presbiter Iohannes Fractulone
capellanus S. Mauri de Villa Fracta tar. III gr. VII.’ (137)).
§8.3. Pomigliano di Atella
Etimologia ed origine. Il nome indica l’appartenenza del sito ad una gens Pomelia o anche Pomeliana, da cui praedium pomelianum. E’ in effetti la stessa etimologia indicata dal Flechia per Pomigliano d’Arco (138).§8.4. Pardinola
Etimologia ed origine. Un documento del 936 parla ‘de hominibus
de loco qui dicitur paritinule’ nei pressi di ‘crispanum’ (149).
In un lungo elenco di appezzamenti di terra del 1280, e cioè di epoca angioina,
si cita: ‘Item alia petia de terra in loco ubi dicitur Aparatinula iuxta terram
Herrici Petri Montule quam tenet Philippus de Crispinis ... Item alia petia
de terra in loco ubi dicitur Aparatinula iuxta terra Egidii de Muccarello
mil.’ (150).
Il luogo citato è da identificarsi con la zona intorno all’Ospedale S. Giovanni
di Dio di Frattaminore, a cavallo con il territorio di Frattamaggiore, chiamata
anche Bardinola oppure ancora A’Bardinola, e che nella carta del Rizzi
Zannoni è indicata come Pardinola.
Il nome paritinula, presente nel documento più antico, dovrebbe essere un
diminutivo di paratina, che si riscontra spesso in documenti medioevali (151) quale
evidente corruzione di parietinae (macerie, rovine).
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
§8.9. Correlazioni con i limites delle centuriazioni
Per quanto concerne la centuriazione Acerrae-Atella I, il lato sud ed il lato
nord delle mura di Atella correvano lungo due decumani (fig. 21 B: a, a’) ed
il lato est lungo un cardine (b). Del secondo decumano è rilevabile una ulteriore
traccia (a”). La coincidenza fra una strada ed un terzo decumano è anche ben
visibile (a’’’). Un altro cardine coincide con la strada che congiunge Orta con
Fratta Piccola e si continua nei due centri (c). Vi sono poi strade, e anche
confini intercomunali, parallele ai decumani (d) e ai cardini (e). Nel complesso
risulta evidente la connessione fra tale centuriazione e la struttura urbana di
Atella e dei suoi immediati dintorni. Abbiamo già visto ed evidenziato in
precedenza analoga relazione con la struttura urbana di Acerrae in conseguenza
dell’intervento da parte di Augusto (152).
In riferimento alla centuriazione Atella II, riguardante in particolare il territorio
di Orta, spicca la coincidenza fra un cardine ed il primo tratto della strada che
conduceva da Atella a Calatia passando per Casapuzzano, Bugnano (zona
dell’attuale cappella di S. Nicola) e per un ponte sul Clanio da lungo tempo
distrutto da cui deriva il nome della località Ponte Rotto (f). Tale strada
proseguiva anche a sud di Atella lungo lo stesso cardine (g). Inoltre,
Casapuzzano si trova al punto di incrocio con un decumano (h). Tre decumani
trovano corrispondenze: il primo con una strada a Succivo (i), il secondo con
una strada di Orta (i’), il terzo con una strada di S. Arpino (i’’). Un sentiero
ed una strada del territorio di Orta trovano corrispondenza con un cardine
(l, l’). Si rilevano inoltre strade parallele ai decumani (m) e ai cardini (m’).
Ulteriori corrispondenze sono visibili nella fig. 20.
In riferimento alla centuriazione Ager Campanus I, si evidenzia nel territorio
di Succivo la coincidenza fra un cardine e la strada che un tempo conduceva
in linea retta da Capua a Napoli (n). Proprio i resti di questo importante asse
viario hanno permesso di identificare la centuriazione in oggetto. La strada
oltrepassava il Clanio con un ponte forse corrispondente al pontem Theodemundi
di cui parla Erchemperto e presso cui si svolse nell’anno 886 una sanguinosa
battaglia fra napoletani e longobardi di Capua (153).
In riferimento alla centuriazione Ager Campanus II, nel territorio di Succivo
si rileva la coincidenza fra un cardine ed una strada (o), fra un decumano e
due strade (p, p’) e fra un altro decumano ed un’altra strada ed un confine
(q, q’). Inoltre, alcune strade sono parallele ai decumani (r). Infine, un punto
di incrocio fra un cardine ed un decumano corrisponde al quadrivio di
Casapuzzano ed anche ad un punto di incrocio fra un cardine ed un decumano
della centuriazione Atella II (s). Non è una coincidenza casuale giacché
probabilmente la centuriazione Atella II interessò una fascia di terre a cavallo
fra le centuriazioni Ager Campanus II e Acerrae-Atella I avendo come punti
di riferimento proprio dei punti significativi della centuriazione Ager Campanus II (154).
Segnaliamo infine che varie chiese e cappelle sono site lungo i limites delle
suddette centuriazioni, in particolare la Acerrae-Atella I e la Atella II ed esse
sono debitamente evidenziate nelle fig. 20 e 21 B.
Note:
(120) Aniello Gentile, La romanità dell’agro campano alla luce
dei suoi nomi locali. I - Tracce della centuriazione romana. In: Quaderni linguistici,
Università di Napoli, Istituto di Glottologia, Napoli 1955, p. 12.
(121) Gentile, p. 20.
(122) Op. cit.
(123) Gérard Chouquer, Monique Clavel-Lévêque, François
Favory e Jean-Pierre Vallat, Structures agraires en Italie Centro-Méridionale. Cadastres
et paysage ruraux, Collection de l’Ecole Française de Rome - 100, Roma 1987.
(124) Chouquer, p. 90, pp. 207-208.
(125) Chouquer, p. 90, pp. 208-209.
(126) Inguanez Mario, Leone Mattei-Cerasoli, Pietro Sella,
Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV (RD), Campania, Città del Vaticano,
Biblioteca Apostolica Vaticana 1942, pp. 237-259.
(127) Crescenzio Esperti, Memorie istoriche ed ecclesiastiche
della città di Caserta, Napoli 1773. Ristampato da A. Forni Ed., Sala Bolognese 1978.
(128) Gaetano Parente, Origini e vicende ecclesiastiche della
città di Aversa. Frammenti storici, Napoli 1857-8, vol. I, p. 54.
(129) Ferdinando Ughelli, Italia Sacra, Venezia dal 1717, vol.
VI (1720), p. 230. Ristampa anastatica a cura di A. Forni Ed., Sala Bolognese dal 1985.
Parente, vol. I, p. 136-143.
(130) Julius Beloch, Campanien. Geschichte und Topographie
des antiken Neapel und seiner Umgebung, Breslau 1890. Edizione italiana: Campania,
Bibliopolis, Napoli 1989, pp. 500-507.
(131) Ibidem.
(132) Si veda a riguardo: Vincenzo De Muro, Atella antica città
della Campania, Napoli 1840; Giuseppe Castaldi, Atella. Questioni di topografia storica
della Campania, in: Atti dell’Accademia d’Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli, vol.
XXV, Napoli 1906; Pio Crispino et Al., Atella ed i suoi casali, Archeoclub d’Italia, Napoli
1991. Infine, opinioni alquanto eterodosse sull’origine di Atella sono formulate in alcune
pubblicazioni a cura dell’Associazione A.D.E.R.U.L.A. con sede in S. Arpino (Antonio
Dell’Aversano et Al., La PI in AR-NO: Atella ritrovata, S. Arpino, 1991; Antonio
Dell’Aversano, Francesco Brancaccio, Atella-Aversa: l’immagine speculare, S. Arpino 1993).
(133) Diz. Top., voce Frattaminore.
(134) RNAM, vol. III, doc. CCXLVII, p. 161.
(135) RCA, vol. XVII, doc. 43, p. 13.
(136) RD, n. 3721, p. 254.
(137) RD, n. 3452, p. 242.
(138) Flechia, voce Pomigliano.
(139) RNAM, vol. I, doc. X, p. 35.
(140) RNAM, vol. I, doc. XIII, p. 44.
(141) RNAM, vol. I, doc. XXIII, p. 82.
(142) RNAM, vol II, doc. LXXXVII recte LXXXVI, p. 78.
(143) RCA, vol. IV, doc. 798, p. 119.
(144) RCA, vol. VII, doc. 73, p. 123.
(145) RCA, vol. XVII, doc. 43, p. 13.
(146) RCA, vol. XXII, doc. 23, p. 99.
(147) RD, n. 3450, p. 242.
(148) RD, n. 3722, p. 254.
(149) RNAM, vol I, doc. XXV, p. 88.
(150) RCA, vol. XXII, doc. 23, p. 99.
(151) Si veda, ad es.: Codice Diplomatico Normanno di Aversa
(CDNA), doc. XLIV, a. 1142, p. 75, ‘a la Paratina de Riu modia .vi. et medium’,
‘a la Paratina modia .ii. et quartae .iiii.’ e CDNA, Cartario di S. Biagio, doc. XL,
a. 1132, p. 379, ‘in loco qui noncupatur Paratina’.
(152) V. note relative ad Acerra.
(153) ERCHEMPERTO, p. 21.
(154) CHOUQUER, p. 229.
|
|