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Francesco Montanaro (a cura di),
Relazione della Chiusura del Convento di Frattapiccola, 7 ottobre 1809,
A.S.N., Intendenza Borbonica, 759 (118)
Noi ricevitore della Registratura e de’ Demani del distretto di Casoria, di unita al Giudice di pace
di questo circondario e Sindaco di detta Comune di Frattapiccola, abbiamo soppresso il Monastero
di S. Maria della Consolazione de’ PP. Agostiniani di S. Giovanni a Carbonara (119), ed ivi
abbiamo trovato esistenti , cioè nella contabilità, un libro di introito ed esito ed un bastarduolo.
Nella Sagrestia gli seguenti arredi ed oggetti a servizio di culto, cioè due pianete vecchie di diversi
colori con due camici.
Nella Biblioteca niente.
Denari contanti niente, un solo calice d’argento col piede di rame ed una pisside d’argento.
Nel magazzino niente.
Mobili ed effetti che sono all’uso de’ Religiosi, un lettino con diverse sedie ed un tavolino per ogni
stanza de’religiosi.
Ed infine un locale composti di nove stanze superiori abitabili e dieci terranee non abitabili, ed un
piccolo giardinetto del valore di circa 3.000 ducati. Quali suddette robe sonosi consegnate al
sindaco di detta comune di Frattapiccola.
Il ricevitore, Basile.
Raffaele Palma, giudice di pace del circondario di S. Arpino.
Raffele Pellino, sindaco.
Note:
(118) Riportato, salvo le ultime tre righe, in: SOSIO CAPASSO, Il “vicus”
Pardinola: da monastero ad ospedale, Istituto di Studi Atellani, Frattamaggiore 1999, p. 5. In nota
è scritto: Ch. TESTA OSA, Ricerche sulla soppressione dell’Ordine Agostiniano nel Regno di
Napoli durante l’occupazione napoleonica, Estratto da “Analectica Augustiniana”, Vol. XXXIX,
1976. Ringraziamo il Dr. Luigi Caserta, che ci ha fornito il testo.
(119) Di questo Monastero vi è notizia nel Catasto Onciario del 1754,
riportato in questo stesso volume. Inoltre riferisce S. CAPASSO, op. cit., p. 1-2:
“Nell’anno 1630, Francesco Benevento, barone di Frattapiccola, a seguito di un accordo
con l’Ordine dei Frati Agostiniani, donò a questi un fondo, ai confini della sua starza e
consentì che qui sorgesse un monastero, il quale, nelle carte topografiche del tempo, è
indicato come Monastero di S. Nicola: S. Nicola da Tolentino era infatti un frate agostiniano.
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