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Lorenzo Giustiniani,
Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli,
Napoli, 1797-1816

[t. IV, pp. 373-375]
FRATTA-PICCOLA, casale della città di Aversa, dalla quale n’è lontana miglia 4, e da Napoli men di sei. Questo casale l’avremo certamente a credere surto dopo Fratta-maggiore: ma non potrei affatto assegnare l’epoca, poichè non mi sono imbattuto mai in qualche monumento, che me l’avesse indicato. Nella più antica carta citata dal nostro Antonio Chiarito (1: Nel cit. suo Comento), celebrata in Napoli a’ 5 gennajo della III indizione nell’anno XXXVII dell’Impero di Costantino Porfirogeneta, e nel XXIV di Romano, e per conseguenza nel 942, vi si legge la permutazione di alcuni poderi seguita fra il monistero de’ SS. Sergio, e Bacco, Teodoro, e Sebastiano con Formacanno, e Giovanni fratello, commorantes in loco qui nominatur Fractula piczola Massa Atellana; dal che riflette il suddivisato Chiarito, ch’essendosi creduto, che dalla distruzione di Atella, surti ne fossero soltanto i villaggi di S. Elpidio, corrottamente chiamati S. Arpino, e di Pomigliano d’Atella, doveasi aggiugnere anche surta dalla stessa distruzione Fratta picciola, come già rilevavasi dalla sua rarissima carta, e bene sta: ma non badò che dalla stessa carta si potrebbe rilevare, che Fratta-piccola ebbe a nascere dopo di Fratta-maggiore, perchè nella detta carta si chiama Fractula, diminutivo di Fratta, e forse quando incominciò a dirsi Fratta-maggiore l’antica, ebbe a sorgere la Piccola nell’agro Atellano, o ad acquistare almeno forma di paese. Mi si potrebbe soltanto rispondere, che nella suddivisata carta si chiama Fractula piczola, ond’è che Fractula indicar volesse la stesso, che Fracta, altrimenti perchè aggiungerci l’aggettivo di piczola: ma a chi non sono ben note le improprietà di lingua ne’ tempi di mezzo?
Questo casale vedesi in luogo piano, ove respirasi buon’aria, e tiene il territorio atto alla semina di ogni sorte di frumento, lino, canape: ma il vino è molto leggiero al pari degli altri dell’agro Aversano. Gli abitanti ascendono a circa 1000 addetti all’agricoltura, ed al commercio, vendendo ad altri le soprabbondanti loro produzioni. Nel 1648 la tassi de’ fuochi fu di 117, e nel 1669 di 139.
A Pietro Marerio fu fatta l’investitura villarum Pini et Fracte piczole (1: Regest. 1327. et 1328. A. fol. 23.). Si trova anche padrone di queste ville Magister Petrus de Venusio (2: Fasc. 89 fol. 61.).
Nel 1507 a’ 7 giugno il Re Cattolico asserendo, che la Regina Giovanna sua sorella, la quale fu moglie di Ferrante I tenea assegnate per sua camera le città di Mottola, Montepeloso, Bucchianico, Atissa, Archi, Civita-Borrello, Rosello, villa S. Maria, Pesco-Costanzo, Guglionese, S. Martino, FRATTA-PICCOLA ec. le diede in iscambio la città di Castellammare di Stabia (3: Quint. 9. fol. 143.). Nel 1522 a’ 20 dicembre ritrovo, che Catarina da Bologna, Troyano, e Ludovico Bozzuti, venderono a Scipione de Antinoro la terra di Fratta-piccola (4: Quint. 21. fol. 191.). In oggi si possiede dalla famiglia Carafa de’ conti di Policastro.

[t. VII, p. 238]
POMIGLIANO D’ATELLA, casale della città di Aversa, da cui n’è lontano miglia 3 in circa, di aria non insalubre. E’ così denominato per distinguerlo da Pomigliano d’Arco nell’agro Nolano, e per la vicinanza della famosa Atella Campana. Vedesi edificato in luogo piano di aria non insalubre. Le produzioni del territorio consistono in frumento, vino, canapi, e gelsi per seta. Gli abitanti ascendono presso a 1150 addetti all’agricoltura. La tassa del 1648 fu di fuochi 90, e del 1669 di 128. Si possiede dalla famiglia Caracciolo de’ principi di Marano. Nel 1799 fu apprezzato per duc. 112981-18.