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Bruno D’Errico (a cura di),
I beni del Monastero di S. Maria di Alto Spirito,
ovvero di Montevergine di Napoli, in Frattapiccola

Il milite Bartolomeo di Capua, nato il 24 agosto 1248 da Andrea de Episcopo, cittadino capuano che era stato avvocato fiscale dell’imperatore Federico II e quindi di re Carlo I d’Angiò, fu professore di diritto civile e avvocato, maestro razionale della Corte di Carlo II e di Roberto d’Angiò e, quindi, protonotario del regno di Sicilia dal 1290, e logoteta e protonotario (33) dal 1296 al 1328, anno della sua morte. Fu possessore di diversi feudi (34) e mostrò molta munificenza verso chiese e monasteri napoletani: ad esempio fu lui a finanziare la costruzione della facciata della chiesa di S. Lorenzo Maggiore di Napoli. In particolare il di Capua nel 1314, in alcune case di sua proprietà in Napoli, fondò un monastero dedicato alla Madonna di Montevergine, nel quale andò inglobata una antica chiesa attigua dedicata a S. Maria di Alto Spirito. Il monastero, che fu affidato ai monaci Guglielmini o Verginiani, dai napoletani fu poi conosciuto col nome di Monteverginella (35).
Bartolomeo di Capua non si limitò a donare ai Verginiani la sede del monastero ma dotò quello di molti beni per il sostentamento dei religiosi. Tra questi in particolare i beni e i vassalli acquistati nel 1301 da Sibilia Amitrano siti in Frattola, che dobbiamo identificare con il casale di Frattapiccola. Non sappiamo in cosa consistessero tali beni, ma, da un inventario del monastero di S. Maria di Alto Spirito, o Montevergine, compilato nel 1530 ma basato su dati risalenti al 1456, rileviamo in Frattapiccola la presenza di un certo numero di famiglie “vassalle” del monastero (almeno nove, oltre al cappellano di S. Maurizio e a due nuclei familiari forestieri, uno di Crispano e l’altro di Frattamaggiore), tenute alla corresponsione di un censo annuo su case (undici), regolarmente di propria abitazione, su appezzamenti di terreno (tredici) e su un orto. L’uso del termine vassallo nei documenti in questione, mutuato dal diritto feudale, non deve trarre in inganno, perché il rapporto tra il monastero e i suoi censuari non aveva carattere feudale, in quanto questi non erano sottoposti alla giuridizione dei religiosi, ma solo carattere privato.
Da notare poi che i censi del monastero, ancora assai consistenti nel 1530, come si rileva dall’inventario formato in quell’anno da fra’ Filippo d’Auria, risultano ridotti ad uno solo, gravante sopra un appezzamento di terreno, sito nel luogo denominato a Mandiello, o la Lama, già nel 1581. Non è chiaro in che modo si sia avuta questa contrazione dei redditi del convento, in quanto se da un lato appare assai poco probabile il riscatto dei censi da parte dei censuari, non si ha notizia della perdita dei beni da parte del monastero a fronte di morosità dei censuari e della impossibilità degli amministratori del convento di rientrare nel possesso dei beni. Ancora nel Settecento il monastero di Monteverginella riscuoteva il censo sul terreno a Mandiello, insieme ad un’altra rendita sopra un altro appezzamento di terreno, definito massaria, nel luogo denominato alle due Carrara, o Casamerola.


ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Corporazioni religiose soppresse (già Monasteri soppressi), vol. 1745, Monastero di Montevergine di Napoli (36).

Fol. 2v n.n.) 1301. Fol. 5. Il Re Carlo II a 22 luglio 1301 fa un privileggio d’assicuranza a Bartolomeo di Capua sopra le robbe comprate della Signora Sibilia Amitrano site in Aversa, Cesa, Frattola e Nola.
1314. Fol. 6. Instromento di notar Bernardo Senzale di Napoli a 29 maggio 1314, col quale Bartolomeo di Capoa dona al Monistero di Alto Spirito di Napoli, tutti li beni, territori, renditi, e vassalli in Cesa, Frattola, Aversa, e burgensatici in Nola. Li quali furono di Sibilia Amitrano, moglie di Tommaso d’Acerra. Rinunciando col medesimo instromento Giovanna Estennarda, figlia di Guglielmo Estennarda contestabile del Regno di Sicilia, moglie di Giovanni di Capoa, nipote di detto Bartolomeo, tutto il ius, che teneva sopra detti beni al predetto monistero.

Fondazione

1314. Fol. 7. A 25 agosto 1314 diploma con cui Bartolomeo di Capoa dona, ed offre, e dà al Monistero (fol. 3 n.n.) di S. Maria di Monte Vergine le sue case libere, ed ereditarie, site in questa Città di Napoli nella Piazza di Casanova, colla chiesa novellamente construtta, acciocchè in detta chiesa, e case si facci Monistero di Monaci Bianchi di Monte Vergine. E per sostentazione e vitto di detti Monaci dona a detto Monistero tutti i suoi beni ereditari burgenzatici, liberi da ogni peso, siti nel Casale di Cesa, e Nola, con le sue case, uomini e vassalli così di detto Casale di Cesa, come di tutti gli altri casali del Territorio di Aversa. Dona inoltre una terra sita in Arzano di moggia 53 nel luogo detto la Marinaria e dona once 500 per comprarne possessione per sostentazione di detti monaci.


ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Corporazioni religiose soppresse (già Monasteri soppressi), vol. 1748, Monastero di Montevergine di Napoli (37).

Fol. 1) Volume sesto parte prima/ Di Concessioni, seu Cenzuzioni [così nel testo per “censuazioni”], Affitti
Fol. 3) 1379. Fol. 13. Instromento di notar Giuliano Tallarica a 17 marzo 1379, con cui il Monistero concede a Giovanni e Pietro Luongo fratelli di Frattapiccola (…) una casa traviata col palmento e corti, donatoli da Michele Petretta, giusta i confini nell’istromento descritti riserbatosi per volontà di detto Michele la terza parte dell’orto e metà del Palmento a Primarosa sua figlia, per sei tarì l’anno pagabili a Natale, Pasqua e 15 Agosto.


ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Corporazioni religiose soppresse (già Monasteri soppressi), vol. 1750, Monastero di Montevergine di Napoli (38).
Fol. 32) Queste sono lle terre del Monasterio di Monte Virgene de Neapoli che stanno un dumanio suo et stanno ad staglyo in terra et de lo vino de supra de mita, esemplate per me fra Felippo da li antiqui quaterni del Monistero predicto in anno 1530.
(…)
fol. 45v) Partite extracte de lo Inventario del monastero de Neapoli antico et confirmate per lo rre Alfunso in lo anno 1456 ali 28 del mese di agusto scritto per notar Fonello de Stadio de Aversa de li vassalli terre et case che sono in Fracta pichola et Fracta maior et Crespano. Et esemplato per me Fra Felippo de Auria de Santo Severino in lo anno 1530.
Fol. 32) Queste sono le terre del Monastero di Montevergine di Napoli che sono in suo possesso e sono ad estaglio in terra e per il vino di sopra e di mezzo, elencate da me frate Filippo dagli antichi quaderni del Monastero predetto nell’anno 1530.
(…)
fol. 45v) Partite estratte dall’Inventario del monastero di Napoli antico e confermate dal re Alfonso nell’anno 1456 al 28 del mese di agosto, scritto dal notaio Fonello de Stadio di Aversa, dei vassalli, terre e case che sono in Fracta pichola e Fracta maior e Crespano. Ed elencate da me frate Filippo de Auria de Santo Severino nell’anno 1530.
In primis
Angilo de Manso dicto Perrone de villa Fracte pichole confexus fuit se debere reddere et prestare eidem monasterio Sancte Marie Montis Virginis de Neapoli pro fundo uno sito in dicta villa consistente in domo una coperta scandolis et curticella una simul coniunta iux. alia domum ipsius Angeli iux. fundum Sabatini de Manso debet in festo Sancte Marie de mense agusti grana auri duodecim et quartam unam et media grani et quartam unam et mediam ordei. d. 0.0.12
[a fianco di mano diversa: Magrino tenet]
Innanzitutto
Angelo de Manso detto Perrone del villaggio di Fracte pichole riconobbe di dover dare e garantire allo stesso monastero di Santa Maria di Montevergine di Napoli per un fondo sito nel predetto villaggio consistente in una casa coperta con assicelle e in un cortiletto adiacente, vicino ad un’altra casa dello stesso Angelo e al fondo di Sabatino de Manso. Paga nella festa di Santa Maria del mese di agosto grana d’oro dodici e quarte una e mezzo di grano e quarta una e mezzo di orzo d. 0.0.12
[a fianco di mano diversa: Magrino tiene]
Francesca de Vicenzo uxor q.m Angeli Perrecte de ipsam villa mater et tutrix Colelle Sabecte Iohannelli filior. comunium ipsorum Francesce et dicti Angeli confexa fuit et declaravit a Sancta Dei Evangelia iuravit esse vassallos dicti monasterii ac redere et prestare eidem monasterio pro fundo uno coperto parte pincis et parte discoperto curti una et orto (fol. 46r) simul coniuntis cum cammarella qua fuit presbiteri Francisci site in dicta villa iux. domum ipsorum pupillorum a duabus partibus, iux. fundum Gurelli Perrecte, iux. ortum Cristiani Ferri viam puplicam debet redere anno quolibet tareni auri unum et granis decem in festo predicto. d. 0.1.10
[a fianco di mano diversa: Petenello tenet]
Francesca de Vicenzo moglie del fu Angelo Perrecte dello stesso villaggio, madre e tutrice di Colella, Sabecte e Iohannelli, figli comuni della predetta Francesca e del detto Angelo, riconobbe e dichiarò e giurò sui Santi Vangeli di Dio di essere vassalli del detto monastero e di dare e garantire allo stesso monastero per un fondo in parte coperto con tegole (?) e in parte scoperto, per un cortile e un orto (fol. 46r) l’un l’altro adiacenti con una piccola camera che fu del presbitero Francesco site nel predetto villaggio vicino alla casa degli stessi fanciulli da due parti, al fondo di Gurello Perrecte, all’orto di Cristiano Ferro, alla via pubblica. Deve pagare ogni anno un tareno d’oro e grani dieci nella festa predetta. d. 0.1.10
[a fianco di mano diversa: Petenello tiene]
Gurellus Perrecta de ipsam villam confexus fuit esse vassallus ipsius monasterii et redere et prestare ipsi monasterii pro domo una coperta scandolis sita in dicta villa iux. fundum Ectoris Perrecte iux. fundum Anelli Perrecte viam vicinalem iux. ortum Cristiani Ferri et alios grana aurei quatuordecim in predicto festo anno quolibet. d. 0.0.14
[a fianco di mano diversa: Crapio tenet]
Gurello Perrecta dello stesso villaggio riconobbe di essere vassallo dello stesso monastero e di dare e garantire allo stesso monastero per una casa coperta con assicelle sita nel predetto villaggio, vicina al fondo di Ettore Perrecte, al fondo di Aniello Perrecte, alla via vicinale, all’orto di Cristiano Ferro e ad altri [confini], grani d’oro quattordici nelle predetta feste ogni anno. d. 0.0.14
[a fianco di mano diversa: Crapio tiene]
Item predictus Gurellus confexus fuit debere reddere et prestare eidem monasterio pro peccia terre una arbustatam sitam in pertinencie dicte ville in loco ubi dicitur Pecza longa quartarum viginti sectem qua alius fuit in duas pecias terre iuxta terram Sancti Mauri de ipsam villam, terram Santilli de Fracta maior, via puplicam et terram Iacobo Tomacelli de Neapoli et alios, grana auri novem et de flumenti tumulum unum et de ordeo similiter tumulum unum in predicto festo Sancte Marie de mense agusti. d. 0.0.16
[a fianco di mano diversa: Tulio Crispino tenet]
Parimenti, il predetto Gurello riconobbe di dover dare e garantire allo stesso monastero per un pezzo di terra alberata sita nelle pertinenze del detto villaggio nel luogo chiamato Pecza longa di quarte ventisette, del quale un altro fu in due pezzi di terra, vicino alla terra di San Mauro dello stesso villaggio, alla terra di Santillo di Fracta maior, alla via pubblica e alla terra di Giacomo Tomacelli di Napoli e ad altri [confini], grani d’oro nove e di frumento tomoli uno e di orzo del pari tomoli uno nella predetta festa di Santa Maria del mese di agosto. d. 0.0.16
[a fianco di mano diversa: Tulio Crispino tiene]
fol. 46v) Astorre Perrecta de villa predicta confexus fuit esse vassallum dicti monasterii et debere reddere et prestare ipsi monasterii pro domo una consistente in domibus duabus una coperta scandolis et altera discoperta et curti una simul coniuncta sita in dicta villa iux. fundum Gurelli Perrecte iux. Antonii Perrecte viam puplicam et viam vicinalem in qua via puplica est puteus unus, debet grana auri decem et octo in predicto festo. d. 0.0.18
[a fianco di mano diversa: Simonello tenet]
fol. 46v) Astorre Perrecta del predetto villaggio riconobbe di essere vassallo del detto monastero e di dovere dare e garantire allo stesso monastero per una casa consistente in due locali uno coperto con assicelle e l’altro scoperto e per un cortile, l’un l’altro adiacenti, siti nel detto villaggio vicini al fondo di Gurello Perrecte, [al fondo] di Antonio Perrecte, alla via pubblica e alla via vicinale, nella quale via pubblica è un pozzo, deve grani d’oro diciotto nella predetta festa. d. 0.0.18
[a fianco di mano diversa: Simonello tiene]
Item predictus Astoris confexus est habere et tenere una cum heredibus dicti Angeli Perrecte fratris suis fundum unum consistentem in domo una coperta pincis curti una et orto simul coniuntis sita in dicta villa iux. fundum dicti Gurelli Perrecte, iux. dictum alium fundum ipsorum heredum qm Angeli Perrecte viam puplicam et alios confines. Redet tareni auri unum et grana tria in festo predicto. d. 0.1.3
[a fianco di mano diversa: Colella et neputi tenent]
Poi il predetto Astoris riconobbe di avere e tenere insieme con gli eredi del detto Angelo Perrecte suoi fratelli un fondo consistente in una casa coperta con tegole (?), un cortile ed un orto l’un altro adiacenti, siti nel predetto villaggio, vicino al fondo del predetto Gurello Perrecte, all’anzidetto altro fondo degli stessi eredi del fu Angelo Perrecte, alla via pubblica e ad altri confini. Paga tareni d’oro uno e grani tre nella festa predetta. d. 0.1.3
[a fianco di mano diversa: Colella e nipoti tengono]
Astorre Perrecta predicto de predicta villa confexus est esse vassallum dicti monasterii ac reddere et prestare eidem monasterio pro fundo uno consistente in domo una coperta scandolis curti et orto simul iunto sito in dicta villa iux. fundum dicti Estoris viam puplicam iuxta fundum Cristiani Ferri et alios confines tarenum unum et grana tria in predicto festo. d. 0.1.3
Il predetto Astorre Perrecta dell’anzidetto villaggio riconobbe di essere vassallo del detto monastero e di [dover] dare e garantire allo stesso monastero per un fondo consistente in una casa coperta con assicelle ed un cortile ed un orto adiacenti siti nell’anzidetto villaggio, vicino al fondo del predetto Estoris, alla via pubblica, al fondo di Cristiano Ferro e ad altri confini, tareni uno e grani tre nella predetta festa. d. 0.1.3
Fol. 47r) Rinaldus Crispinus de predicta villa confexus fuit se debere reddere et prestare ipsi monasterii pro peccia terre una arbustatam sitam in pertinencie dicte ville in loco ubi dicitur ad Archum iux. terram Cristiani Ferri, iuxta aliam terram ipsius a duabus partibus qua fuit Petri Longi et domine Crescelle et viam puplicam et alios confines, tarenum auri unum et grana quatuor in dicto festo Sancte Marie de mense agusti. d. 0.1.4
Fol. 47r) Rinaldo Crispino dell’anzidetto villaggio riconobbe di dover dare e garantire allo stesso monastero per un pezzo di terra alberata sita nelle pertinenze del detto villaggio nel luogo chiamato ad Archum, vicino alla terra di Cristiano Ferro e ad altra terra dello stesso da due parti, la quale fu di Pietro Longo e di domina Crescella, alla via pubblica e ad altri confini, tareni d’oro uno e grani quattro nella detta festa di Santa Maria del mese di agosto. d. 0.1.4
Item predictus Rinaldus confexus fuit debere redere et prestare eidem monasterio pro peccia terre alia arbustatam sita in predicte pertinencie dicte ville ibidem ubi dicitur Archum, iux. terram supradicta ipsius Rinaldi, iux. viam puplicam et vicinale et alios confines, tareni auri tres et grana tria in predicto festo Sancte Marie de mense agusti. d. 0.3.3
Parimenti, il predetto Rinaldo riconobbe di dover dare e garantire allo stesso monastero per un pezzo di terra alberata sita nelle predette pertinenze del detto villaggio dove è detto Archum, vicino alla terra anzidetta dello stesso Rinaldo, alla via pubblica e vicinale e ad altri confini, tareni d’oro tre e grani tre nella predetta festa di Santa Maria del mese di agosto. d. 0.3.3
Item Rinaldus supradictus de villa predicta confexus fuit et declaravit debere reddere et prestare eidem monasterio pro peccia terre alia in loco predicto ubi dicitur Archo arbustatam iux. aliam terra, ipsius Rinaldi via puplicam et terra Sancti Mauri de ipsam villam et alios, tareni auri duos et medium anno quolibet in festo predicto medietate agusti. d. 0.2.10
Parimenti, il predetto Rinaldo del villaggio anzidetto riconobbe e dichiarò di dover dare e garantire allo stesso monastero per un altro pezzo di terra alberata nel luogo suddetto dove è chiamato Archo, vicino alla terra dello stesso Rinaldo, alla via pubblica e alla terra di San Mauro dello stesso villaggio e ad altri [confini], tareni d’oro due e mezzo ogni anno nella festa anzidetta nella metà d’agosto. d. 0.2.10
Item predictus Rinaldus similiter confexus fuit se debere redere et prestare ipsi monasterio pro peccia terre una arbustatam ubi dicitur la lama in ipsius pertinenciis dicte ville iux. terram heredum q.m Francisci Lupuli et terra Sancti Mauri de villa predicta et terram q.m notarii Vicensi de Neapoli via vicinalem et alios confines, tarenum unum et inter granum et ordeum tumulos duos in festo predicto et denarios duos. d. 0.1.0 d. 2
Parimenti, il predetto Rinaldi pure riconobbe di dover dare e garantire allo stesso monastero per un pezzo di terra alberata dove è chiamato la lama nelle pertinenze dello stesso anzidetto villaggio, vicino alla terra degli eredi del fu Francesco Lupulo e alla terra di San Mauro del predetto villaggio e alla terra del fu notaio Vincenzo di Napoli, alla via vicinale e ad altri confini, tareni uno, e tra grano e orzo tomoli due nella festa predetta e denari due. d. 0.1.0 d. 2
fol. 47v) Gurellus Perrecta predicto de ipsam villam confexus fuit et declaravit esse vassallum dicti monasterii et iuravit sub religione sui prestiti sagramenti debere reddere et prestare eidem monasterio (…) annuatim pro peccia terre una modiorum duorum parum plus seu minus sitam in pertinencie dicte ville ubi dicitur Casa merula iux. terram ecclesie Sancti Mauri de ville predicte, iux. terram domine Beatricis Carlone de Neapoli et terram Santilli Angeli de Belardi de ville Fracte maioris et viam puplicam, debet in festo predicto tarenum auri unum et de granum et ordeum dua tercias grani et duas tercias ordei. d. 0.1.0
[a fianco di mano diversa: Samuele Ferro tenet modo Berardino Perrecta, Angelo Fasulo]
fol. 47v) L’anzidetto Gurello Perrecta dello stesso villaggio riconobbe e dichiarò di essere vassallo del detto monastero e giurò con l’obbligo del suo garantito sacramento di dover dare e garantire allo stesso monastero (…) ogni anno per un pezzo di terra di moggia due poco più o meno sito nelle pertinenze del detto villaggio dove si dice Casa merula, vicino alla terra della chiesa di San Mauro del predetto villaggio, alla terra di domina Beatrice Carlone di Napoli e alla terra di Santillo Angelo de Belardi del villaggio di Fracte maioris e alla via pubblica, deve nella festa predetta tareni d’oro uno e di grano e orzo due terze di grano e due terze di orzo. d. 0.1.0
[a fianco di mano diversa: Samuele Ferro tiene ora Berardino Perrecta, Angelo Fasulo]
Lo predicto Gurello de la predicta villa similiter confexus fuit redere eidem monasterio pro uno fundo sito in dicta villa Fracte pichole consistente in domo una et media corte et orto simul coniunto iuxta alium fundum Angeli Perrecte fratris ipsius Gurelli, fundum presbiteri Loisi Perrecte de predicta villa iux. dictam viam puplicam et alios confines, debet redere anno quolibet in festo predicto et Nativitatis Domini Nostri Iesu Cristi granis aureis decem et octo. d. 0.0.18
Il predetto Gurello dell’anzidetto villaggio similmente riconobbe di [dover] dare allo stesso monastero per un fondo sito nel detto villaggio di Fracte pichole consistente in una casa e mezzo cortile ed un orto adiacenti, vicino ad un altro fondo di Angelo Perrecte fratello dello stesso Gurello, al fondo del presbitero Loisi Perrecte del suddetto villaggio, all’anzidetta via pubblica e ad altri confini, deve pagare ogni anno nella festa anzidetta e nella Natività del Signore nostro Gesù Cristo grani d’oro diciotto. d. 0.0.18
Iacobus Ferrus de predicta villa Fracte pichole pertinenciis Averse confexus fuit et declaravit esse vassallum dicti monasterii et debere reddere et prestare annuatim dicto monasterio pro fundo uno quo fuit q.m Nicolai de Criscenzio ipsius ville consistentem in domo una et curti una simul coniunta site in dicta villa iux. alterum fundum ipsius Iacobi Ferri iux. viam vicinalem et viam puplicam et alios confines, debet in predicto festo granum unum et medium et inter granum et ordeum quartam unam et mediam grani et similiter ordei. d.0.0.1½
[a fianco di mano diversa: tenet Sosio Perrone]
Giacomo Ferro del predetto villaggio di Fracte pichole nelle pertinenze di Aversa riconobbe e dichiarò di essere vassallo del detto monastero e di dover dare e garantire ogni anno al predetto monastero per un fondo, che appartenne al fu Nicola de Criscenzio dello stesso villaggio, consistente in una casa e un cortile l’un l’altro adiacenti posti nel predetto villaggio, vicino ad altro fondo dello stesso Giacomo Ferro, alla via vicinale e alla via pubblica e ad altri confini, deve nella predetta festa grani uno e mezzo e tra grano e orzo quarte una e mezza di grano e similmente di orzo. d. 0.0.1½
[a fianco di mano diversa: tiene Sosio Perrone]
fol. 48r) Item predictus Iacobus Ferrus tenet ortum unum quo fuit Sancti Mauri de ville predicti iux. fundum ipsius et iux. viam vicinalem et iux. curtim Pacielli Antonii de Dominico et alios. Redet anno quolibet in festo predicto predicto monasterio quartam mediam grani et de ordei similiter.
fol. 48r) Parimenti, il predetto Giacomo Ferro tiene un orto che fu di S. Mauro del predetto villaggio, vicino al fondo dello stesso e alla via vicinale e al cortile di Paciello Antonio de Dominico e ad altri confini. Paga ogni anno nella festa predetta al suddetto monastero una quarta e mezza di grano e similmente di orzo.
Item predictus Iacobus confexus fuit reddere et prestare predicto monasterio pro fundo uno alio iux. dictum fundum ipsius Iacobi a tribus partibus viam vicinalem et alios confines, consistentem in domo una discoperta et curticella una iunta, reddet anno quolibet in festo predicto grana auri tria. d. 0.0.3
Parimenti, il predetto Giacomo riconobbe di [dover] dare e garantire al suddetto monastero per un altro fondo, vicino al predetto fondo dello stesso Giacomo da tre parti, alla via vicinale e ad altri confini, consistente in una casa scoperta e un cortiletto adiacente, paga ogni anno nella festa predetta grani d’oro tre. d. 0.0.3
Item Iacobus Ferrus predictus tenet domo una discoperta cum curticella et orticello simul iuntem sita in dicta villa ibidem iux. domos ipsius Iacobi predicti a duabus partibus viam vicinalem et alios, qua fuit Baste de ville predicte et reddet anno quolibet grana auri sidecim et quartas duas grani et quartas dui ordei in festo predicto. d. 0.0.16
Parimenti, il predetto Giacomo Ferro tiene una casa scoperta con un cortiletto ed un orticello adiacente siti ivi nel detto villaggio, vicino alle case dello stesso Giacomo anzidetto da due parti, alla via vicinale e ad altri confini, la quale fu di Baste del villaggio suddetto, e paga ogni anno grani d’oro sedici e quarte due di grano e quarte due di orzo nella festa predetta. d. 0.0.16
Item pro domo una discoperta curticella et orticello simul iunti in dicta villa iux. domos ipsius Iacobi Ferri a duabus partibus viam vicinalem et alios confines, grana auri quatuordecim et denarios duos in festo predicto et tercias duas unius tumuli grani et de ordeo similiter. d. 0.0.14 d. 2
Parimenti, per una casa scoperta con cortiletto e orticello adiacenti nel detto villaggio, vicino alle case dello stesso Giacomo Ferro da due parti, alla via vicinale e ad altri confini, [paga] grani d’oro quattordici e denari due nella festa predetta e terze due di un tomolo di grano e similmente di orzo. d. 0.0.14 d. 2
Fol. 48v) Item predictus Iacobus Ferrus similiter confexus fuit reddere et prestare pro fundo uno consistente in domo una olim coperta pincis nunc vero discoperta trabatarum sex curti cum palmento sita in dicta villa iux. ortum Antonii Perrecte ortum Gurelli Perrecte a duabus partibus ortum q.m Angeli Perrecte iux alios domus ipsius Cristiani Ferri viam vicinalem et alios confines, quam fundum cum orto tenet ad enfiteosim a dicto monasterio et reddet anno quolibet tarenos sex in festo predicto medietatem agusti. d. 1.1.0
Fol. 48v) Parimenti, il predetto Giacomo Ferro pure dichiarò di dare e garantire per un fondo consistente in una casa già coperta con tegole (?), ora invero scoperta di sei travi e di un cortile con torchio siti nel detto villaggio, vicino all’orto di Antonio Perrecte, all’orto di Gurello Perrecte da due parti, all’orto del fu Angelo Perrecte, ad altre case dello stesso Cristiano Ferro. alla via vicinale e ad altri confini, il quale fondo con orto tiene ad enfiteusi dal predetto monastero e paga ogni anno tareni sei nella festa predetta a metà di agosto. d. 1.1.0
Presbiter Nardellus cappellanus Ecclesie Sancti Mauri de villa predicta confexus fuit debere reddere et prestare ipsius monasterio pro peccia terre una arbustatam quam fuit q.m Simeonis de Iacobo de dicta villa sitam in loco ubi dicitur la lama iux. terram Ranaldi Crispini et terram Precialis Crispini et terram Andree Carnato vocato Carruczo et alia terra Sancti Mauri, grana auri decem et denarios duos et duas tercias grani et tercias duas ordei in predicto festo. d. 0.0.10 d. 2
Il presbitero Nardello cappellano della Chiesa di San Mauro dell’anzidetto villaggio riconobbe di dover dare e garantire allo stesso monastero per un pezzo di terra alberata, che appartenne al fu Simeone de Iacobo del detto villaggio, sita nel luogo chiamato la lama, vicino alla terra di Rainaldo Crispino e alla terra di Precialis Crispino e alla terra di Andrea Carnato chiamato Carruczo e ad altra terra di San Mauro, grani d’oro dieci e denari due e due terze di grano e due terze di orzo nella predetta festa. d. 0.0.10 d. 2
Item predictus dominus Nardellus tenet una alia peccia terre arbustatam sitam in eodem loco et in eodem pertinenciis ubi dicitur la lama iux. terre Crapie uxoris Minichilli de Lupulo, iux. terram Roselli de Lupulo et alios. Reddet anno quolibet grana auri duodecim et de grano quartam unam et de ordeo similiter quartam unam in festo Sancte Marie de mense agusti. d. 0.0.12
Parimenti, il predetto domino Nardello tiene un altro pezzo di terra alberata sita nello stesso luogo e nelle stesse pertinenze dove è chiamato la lama, vicino alla terra di Crapie moglie di Minichilli de Lupulo, alla terra di Rosello de Lupulo e ad altri confini. Paga ogni anno grani d’oro dodici e di grano quarte una e di orzo similmente quarte una nella festa di Santa Maria del mese di agosto. d. 0.0.12
Fol. 49r) Item dictus dominus Nardellus tenet una alia peccia terre arbustatam in eodem loco ubi dicitur la Lapiczone iux. terram Andree Carnate seu de Guliermo de Crispano, terram heredem q.m Ianucii Crispini terram q.m Angeli Perrecte via puplicam terram Sabecti Grici de predicta villa Fracte piccole et alios tarenum unum cum dimidio in festo predicto Sancte Marie de mense agusti. d. 0.1.10
Fol. 49r) Parimenti, il detto domino Nardello tiene un altro pezzo di terra alberata nello stesso luogo dove è chiamato la Lapiczone, vicino alla terra di Andrea Carnate ovvero di Guglielmo di Crispano, alla terra dell’erede del fu Ianucii Crispino, alla terra del fu Angelo Perrecte, alla via pubblica, alla terra di Sabecti Grici del predetto villaggio di Fracte piccole e ad altri confini, [paga] tareni uno e mezzo nella festa predetta di Santa Maria del mese di agosto. d. 0.1.10
[a fianco di mano diversa: Nicolaus tenet]
Crapia de Lupulo pro se et Roselle de Lupulo eius sorore confexa fuit prestare et reddere eidem monasterio annuatim pro peccia terre una modii unius arbustatam qua fuit Nardi de Crescenzio [aggiunto nell’interlinea: o Nardo Perrecta] dicti bisogno ubi dicitur la lama iux. terram Andree Carnate dicto Caruczo, terram Cristiani Ferri viam vicinalem a duabus partibus et alios confines reddet grana auri octo et de grano quartam unam et de ordeo similiter quartam unam in festo predicto medietatem agusti. d. 0.0.8
[a fianco di mano diversa: Nicola tiene]
Crapia de Lupulo per sè e per Rosella de Lupulo sua sorella riconobbe di [dover] garantire e dare allo stesso monastero ogni anno per un pezzo di terra alberata di un moggio, che fu di Nardo de Crescenzio [aggiunto nell’interlinea: o Nardo Perrecta] detto bisogno dove si dice la lama, vicino alla terra di Andrea Carnate detto Caruczo, alla terra di Cristiano Ferro, alla via vicinale da due parti e ad altri confini, paga grani d’oro otto e di grano quarte una e di orzo similmente quarte una nella festa predetta a metà d’agosto. d. 0.0.8
Santillus de Laurencio de Crespano de Daniele confexus fuit debere reddere et prestare ipsius monasterio pro peccia terre una sita in dicta villa ubi dicitur ad stratam iux. terram abacie abatis Carrafe et terram Antonelli de Paulo de villa Fracte piccole et terram qua fuit Andree de Ligorio quam nunc tenet predictus Santillus et terram iudicis Francisci et viam vicinalem et alios confines tarenorum duor. et tumulum unum grani et de ordeo similiter. d. 0.2.0
[a fianco di mano diversa: Francesco de Daniele]
Santillo de Laurencio di Crespano de Daniele riconobbe di dover dare e garantire allo stesso monastero per un pezzo di terra sita nel detto villaggio dove è chiamato ad stratam, vicino alla terra dell’abbazia dell’abate Carrafe e alla terra di Antonello de Paulo del villaggio di Fracte piccole e alla terra che fu di Andrea de Ligorio, che ora tiene il predetto Santillo, e alla terra del giudice Francisco e alla via vicinale e ad altri confini, [paga] tareni due e tomoli uno di grano e di orzo similmente. d. 0.2.0
[a fianco di mano diversa: Francesco de Daniele]
fol. 49v) Presbiter Petrus et Sabatinus de Manso confexi fuerunt se debere reddere et prestare eidem monasterio pro peccia terre una arbustatam sita in predicta villa ubi dicitur Asprum iux. terram ipsius prebiteri Petri a duabus partibus terram Rinaldi Crispini a duabus partibus terram Conti Greci terram Andree de Ligorio de Crispano et viam vicinalem de qua terra habet presbiter Petrus predictus sectem quartas et reddet anno quolibet tareni auri unum et granis sidecim et de granum tumulum unum et de ordeo similiter tumulum unum in predicto festo. d. 0.1.16
(…)
fol. 49v) Il presbitero Pietro e Sabatino de Manso riconobbero di dover dare e garantire allo stesso monastero per un pezzo di terra alberato sito nel predetto villaggio dove è chiamato Asprum, vicino alla terra dello stesso presbitero Pietro da due parti, alla terra di Rinaldo Crispino da due parti, alla terra di Conti Greco, alla terra di Andrea de Ligorio di Crispano e alla via vicinale, della quale terra il presbitero Pietro anzidetto ha sette quarte e paga ogni anno tareni d’oro uno e grani sedici e di grano tomoli uno e di orzo similmente tomoli uno nella predetta festa. d. 0.1.16
(…)
Mariano Dente de Fracta predicta te[ne] una terra in villa predicta in pertinencie suis ubi dicitur Purziano de uno moyo iux. llo bono de m. Nicolò Abate et de Ieronimo Perrecta et llo altro bono del predicto Marino et alios. Reddet al predicto monasterio ogne anno in festo Nativitate vel absuncione de mense agusti tarenos duos et medium. d. 0.2.10
(Ge lo istromento fatto alli dui de maio 1539 per mano de notar Fo. De Dominico et suo scrivano notar Federico de Siano de Santo Severino et abitante in Napoli in pedi la Vicaria et ge lo lassò Antonio Dente fratello carnale al predicto Marino ne lo anno 1528 secondo appare per lo suo testamento …)
Mariano Dente della predetta Fracta tiene una terra nell’anzidetto villaggio nelle sue pertinenze dove si dice Purziano di un moggio, vicino ai beni del magnifico Nicolò Abate e di Geronimo Perrecta e altro bene del predetto Marino e altri. Paga al predetto monastero ogni anno nella festa della Natività o nell’Assunzione del mese di agosto tareni due e mezzo. d. 0.2.10
(C’è lo strumento fatto il due di maggio 1539 per mano del notaio Fo. De Dominico e del suo scrivano notaio Federico de Siano de Santo Severino e abitante in Napoli in pedi la Vicaria e che lo lasciò Antonio Dente fratello carnale al predetto Marino nell’anno 1528 come appare nel suo testamento …)
Fol. 50r) Die 13 mensis mai prime Ind. 1513 Fra Francesco de Santo Angelo de Scala prior Montis Virginis Neap. fece una permutacione de uno rendito de una terra in pertinencie ville Fracta maioris [ubi dicitur Aspro] iux. heredem q.m Iacobi Dente de villa Fracte pichole, iux. ecclesie Sancti Mauri de eadem villa, viam puplicam et vicinalem et alios confines dicti monasterii (..) redditus fuit permutatus cum quandam domo cum diversis membris esistente in dicta villa Fracta pichole iux. bona Vicencii Perrecte et iux. bona Crapii Perrecte et viam puplicam et vicinalem et alios confines per granis trideci, per annum et mesurellis sidecim grani et mesurellis sidecim ordei, qua domos possidetur per Nardum Perrectam de villa Fracte pichole predicte et ratificante dicto Petri pro ut apparet instrumentum manus notarii Iohannis [de Stadio de Aversa] et sic dictus Nardus et suis heredibus reddere tenuerunt anno quolibet ut supra in dicto festo Beate Marie. d. 0.0.13
(a fianco di mano diversa: Antonius Perrone tenet)
Fol. 50r) Nel giorno 13 del mese di maggio, prima indizione, 1513, frate Francesco de Santo Angelo de Scala priore di Montevergine di Napoli fece la permuta di un reddito di una terra nelle pertinenze del villaggio di Fracta maioris [dove è chiamato Aspro], vicino [ai beni] dell’erede del fu Giacomo Dente del villaggio di Fracte pichole, della chiesa di San Mauro dello stesso villaggio, alla via pubblica e vicinale e ad altri confini del detto monastero (..) il reddito fu permutato con una certa casa con diversi locali esistente nel suddetto villaggio di Fracta pichole, vicino ai beni di Vincenzo Perrecte e vicino ai beni di Crapii Perrecte e alla via pubblica e vicinale e ad altri confini per grani tredici, per anno e mesurelle (39) sedici di grano et mesurelle sedici di orzo, la quale casa è posseduta da Nardo Perrectam del predetto villaggio di Fracte pichole e con la ratifica del detto Pietro come appare nello strumento fatto per mano del notaio Giovanni [de Stadio di Aversa] e pertanto il detto Nardo ed i suoi eredi sono tenuti a pagare ogni anno come sopra nella detta festa della Beata Maria. d. 0.0.13
(a fianco di mano diversa: Antonio Perrone tiene)
Fol. 50v) Alium Inventarium Fracta pichola noviter esemplato per me fra Philupus de Auria de la Penta in anno 1530
Colella Perrecta et sui neputi teneno una casa corte et orto in Fracta pichola iux. llo bono de Minico Perrecta, iux. llo bono de Iulio Perrecta et Midea moglyera, iux. llo bini de Mariano Perrecta et fratre et la via vicinale llo orto che fo de Nardo Perrecta et alios reddeno ogne anno al monasterio per dicto in medio agusto d. 0.0.19½
Mariano Perrecta et Jeronimo fratre heredi de Cicho Perrecta redenno pro dicto monasterio de una casa corte in lo predicto loco et al Casale supradicto iux. llo bono de Minico Perrecta Crapio Perrecta et Colella Perrecta et la via puplica redde ogne anno al predicto monasterio. d. 0.0.9½
Fol. 50v) Altro inventario per Fracta pichola nuovamente elencato da me frate Filippo de Auria de la Penta nell’anno 1530
Colella Perrecta e i suoi nipoti tengono una casa con cortile e orto in Fracta pichola, vicino ai beni di Minico Perrecta, ai beni di Giulio Perrecta e della moglie Medea, ai beni di Mariano Perrecta e fratello e alla via vicinale e all’orto che fu di Nardo Perrecta e ad altri confini, pagano ogni anno al monastero predetto a metà agosto d. 0.0.19½
Mariano Perrecta e Geronimo, fratelli, eredi di Cicho Perrecta pagano al detto monastero per una casa con cortile nel predetto luogo e nell’anzidetto casale, vicino ai beni di Minico Perrecta, Crapio Perrecta e Colella Perrecta e alla via pubblica. Pagano ogni anno al predetto monastero. d. 0.0.9½
Crapio Perrecta herede de Antonello Perrecta tene una casa corte et orto in lo predicto Casale iux. llo bono de Simonello Perrecta la via puplica Jeronimo et Mariano Perrecta et Petenello Perrecta et Midea et alios redde al predicto monasterio d. 0.0.14
Simonello Perrecta herede de Vicenzo Perrecta tene una casa et corte in lo predicto Casale iux. la via puplica et la vicinale et llo bono de Crapio Perrecta et de Antonio Perrone che fo de Nardo Perrecta et de Petenello Perrecta et alios, redde al predicto monasterio ogne anno in predicto festo Sancte Marie mese agusto d. 0.1.0
Crapio Perrecta erede di Antonello Perrecta tiene una casa con cortile e orto nel predetto casale vicino ai beni di Simonello Perrecta, alla via pubblica, [ai beni di] Geronimo e Mariano Perrecta e Petenello Perrecta e Medea e altri. Paga al predetto monastero d. 0.0.14
Simonello Perrecta erede di Vincenzo Perrecta tiene una casa e un cortile nel predetto casale vicino alla via pubblica e alla via vicinale e ai beni di Crapio Perrecta e di Antonio Perrone che furono di Nardo Perrecta e di Petenello Perrecta e ad altri confini, paga al predetto monastero ogni anno nell’anzidetta festa di Santa Maria nel mese di agosto d. 0.1.0
Fol. 51r) Midea moglyera et herede de Iulio Perrecta tene una casa corte et orto in lo predicto Casale iux. llo bono de Crapio Perrecta, Petenello Perrecta, Colella Perrecta et neputi et Iohanni de Sicignano herede de Tulio Ferro et alios redde al monasterio predicto in predicto festo d. 0.0.19½
Petenello Perrecta herede de Astore Perrecta tene una casa corte et orto in lo Casale predicto iux. llo bono de Antonio Perrone et iux. la via vicinale la … de Crapio Perrecta et de Iohanni de Sicignano herede de Tulio Ferro et alios, redde al monasterio predicto ogne anno d. 0.1.10
Fol. 51r) Medea moglie ed erede di Giulio Perrecta tiene una casa con cortile e orto nel predetto casale, vicino ai beni di Crapio Perrecta, Petenello Perrecta, Colella Perrecta e nipoti e di Giovanni de Sicignano erede di Tulio Ferro e di altri. Paga al monastero predetto nella predetta festa d. 0.0.19½
Petenello Perrecta erede di Astore Perrecta tiene una casa con cortile e orto nel predetto casale, vicino ai beni di Antonio Perrone, alla via vicinale, … di Crapio Perrecta e di Giovanni de Sicignano erede di Tulio Ferro e ad altri confini, paga al predetto monastero ogni anno d. 0.1.10
Iohanni de Sicignano herede de Tulio Ferro et Angelella redde per lle case et orto et corte con l’orto et casa che fo de Paulo Audino iux. llo bono de mastro Antenorio de la Cava iux. llo bono de Petenello Perrecta et Midea et iux. l’orto de Tulio Crispino et la Starca de Carlone domini Pumygliani et alios, redde onne anno in festo predicto d. 0.1.0
Colo orto de lo predicto Paulo et la casa che redde ogne anno d. 0.0.15
Et lo predicto orto et casa sta iux. lo orto de lo herede de Iulio Perrecta iux. l’orto de Tulio Crispino che fo de Nardo Perrecta et la Starcza de lo Signore de Pummiglyano et alios.
Giovanni de Sicignano, erede di Tulio Ferro e Angelella, paga per la casa e l’orto e il cortile, con l’orto e la casa che furono di Paulo Audino, vicino ai beni di mastro Antenorio de la Cava, di Petenello Perrecta e Medea, all’orto di Tulio Crispino e la Starca de Carlone del signore di Pumygliani e di altri, paga ogni anno nella festa predetta d. 0.1.0
Con l’orto del predetto Paolo e la casa che paga ogni anno d. 0.0.15
E il predetto orto e la casa stanno vicino all’orto dell’erede di Giulio Perrecta, all’orto di Tulio Crispino che fu di Nardo Perrecta e alla starza del signore di Pummiglyano e ad altri confini.
Mastro Antenoro de la Cava tene una casa corte et orto con diversi membri che foro de Sarnuczo Ferro Iesumundo Ferro et Melio Ferro iux. la Starcza de lo Signore de Pumygliano, iux. llo bono de Iohanni de Sicignano herede de Tulio Ferro iux. lo ortecello de Sancto Mauro et alios deve reddere al monasterio predicto in predicto festo d. 0.1.10
(a margine di mano diversa: ma deve redere tarì II grani 5 de verità)
Mastro Antenoro de la Cava tiene una casa con cortile e orto con diversi locali che furono di Sarnuczo Ferro, Iesumundo Ferro e Melio Ferro vicino alla starza del signore di Pumygliano, ai beni di Giovanni de Sicignano erede di Tulio Ferro, all’orticello di San Mauro e ad altri. Deve pagare al monastero predetto nell’anzidetta festa d. 0.1.10
(a margine di mano diversa: ma deve dare tareni II grani 5 de verità)
fol. 51v) Tulio Crispino de villa predicta redde al monasterio predicto per una terra dove si dici la Clusura seu Pecza longa iux. llo bono de Berardino Pecczella iux. llo bono de Angelo Fasulo de villa Fracte maiure che reddeno al predicto monasterio de Casa Merula et alios, redde ogne anno d. 0.0.16
fol. 51v) Tulio Crispino del predetto villaggio dà al monastero predetto per una terra dove si dice la Clusura o Pecza longa, vicino ai beni di Berardino Pecczella, di Angelo Fasulo del villaggio di Fracte maiure che pagano all’anzidetto monastero de Casa Merula e ad altri, paga ogni anno d. 0.0.16
Lo predicto Tullio tene uno orto in lo predicto Casale che fo de Nardo Perrecta, iux. llo bono de Colella Perrecta et neputi, iux. llo bono de Midea herede de Julio Perrecta, la Starcza de Signore de Pumiglyano et llo bono de Iohani de Sicignano herede de Tulio Ferro et de Paulo Audino et alios, redde ogne anno al predicto monasterio in predicto festo d. 0.1.0
(a margine di mano diversa: che Nardo Perrecta vendio lo predicto orto a Jesumundo Ferro)
Il predetto Tullio tiene un orto nel predetto casale che fu di Nardo Perrecta, vicino ai beni di Colella Perrecta e nipoti, ai beni di Medea erede di Giulio Perrecta, alla starza del signore di Pumiglyano e ai beni di Giovanni de Sicignano erede di Tulio Ferro e ai beni di Paolo Audino e ad altri confini, paga ogni anno al predetto monastero nella predetta festa d. 0.1.0
(a margine di mano diversa: che Nardo Perrecta vendette il predetto orto a Jesumundo Ferro)
Jasio Perrone tene una casa corte et orto in lo predicto Casale che fo de Nardo Perrecta herede de domino Iohanni Perrecta, iux. la via puplica et la vicinale et iux. llo bono che fo de Preciuso Perrecta che llo vendio a Ieronimo Tromone de Neapoli et Antonio Perrone et alios, redde ogne anno in predicto festo d. 0.1.3
Jasio Perrone tiene una casa con cortile e orto nel predetto casale che fu di Nardo Perrecta erede di domino Giovanni Perrecta, vicino alla via pubblica e alla via vicinale e vicino ai beni furono di Preciuso Perrecta che lo vendette a Geronimo Tromone di Napoli e Antonio Perrone e altri, paga ogni anno nella predetto festa d. 0.1.3
Jeronimo Tromone et Antonio Perrone teneno lle case che foro de Preciuso Perrecta et fratre in lo predicto Casale iux. la starcza de lo Signore de Pumiglyano, iux. llo orticello de Sancto Mauro iux. la via puplica et la vicinale redde d. 0.1.10
Geronimo Tromone e Antonio Perrone tengono le case che furono di Preciuso Perrecta e fratello nel predetto casale vicino alla starza del signore di Pumiglyano, all’orticello di San Mauro, alla via pubblica e alla via vicinale, pagano d. 0.1.10
Fol. 52r) Lo Signore Nicolò de Napoli et Marchoantonio Crispino de lo predicto Casale teneno una terra in lo predicto Casale dove si dice lo Piczone iux. llo bono de Marino Dente, iux. llo bono de la herede de Berardino Vitale et la via vicinale da due parti et alios, redde al predicto monasterio ogne anno in predicto festo d. 0.1.10
(a margine di mano diversa: et la terra predicta [è] de moya tre vel circa)
Fol. 52r) Il signore Nicolò di Napoli et Marchoantonio Crispino del predetto casale tengono una terra nel predetto Casale dove si dice lo Piczone, vicino ai beni di Marino Dente, vicino ai beni dell’erede di Berardino Vitale e alla via vicinale da due parti e ad altri confini, paga al predetto monastero ogni anno nella predetto festa d. 0.1.10
(a margine di mano diversa: e la terra predetta [è] di moggia tre circa)
Mastro Vicencio de Laurencio de Crespano tenea una terra dove si dice Aspro una con Petro Crispino de Fracta pichola che mo al presente la tene lo herede de lo predicto mastro Vicenzo nomine Cola Marino de Laurencio iux. llo bono de Marino Dente iux. llo bono de Vicenzo Celluso iux. llo bono de lo herede de Berardino Vitale la via vicinale et alios, redde al monasterio predicto ogne anno d. 0.1.16
Et uno tumulo et medio de grano et uno tumulo et medio de orgio ogne anno
Fo la terra predicta de Iohanni de Manso de domino Petro et Sabatino de Manso et sempre è stata de casa de Manso
Mastro Vincenzo de Laurencio di Crespano teneva una terra dove si dice Aspro insieme con Pietro Crispino di Fracta pichola che ora al presente la tiene l’erede del predetto mastro Vincenzo in nome di Cola Marino de Laurencio, vicino ai beni di Marino Dente, di Vincenzo Celluso, dell’erede di Berardino Vitale, alla via vicinale e ad altri, paga al monastero predetto ogni anno d. 0.1.16
E un tomolo e mezzo di grano e un tomolo e mezzo di orzo ogni anno
Fu la terra predetta di Giovanni de Manso, di domino Pietro e Sabatino de Manso e sempre è stata della famiglia de Manso
Menechella de Manso et Magrino suo marito teneno una casa in lo predicto Casale che fo de Angelo de Manso dicto Perrone casa et corticella insieme iux. la casa che fo de Sabatino de Manso iux. la via vicinale et alios confines, redde ogne anno in predicto festo d. 0.0.13
Et de grano uno quarto et meczo et de orde similiter uno quarto et meczo in predicto festo
(aggiunto da mano diversa) mesorelle 16 de grano et tante de orgio mesurelle 10. Fo de Angelo de Manso po sucese domino Petruccio de Manso et Sabatino suo fratre teneano una terra dove si dice ad Aspro et in tempo che se fece lo Inventario Nardo Perrecta tenea una terra dove si dice ad Aspro et in tempo che fo Priore fra. Francesco de Santo Angelo permutao la dicta terra con la casa dove abitava iux. lle sue fine et fo neli 1513, 3 mesi che ……….. Paraclito ……………. da Nardo Perrecta ave tenuta anni 47.
(a margine di mano diversa: Iohanni de Paraclito tene et Iohanna sua moglyera e Francesco suo marito de Camerota ave da 45 anni in qua)
Menechella de Manso e Magrino suo marito tengono una casa nel predetto casale che fu di Angelo de Manso detto Perrone, casa e cortiletto insieme vicino alla casa che fu di Sabatino de Manso, alla via vicinale e ad altri confini, paga ogni anno nella predetto festa d. 0.0.13
E di grano una quarta e mezzo e di orzo similmente una quarta e mezzo nella predetto festa
(aggiunto da mano diversa) mesurelle 16 di grano e tante di orzo mesurelle 10. Fu di Angelo de Manso, poi successe domino Petruccio de Manso e Sabatino suo fratello, tenevano una terra dove si dice ad Aspro e nel tempo che si fece l’inventario Nardo Perrecta teneva una terra dove si dice ad Aspro e nel tempo che fu priore frate Francesco de Santo Angelo permutò la detta terra con la casa dove abitava, vicino ai suoi confini e fu nel 1513, 3 mesi che ……….. Paraclito ……………. da Nardo Perrecta ha tenuta anni 47.
(a margine di mano diversa: Giovanni de Paraclito tiene e Giovanna sua moglie e Francesco suo marito de Camerota ha da 45 anni in qua)
Fol. 52c) Ge una casa che fo de Frabicio Saracino et mo al presente Cefaro la ave lassata a Sancto Mauro de lo predicto Casale et sta iux. llo bono de Petro Crispino iux. llo bono che fo de Andrea Biffarto la via puplica redde al monasterio predicto ogne anno in medietate agusti d. 0.0.9
Ge lo instromento fatto per mano de notar Iacobo de Crespano come redde le nove grana lo anno.
Laurencio Aurefece de lo predicto Casale che abita in Casabatore tene una casa con diversi membri iux. llo bono de [in bianco] Aurefece la via puplica et llo bono de Cola Pepe et alios, redde una con lo fratre ogne anno per le case predicte al predicto monasterio d. 0.0.15
Fol. 52c) C’è una casa che fu di Frabicio Saracino e ora al presente Cefaro la ha lasciata a San Mauro del predetto casale e sta vicino ai beni di Pietro Crispino, ai beni che furono di Andrea Biffarto e alla via pubblica, paga al monastero predetto ogni anno nella metà di agosto d. 0.0.9
C’è lo strumento fatto per mano del notaio Giacomo di Crespano come paga nove grana ogni anno.
Laurencio Aurefece del predetto casale che abita in Casabatore tiene una casa con diversi locali vicino ai beni di [in bianco] Aurefece, alla via pubblica e ai beni di Cola Pepe e altri, paga insieme con il fratello ogni anno per le case predette al suddetto monastero d. 0.0.15
Mastro Antonio Perrone de lo Casale predicto ave comparata una casa de lo herede de Iohanni de Perraclito che fo de Nardo Perrecta iux. la via vicinale iux. llo bono de Simonello Perrecta iux. llo bono de Pitenello Perrecta et de Crapio et alios, redde al monasterio predicto ogne anno in medio agusto d. 0.0.13
Et de grano mesurelle sidici et de orgio mesurelle sidici ogne anno al monasterio predicto
Minico Pecella et Ieronimo Peccella de lo predicto Casale teneno una terra in le pertinenze de lo supra dicto Casale dove si dice la Lama iux. llo bono de [segue uno spazio bianco]
Lo orto che è de Sancto Mauro redde al monasterio predicto mo al presente ge una casa et corte sta iux. llo bono de mastro Antenoro de la Cava che tene quello fo Iochemento Ferro iux. la starcza de Carlone et iux. la via vicinale redde grani X
Mastro Antonio Perrone del casale predetto ha comprato una casa dell’erede di Giovanni de Perraclito che fu di Nardo Perrecta, vicino alla via vicinale, ai beni di Simonello Perrecta, ai beni di Pitenello Perrecta e di Crapio e ad altri confini, paga al monastero predetto ogni anno a metà di agosto d. 0.0.13.
E di grano mesurelle sedici e di orzo mesurelle sedici ogni anno al monastero predetto
Minico Pecella e Geronimo Peccella del predetto casale tengono una terra nelle pertinenze del suddetto casale dove si dice la Lama, vicino ai beni di [segue uno spazio bianco]
L’orto che è di San Mauro paga al predetto monastero, ora al presente c’è una casa con cortile, sta vicino ai beni di mastro Antenoro de la Cava che tiene quello fo Iochemento Ferro, vicino alla starcza de Carlone e vicino alla via vicinale, paga grani X
Fol. 53r) Fracta maiore
Berardino Pecella de Fracta maiore tene una terra in lle pertinencie de Fracta pichola una con Angelo Fasulo de lo predicto Casale de Fracta maiore dove si dice a Merula seu Casa Merula iux. llo bono che fo de Angelo Perrecta mo al presente de [in bianco], iux. la terra de Sapatino de Maria da due banne iux. la terra de Iannuczo Crispino et la via vicinale et altre fine redde al monasterio predicto in la mità de agusto d. 0.1.0
Et de grano tomolo 1 et de orgio tomolo uno
(a margine di mano diversa: Fo de Gurello Perrecta prima, nunc posedet a Fonsius Barvarius.
Fo de Clemento Ferro Sarnuczo Ferro domino Nardello Ferro. Melio Ferro lo vendio a Berardino)
Fol. 53r) Fracta maiore
Berardino Pecella di Fracta maiore tiene una terra nelle pertinenze di Fracta pichola insieme con Angelo Fasulo del predetto casale di Fracta maiore dove si dice a Merula ovvero Casa Merula, vicino ai beni che furono di Angelo Perrecta, ora al presente di [in bianco], alla terra di Sabatino de Maria da due parti, alla terra di Iannuczo Crispino e alla via vicinale e ad altri confini, paga al monastero predetto nella metà di agosto d. 0.1.0
E di grano tomoli 1 e di orzo tomoli uno
(a margine di mano diversa: Fu di Gurello Perrecta prima, ora è posseduta da Fonsius Barvarius, fu di Clemento Ferro, Sarnuczo Ferro, domino Nardello Ferro. Melio Ferro lo vendette a Berardino)
Lo nepote de Maurello Crespino nomine Virgilio tene da lo monasterio predicto una terra dove si dice ad Archo una con Minico Perrecta de Fracta pichola che sono et foro questi peczi de terra arvostati in lle pertinencie de Fracta pichola predicta et Fracta maiore iux. la terra de Sancto Mauro la terra che fo de Nardo Peccella la via puplica et alios, redde ogne anno al predicto monasterio in medio agusto d. 1.1.17
(Aggiunto da mano diversa) La predicta terra la tene al presente Minico Perrecta de Fracta pichola et lo predicto Virgilio Crispino di Fracta maiore; quella di Minico Perrecta è dalla banna de sopra iux. la via puplica et la via vicinale et llo altro bono che tene lo predicto Virgilio et lle due parti et una parte ne tene Minico predicto.
Il nipote di Maurello Crespino di nome Virgilio tiene dal predetto monastero una terra dove si dice ad Archo insieme con Minico Perrecta di Fracta pichola, che sono e furono questi pezzi di terra alberati nelle pertinenze della predetta Fracta pichola e di Fracta maiore, vicino alla terra di San Mauro, alla terra che fu di Nardo Peccella, alla via pubblica e ad altri confini, paga ogni anno al predetto monastero a metà agosto d. 1.1.17
(Aggiunto da mano diversa) La predetta terra la tiene al presente Minico Perrecta di Fracta pichola e il suddetto Virgilio Crispino di Fracta maiore; quella di Minico Perrecta è dalla parte di sopra vicino alla via pubblica e alla via vicinale e all’altro bene che tiene il predetto Virgilio e delle due parti una parte ne tiene il predetto Minico.
Fol. 53v) Crespano
Iohanni de Daniele et neputi heredi de Francesco de Daniele de Crespano teneno una terra in pertinencie de Fracta pichula dove si dice a Madello overo la Strata iux. llo bono de Abate Bresegna et iux. llo bono de Francesco Crispino de Fracta pichola et la via vicinale et alios redde al predicto monasterio ogne anno in meczo agusto d. 0.1.0
et de grano uno tomolo et de orgio similiter
(Aggiunto da mano diversa: Si possedeva per lo magnifico Gio. Domenico Perrone di Napoli. Hoggi si possede per Pietro Antonio Latino di Fratta piccola.)
Fol. 53v) Crespano
Giovanni de Daniele e nipoti eredi di Francesco de Daniele di Crespano tengono una terra nelle pertinenze di Fracta pichula dove si dice a Madello ovvero la Strata, vicino ai beni di Abate Bresegna e di Francesco Crispino di Fracta pichola e alla via vicinale e ad altri [confini], paga al predetto monastero ogni anno a metà agosto d. 0.1.0 e di grano un tomolo e di orzo parimenti
(Aggiunto da mano diversa: Era posseduto dal magnifico Gio. Domenico Perrone di Napoli. Oggi è posseduto da Pietro Antonio Latino di Fratta piccola.)
Alfonso Pigiano di Crespano predicto tene una terra in lo predicto loco dove si dice a Mandello in quello loco predicto iux. llo bono de Berardino Peczella de Fracta maiore et llo altro bono de lo predicto Alfonso et suo fratre, redde al monasterio predicto in meczo agusto d. 0.1.0
(Aggiunto da mano diversa: Comprata da detto Gio. Domenico Perrone.)
(…)
Il predetto Alfonso Pigiano di Crespano tiene una terra nel predetto luogo dove si dice a Mandello, in quel luogo anzidetto vicino ai beni di Berardino Peczella di Fracta maiore e ad altro bene del predetto Alfonso e di suo fratello, paga al predetto monastero a metà agosto d. 0.1.0
(Aggiunto da mano diversa: Comprata dal detto Gio. Domenico Perrone.)
(…)
Fol. 75v) Lista de tutti li novi patruni delle case et terre che reddeno al monasterio de Monte Vergene de Napoli de fore la Città per tutti li casali scritto per me fra Felippo de Auria de Sancto Severino in anno 1530.
(…)
Fol. 75v) Lista di tutti i nuovi padroni delle case e delle terre che pagano al monastero di Montevergine di Napoli da fuori la Città per tutti i casali, scritto da me frate Filippo de Auria de Sancto Severino nell’anno 1530.
(…)
Fol. 76v) Fracta pichola
Colella Perrecta et neputi per la casa corte d. 0.0.19½
Ieronimo Perrecta et Mariano per la casa d. 0.0.19½
Crapio Perrecta per la casa corte et orto d. 0.0.14
Simonello Perrecta per la casa corte d. 0.1.0
Petenello Perrecta per la casa corte d. 0.1.10
Midea Perrecta per la casa corte et orto d. 0.0.19½
Iohanni de Sicignano per la casa corte et orto d. 0.1.10
Mastro Antenoro de la Cava per la casa d. 0.2.5
Mastro Antonio Perrone per la casa et corte d. 0.0.13 et de grano et orgio mesorelle trentadue 32
Tulio Crispino per la terra a Pecza Longa d. 0.0.16
et per lo orto che fo de Nardo Perrecta et de Iesumundo d. 0.1.0
Minico Peczella per la terra ala Lama d. 0.0.10
Ieronimo Peccella per la terra predicta ala Lama d. 0.0.10
Magrino marito Menechella de Manso per la casa d. 0.0.12
et de grano et orgio quarte sei.3.2.tre
Fol. 76v) Fracta pichola
Colella Perrecta e nipoti per la casa con cortile d. 0.0.19½
Geronimo Perrecta e Mariano per la casa d. 0.0.19½
Crapio Perrecta per la casa con cortile e orto d. 0.0.14
Simonello Perrecta per la casa con cortile d. 0.1.0
Petenello Perrecta per la casa con cortile d. 0.1.10
Medea Perrecta per la casa con cortile e orto d. 0.0.19½ Giovanni de Sicignano per la casa con cortile e orto d. 0.1.10
Mastro Antenoro de la Cava per la casa d. 0.2.5
Mastro Antonio Perrone per la casa e il cortile d. 0.0.13 e di grano e orzo mesurelle trentadue 32
Tulio Crispino per la terra a Pecza Longa d. 0.0.16
e per l’orto che fu di Nardo Perrecta e di Iesumundo d. 0.1.0
Minico Peczella per la terra ala Lama d. 0.0.10
Geronimo Peccella per la terra predetta ala Lama d. 0.0.10
Magrino marito di Menechella de Manso per la casa d. 0.0.12 e di grano e orzo quarte sei.3.2.tre
Cola Marino de Laurencio per la terra de Aspro d. 0.0.16
et de grano et orgio tomola III, uno½ de grano et similiter de orgio
Marcho Antonio Crispino et Nicola Abate per le terre ad Aspro overo lo Piczone d. 0.1.10
(aggiunto da mano diversa: L’ave comparata Nicolo de lo herede de Antonio de Aponte)
Fol. 77r) Mastro Francesco [bianco] per la terra ala Lama d. 0.0.12
Laurencio Aurefece et fratre reddeno per la casa d. 0.0.7½
Marino Dente redde per la terra d. 0.2.10
Minico Perrecta per la terra ad Archo d. 0.4.10
Tulio Crispino redde per la casa de Andrea Biffaro che l’have havuta in dote d. 0.0.13
et de grano mesorelle sei et de orgio similiter
Antonio Perrone redde per la casa dove abita d. 0.1.3
Sancto Mauro redde per la casa l’have lassata Cefani de Jeronimo Tromone tene la casa che fo de Tulio predicto redde per l’orto che fo de Nardo Perrecta d. 0.1.0

Crespano
Iohanni de Daniele et neputi per la terra d. 0.1.0 et de grano et orgio tomola due
Alfonso Piciano redde de la terra predicta d. 0.1.0
Pietro et Paulo fratri de Daniele reddeno grani X
Cola Marino de Laurencio per la terra di Aspro d. 0.0.16 e di grano e orzo tomoli III, uno ½ de grano e del pari di orzo
Marco Antonio Crispino e Nicola Abate per le terre ad Aspro ovvero lo Piczone d. 0.1.10
(aggiunto da mano diversa: L’ha comprata Nicolo dell’erede di Antonio de Aponte)
Fol. 77r) Mastro Francesco [bianco] per la terra ala Lama d. 0.0.12
Laurencio Aurefece e fratello pagano per la casa d. 0.0.7½
Marino Dente paga per la terra d. 0.2.10
Minico Perrecta per la terra ad Archo d. 0.4.10
Tulio Crispino paga per la casa di Andrea Biffaro che l’ha avuta in dote d. 0.0.13 e di grano mesurelle sei e di orzo parimenti
Antonio Perrone paga per la casa dove abita d. 0.1.3
San Mauro paga per la casa, l’ha lasciata
Cefani de Jeronimo Tromone tiene la casa che fu del predetto Tulio, paga per l’orto che fu di Nardo Perrecta d. 0.1.0

Crespano
Giovanni de Daniele e nipoti per la terra d. 0.1.0 e di grano e orzo tomoli due
Alfonso Piciano paga per la terra predetta d. 0.1.0
Pietro e Paolo, fratelli, de Daniele pagano grani X
Lo nepote de Maurello et Iohanni redde per la terra ad Archo d. 0.2.7
Berardino Peccella et Angelo Fasulo redeno per la terra a Merola d. 0.2.0
et de grano et orgio tomola due non abemus si se aiuta se recupera
(…)
(fol. senza numerazione moderna, con numerazione antica che procede per incarti, 57) Renditi del Monastero di Monte Vergine di Napoli (senza data ma del 1746)
Il nipote di Maurello e Giovanni paga per la terra ad Archo d. 0.2.7 Berardino Peccella e Angelo Fasulo pagano per la terra a Merola d. 0.2.0 e di grano e orzo tomoli due, non abbiamo si se aiuta se recupera
(…)
(fol. senza numerazione moderna, con numerazione antica che procede per incarti, 57) Redditi del Monastero di Montevergine di Napoli (senza data ma del 1746)
Gennaro Riccardo annui tomoli 2.5 come per instromento di notar Matteo Grimaldi a 31 agosto 1703
Beatrice delli Sclavi, herede di Bartolomeo annui nella metà di agosto tomolo uno di grano, tomolo uno di orgio, e tomolo 1 per la terra in detto Casale dove si dice a Mandiello e la Lamma, come per instromento di notar Giulio Cesare di Ruggiero di Napoli a 15 settembre 1581 che fu la concessione ad Antonio Perrone il quale nell’anno 1587 a 6 aprile lo concedè a mastro Pirro Antonio Latino, come per instromento di notar Ottavio di Laurenza di Napoli e da detto poi a 11 di marzo 1596 fu venduto ad Agostino de Sclavis, come per instromento di notar Pompeo Giordano col medesimo peso: et a 3 di aprile 1607 ne fu condannato a pagare singulis annis, come dal processo in banca di Lanzetta.
Gennaro Riccardo annui tomoli 2.5 come per strumento di notaio Matteo Grimaldi del 31 agosto 1703
Beatrice delli Sclavi, erede di Bartolomeo ogni anno nella metà di agosto tomoli uno di grano, tomoli uno di orzo, e tomolo 1 per la terra in detto Casale dove si dice a Mandiello e la Lamma, come per strumento del notaio Giulio Cesare di Ruggiero di Napoli del 15 settembre 1581 che fu la concessione ad Antonio Perrone il quale nell’anno 1587, 6 aprile, lo concedette a mastro Pirro Antonio Latino, come per strumento del notaio Ottavio di Laurenza di Napoli e dal suddetto poi l’11 marzo 1596 fu venduto ad Agostino de Sclavis, come per strumento del notaio Pompeo Giordano col medesimo peso: e il 3 aprile 1607 ne fu condannato a pagare per ciascun anno, come dal processo in banca di Lanzetta.



ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Corporazioni religiose soppresse (già Monasteri soppressi), vol. 1740, Monastero di Montevergine di Napoli, Registro di introito ed esito (1581).

Fol. 158v) (…) Fratta piccola. Magistro Antonio Perrone seu barbiero
A dì 15 detto [agosto 1581]
Ricevuto dal sopradetto mastro Antonio Perrone seu barbiero tumulo uno di grano lo quale mastro Antonio habeta in Napoli sotto lo campanaro di San Giorgio et si intende per cenzo perpetuo sopra una terra di la quale il monasterio ha da tener et informarsi di li sue confine per cautela fatta novamente in questo presente anno per mano di notar Giulio Cesare tomola 1
Ricevuto tomolo uno di orgio dal sopradetto et l’un et l’altro per lo complimento di detto cenzo tomola 1


ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Corporazioni religiose soppresse (già Monasteri soppressi), vol. 1737, Monastero di Montevergine di Napoli, Inventario formato nel 1625. Oggi XI marzo 1749.

Fol. 5v) Frattapiccola
Bartolomeo de Sclavis de Fratta piccola rende un tumulo di grano, e un tumulo d’orgio, et dui carlini ogn’anno alla metà d’agosto, per la terra che tiene in detto Casale di Fratta piccola, et proprio dove se dice a Mandiello et la Lamma, come appare per instromento per mano di notare Giulio Cesare di Ruggiero di Napoli a 15 di settembre 1581 per lo quale appare che da D. Gio. Domenico Marano de Monteforte cellarario di detto monasterio fu concessa la suddetta terra in inphiteutim ad Antonio Perrone. Poi Gio. Domenico Perrone figlio di detto Antonio lo concedì a mastro Pirro Antonio Latino, come per instromento per mano di notare Ottavio di Laurenza de Napoli a 6 aprile 1587


ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Corporazioni religiose soppresse (già Monasteri soppressi), vol. 1736, Dilucidario di tutti i beni di questo monastero di Monte Vergine di Napoli formato in quest’anno 1749 (in folio grande: la numerazione è per pagine).

Pag. 73) Fratta Maggiore
Esige questo monastero un rendito di carlini 4 e mezzo l’anno sopra una massaria di capacità di moggia sei, quarte otto e none sei e quinta 1, sita nelle pertinenze di Frattapiccola nel luogo detto alle due Carrara, oggi Casamerola, confinante colli beni di Vincenzo Casaburro da due parti, Aniello Parolisio e due vie pubbliche, Di detto stabile non s’ha l’acquisto. Benvero si sa che anticamente fosse stato conceduto per tal rendito all’antecessori del q.m Fabrizio Orefice, e si comprova da un instromento di donazione di notar Cesare Cesarano ad ottobre 1596, con cui tra gli altri effetti si dona detta massaria, e si fa menzione di detto rendito.
Da detto Fabrizio passò a Gio. Battista Orefice suo figlio, da cui l’anno 1663 a 25 maggio con partita di banco del SS. Salvadore, la cui copia si conserva fol. 39 nel vol. 8 de Redditibus, furono pagati doc. 4.0.5; e si disse per annate nove maturate ad agosto 1662 per causa di detto rendito sopra detta massaria; sebbene si disse pagarsi colla saputa del monastero di Monte Vergine della Montagna, a cui s’erano fatti altri pagamenti per detta caosa: come il tutto si vede da detta partita di banco sopracitata; dall’Inventario del 1625 fol. 50 e a t. e fol. 17 a t. nell’Inventario del 1665 fol. 31 e nel Dilucidario imperfetto fol. 30 nel [vol.] 8 de Redditibus fol. 36 ad 44.
La massaria suddetta con detto peso passò a D. Nicola Mascolo, come marito, e legitimo amministratore della Sig.ra D.a Anna Maria Orefice. Da cui fu venduta ad Aniello Riccardo, i cui figli Gennaro, Domenico (pag. 74) e Riccardo s’obligano pagare a questo monastero il rendito sudetto come per instromento di notar Matteo Grimaldi a 31 agosto 1703 la cui copia si conserva fol. 40 dell’8 volume de Redditibus; a fol. 41 di detto volume s’osserva la pretenzione del Monastero per le spese erogate nella lite.
Osservasi pure il sopraespressato nel libro maggiore dell’anno 1703 nel fol. 167 ove s’hanno altre notizie. Inv. del 1665 fol. 136 a t.
Si dovrebbe oggi rinovare l’instromento e di nuovo verificare i confini del territorio.
Presentemente paga il Sig. Francesco Riccardo ad agosto ogn’anno 2.5
Pag. 77) Fratta piccola
Possiede questo monastero un territorio sito nelle pertinenze di Fratta piccola, propriamente nel luogo detto anticamente a Mantiello, oggi la Lamma, sebbene nel corrente libro maggiore si dica la Rinchiusa, di capacità moggia sette confinante colli beni (bianco) Descritto nell’Inventario del 1625 fol. 38 ad 44 fol. 5 a t. et fol. 17 a t. ed in quello del 1665 fol. 31 a t. vol. 8 de Redditibus fol. 38 ad 44. Il quale fu conceduto da D. Gio. Domenico Marano cellarario di questo monastero ad Antonio Perrone per l’annua risposta in perpetuum di tomolo uno di grano, un tomolo d’orzo, e grana 20 l’anno, come per instromento di notaro Giulio Cesare di Ruggiero di Napoli a 15 settembre 1581. Da detto Perrone passò con tal peso a mastro Pier Antonio Latino come per instromento di notar Ottavio di Laurenza di Napoli a 6 aprile 1587.
Dal quale fu venduto ad Agostino de Silanis, come per instormento di notar Pompeo Giordano a 11 marzo 1596, e con detto peso.
Ma come il detto Agostino forse non intendea pagare vi fu litiggio, e si fece il processo, che si cita in detto Inventario fol. 5 a t., et fol. 31 a t. con cui fu condanato a pagare a 3 aprile 1607.
Da detto Agostino passò consecutivamente ad altri di sua famiglia e nell’anno 1677 entrante 78 fol. 19 pagò carlini 15 Gio. Cesare delli Schiavi per prezzo di detto grano, orzo, e grana venti: forse perché così convenne al monastero, perché sempre da indi in poi han continoato i suoi successori di pagare per tal redito carlini 15.
Pag. 78) L’anno 1681 entrante 682 fol. 21 a t. nel libro maggiore passò detta terra alla Sig.ra Beatrice delli Schiavi, moglie che fu del Sig. D. Antonio d’Alessandro.
Si dovrenne rinovare l’istromento tanto perché il rendito s’è transatto in denaro.
Presentemente paga il Sig. D. Bartolomeo d’Alessandro nel mese d’agosto d’ogn’anno. D. 1.2.10


Note:
(33) Tra gli alti uffici presso la corte angioina, quello del Logoteta era caratterizzato dal fatto di svolgere una funzione decorativa. «Prendeva la parola in nome del re nelle circostanze solenni, sedeva nei Parlamenti alla sua destra, promulgava a viva voce gli editti sovrani». Il Protonotario era, invece, il primo dei notai regi, sovrintendeva alla compilazione dei diplomi reali che sottoscriveva di proprio pugno, svolgendo le funzioni di un segretario di Stato. Su Bartolomeo di Capua e le sue cariche, al tempo di Carlo II d’Angiò cfr. CAMILLO MINIERI RICCIO, De’ grandi officiali del regno di Sicilia, Napoli 1872, pagg. 135 e segg.; LÉON CADIER, Essai sur l’administration du royaume de Sicilie sous Charles Ier et Charles II d’Anjou, Paris 1891, pagg. 207-213; ALESSANDRO CUTOLO, Il regno di Sicilia negli ultimi anni di Carlo II d’Angiò, Milano-Roma-Napoli 1924, pagg. 7-9.
(34) Cfr.: CAMILLO MINIERI RICCIO, Studii storici fatti sopra 84 registri angioini dell’Archivio di Stato di Napoli, Napoli 1876, pag. 66; ID., Della dominazione angioina nel reame di Sicilia. Studii storici estratti da’ registri della cancelleria angioina di Napoli, Napoli 1876, pagg. 36-37.
(35) GENNARO ASPRENO GALANTE, Guida sacra della città di Napoli, Napoli 1872, pag. 221.
(36) Il volume ha il seguente titolo, riportato sul primo foglio: «Opus hoc / bonorum monasterii immortalitati serviens / Promovente, ac opitulante / R.mo P.D. Bonifacio abbate de Judice / regiminis sui tempore / a d.m R. Pater Prior D. Carolus Maria / Cangiani / numio labore, et sagaci octo ferme mensium / studio. / Digessit et laboravit, confecit / anno Domini 1749».
(37) Il titolo del volume, riportato sul primo foglio, è il seguente: «Opus hoc / bonorum monasterii immortalitati serviens / Promovente, ac opitulante / R.mo P.D. Bonifacio abbate de Judice / regiminis sui tempore / a d.m R. Pater Prior D. Carolus Maria / Cangiani / numio labore, et sagaci octo ferme mensium / studio. / Digessit et laboravit, confecit / anno Domini 1749». Questo volume è stato privato delle 13 pergamene che conteneva (si veda l’inventario edito in Jole Mazzoleni, Archivi di monasteri benedettini conservati presso l’Archivio di Stato di Napoli, [Miscellanea Cassinese a cura dei monaci di Montecassini, 48], Estratto da «Monastica IV», Montecassino 1983, pagg. 185-190, alla pag. 189], É formato da un indice con numerazione I, 1-16 (sono bianchi i foll. 9-16) poi continua con una vecchia numerazione da 28 a 55 (sono numerati gli incarti); segue un foglio bianco numerato 21 a matita.]
(38) Questo volume allo stato si trova inserito nel vol. 1748. Inizia con la scritta «Volume ottavo di renditi», con una numerazione moderna a matita da fol. 1 a fol. 242, però incompleta perché non sono stati numerati i 38 fogli finali.]
(39) Mesurelle, o mesorelle, unità di misura.