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Bruno D’Errico (a cura di),
Documenti vari dall’Archivio di Stato di Napoli
e dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, e da altre fonti

Frattapiccola

ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Notai XV secolo, protocollo del notaio Angelo de Rosana di Caivano (1459, 1473-1475). [Regesti a cura di B. D’Errico].

Fol. 16r) 12 marzo [1459], VII indizione, Caivano. Ettore de Prio del castello di Presenzano, nelle pertinenze di Teano, manda suo figlio Zaffino a servizio per tre anni presso Giovannuccio Crispino di Frattapiccola per il salario di 25 tarì l’anno oltre alla fornitura di vitto, indumenti e di un letto per dormire.
Lo stesso giorno e luogo. Il detto Ettore manda suo figlio Giacomo a servizio di Antonello di Rinaldo Crispino di Frattapiccola per tre anni alle stesse condizioni di cui al precedente atto.

Fol. 31r) 19 [maggio 1459], VII indizione, Caivano. Morello Rolla di Frattapiccola, Santillo Rolla suo figlio, con le rispettive mogli Perna e Carmosina, vendono a Cobella Perrecta di Frattapiccola, per il prezzo di 8 ducati, due quarte di terra arbustata, misurate al giusto passo aversano, site nel territorio della detta villa nel luogo denominato sopra lo puczo oviro alo Pezone, confinante con la terra di Angelillo Conte Greco, con un’altra terra dei detti venditori, e con un’altra terra del detto compratore.

Fol. 31v) 21 [maggio 1459], VII indizione, Caivano. Fusco e Antonio Severino fratelli di Caivano, avendo acquistato da Bartolomeo Crispino di Frattapiccola un bue dal pelo bianco per il prezzo di un’oncia e tarì 12½, si impegnano a pagare una parte della somma entro il prossimo giorno dei santi Pietro e Paolo e la restate parte entro il prossimo mese di luglio.

Fol. 42v) [29 dicembre 1473, VII indizione] Frattapiccola. Cobella Perrecta di Frattapiccola e Giovanni Domenico Pezzella di Frattapiccola stipulano i patti per il matrimonio dei loro figli, Biancolella Perrecta e Bassolillo Pezzella. Testi presenti all’atto: presbitero Giovanni Crispino, Giovannuccio Crispino, Giovannello Crispino e Antonio Dente della villa di Frattapiccola.

Fol. 46r) 29 gennaio [1474], VII indizione, Frattapiccola. Minichillo di Audino de Manzo di Frattapiccola, Sabatino suo figlio, Antonella di Sabatino Porcario sua moglie e Rosata, nuora di Minichillo e moglie di Sabatino, le dette Antonella e Rosata iure romano viventes, vendono ad Angelillo di Antonio Perrone di Frattapiccola, per il prezzo di ducati 4 e tarì 27, un piccolo appezzamento di terreno campestre di tre none e tre quinte, sito nel territorio della villa di Frattapiccola, confinante da tre parti con i beni del detto compratore e con i beni dei detti venditori. Sono testimoni all’atto: Iacobello de Spena di Frattamaggiore, Minico Moza di Crispano, Pricioso Perrecta, Minico Pezzella e Marchesio Perrecta di Frattapiccola.

Fol. 55r) 23 febbraio 1474, VII indizione, Frattapiccola. Avendo Lucarello Crispino di Frattapiccola designato suo erede universale il figlio Giovannello con atto pubblico stipulato da notaio, ed avendo con lo stesso atto istituito curatore del suo patrimonio Giovannuccio Crispino di Frattapiccola, con il presente atto Giovannuccio Crispino e Giovannello Crispino regolano i rapporti sorti a seguito dell’affidamento della cura del patrimonio del defunto Lucarello al suddetto Giovannuccio. Testi presenti all’atto: magnifico Signore Cesare Maria Buczuto di Napoli, presbitero Santillo Crispino, magister Stefano Crispino, Aniello de Martuccio e Colella Crispino della detta villa di Fratta piccola.

Fol. 80r) 24 maggio [1474], VII indizione, Frattapiccola. La nobildonna Beneaduce de Ausilio di Aversa, moglie del nobile ed egregio magister Stefano Crispino di Fratta piccola, dovendo ricevere 20 once dal detto suo marito a titolo di dote per il loro matrimonio, giusto atto rogato dal defunto notaio Francesco Musto di Aversa in data 8 febbraio 1458, VII indizione [1459], come risulta dai protocolli di questo notaio conservati dal notaio Rinaldo Catalano di Aversa, accetta di convertire tale somma di denaro con tanti beni mobili del valore di tale importo. Tra i testimoni presenti all’atto sono Antonello Crispino, mastro Antonio di Luca Antonio de Crapa e il diacono Marco Perrecta di Frattapiccola.

Fol. 94r) 15 agosto [1474], VII indizione, Frattapiccola. Mastro Andrea Perrecta di Fratta piccola, biffarus [macellaio], per conto suo e di suo fratello Parmerio Perrecta, vende all’altro fratello Marco, per il prezzo di 6 once e 10 tarì, due parti di un luogo consistente in una casa coperta de listhis [tavole di legno] con una terza parte di una corte avanti alla casa e tutto l’orto dietro alla stessa, delle quali due parti una è del detto mastro Andrea e l’altra di Parmerio, sito il detto luogo nella villa di Frattapiccola e confinante con i beni di Astore Perrecta, i beni di Clemente Ferro da due parti, i beni di Colella Perrecta, i beni di Martino Perrecta e con la sua via per l’ingresso comune, con il peso di 12 grani da rendere ogni anno in agosto al monastero e chiesa di Santa Maria di Montevergine di Napoli.

Fol. 141v) 21 marzo [1475], VIII indizione, Frattapiccola. Valentino Conte di Frattapiccola vende a Giovannuccio Crispino e ai fratelli Parmerio, Antonio e Petencio Dente, per il prezzo di 55 ducati, un piccolo appezzamento di terreno arbustato di circa 6 quarte, sito nel territorio della detta villa nel luogo denominato ad l’orto grande, confinante con la terra di Petruccio Greco da settentrione, con la via pubblica, con l’orto di Angelillo Conte Greco da due parti, da occidente e mezzogiorno, acquistando il detto Giovannuccio Crispino una metà di detto appezzamento e detti fratelli Dente l’altra metà. Testimoni presenti all’atto: magister Stefano Crispino, Andrea Perrecta, Nardo Aurefice, Pietro Crispino, Antonio Crispino, Mactiello de Iovinella di Pomigliano, e Martino Perrecta di Frattapiccola.
[Lo stesso atto è ripetuto a fol. 144r, ma è stato cassato.]


Manoscritto della BIBLIOTECA NAZIONALE DI NAPOLI, X.AA.21 Notizie dei casali di Napoli (Si tratta in realtà di una copia del repertorio dei Quinternioni feudali di Terra di Lavoro del XVI sec.)

Fol. 67r) In anno 1507 il Re Cattolico asserendo che la Regina Giovanna sua sorella la quale fu moglie di Re Ferrante 1° teneva assignato per sua Camera et iuribus dotalibus, la Città di Mottola, terre di Montepiloso, casale di Frattapiccola, terra di Bucchianico, Atessa, Tornareccio, Archi, Civitaburrella, Rosello, Villa S. Maria, Castello delli Iudici, Montelappiano, Pescocostanzo, Goglionise, e S. Martino, le quali tutte a sua istanza cesse ad esso Re. Per questo in loro escambio li donò la Città di Castello a Mare e di Civita di Penne. Come in Quinternione 9 fol. 143.
In anno 1522 Catherina de Bologna, Troyano et Lodovico Buczuti vendeno a Scipione de Antinoro lo casale di Fratta picciola cum eius hominibus vaxallis, iurisdictione, banco iustitie, primis et secundis causis. Assensus in Quint. XXI fol. 291.
Con patto che volendolo vendere libere, habbiano da preferire detto Scipione lo quale assenso si presta in quanto alla vendita di detta Giurisdittione, ed in quanto allo Casale dice tenerlo in burgensaticum.


Manoscritto N. F. FARAGLIA, Giovanna II di Durazzo, presso ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Ufficio Ricostruzione Angioina, Arm. 7.e.LXX.

Fol. 341v) Giovanni Bozzuto e Nicola suo figlio sono creati a vita ed in solidum Capitani di Afragola, in pertinenza della Città di Napoli, e di Frattapiccola in pertinenza della Città di Aversa. 1° gennaio 1417. [Cita il fol. 227r del registro angioino dell’anno 1417, poi indicato con il numero 374, andato distrutto nel 1943].


GIAMBATTISTA D’ADDOSIO, Sommario delle pergamene conservate nell’archivio della Real Santa Casa dell’Annunziata di Napoli, Napoli 1889.

Pag. 43) 84 – Anno 1441 - Concessione di Terre a Nicola Bozzuto
Diploma di Re Alfonso, dato nei Castelli presso il Bosco di Cervaro a 22 luglio 1441, col quale conferma a Nicola Buczuto il possesso delle Terre di Afragola e Fractepiczule in Terra di Lavoro e il Castello di Luseto in Terra di Bari.

Pag. 63) 143 – Anno 1507 - Per la pace tra il Re Cattolico e il Cristianissimo si restituisce il Castello della Fraola e quello di Frattapiccola a Cesare Bozzuto.
Diploma in copia di Giovanni d’Aragona, Conte di Ripacorta, Vicerè di Ferdinando il Cattolico, dato in Castel Nuovo a 12 giugno 1507, per la restituzione a Cesare Bozzuto del Casale de la Fraola, posseduto dall’Ill.o Fabrizio Colonna, e del Casale di Frattapiccola già posseduto dalla Serenissima Giovanna Regina; e tale restituzione per (pag. 64) effetto del concordato e della pace interceduta tra il detto Re Cattolico ed il Cristianissimo Re dei Franchi (…).

Stessa pag. 64) - 144 – Anno 1507 - Riconcessione a Cesare Bozzuto delle Terre della Fragola, Frattapiccola e Roseto.
Diploma del Vicerè Conte di Ripacorta, dato in Castel Nuovo a 4 luglio 1507, col quale conferma a Cesare Bozzuto il possesso dei Casali della Fragola e Frattapiccola in Terra di Lavoro, e del Castello di Roseto (Loseto?) in Terra di Bari a lui concessi dai Re predecessori.


NINO CORTESE, Feudi e feudatari napoletani della prima metà del Cinquecento, in «Archivio storico per le province napoletane» LIV (1929) pp. 5-150; LV (1930) pp. 41-128; LVI (1931) pp. 233-248, LIV (1929) pag. 7.

[La seguente notizia è tratta da un documento dell’Archivo General de Simancas, compilato nel 1507, che tratta della restituzione dei beni sequestrati ai nobili napoletani che avevano seguito il partito francese o “angioino” a seguito dell’accordo di pace stipulato tra la Spagna e la Francia nel 1505.]
La villa de Fractapiczula delle pertinencie de Aversa per fochi XXXII ducati XXXXVIII, tareni II, grana X, et per le entrate spectante ad barone per anno ducati LX.

Pomigliano d’Atella

ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, CARLO DE LELLIS, Notamenta ex registris Caroli II, Roberti et Caroli ducis Calabrie, vol. III.

pag. 159)
Angelelle Extendarde uxoris Iohannis Cantelmi filie primigenite et heredi q.m domini Gales Extendardi, provisio contra dominum Thomasium Extendardum tenentem ab ea in subfeudum casali Peponi, quod est de Baronia sua Argentii, qui etiam tenet occupatum Casale Pumiliani pertinens ad dicta Angelille, et renovat pro cetera ei servitium feudalem Di Angelilla Estendardo, moglie di Giovanni Cantelmo, figlia primogenita ed erede del fu domino Gales Estendardo, disposizione contro domino Tommaso Estendardo, tenente per lei in subfeudo il casale di Peponi, che è della sua Baronia di Argentii, il quale anche tiene occupato il Casale di Pumiliani pertinente alla detta Angelilla, e rinnova per le altre cose a quello il servizio feudale
[Cita il fol. 240t. del Reg. Ang. 1326 B]

pag. 164)
Angele Extendarde uxori Iohannis de Cantelmis cambellanus familiaris, ac filie … et heredis q.m domini Gales Extendardi et domine Philippe Galarde, assecuratio vassallorum per obitum domini eius patris et matris videlicet: Castri Argentii cum casalibus an. val. unc. 80; casalis Pumilianis de Atellis an. val. unc. 20; casalium Ponticiti, Quatrapani et Sancte Marie de Fossis an. val. unc. 30; casalis Sancti Antimi, quod tenet domina Iohanna de Gaviniano relicta q.m domini Guillelmi Extendardi pro dodario an. val. unc. 40; casalium Puponi, et Casacellere in pertinentiarum Averse an. val. unc. 20 ecc. Di Angela Estendardo, moglie di Giovanni de Cantelmis ciambellano familiare, e figlia [primogenita] ed erede del fu domino Gales Estendardo e di domina Filippa Galarde, conferma dei vassalli per il trapasso del padre e della madre di lei, vale a dire: di castro Argentii con casali per il valore annuo di once 80; del casale di Pumilianis de Atellis per il valore annuo di once 20; dei casali di Ponticiti, Quatrapani e Sancte Marie de Fossis per il valore annuo di once 30; del casale di Sancti Antimi, che tiene domina Giovanna de Gaviniano vedova del fu domino Guglielmo Estendardo, come dote, per il valore annuo di once 40; dei casali di Puponi e Casacellere nelle pertinenze di Averse per il valore annuo di once 20 ecc.
[Cita il fol. 271t. del Reg. Ang. 1326 B]

pag. 1240)
Angela Extendarda uxoris Ioannis Cantelmi domina casali Pumiliani de Atellis provisio contra instr.m qui tratavit in dicto casali iuratos Di Angela Estendardo, moglie di Giovanni Cantelmo, signora del casale di Pumiliani de Atellis disposizione contro un atto che è stato trattato nel detto casale con giurati (?)
[Cita il fol. 109t. del Reg. Ang. 1334-1335 B]

pag. 1732)
Thomasio Extendardo militis familiari privilegium remissionis unc. 16 tt. 15 pro releviis terrarum Tramonti et Pomiliani legatarum ei pro q.m Guillelmum Extendardum militem Regni Sicilie comestabulum patrum suum Di Tommaso Estendardo, milite, familiare, atto di quietanza di once 16 e tareni 15 per i relevi (31) delle terre di Tramonti e Pomiliani lasciate a lui dal fu Guglielmo Estendardo milite del Regno di Sicilia, comestabile, suo zio paterno
[Cita il fol. 13 del Reg. Ang. 1309 A]


ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Notai XV secolo, protocollo del notaio Angelo de Rosana di Caivano (1459, 1473-1475). [Regesti a cura di B. D’Errico].

Fol. 12r) 5 febbraio [1459], VII indizione, Caivano. Caliotto di Lorenzo de Licterio della villa di Pomigliano d’Atella vende a Bartolomeo di Pecone de Ammerrosa della detta villa, per il prezzo di quindici once, un appezzamento di terreno arbustato in pertinenza di Pomigliano d’Atella nel luogo denominato ad Campo de muro, confinante con la terra del detto compratore, con la terra del signor Giovanni Merenda della detta villa, con la terra di Bartolomeo Crispino della villa di Frattapiccola e con la via pubblica.

Fol. 17v) 17 [marzo 1459], VII indizione, Aversa. Davide de Iovinella di Aversa ed Alfonso de Laversana, figlio di Donato de Laversana di Aversa, vendono a Filippo de Cirillo di Pomigliano di Atella un appezzamento di terreno arbustato di un moggio e nove quarte, misurato al giusto passo aversano, sito nelle pertinenze della villa di Pomigliano nel luogo denominato ad Atella, confinante con la via pubblica, con la terra di Andrea de Laversana di Sant’Arpino, con la terra di Antonio de Iovinella e con un’altra terra del detto Filippo. Otto quarte del suddetto appezzamento di terreno, per esattezza dalla parte che confina con la terra di Andrea de Laversana, sono sottoposte al peso di 8 grana da rendere alla chiesa del monastero di Santa Maria Maddalena di Napoli ogni anno nella festa di Santa Maria Maddalena [Non si desume il prezzo di vendita in quanto l’atto è incompleto].

Fol. 140v) 18 marzo [1475], VIII indizione, Pomigliano d’Atella. Angelillo Barbato di Pomigliano d’Atella vende ai fratelli Loisio e Filippo di Cirillo di Pomigliano d’Atella, per il prezzo di 13 ducati, una quarta di terreno di un orto, situato nella detta villa, confinante da mezzogiorno con i beni dei suddetti compratori, da occidente con i beni di Oliviero Cirillo, da occidente e da mezzogiorno con la Starza del Signore della detta villa, da oriente con i beni di Bartolomeo de Amberosa.

Fol. 141v) 22 marzo [1475], VIII indizione, Caivano. Giovannotto Pucillo di Orta vende a Salvatore Volpicella di Secondigliano, abitante a Pomigliano d’Atella, per il prezzo di ducati 14 e tarì 4, un piccolo appezzamento di terreno sito nel territorio di Orta nel luogo denominato S. Donato.

Fol. 175v) 20 [agosto 1475], VIII indizione, Pomigliano d’Atella. Angelillo Barbato di Pomigliano d’Atella vende a Iovinella de Iovinella della detta villa, per il prezzo di 32 ducati, un moggio di terreno, sito nel territorio di Pomigliano d’Atella nel luogo denominato ala via nova, confinante con la terra del detto venditore, con la terra del detto compratore, con la via pubblica e con la terra di Nardo Marto, sottoposta al censo di 15 grana d’oro da pagare al signore della detta villa nel mese di agosto di ogni anno.



ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI, Spogli di significatorie dei relevi

Vol. 16 (1509-1601)
Fol. 27) Nel Registro Significatorie Releviorum 2° fol. 86 a t. è registrata significatoria di d. 707.2.0 spedita per la Camera a 25 di ottobre 1521 contro Iacovo Surrentino per lo Relevio per esso debito alla Regia Corte per morte di Francesco suo padre seguita in ottobre 1520 per l’intrate feudali del casale di Pomigliano d’Atella, annui d. 204, sopra li fiscali di Monteroduni della Provincia di Contado di Molise, annue intrate della Terra di Noci, d. 200 sopra l’intrate della Terra di Cavellana vendutili in feudum dall’Ill.e Duca d’Atri con il patto del retro annui d. 78 sopra l’intrate della Terra della Quaglietta della Provincia di Principato Citra, con il patto di retrovendendo; annui d. 350 sopra fiscali, et altre intrate delle terre di Colonnella, e Poggio Filippo della Provincia di Apruzzo Ultra; altri annui d. 216 cioè d. 27 sopra le gabelle delli panni della Terra di Bagnuolo, et il complimento sopra la Bagliva d’Ursara, e Cassano, sopra l’herbaggi estraordinarii delle Defese di Tunara e Monsellaro; et d. 550 sopra l’intrate della Terra di Federico Pandone dell’Abbazia di S. Vincenzo della Provincia di Contado di Molise, con patto di retrovendendo.

Fol. 294v) Nel Registro Significatorie Releviorum Registro Significatorie Releviorum 12 fol. 97 è registrata significatoria di d. 409.0.11 spedita per la Camera a 11 gennaro 1559 contro Fabio Maiorana per lo Relevio per esso debito alla Regia Corte per morte di Gio. Antonio suo padre seguita a 28 decembre 1557 per l’intrate feudali delle terre di Bisento, e Penna, feudo del Casale d’Oreto in d. 350, feudo d’Aviano, dove si dice Ronzano d. 70 [Abruzzo Ultra]; annui d. 210 sopra la mastrodattia di Viggiano, annui d. 80 sopra l’intrate del Casale di Palazzo [Basilicata]; uno territorio nel Casale di Pomigliano d’Atella pertinenze della Città d’Aversa d. 12.3.18; et una massaria nel Casale di Cese, pertinenze di detta Città d’Aversa d. 89.2.5, in tutto d. 812.1.3.

Fol. 302v) Nel detto registro [12] fol. 143 è registrata significatoria di d. 312.2.14 spedita per la Camera a 21 agosto 1559 contro Francesco Malignano per lo Relevio per esso debito alla Regia Corte per morte di Ortentio Malignano suo fratello seguita a 22 agosto 1558 per l’intrate feudali del Casale di Pomigliano d’Atella della Provincia di Terra di Lavoro, Corumello, Poggio Filippo della Provincia d’Apruzzo Ultra, et annui d. 207 di fiscali feudali sopra la Terra di Monteroduni [Molise], li quali in tutto per d. 625.8.

Vol. 17 (1602-1700)
Fol. 86) Nel Registro Significatorie Releviorum 44 fol. 128 a t. sta registrata significatoria spedita a 23 gennaro 1618 di d. 1362.2.13½ contro Francesco Spina per lo Relevio debito per morte di Anibale Spina suo padre seguita a 18 agosto 1616 per l’intrade del feudo inhabitato di Bugnano nelle pertinenze della Città di Aversa, annui d. 55 feudali sopra la Bagliva di Morcone, annui d. 24 feudali sopra la Dohana e passo d’Eboli, la Bagliva della Città d’Aversa, e suoi Casali, la Mastro d’attia di detta Bagliva, il Casale di Pomigliano d’Atella di Terra di Lavoro, la Terra della Fenestra e la Bagliva [Principato ultra] come da detto registro.

Fol. 421v) Nel Registro Significatorie Releviorum 873 fol. 28 è registrata significatoria spedita per la Camera a 6 marzo 1671 di d. 339.3.0¾ contra D. Antonio Ambrosino Duca di Pumigliano d’Atella per il Relevio debito alla Regia Corte per morte di Silvio padre seguita a 13 febraro 1670, et d’Agostino fratello figlio primogenito di detto Silvio seguita a 8 aprile 1670 per l’intrade feudali del detto Casale di Pumigliano d’Atella.


Manoscritto della BIBLIOTECA NAZIONALE DI NAPOLI, X.AA.21 Notizie dei casali di Napoli (Si tratta in realtà di una copia del repertorio dei Quinternioni feudali di Terra di Lavoro del XVI sec.)

Fol. 93r) Pumigliani prope Atellam castrum
In anno 1516 Francesco Surrentino dice tenere certe intrate sopra l’hospitale della SS.ma Annuntiata di questa Città et Vicenzo Barrile tenere lo casale di Pumigliano de Atella in pertinentiis Averse permutano inter eos al che ci consente anco Marcella del Tufo moglie di detto Vicenzo. Assensus in Quint. XIIII fol. 53.
Fol. 93v) In anno 1521 al detto Francesco sucesse Iacovo suo figlio il quale denuntiò la morte et offerse il Relevio per lo detto casale et altre entrate feudali detto suo patre possedeva come appare in Petitionum Releviorum secunde.
In anno 1540 al detto Iacovo successe Hortensio suo figlio, il quale pagò il relevio et ottenne l’investitura di detto Casale di Pumigliano, una con le castelle di Curcumello et Poggio Filippo, come appare in Privilegiorum Regie Camere 39 fol. 32.
In anno 1550 Francesco Malignano asserendo tenere per refutatione fattali per Hortensio suo fratello li predetti casali et castelle con annoi d. 250 de pagamenti fiscali di quelli et con altri annoi d. 207 de pagamenti fiscali di Monte Rodoni quelli affitta al detto Hortensio sua vita durante tam pro d. 750 l’anno. Assensus in Quint. 320 fol. 108.
In anno 1559 al detto Hortensio succese Francesco suo fratello il quale denunciò la morte et obtulit relevium come appare in petitionum releviorum VII.
In anno 1569 al detto Francesco succese Ascanio suo figlio il quale denuntiò la morte et obtulit relevium come appare in Petitionum releviorum nono.
Dictus Ascanius obiit et omnia eius bona fuerunt subhastata ad instanciam creditorum et dictum casale remansit Scipionis Gomez. Assensus
in Quint. 25 fol. 278.


GIAMBATTISTA D’ADDOSIO, Sommario delle pergamene conservate nell’archivio della Real Santa Casa dell’Annunziata di Napoli, Napoli 1889.

pag. 229) 625 – Anno 1612 - Vendita di annue entrate tra Cirillo e Lancillotto
Istrumento 26 settembre 1612, per notar Crispino in Pomigliano d’Atella, col quale Pascarello Cirillo vende annui duc. 18 per duc. 200 a pro di Salvatore Lancillotto ipotecati su masseria in Pomigliano, luogo detto Piedeporcino.
(...)
627 – Anno 1616 - Mutuo tra Cirillo e Lancillotto
Istrumento 1° luglio 1616, per notar Crispino, per mutuo di ducati 100 tra Aniello e Sebastiano Cirillo di Pomigliano d’Atella con Salvatore Lancillotto, ipotecati su masseria ivi detta lo Strebone.
628 – Anno 1617 - Mutuo tra Cirillo e Lancillotto
Istrumento 5 giugno 1617, per notar Crispino, per mutuo di ducati 50 da Salvatore Lancillotto a Giacomo e Sabatino Cirillo di Pomigliano d’Atella, ipotecati su masseria ivi detta Madonna Adriana.


RUGGERO MOSCATI, Il registro 2903 della Cancelleria Neapolis dell’Archivio della Corona d’Aragona, in Studi in onore di Riccardo Filangieri, I, Napoli 1969, pp. 515-529.

Pag. 526) [Fol.] CILv-CL. – Stessa data [Napoli 29 agosto 1444, VII indizione]. Aggregazione alla Cappella Regia di Giovanni Merenda di Pumigliano de Atella. [Nota dell’Autore: In questa e nelle altre «licterae capellanie» vi è il visto del cappellano maggiore Domenico Xarch].


ROSALBA DI MEGLIO, Il convento francescano di S. Lorenzo di Napoli. Regesto dei documenti dei secoli XIII-XV, [Documenti per la storia degli ordini mendicanti nel Mezzogiorno, 2] Carlone Editore, Salerno 2003.

Pag. 16) 1363, luglio 29, ind. I.
Petruccio de Martino di Pomigliano di Atella, figlio del defunto Nicola, vende per 2 once e 14 tarì ad Ambrosio Arzuffo di Vico nel contado di Milano, armiere, abitante in Napoli, un moggio di una sua terra arbustata con alberi e viti latine, con tutte le sue pertinenze, sita a Pomigliano di Atella, nel luogo detto le Cese, confinante con un’altra terra del suddetto Ambrosio, con la via pubblica, con la via vicinale ed altri confini, rinunciando ad ogni diritto su di essa.


ORESTE MASTROJANNI, Sommario degli atti della Cancelleria di Carlo VIII a Napoli, in «Archivio storico per le province napoletane», Napoli 1895.

Pag. 568) 1° giugno [1495], ivi [Castelcapuano di Napoli] – Il re conferma a Bisitto Barile, nobile napoletano, un feudo in Pomigliano d’Atella nel distretto di Aversa (Reg. Esecut. N. 9 f. 85v - f. 87v).


Note:
(31) Dichiarazioni di successione.