Dal '700 all' '800: i Lupoli

I Lupoli nel contesto storico

- Tra il XVII ed il XVIII secolo si forma in Frattamaggiore il ceto “borghese “, composto da piccoli e medi padroni agrari, da piccoli imprenditori e commercianti, da ecclesiastici e da intellettuali
- Questo ceto si propone di gestire le sorti di Frattamaggiore




- La Chiesa meridionale, quella vera, si raccoglie attorno alla figura del redentorista S. Alfonso M. de’ Liguori
- In Napoli e nel Napoletano all’interno del ceto cosiddetto “civile”, pur nella fedeltà al potere regio, si svilupparono quei primi germogli di libertà suggeriti dalla cultura liberale ed illuministica del ‘700.
- Nel ‘700 da documentazioni familiari, essi furono commercianti di vini, padroni terrieri: nel ‘700 furono l’elite di Frattamaggiore, di cui controllarono una parte sostanziale della vita religioso-politico-amministrativa.



M. A. Padricelli, XVIII secolo

- Grande personaggio frattese, ecclesiastico
- Riformatore del Seminario di Aversa
- Zio di Michele Arcangelo e Raffaele Lupoli detta la iscrizione sotto la torre dell’orologio della piazza di Frattamaggiore




Tre Lupoli vescovi: due fratelli (Michele Arcangelo e Raffaele) ed un cugino (Vincenzo)


Vincenzo


Raffaele


Michele Arcangelo



I LUPOLI

- Essi curano molto le relazioni interpersonali
- Su questo fronte la famiglia o meglio le famiglie svolgono un ruolo specifico nell'allacciare relazioni con la corte di Napoli, la Curia di Napoli, la Curia aversana, il Vaticano e con Sant’Alfonso Maria de’ Liguori ed i Redentoristi .
- Nel XVIII e poi nel XIX secolo in un centro di media dimensione come Frattamaggiore il lungo processo di impoverimento della gran parte della popolazione contrasta con l'arricchimento crescente di chi è ai vertici della piramide sociale
- Ciò fa emergere grandi personalità solo entro specifici spazi sociali.
- L’inserimento negli ambiti ecclesiastici che contano inizia con Vincenzo Lupoli, professore universitario, giurista, teologo e poi Vescovo di Telese. Traduce in latino il Codice di San Leucio.




- Raffaele Lupoli segue il messaggio di S. Alfonso Maria de’ Liguori (grande moralità del clero, essere al servizio dei poveri e dei derelitti, ottenere un cambiamento delle politiche sociali a favore delle classi più umili, grande attenzione al ruolo di intermediari con il potere politico).
- Altri Lupoli ricoprono importanti incarichi amministrativi o ecclesiastici (avvocati e quindi magistrati, notai, medici, parroco di Frattamaggiore e di Grumo Nevano, Sindaco di Frattamaggiore).
- Ricordiamo che nel 1799 Angelo Lupoli, il medico fratello dei due vescovi Arcangelo e Raffaele, si offrì in ostaggio al generale francese Championnet, evitando che con le sue truppe questi mettesse a ferro e fuoco Frattamaggiore.



Michele Arcangelo LUPOLI



- Fu un eccellente latinista, archeologo, decifratore di antiche iscrizioni, oratore, teologo, membro di diverse accademie letterarie. Per queste incredibili doti all’età di appena 32 anni venne fatto vescovo di Montepeloso in Lucania
- Vescovo a Montepeloso subì feroci persecuzioni
- nel 1799 in occasione della rivoluzione napoletana, per false accuse, fu arrestato e condotto nelle orride prigioni di Castelnuovo, tra lo sconforto dei rappresentanti di tutta la famiglia di Frattamaggiore. Il 30 maggio Lupoli fu posto dai Borbone in libertà condizionata
- Reintegrato Vescovo, Michele Arcangelo Lupoli portò a compimento nel 1808 un piano straordinario di recupero sociale, culturale e religioso incentrato sulla figura di S. Sossio, il martire di Miseno e Patrono di Frattamaggiore.
- Egli difatti riuscì a portare in Frattamaggiore i resti di S. Sosio e S. Severino
- Nel 1818 fu nominato Vescovo della Chiesa Metropolitana di Conza e di quella vescovile di Campagna
- Contribuì alla costruzione del “Ritiro”
- Nel 1831 all’età di 66 anni egli divenne Arcivescovo di Salerno



RAFFAELE LUPOLI

- Nell’anno 1781 andò a vivere accanto a S. Alfonso Maria de’Liguori, del quale divenne uno dei discepoli e seguaci prediletti.
- Nel 1818 fu fatto Vescovo di Larino. Egli, umile e schivo, tentò di non accettare la carica, anche per le sue precarie condizioni di salute, ma il Papa Pio VII gli impose di ubbidire.



Il Parroco Lupoli fine 1800

- Difese la Chiesa parrocchiale di S. Sossio che alla fine dell’800 i Muti volevanio far demolire adducendo a scusa che fosse solo un rudere senza valore
- Anno 1904: ottenne che la Chiesa di S. Sossio fosse dichiarata monumento architettonico di interesse nazionale