Salvate la storia
Anche per il mosaico ritrovato a S. Arcangelo c'è indifferenza
Come fare per distruggere ulteriori parti del nostro immenso retaggio archeologico ed artistico?
E’ semplice: basta avvisare la Soprintendenza ai Beni Archeologici e confidare nella tempestività e
nell’efficacia del suo intervento prima che intervengano vandali o trafficanti di reperti archeologici!
A gennaio del presente anno, nel corso di lavori di sterro in località S. Arcangelo, a circa tre chilometri
da Caivano e nei pressi dei ruderi del Castello Medioevale Longobardo, è riapparso alla luce un
mosaico con grossi tasselli bianchi e neri. Il mosaico era stato spezzato in più frammenti dall’azione
della scavatrice ma ciò nonostante erano riconoscibili le figure di un delfino, di un pesce e di una testa di bue.
Il ritrovamento fu subito segnalato alla Soprintendenza di Napoli che verificò l’antichità del mosaico
attribuendolo al III-IV secolo dopo Cristo. E’ verosimile che nel sito vi fosse una Villa Romana che
fu poi adattata a fortificazione dai Longobardi del Ducato di Benevento. Dopo molti solleciti, nei
giorni successivi, a spese del Comune di Caivano e con la supervisione di Responsabili della
Soprintendenza i frammenti del mosaico furono trasportati a Succivo nei locali dell’ex-caserma
dove è in allestimento un museo.
Ai Responsabili della Soprintendenza, in particolare al dott. Marzucchelli, fu segnalato dai soci del
locale Archeoclub, signor Giuseppe Di Palma, dott. Giacinto Libertini e dott. Angelo Cerbone, la
necessità e l’importanza di eseguire dei saggi sul sito per la probabile presenza di altri importanti
reperti antichi.
La risposta fu che non vi erano fondi disponibili per uno scavo completo condotto con criteri scientifici
e che o si faceva uno scavo completo o non era il caso di eseguire scavi di saggio!
Dopo circa due mesi, ad opera di ignoti, nelle immediate adiacenze del punto di rinvenimento del
mosaico, con uno scavo di soli 10 cm di profondità!, veniva messo alla luce un’altra parte del
mosaico raffigurante un bellissimo cavallo mitologico. Il proprietario del fondo - signor Raffaele
Lanna - segnalava prontamente alle Autorità Comunali ed alla Soprintendenza il nuovo rinvenimento.
Nuovamente accorrevano dotti responsabili della Soprintendenza a constatare l’importanza del
secondo reperto.
Nei giorni successivi la Soprintendenza - contraddicendo le dichiarazioni del dott. Marzucchelli -
comunicava al Sindaco di Caivano lo stanziamento di 50 milioni per portare in luogo custodito il
mosaico e per degli scavi di saggio. Ma, a distanza di quasi 40 giorni e benché il Comune abbia
sollecitato per iscritto il dott. De Caro, quale Responsabile della Soprintendenza, a provvedere
effettivamente prima che qualche vandalo distrugga il mosaico, niente è stato ancora fatto. E’
da notare che per insufficienza di personale né i Carabinieri né i Vigili Urbani né gli stessi
dipendenti della Soprintendenza, possono fornire custodia al mosaico nelle ore notturne, o
comunque nell’arco delle 24 ore, e che quindi l’integrità dell’importante reperto è alla mercé
di qualsiasi eventuale malintenzionato.
Pertanto l’eventuale distruzione o sottrazione del mosaico sarebbe ben difficilmente attribuibile
alla fatalità e non a responsabilità omissive o negligenze da parte della Soprintendenza.
I soci dell’Archeoclub di Caivano hanno dichiarato di ritenere doveroso il perseguimento delle
responsabilità connesse alla eventuale perdita di un mosaico sopravvissuto a ben 17 secoli di
tormentate vicende storiche ma forse troppo debole e indifeso di fronte alle lentezze della
burocrazia e alle insensibilità di chi dovrebbe invece tutelare le nostre immense ricchezze
archeologiche, artistiche e storiche.
Ancora vivaci contestazioni fra il Comune di Caivano e la Soprintendenza ai Beni Archeologici
della Campania a riguardo del mosaico romano raffigurante un cavallo mitologico rinvenuto
in località S. Arcangelo (Caivano).
Il mosaico è in effetti incustodito sia nelle ore notturne che per buona parte della giornata.
La visita saltuaria di qualche dipendente della Soprintendenza non garantisce affatto il prezioso
reperto da eventuali azioni vandaliche o di trafficanti di oggetti antichi. Il Sindaco di Caivano,
prof. Francesco Russo ha contestato proprio ciò al Soprintendente, dott. De Caro, sollecitando
un intervento che permetta il trasporto in luogo sicuro del mosaico.
Il dott. De Caro è un fedele esecutore delle norme di legge e risponde al Comune che la
responsabilità della salvaguardia del mosaico è, a norma della legge n. 1089/39, del proprietario
del fondo. Ma il proprietario del terreno, signor Raffaele Lanna, non risiede sul posto né in
alcun modo potrebbe tutelare il mosaico nelle ore notturne, a meno che, fa rilevare lo stesso,
non gli siano forniti i fondi per pagare delle guardie giurate.
Pertanto, osserva polemico il Sindaco di Caivano, in un ulteriore sollecito indirizzato anche
al Ministro dei Beni Culturali e Ambientali, il richiamo al dettato della legge è formalmente
corretto ma non tutela affatto l’antico mosaico.
A questo punto nasce spontanea una domanda: il dott. De Caro ha più a cuore la
salvaguardia del patrimonio archeologico o il rispetto formale ed acritico di leggi inadeguate
all’effettiva tutela di quanto ci rimane del nostro passato? Infatti a chi ritrova oggetti antichi
nessun incentivo economico è dato dallo Stato ma al contrario solo vincoli, fastidi burocratici
e attribuzioni di responsabilità di custodia senza alcuna ricompensa. Da questa assurda
normativa nasce assai spesso automatica la distruzione o il contrabbando di qualsiasi reperto
archeologico. Laddove poi la sensibilità del cittadino induce a segnalare alla Soprintendenza
un eventuale reperto archeologico, la lentezza delle procedure e l’ottusità delle norme
costituiscono un ulteriore pericolo per la salvaguardia del reperto.
E’ scandaloso che un mosaico di oltre 1700 anni fa sia da oltre tre mesi esposto alle
intemperie e alle azioni di qualsiasi malintenzionato senza che vi sia una efficace azione delle
Autorità. In caso di distruzione o asportazione a che servirebbe una denunzia contro ignoti
o la constatazione che le leggi in materia sono state formalmente rispettate?
L’Archeoclub di Caivano preannunzia che chiederà al Ministro la rimozione del dott. De
Caro dall’incarico rivestito e l’attivazione di una inchiesta nella malaugurata eventualità
della distruzione del mosaico. Anche il Comune di Caivano appare orientato su una linea
dura a riguardo delle lentezze della Soprintendenza.
Giacinto Libertini