CITTA’ ATELLANA

STRATEGIE CONVERGENTI

PREMESSA
Cenni storici
Nell’VIII secolo avanti Cristo gli Etruschi soggiogarono il popolo Osco della pianura campana - che a sua volta circa cinque secoli prima aveva soggiogato precedenti popolazioni neolitiche - e fondarono una serie di Città. La principale di queste fu Capua e ad essa facevano corona una serie di città minori fra cui Αδέρλ / Atella che sorgeva all’incrocio fra la via che conduceva da Capua alla greca Neapolis e la via che dal Sannio centrale portava all’antica Cuma. Dopo alterne vicende di guerra e pace fra Roma e Capua ed i rispettivi alleati, tutte le popolazioni della pianura campana e dell’interno furono completamente soggiogate dai Romani e Atella divenne una fiorente città di provincia della repubblica e poi dell’impero romano. Nelle prime fasi del contatto fra la civiltà osca e la sorella civiltà latina gli atellani trasmisero la loro ricca tradizione rappresentativa che è ricordata con il nome complessivo di fabula atellana. All’epoca dei tribuni Gracchi e successivamente all’epoca di Silla e Cesare gran parte del territorio atellano fu centuriato, vale a dire diviso con un reticolo regolare di strade, e assegnato a coloni e veterani. Sotto Augusto Atella fu completamente ricostruita, mura e teatro compresi, e la maggior parte del suo territorio fu nuovamente centuriato ed assegnato a veterani. Numerose e notevoli sono le tracce di queste centuriazioni ed anzi l’estensione dell’ultima centuriazione menzionata permette di definire il confine fra il territorio di Atella e quello di Neapolis.
Il territorio di Atella era delimitato a nord e ad est dal corso del Clanio, attuali Regi Lagni, a sud dal territorio napoletano e ad ovest dal territorio di Cuma (Fig. 1).
Con il cristianesimo Atella divenne sede vescovile e vi è menzione di più di un suo vescovo.
Nel periodo delle invasioni germaniche Atella, priva di difese naturali e troppo esposta per la sua posizione in pianura, soffrì gravi distruzioni e la Città ed il suo territorio si impoverirono grandemente di abitanti. Le terre di Atella furono occupate dai Longobardi nella parte più vicina al Clanio mentre nella parte meridionale rimasero sottoposte al dominio romano, detto bizantino, con capoluogo a Neapolis.
Nonostante tali sciagure e la divisione del territorio, Atella ridotta in gran parte a ruderi esisteva ancora nel decimo secolo e la funzione vescovile persisteva nella chiesa di S. Elpidio, nell’attuale S. Arpino. Ma, per la divisione politica del territorio, la parte più meridionale della diocesi era passata come competenza alla diocesi di Neapolis.
Con la venuta dei Normanni e la fondazione di Aversa la diocesi di Atella fu aggregata a quella di Cuma formando la nuova diocesi di Aversa direttamente dipendente dal Papato e ancor oggi nell’ambito di tale diocesi vi è la distinzione fra le parrocchie delle due diocesi.
Politicamente dopo la fondazione di Aversa la parte settentrionale del territorio di Atella divenne dominio aversano e fu sede di numerosi casali mentre la parte meridionale rimase dominio napoletano e ne ospitava altri.
Con i regni di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, a seguito del crescente peso demografico dei casali, sia il territorio aversano che quello napoletano furono divisi in Comuni. In epoca più recente la divisione di Terra di Lavoro in due distinte provincie comportò un’ulteriore divisione del territorio che ora per un quarto è provincia di Caserta e per tre quarti provincia di Napoli.
Da tempo ormai le popolazioni degli ex-casali dimenticando l’antichissima unità del territorio si considerano come comunità del tutto distinte pur rimanendo in sottofondo la percezione di una comune civiltà e la periodica aspirazione ad una rinnovata unità sotto l’illustre bandiera della Città Atellana.

Dati demografici
Il territorio che fu dominio di Atella è ora diviso fra diciotto Comuni appartenenti alle provincie di Caserta e Napoli (Fig. 2).
I dati demografici e di superficie relativi al 1996 e distinti per provincia sono riportati nella tab. 1. Il dato complessivo del 1996 confrontato con quello del 1991 - che era di 435.217 abitanti - mostra un incremento di quasi l’8%. Estrapolando tale incremento al 1999 si giunge ad una stima di popolazione odierna di circa 489.000 abitanti. Inoltre, qualora persistesse tale incremento di popolazione nel 2020 si raggiungerebbe una popolazione di ben 668.000 abitanti. Tale incremento, in netto contrasto con la stasi demografica complessiva dell’Italia, è spiegabile come una ridistribuzione di popolazione fra Napoli Città, in declino demografico per il sempre maggiore spazio destinato ad uffici e terziario in genere, e le aree vicine al capoluogo.
Il dato demografico acquista un suo maggiore rilievo se si considerano i Comuni della Città Atellana come un’unica entità e la si confronta con le altre realtà urbane d’Italia. Nelle tabelle 2 e 3 si riporta il confronto con le città italiane con più di 150.000 abitanti (dati 1998) e ivi la Città Atellana risulta settima per popolazione e quinta per densità demografica. Quattro delle prime successive cinque Città sono capoluoghi di Regione. Con l’estrapolazione fatta al 2020 e tenendo conto del declino demografico di alcune Città è plausibile che in tale anno la Città Atellana raggiunga la sesta posizione a distanza ravvicinata con le posizioni quinta, quarta e terza.

Strutture territoriali
Se è certo che in termini puramente demografici la Città Atellana è nei fatti una Città fra le maggiori d’Italia, la mancanza dell’unità amministrativa e, più concretamente, la grave carenza di strutture di carattere di tipo propriamente cittadino impediscono di considerarla come una vera e propria Città, pur essendovi tutti i presupposti affinché lo diventi.
Nella tab. 5 è riportato un confronto fra quella che è la situazione attuale e una prospettiva realisticamente perseguibile più confacente ad una reale dignità cittadina.


PROTOCOLLO DI INTESA

I sottoscritti Sindaci dei Comuni delle terre già di Atella, presa coscienza dei fatti riassunti in premessa, dichiarano la piena e convinta volontà di pervenire ad una superiore organizzazione definita Città Atellana, che verrà formalizzata attraverso la costituzione di una Associazione di Comuni secondo la bozza di Statuto allegata, avente come obiettivo i seguenti fini:

1) di identità
La comune matrice costituita dall’eredità atellana e da tutti i valori storici, culturali e, in breve, di civiltà che essa rappresenta, deve essere illuminata, valorizzata ed assunta come simbolo per ulteriori molteplici fini positivi di interesse collettivo.

2) di cultura
I valori della comune civiltà in ogni suo aspetto nella corale e multiforme espressione delle varie realtà locali della Città Atellana e nel loro complesso sviluppo storico debbono essere approfonditi, sviluppati e divulgati con ogni tipo di iniziativa.

3) di rappresentatività
I Comuni della Città Atellana, forti di un’unica voce, debbono far valere il proprio rilevante peso collettivo in tutte le sedi competenti per gli obiettivi di interesse collegiale.

4) di strutturazione del territorio
La Città Atellana, nel conseguire gli obiettivi di cui ai punti precedenti, deve attivamente trasformarsi da un insieme di Comuni disaggregati in vera e propria Città dotata di tutte le infrastrutture di comunicazione, servizio, istruzione, etc. degne di una Città potenzialmente fra le maggiori d’Italia.

A tal fine, nell’esprimere la pari dignità fra tutti i Comuni della Città Atellana, i Comuni aderenti si impegnano a far approvare lo Statuto dell’Associazione dai propri Consigli Comunali entro sessanta giorni da oggi, per la successiva costituzione formale dell’Associazione.
Gli stessi Sindaci dei Comuni aderenti delegano il Sindaco del Comune di ___________________ a concordare ed organizzare entro lo stesso termine una nuova riunione per la definizione di una serie di iniziative concrete per il perseguimento degli anzidetti obiettivi con la condizione del massimo coinvolgimento possibile di tutti e diciotto i Comuni della Città Atellana nonché delle principali realtà produttive, commerciali, amministrative e politiche esistenti sul territorio.



Tabella 1 - I Comuni della Città Atellana (Dati ISTAT 1996) distinti per Provincia


ComunePopolazione
(anno 1996)
%Superficie
(in kmq)
%ab./kmqProv.
1Cesa7.0431,502,792,232.524CE
2Gricignano di Aversa8.5971,839,847,85874CE
3Orta di Atella12.1002,5810,698,531.132CE
4Succivo6.9441,486,965,55998CE
5Sant'Arpino13.0932,793,22,554.092CE

Totale parziale:47.77710,1833,4826,711.427NA
6Afragola61.26213,0617,9914,353.405NA
7Arzano40.6628,674,683,738.688NA
8Caivano37.9398,0827,1121,631.399NA
9Cardito21.6194,613,162,526.841NA
10Casandrino12.5452,673,252,593.860NA
11Casavatore21.4804,581,621,2913.259NA
12Casoria84.01617,9012,039,606.984NA
13Crispano11.5702,472,251,795.142NA
14Frattamaggiore34.4077,335,324,246.467NA
15Frattaminore14.7213,141,991,597.397NA
16Grumo Nevano19.0804,072,922,336.534NA
17Melito di Napoli29.7426,343,722,977.995NA
18Sant'Antimo32.4356,915,844,665.554NA

Totale parziale:421.47839,8291,8873,294.587

Totale generale:469.255100,00125,36100,003.743



Tabella 2 - Confronto con Città. Dati ordinati in base alla popolazione


CittàAbitanti
1998
Superficie
(in kmq)
Ab./kmq
1Roma2.646.4081507,61.755
2Milano1.307.785181,747.196
3Napoli1.020.120117,278.699
4Torino909.717130,176.989
5Palermo686.551158,884.321
6Genova641.437235,982.718
7Città Atellana469.255125,263.743
8Bologna382.006140,732.714
9Firenze376.760102,413.679
10Bari331.568116,122.855
11Catania339.271180,881.876
12Venezia291.531457,15638
13Verona254.712197,771.288
14Taranto209.297310,2675
15Messina261.134211,731.233
16Trieste217.86584,562.576
17Padova211.03592,852.273
18Cagliari167.490133,511.255
19Brescia190.90989,782.126
20Reggio Calabria179.919243,54739
21Modena175.485186,63940
22Parma167.523260,77642
23Livorno163.321104,781.549
24Prato171.13597,591.754
25Foggia155.237505,9307

* Dati riferiti al 1996



Tabella 3 - Confronto fra Città Italiane ordinate in base alla densità demografica


CittàAbitanti
1998
Superficie
(in kmq)
Ab./kmq
1Napoli1.020.120117,278.699
2Milano1.307.785181,747.196
3Torino909.717130,176.989
4Palermo686.551158,884.321
5Città Atellana469.255125,263.743
6Firenze376.760102,413.679
7Bari331.568116,122.855
8Genova641.437235,982.718
9Bologna382.006140,732.714
10Trieste217.86584,562.576
11Padova211.03592,852.273
12Brescia190.90989,782.126
13Catania339.271180,881.876
14Roma2.646.4081507,61.755
15Prato171.13597,591.754
16Livorno163.321104,781.549
17Verona254.712197,771.288
18Cagliari167.490133,511.255
19Messina261.134211,731.233
20Modena175.485186,63940
21Reggio Calabria179.919243,54739
22Taranto209.297310,2675
23Parma167.523260,77642
24Venezia291.531457,15638
25Foggia155.237505,9307

* Dati riferiti al 1996



Tabella 4 - Calcolo abitanti ipotizzata Provincia di Aversa (ISTAT 1991)


ComunePopolazione
(anno 1991)
%Superficie
(in kmq)
%ab./kmqProv.
1Aversa54.0327,838,732,236.189CE
2Carinaro5.4900,806,291,60873CE
3Casal di Principe18.4992,6823,365,96792CE
4Casaluce8.8951,299,362,39950CE
5Casapesenna6.7860,983,000,772.262CE
6Cesa6.7510,982,790,712.420CE
7Frignano8.5561,249,922,53863CE
8Gricignano di Aversa8.0561,179,842,51819CE
9Lusciano12.8551,864,521,152.844CE
10Orta di Atella11.5351,6710,692,731.079CE
11Parete9.0261,315,721,461.578CE
12San Cipriano di Aversa12.5741,826,201,582.028CE
13San Marcellino11.1111,614,641,182.395CE
14Sant'Arpino12.0431,753,20,823.763CE
15Succivo6.4830,946,961,78931CE
16Teverola8.6031,256,721,711.280CE
17Trentola-Ducenta11.9151,736,631,691.797CE
18Villa di Briano5.5640,818,522,17653CE
19Villa Literno10.4891,5261,6515,72170CE

Totale parziale:229.26333,24198,7450,691.154
20Afragola60.0658,7117,994,593.339NA
21Arzano40.085,814,681,198.568NA
22Caivano35.8555,2027,116,911.323NA
23Cardito20.1052,913,160,816.362NA
24Casandrino11.6171,683,250,833.574NA
25Casavatore20.8693,031,620,4112.882NA
26Casoria70.70710,2512,033,075.878NA
27Crispano10.4671,522,250,574.652NA
28Frattamaggiore36.0895,235,321,366.784NA
29Frattaminore13.8732,011,990,516.971NA
30Giugliano60.0968,7194,1924,02638NA
31Grumo Nevano19.5242,832,920,746.686NA
32Melito di Napoli20.0952,913,720,955.402NA
33Qualiano10.0171,457,261,851.380NA
34Sant'Antimo30.8954,495,841,495.306NA

Totale parziale460.46266,76193,3349,312.382

Totale generale:689.725100,00392,07100,001.759


Tabella 4 bis - Confronto con Provincie
per popolazione (ISTAT 1991)


ProvinciaAbitanti
1991
1Roma3.761.067
2Milano3.738.685
3Napoli *2.555.564
4Torino2.236.765
5Bari1.530.170
6Palermo1.224.778
7Salerno1.066.601
8Brescia1.044.544
9Catania1.035.665
10Firenze967.437
11Genova950.849
12Bergamo909.692
13Bologna906.856
14Padova820.318
15Venezia820.052
16Lecce803.977
17Varese797.039
18Verona788.343
19Cagliari763.382
20Cosenza750.896
21Vicenza747.957
22Treviso744.038
23Foggia696.848
24Aversa689.725
25Messina646.871
26Modena604.680
27Taranto589.576
28Perugia588.781
29Caserta *586.552
30Reggio di Calabria576.693
31Cuneo547.234
32Udine522.455
33Como522.147
34Pavia490.898
35Frosinone479.559
36Latina476.282
37Agrigento476.158
38Sassari454.904
39Trento449.852
40Bolzano440.508
41Avellino438.812
42Alessandria438.245
43Ancona437.263
44Trapani426.710
45Reggio nell'Emilia420.431
46Brindisi411.314
47Siracusa402.014
48Potenza401.543
49Parma391.330
50Pisa385.285
51Catanzaro382.565
52Chieti381.830
53Lucca377.101
54Mantova369.630
55Ferrara360.763
56Ascoli Piceno350.482
57Ravenna350.454
58Forlì348.647
59Livorno336.626
60Pesaro335.979
61Novara334.614
62Cremona327.970
63Arezzo314.564
64L'Aquila297.838
65Lecco295.948
66Macerata295.481
67Benevento293.026
68Ragusa289.733
69Pescara289.534
70La Spezia284.647
71Teramo279.852
72Viterbo278.521
73Caltanissetta278.275
74Pordenone275.267
75Nuoro272.992
76Piacenza267.633
77Pistoia264.622
78Trieste261.825
79Rimini258.718
80Siena250.740
81Rovigo248.004
82Campobasso238.958
83Savona227.199
84Terni223.050
85Prato217.244
86Grosseto216.015
87Imperia213.587
88Belluno212.085
89Matera208.985
90Asti208.332
91Massa Carrara200.312
92Biella191.291
93Enna186.182
94Lodi184.025
95Vercelli183.689
96Crotone180.409
97Vibo Valentia179.640
98Sondrio175.496
99Verbano-Cusio-Ossola162.215
100Oristano156.970
101Rieti156.970
102Gorizia138.119
103Aosta115.938
104Isernia91.942

* Sono stati sottratti gli abitanti relativi alla Provincia di Aversa


Tabella 4 tris - Confronto con Provincie per superficie


ProvinciaSuperficie
(in kmq)
.........
102Aversa392
103Prato366
104Trieste212



Tabella 5 - Punti programmatici


Situazione attuale Obiettivi per divenire Città
1 In Campania attualmente esistono tre Università. La prima è ubicata a Napoli, la seconda ha sedi a Napoli e in vari luoghi della provincia di Caserta, la terza è quella di Salerno. Nell’ambito del territorio atellano non esiste alcuna sede universitaria e gli studenti debbono trasferirsi a Napoli o altrove. Occorre una Sede Universitaria degna di una Città dell’ordine di 600.000 e più abitanti. La sede centrale e le principali strutture potrebbero essere ubicate nelle immediate adiacenze della Stazione FS di Frattamaggiore in una cospicua area industriale dismessa. Varie facoltà sarebbero distribuite sul territorio della Città Atellana privilegiando i luoghi con maggiore facilità di accesso (Fig. 3 per i luoghi possibili e Fig. 4 per i punti di accesso mediante la rete metropolitana. In particolare: a) Cesa; b) fra S. Antimo - Melito; c) fra Arzano - Casavatore; d) Casoria; e) fra Caivano - Cardito).
2 La rete di scuole secondarie e anche primarie è insufficiente e inadeguata. La rete di scuole va potenziata e adeguata agli standard moderni.
3 Vi sono poche biblioteche comunali, in genere scarsamente dotate. Oltre al potenziamento delle biblioteche comunali occorre una biblioteca pubblica di rilevanza nazionale che potrebbe sorgere nelle immediate vicinanze dell’area della cinta urbana di Atella (Fig. 3 e 4: S. Arpino).
4 La sede dell’antica Atella, area con vincolo archeologico, è di fatto abbandonata a se stessa. Deve essere intrapreso uno studio archeologico sistematico dell’antica Atella (Fig. 3).
5 Vi sono frammentarie iniziative in campo teatrale e non vi è un teatro stabile. Occorre supportare le iniziative in campo teatrale e dotarsi di un teatro stabile. In particolare, la fabula atellana, simbolo stesso di Atella, va reinventata in chiave moderna. La sede del Teatro potrebbe essere la struttura pubblica esistente sul territorio di Caivano (Fig. 3)
6 E’ in allestimento un piccolo museo a Succivo che raccoglie una parte delle vestigia del territorio atellano. Dovrebbe essere realizzato un degno museo che raccolga tutte le vestigia dell’area atellana, comprese quelle che giacciono non fruibili nel Museo Archeologico di Napoli. Ciò nella stessa zona sede del museo in allestimento (Fig. 3: Succivo).
7 La rete di commercio è troppo frammentata ed antiquata con pochissimi centri commerciali capaci di trattenere la fuga di acquirenti dalla Città Atellana. Questo punto necessita di attenta valutazione e di proposte innovative. Infatti, se è vero che moderni centri commerciali sono indispensabili per un commercio impostato con criteri di efficienza e di competitività dall’altra parte è anche vero che vari luoghi della Città Atellana, in particolare i suoi numerosi centri storici, sono luoghi vivi che non debbono assolutamente essere abbandonati all’eventuale degrado derivanti dalla perdita della loro valenza come luoghi di scambio commerciale. Pertanto, oltre alla realizzazione di una rete di centri commerciali moderni in grado di competere efficacemente con gli altri centri commerciali delle aree circostanti, occorre ripensare e rivalorizzare le vie principali dei centri storici ed altre vie / zone commercialmente attive come centri di commercio e del terziario in genere. A tal fine occorre che ciascuno di questi centri abbia i seguenti requisiti:
Che i commercianti, gli artigiani e gli altri addetti al terziario siano organizzati in una vera e propria società definita come centro commerciale e con l’organizzazione e le finalità tipiche di un centro commerciale;
Che le vie da cui è costituito il centro siano pedonalizzate totalmente o in larghissima parte con opportune e radicali modifiche della pavimentazione stradale, abolizione dei marciapiedi, modifica dell’arredo urbano, etc.;
Che il centro sia dotato di opportuni e sufficienti parcheggi;
Che l’attività del centro sia opportunamente supportata da iniziative pubblicitarie e di marketing;
Che tutte le attività anzidette siano attivamente sostenute, incentivate e potenziate dalle rispettive amministrazioni comunali con il coordinamento e l’ulteriore supporto di un organismo cittadino.
Inoltre il perseguimento di tale obiettivo non dovrà assolutamente essere inteso come battaglia di retroguardia per la difesa degli interessi di attività non più economicamente competitive ma come un differente e più moderno modello di sviluppo economico che esalti sia la ricerca della competitività e del profitto sia la necessità inderogabile di non perdere e anzi di rilanciare l’enorme valore culturale, sociale, storico e per la qualità della vita dei centri storici e delle zone commerciali cittadini. Ciò tenendo presente l’esempio negativo di realtà economicamente più avanzate in cui a centri commerciali altamente competitivi si affiancano centri urbani desertificati e ridotti ad anonimi dormitori.
8 Esiste un solo ospedale insufficiente rispetto alle esigenze. Occorre potenziare l’ospedale esistente dotandolo di tutti i servizi e realizzare una seconda struttura sanitaria nelle vicinanze della Stazione Porta (Fig. 3: Afragola).
9 Le A.S.I. di Caivano e di Arzano, unitamente a tutte le A.S.I. della Provincia di Napoli sono dipendenti dal Consorzio A.S.I. con sede a Napoli. Le A.S.I. esistenti (Caivano e Arzano - Frattamaggiore) più ulteriori A.S.I. da costituire (Fig. 3: a) Afragola; b) zona di Gricignano; c) Cesa - Orta di Atella, etc.) dovranno dipendere da un unico organismo locale rispetto alla Città Atellana, con la presenza determinante dei Comuni il cui territorio è interessato e di un rappresentante dell’intera Città Atellana.
10 La Città Atellana è servita dal Porto di Napoli. Occorre migliorare l’accesso e la fruibilità del Porto di Napoli con il potenziamento e il prolungamento dell’asse di penetrazione autostradale, riducendo in tal modo ulteriormente i tempi necessari per il transito delle merci e dei passeggeri dal Porto alla Città Atellana e viceversa.
11 La Città Atellana è servita dall’Aeroporto di Capodichino per i voli nazionali e per qualche volo internazionale e dall’Aeroporto di Roma per la maggior parte dei voli internazionali e per i voli intercontinentali. A servizio di tutta l’Area Metropolitana di Napoli occorre realizzare e attivare l’Aeroporto Internazionale di Grazzanise che è nelle immediate vicinanze della Città Atellana. L’Aeroporto sarebbe facilmente raggiungibile mediante l’autostrada A2 o mediante la superstrada Nola - Villa Literno e con navette bus dalla Stazione Porta. Inoltre, anche un collegamento ferroviario sarebbe facilmente attuabile.
L’Aeroporto di Capodichino rimarrebbe di utilizzo solo per alcuni voli nazionali.
12 La rete stradale è ancora in larga parte impostata sulla rete di strade preesistente alla motorizzazione di massa con l’aggiunta di una miriade di strade costruite in assenza di un piano viario complessivo. Occorre una ridefinizione complessiva e radicale della rete stradale integrata con la rete superstradale che superi il più possibile le numerose insufficienze esistenti.
Tale ammodernamento dovrebbe essere definito da un progetto complessivo redatto per tutta la Città Atellana.
13 In direzione nord-sud la Città Atellana è servita dall’Autostrada del Sole e dalla superstrada (parzialmente attiva) A.S.I. di Caivano - Arzano (Asse di Penetrazione). In direzione est-ovest il territorio è servito dalla superstrada Nola - Villa Literno (Asse di supporto A.S.I.), dall’Asse Mediano e dalla Circonvallazione Esterna di Napoli. La rete deve essere completata nei punti in cui è ancora in costruzione, migliorata nei punti in cui è malamente progettata, insufficiente e pericolosa ed integrata con ulteriori rami dove è carente o dove è insufficiente il collegamento con la rete ordinaria (Fig. 5).
In particolare occorre attivare del tutto l’Asse di Penetrazione prolungandolo da una parte verso Marcianise e Caserta e, dall’altra parte, verso Secondigliano. Inoltre, un ulteriore svincolo è necessario fra Crispano - Frattaminore - Frattamaggiore (Fig. 5).
Sull’Asse di supporto A.S.I. un altro svincolo appare necessario all’incrocio con la S.S. 87 (Fig. 5).
Tutta la rete dovrebbe essere oggetto di un progetto di ampliamento che tenga conto dei prevedibili futuri incrementi del traffico e delle necessità di una maggiore sicurezza (ad esempio ampliamento e dotazione di una corsia di emergenza per l’Asse Mediano e per l’Asse di Penetrazione).
14 Per il trasporto merci su ruote ferrate l’insieme di strutture definite come Interporto di Nola-Marcianise è in via di realizzazione e sarà a servizio di tutta l’area campana e delle zone circostanti. Occorre migliorare l’accesso e la fruibilità dell’Interporto che è nelle immediate vicinanze della Città Atellana.
In particolare tale Interporto rende particolarmente conveniente l’ubicazione di attività industriali nella parte settentrionale del territorio atellano (v. nuove A.S.I. prospettate).
15 La realizzazione della Stazione Porta di Napoli ad Afragola, al confine con Caivano e Cardito porterà il baricentro del trasporto passeggeri nell’ambito della Città Atellana. Occorre con ogni sforzo perseguire la pronta ed efficace realizzazione della Stazione Porta e di tutte le strutture connesse per la valorizzazione e lo sviluppo del territorio circostante (Fig. 4).
La Stazione Porta oltre al collegamento verso Nord con Roma sarà collegata con Napoli - Piazza Garibaldi e verso sud con Battipaglia e la Calabria. Dovrà inoltre attivamente essere propugnato il collegamento trasversale con Bari e la Puglia.
Con il concorso ed il supporto della Provincia fra i Comuni circostanti alla Stazione Porta deve essere progettato, sviluppato ed attuato un Piano Regolatore di Area che indirizzi lo sviluppo tenendo conto, fra l’altro, delle necessità di sviluppo dell’intera Città Atellana e dei Comuni limitrofi (Acerra e Casalnuovo in particolare).
La Stazione Porta sarà dotata di un terminal bus per linee su ruota gommata provenienti da varie zone della Campania ed oltre e per bus-navette per l’Aeroporto e il Porto. Nei pressi della Stazione sarà opportuno localizzare ogni tipo di struttura del terziario (alberghi, ristoranti, servizi, uffici, etc.).
16 La ferrovia Roma - Aversa - Napoli attraversa la Città Atellana svolgendo di fatto a nche il ruolo di linea metropolitana. La tratta ferroviaria Aversa - Napoli deve essere utilmente trasformata in linea metropolitana (Fig. 4). Le stazioni di tale linea nell’ambito del territorio atellano saranno: 1) Cesa; 2) S.Antimo - S. Arpino; 3) Grumo-Nevano - Frattamaggiore; 4) A.S.I. di Arzano - Frattamaggiore; 5) Casoria; 6) Arpino. In particolare mediante mezzi su ruota gommata la Stazione di Cesa sarà punto di adduzione per Gricignano e parimenti la Stazione di S. Antimo - S. Arpino per Succivo e Orta di Atella.
In conformità al Piano Regionale dei Trasporti e come suo logico sviluppo la Stazione Porta sarà collegata al territorio circostante da quattro linee metropolitane (Fig. 4):
La prima è il prolungamento della S. Giorgio - Volla della Circumvesuviana con stazioni intermedie a Casoria ed Afragola.
La seconda è il prolungamento della linea metropolitana 1 di Napoli che secondo il progetto della società Metropolitana di Napoli (v. allegato) dovrebbe avere le seguenti stazioni dopo quella di Piscinola - Secondigliano: 1) Parco Sole (Napoli); 2) Monte Rosa (Napoli); 3) Arzano; 4) Casavatore; 5) Principe di Napoli (Casoria); 6) Vittorio Emanuele (Casoria); 7) Stazione FS di Casoria; 8) S. Antonio (Afragola); 9) Afragola Municipio; 10) Afragola Salicelle; 11) Stazione Porta.
La terza è una linea trasversale che partendo dalla stazione Circumvesuviana di Pomigliano d’Arco e passando per la Stazione Porta potrebbe avere le seguenti stazioni: 1) Campiglione (Caivano); 2) Campo Sportivo di Caivano (a confine fra Caivano-Cardito e Crispano); 3) Pardinola (Frattaminore - Frattamaggiore); 4) Stazione FS di Frattamaggiore; e potrebbe essere ulteriormente prolungata con stazioni a: 5) Casandrino; 6) S. Antimo; 7) Melito; 8) Giugliano.
La quarta linea metropolitana sarà l’attuale linea FS Caserta - Napoli via Cancello che deviata sulla Stazione Porta assumerà tutte le caratteristiche di una linea metropolitana.
17 Il turismo è pressoché inesistente vista la mancanza di particolari attrattive monumentali, archeologiche o paesaggistiche. Considerata l’eccezionale posizione centrale della Città Atellana nella pianura campana è possibile l’attivazione di strutture ricettive come base per il godimento delle attrattive dei luoghi circostanti. Inoltre gli scavi archeologici atellani, il policromo folklore locale e le tradizioni gastronomiche possono costituire motivi di attrazione specifici purché valorizzati e pubblicizzati.
18 Il trasporto su rete gommata e filovie è oggi del tutto gestito da organismi con sede al di fuori della Città Atellana e con obiettivi orientati a diversi interessi. Occorre la creazione di una azienda che serva specificamente gli interessi della Città Atellana impostata su criteri di efficienza ed utilità per l’utente.
19 Gli organismi la gestione delle reti territoriali dei Servizi (luce, gas, acqua, telecomunicazioni, etc.) e per la gestione della Pubblica Istruzione e del Servizio Sanitario e in genere dei servizi sovracomunali (Polizia, Carabinieri, Tribunale, Prefettura, etc.) sono tutti organizzati senza tenere conto della Città Atellana. L’Organizzazione delle reti territoriali di tutti i tipi di Servizi deve essere basata sulla strutturazione territoriale della Città Atellana.
20 Il territorio della Città Atellana è diviso fra due Provincie. Infatti i Comuni di Gricignano di Aversa, Succivo, Orta di Atella, Cesa e S. Arpino (circa 10% della popolazione e 26,71% della superficie) appartengono alla provincia di Caserta mentre i rimanenti Comuni fanno parte della Provincia di Napoli. In passato tutto il territorio faceva parte della Provincia di Terra di Lavoro e tale unità è stata spezzata con la costituzione della Provincia di Caserta. Il territorio della Città Atellana deve essere unificato in una stessa Provincia superando un inammissibile confine che passa proprio per il centro dell’antica Atella. Scartando a priori, per l’esiguità del territorio, la possibilità di una nuova provincia costituita dalla sola Città Atellana, oltre alle ipotesi dell’unificazione del territorio in una delle due Provincie in cui è attualmente diviso rimane la possibilità della costituzione della Provincia di Aversa di cui la Città Atellana verrebbe a costituire la parte meno estesa e più popolosa mentre Aversa e i Comuni circostanti, compresi Giugliano, Villa Literno e Casal di Principe e Comuni viciniori costituirebbero la parte più estesa anche se un po’ meno popolosa. Tale provincia così costituita (v. Tab. 4) sarebbe (con i dati ISTAT 1991) la ventiquattresima per popolazione, sopravanzando ben 80 altre provincie (v. Tab. 4 bis) ma con la realtà demografica attuale è forse da collocarsi intorno al ventesimo posto. Per quanto riguarda l’estensione territoriale sarebbe superiore solo ad altre due provincie (v. Tab. 4 tris) ma ciò sarebbe largamente compensato dalla posizione centralissima nella pianura campana, dall’assenza di rilievi e dall’estrema fertilità dei suoli.
21 Mancano impianti sportivi che non siano di mero interesse comunale e non esistono squadre che abbiano un supporto di pubblico da parte dell’intera comunità atellana. Occorre prevedere degli impianti sportivi di respiro cittadino utilizzando le zone con maggiore disponibilità di aree libere e con massima facilità di accesso viario (ad esempio zona di Caivano nelle vicinanze dello svincolo superstradale del Parco Verde. v. Fig. 3 e 5). Bisognerà ricercare la costituzione e la sponsorizzazione di squadre che rappresentino e diffondano l’immagine della Città Atellana.