CITTA’ ATELLANA
STRATEGIE CONVERGENTI
PREMESSA
Cenni storici
Nell’VIII secolo avanti Cristo gli Etruschi soggiogarono il popolo Osco della pianura campana - che
a sua volta circa cinque secoli prima aveva soggiogato precedenti popolazioni neolitiche - e fondarono
una serie di Città. La principale di queste fu Capua e ad essa facevano corona una serie di città
minori fra cui Αδέρλ / Atella che sorgeva all’incrocio fra la via
che conduceva da Capua alla
greca Neapolis e la via che dal Sannio centrale portava all’antica Cuma. Dopo alterne vicende
di guerra e pace fra Roma e Capua ed i rispettivi alleati, tutte le popolazioni della pianura
campana e dell’interno furono completamente soggiogate dai Romani e Atella divenne una
fiorente città di provincia della repubblica e poi dell’impero romano. Nelle prime fasi del
contatto fra la civiltà osca e la sorella civiltà latina gli atellani trasmisero la loro ricca tradizione
rappresentativa che è ricordata con il nome complessivo di fabula atellana. All’epoca dei tribuni
Gracchi e successivamente all’epoca di Silla e Cesare gran parte del territorio atellano fu
centuriato, vale a dire diviso con un reticolo regolare di strade, e assegnato a coloni e veterani.
Sotto Augusto Atella fu completamente ricostruita, mura e teatro compresi, e la maggior parte
del suo territorio fu nuovamente centuriato ed assegnato a veterani. Numerose e notevoli sono
le tracce di queste centuriazioni ed anzi l’estensione dell’ultima centuriazione menzionata permette
di definire il confine fra il territorio di Atella e quello di Neapolis.
Il territorio di Atella era delimitato a nord e ad est dal corso del Clanio, attuali Regi Lagni, a sud
dal territorio napoletano e ad ovest dal territorio di Cuma (Fig. 1).
Con il cristianesimo Atella divenne sede vescovile e vi è menzione di più di un suo vescovo.
Nel periodo delle invasioni germaniche Atella, priva di difese naturali e troppo esposta per la sua
posizione in pianura, soffrì gravi distruzioni e la Città ed il suo territorio si impoverirono grandemente
di abitanti. Le terre di Atella furono occupate dai Longobardi nella parte più vicina al Clanio
mentre nella parte meridionale rimasero sottoposte al dominio romano, detto bizantino, con
capoluogo a Neapolis.
Nonostante tali sciagure e la divisione del territorio, Atella ridotta in gran parte a ruderi esisteva
ancora nel decimo secolo e la funzione vescovile persisteva nella chiesa di S. Elpidio, nell’attuale
S. Arpino. Ma, per la divisione politica del territorio, la parte più meridionale della diocesi
era passata come competenza alla diocesi di Neapolis.
Con la venuta dei Normanni e la fondazione di Aversa la diocesi di Atella fu aggregata a quella
di Cuma formando la nuova diocesi di Aversa direttamente dipendente dal Papato e ancor
oggi nell’ambito di tale diocesi vi è la distinzione fra le parrocchie delle due diocesi.
Politicamente dopo la fondazione di Aversa la parte settentrionale del territorio di Atella divenne
dominio aversano e fu sede di numerosi casali mentre la parte meridionale rimase dominio
napoletano e ne ospitava altri.
Con i regni di Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, a seguito del crescente peso demografico
dei casali, sia il territorio aversano che quello napoletano furono divisi in Comuni. In epoca più
recente la divisione di Terra di Lavoro in due distinte provincie comportò un’ulteriore
divisione del territorio che ora per un quarto è provincia di Caserta e per tre quarti provincia di Napoli.
Da tempo ormai le popolazioni degli ex-casali dimenticando l’antichissima unità del territorio si
considerano come comunità del tutto distinte pur rimanendo in sottofondo la percezione
di una comune civiltà e la periodica aspirazione ad una rinnovata unità sotto l’illustre
bandiera della Città Atellana.
Dati demografici
Il territorio che fu dominio di Atella è ora diviso fra diciotto Comuni appartenenti
alle provincie di Caserta e Napoli (Fig. 2).
I dati demografici e di superficie relativi al 1996 e distinti per provincia sono riportati
nella tab. 1. Il dato complessivo del 1996 confrontato con quello del 1991 - che era di 435.217
abitanti - mostra un incremento di quasi l’8%. Estrapolando tale incremento al 1999
si giunge ad una stima di popolazione odierna di circa 489.000 abitanti. Inoltre, qualora
persistesse tale incremento di popolazione nel 2020 si raggiungerebbe una popolazione
di ben 668.000 abitanti. Tale incremento, in netto contrasto con la stasi demografica
complessiva dell’Italia, è spiegabile come una ridistribuzione di popolazione fra Napoli Città,
in declino demografico per il sempre maggiore spazio destinato ad uffici e terziario in genere,
e le aree vicine al capoluogo.
Il dato demografico acquista un suo maggiore rilievo se si considerano i Comuni della Città
Atellana come un’unica entità e la si confronta con le altre realtà urbane d’Italia. Nelle tabelle 2
e 3 si riporta il confronto con le città italiane con più di 150.000 abitanti (dati 1998) e
ivi la Città Atellana risulta settima per popolazione e quinta per densità demografica. Quattro
delle prime successive cinque Città sono capoluoghi di Regione. Con l’estrapolazione fatta
al 2020 e tenendo conto del declino demografico di alcune Città è plausibile che in tale anno
la Città Atellana raggiunga la sesta posizione a distanza ravvicinata con le posizioni quinta,
quarta e terza.
Strutture territoriali
Se è certo che in termini puramente demografici la Città Atellana è nei fatti una Città fra le
maggiori d’Italia, la mancanza dell’unità amministrativa e, più concretamente, la grave carenza
di strutture di carattere di tipo propriamente cittadino impediscono di considerarla come una
vera e propria Città, pur essendovi tutti i presupposti affinché lo diventi.
Nella tab. 5 è riportato un confronto fra quella che è la situazione attuale e una prospettiva
realisticamente perseguibile più confacente ad una reale dignità cittadina.
PROTOCOLLO DI INTESA
I sottoscritti Sindaci dei Comuni delle terre già di Atella, presa coscienza dei fatti riassunti
in premessa, dichiarano la piena e convinta volontà di pervenire ad una superiore organizzazione
definita Città Atellana, che verrà formalizzata attraverso la costituzione di una Associazione
di Comuni secondo la bozza di Statuto allegata, avente come obiettivo i seguenti fini:
1) di identità
La comune matrice costituita dall’eredità atellana e da tutti i valori storici, culturali e, in breve,
di civiltà che essa rappresenta, deve essere illuminata, valorizzata ed assunta come simbolo
per ulteriori molteplici fini positivi di interesse collettivo.
2) di cultura
I valori della comune civiltà in ogni suo aspetto nella corale e multiforme espressione delle
varie realtà locali della Città Atellana e nel loro complesso sviluppo storico debbono essere
approfonditi, sviluppati e divulgati con ogni tipo di iniziativa.
3) di rappresentatività
I Comuni della Città Atellana, forti di un’unica voce, debbono far valere il proprio rilevante
peso collettivo in tutte le sedi competenti per gli obiettivi di interesse collegiale.
4) di strutturazione del territorio
La Città Atellana, nel conseguire gli obiettivi di cui ai punti precedenti, deve attivamente
trasformarsi da un insieme di Comuni disaggregati in vera e propria Città dotata di tutte
le infrastrutture di comunicazione, servizio, istruzione, etc. degne di una Città
potenzialmente fra le maggiori d’Italia.
A tal fine, nell’esprimere la pari dignità fra tutti i Comuni della Città Atellana, i Comuni
aderenti si impegnano a far approvare lo Statuto dell’Associazione dai propri Consigli
Comunali entro sessanta giorni da oggi, per la successiva costituzione formale
dell’Associazione.
Gli stessi Sindaci dei Comuni aderenti delegano il Sindaco del Comune
di ___________________ a concordare ed organizzare entro lo stesso termine una
nuova riunione per la definizione di una serie di iniziative concrete per il perseguimento
degli anzidetti obiettivi con la condizione del massimo coinvolgimento possibile di tutti e
diciotto i Comuni della Città Atellana nonché delle principali realtà produttive, commerciali,
amministrative e politiche esistenti sul territorio.
Tabella 1 - I Comuni della Città Atellana (Dati ISTAT 1996) distinti per Provincia
| Comune | Popolazione (anno 1996) | % | Superficie (in kmq) | % | ab./kmq | Prov.
| 1 | Cesa | 7.043 | 1,50 | 2,79 | 2,23 | 2.524 | CE
| 2 | Gricignano di Aversa | 8.597 | 1,83 | 9,84 | 7,85 | 874 | CE
| 3 | Orta di Atella | 12.100 | 2,58 | 10,69 | 8,53 | 1.132 | CE
| 4 | Succivo | 6.944 | 1,48 | 6,96 | 5,55 | 998 | CE
| 5 | Sant'Arpino | 13.093 | 2,79 | 3,2 | 2,55 | 4.092 | CE
| Totale parziale: | 47.777 | 10,18 | 33,48 | 26,71 | 1.427 | NA
| 6 | Afragola | 61.262 | 13,06 | 17,99 | 14,35 | 3.405 | NA
| 7 | Arzano | 40.662 | 8,67 | 4,68 | 3,73 | 8.688 | NA
| 8 | Caivano | 37.939 | 8,08 | 27,11 | 21,63 | 1.399 | NA
| 9 | Cardito | 21.619 | 4,61 | 3,16 | 2,52 | 6.841 | NA
| 10 | Casandrino | 12.545 | 2,67 | 3,25 | 2,59 | 3.860 | NA
| 11 | Casavatore | 21.480 | 4,58 | 1,62 | 1,29 | 13.259 | NA
| 12 | Casoria | 84.016 | 17,90 | 12,03 | 9,60 | 6.984 | NA
| 13 | Crispano | 11.570 | 2,47 | 2,25 | 1,79 | 5.142 | NA
| 14 | Frattamaggiore | 34.407 | 7,33 | 5,32 | 4,24 | 6.467 | NA
| 15 | Frattaminore | 14.721 | 3,14 | 1,99 | 1,59 | 7.397 | NA
| 16 | Grumo Nevano | 19.080 | 4,07 | 2,92 | 2,33 | 6.534 | NA
| 17 | Melito di Napoli | 29.742 | 6,34 | 3,72 | 2,97 | 7.995 | NA
| 18 | Sant'Antimo | 32.435 | 6,91 | 5,84 | 4,66 | 5.554 | NA
| Totale parziale: | 421.478 | 39,82 | 91,88 | 73,29 | 4.587 | Totale generale: | 469.255 | 100,00 | 125,36 | 100,00 | 3.743 | |
Tabella 2 - Confronto con Città. Dati ordinati in base alla popolazione
| Città | Abitanti 1998 | Superficie (in kmq) | Ab./kmq
| 1 | Roma | 2.646.408 | 1507,6 | 1.755
| 2 | Milano | 1.307.785 | 181,74 | 7.196
| 3 | Napoli | 1.020.120 | 117,27 | 8.699
| 4 | Torino | 909.717 | 130,17 | 6.989
| 5 | Palermo | 686.551 | 158,88 | 4.321
| 6 | Genova | 641.437 | 235,98 | 2.718 | 7 | Città Atellana | 469.255 | 125,26 | 3.743
| 8 | Bologna | 382.006 | 140,73 | 2.714
| 9 | Firenze | 376.760 | 102,41 | 3.679
| 10 | Bari | 331.568 | 116,12 | 2.855
| 11 | Catania | 339.271 | 180,88 | 1.876
| 12 | Venezia | 291.531 | 457,15 | 638
| 13 | Verona | 254.712 | 197,77 | 1.288
| 14 | Taranto | 209.297 | 310,2 | 675
| 15 | Messina | 261.134 | 211,73 | 1.233
| 16 | Trieste | 217.865 | 84,56 | 2.576
| 17 | Padova | 211.035 | 92,85 | 2.273
| 18 | Cagliari | 167.490 | 133,51 | 1.255
| 19 | Brescia | 190.909 | 89,78 | 2.126
| 20 | Reggio Calabria | 179.919 | 243,54 | 739
| 21 | Modena | 175.485 | 186,63 | 940
| 22 | Parma | 167.523 | 260,77 | 642
| 23 | Livorno | 163.321 | 104,78 | 1.549
| 24 | Prato | 171.135 | 97,59 | 1.754
| 25 | Foggia | 155.237 | 505,9 | 307
| |
* Dati riferiti al 1996
Tabella 3 - Confronto fra Città Italiane ordinate in base alla densità demografica
| Città | Abitanti 1998 | Superficie (in kmq) | Ab./kmq
| 1 | Napoli | 1.020.120 | 117,27 | 8.699
| 2 | Milano | 1.307.785 | 181,74 | 7.196
| 3 | Torino | 909.717 | 130,17 | 6.989
| 4 | Palermo | 686.551 | 158,88 | 4.321
| 5 | Città Atellana | 469.255 | 125,26 | 3.743
| 6 | Firenze | 376.760 | 102,41 | 3.679
| 7 | Bari | 331.568 | 116,12 | 2.855
| 8 | Genova | 641.437 | 235,98 | 2.718
| 9 | Bologna | 382.006 | 140,73 | 2.714
| 10 | Trieste | 217.865 | 84,56 | 2.576
| 11 | Padova | 211.035 | 92,85 | 2.273
| 12 | Brescia | 190.909 | 89,78 | 2.126
| 13 | Catania | 339.271 | 180,88 | 1.876
| 14 | Roma | 2.646.408 | 1507,6 | 1.755
| 15 | Prato | 171.135 | 97,59 | 1.754
| 16 | Livorno | 163.321 | 104,78 | 1.549
| 17 | Verona | 254.712 | 197,77 | 1.288
| 18 | Cagliari | 167.490 | 133,51 | 1.255
| 19 | Messina | 261.134 | 211,73 | 1.233
| 20 | Modena | 175.485 | 186,63 | 940
| 21 | Reggio Calabria | 179.919 | 243,54 | 739
| 22 | Taranto | 209.297 | 310,2 | 675
| 23 | Parma | 167.523 | 260,77 | 642
| 24 | Venezia | 291.531 | 457,15 | 638
| 25 | Foggia | 155.237 | 505,9 | 307
| |
* Dati riferiti al 1996
Tabella 4 - Calcolo abitanti ipotizzata Provincia di Aversa (ISTAT 1991)
| Comune | Popolazione (anno 1991) | % | Superficie (in kmq) | % | ab./kmq | Prov.
| 1 | Aversa | 54.032 | 7,83 | 8,73 | 2,23 | 6.189 | CE
| 2 | Carinaro | 5.490 | 0,80 | 6,29 | 1,60 | 873 | CE
| 3 | Casal di Principe | 18.499 | 2,68 | 23,36 | 5,96 | 792 | CE
| 4 | Casaluce | 8.895 | 1,29 | 9,36 | 2,39 | 950 | CE
| 5 | Casapesenna | 6.786 | 0,98 | 3,00 | 0,77 | 2.262 | CE
| 6 | Cesa | 6.751 | 0,98 | 2,79 | 0,71 | 2.420 | CE
| 7 | Frignano | 8.556 | 1,24 | 9,92 | 2,53 | 863 | CE
| 8 | Gricignano di Aversa | 8.056 | 1,17 | 9,84 | 2,51 | 819 | CE
| 9 | Lusciano | 12.855 | 1,86 | 4,52 | 1,15 | 2.844 | CE
| 10 | Orta di Atella | 11.535 | 1,67 | 10,69 | 2,73 | 1.079 | CE
| 11 | Parete | 9.026 | 1,31 | 5,72 | 1,46 | 1.578 | CE
| 12 | San Cipriano di Aversa | 12.574 | 1,82 | 6,20 | 1,58 | 2.028 | CE
| 13 | San Marcellino | 11.111 | 1,61 | 4,64 | 1,18 | 2.395 | CE
| 14 | Sant'Arpino | 12.043 | 1,75 | 3,2 | 0,82 | 3.763 | CE
| 15 | Succivo | 6.483 | 0,94 | 6,96 | 1,78 | 931 | CE
| 16 | Teverola | 8.603 | 1,25 | 6,72 | 1,71 | 1.280 | CE
| 17 | Trentola-Ducenta | 11.915 | 1,73 | 6,63 | 1,69 | 1.797 | CE
| 18 | Villa di Briano | 5.564 | 0,81 | 8,52 | 2,17 | 653 | CE
| 19 | Villa Literno | 10.489 | 1,52 | 61,65 | 15,72 | 170 | CE
| Totale parziale: | 229.263 | 33,24 | 198,74 | 50,69 | 1.154 | 20 | Afragola | 60.065 | 8,71 | 17,99 | 4,59 | 3.339 | NA
| 21 | Arzano | 40.08 | 5,81 | 4,68 | 1,19 | 8.568 | NA
| 22 | Caivano | 35.855 | 5,20 | 27,11 | 6,91 | 1.323 | NA
| 23 | Cardito | 20.105 | 2,91 | 3,16 | 0,81 | 6.362 | NA
| 24 | Casandrino | 11.617 | 1,68 | 3,25 | 0,83 | 3.574 | NA
| 25 | Casavatore | 20.869 | 3,03 | 1,62 | 0,41 | 12.882 | NA
| 26 | Casoria | 70.707 | 10,25 | 12,03 | 3,07 | 5.878 | NA
| 27 | Crispano | 10.467 | 1,52 | 2,25 | 0,57 | 4.652 | NA
| 28 | Frattamaggiore | 36.089 | 5,23 | 5,32 | 1,36 | 6.784 | NA
| 29 | Frattaminore | 13.873 | 2,01 | 1,99 | 0,51 | 6.971 | NA
| 30 | Giugliano | 60.096 | 8,71 | 94,19 | 24,02 | 638 | NA
| 31 | Grumo Nevano | 19.524 | 2,83 | 2,92 | 0,74 | 6.686 | NA
| 32 | Melito di Napoli | 20.095 | 2,91 | 3,72 | 0,95 | 5.402 | NA
| 33 | Qualiano | 10.017 | 1,45 | 7,26 | 1,85 | 1.380 | NA
| 34 | Sant'Antimo | 30.895 | 4,49 | 5,84 | 1,49 | 5.306 | NA
| Totale parziale | 460.462 | 66,76 | 193,33 | 49,31 | 2.382 | Totale generale: | 689.725 | 100,00 | 392,07 | 100,00 | 1.759 | |
Tabella 4 bis - Confronto con Provincie
per popolazione (ISTAT 1991)
| Provincia | Abitanti 1991 1 | Roma | 3.761.067
| 2 | Milano | 3.738.685
| 3 | Napoli * | 2.555.564
| 4 | Torino | 2.236.765
| 5 | Bari | 1.530.170
| 6 | Palermo | 1.224.778
| 7 | Salerno | 1.066.601
| 8 | Brescia | 1.044.544
| 9 | Catania | 1.035.665
| 10 | Firenze | 967.437
| 11 | Genova | 950.849
| 12 | Bergamo | 909.692
| 13 | Bologna | 906.856
| 14 | Padova | 820.318
| 15 | Venezia | 820.052
| 16 | Lecce | 803.977
| 17 | Varese | 797.039
| 18 | Verona | 788.343
| 19 | Cagliari | 763.382
| 20 | Cosenza | 750.896
| 21 | Vicenza | 747.957
| 22 | Treviso | 744.038
| 23 | Foggia | 696.848
| 24 | Aversa | 689.725
| 25 | Messina | 646.871
| 26 | Modena | 604.680
| 27 | Taranto | 589.576
| 28 | Perugia | 588.781
| 29 | Caserta * | 586.552
| 30 | Reggio di Calabria | 576.693
| 31 | Cuneo | 547.234
| 32 | Udine | 522.455
| 33 | Como | 522.147
| 34 | Pavia | 490.898
| 35 | Frosinone | 479.559
| 36 | Latina | 476.282
| 37 | Agrigento | 476.158
| 38 | Sassari | 454.904
| 39 | Trento | 449.852
| 40 | Bolzano | 440.508
| 41 | Avellino | 438.812
| 42 | Alessandria | 438.245
| 43 | Ancona | 437.263
| 44 | Trapani | 426.710
| 45 | Reggio nell'Emilia | 420.431
| 46 | Brindisi | 411.314
| 47 | Siracusa | 402.014
| 48 | Potenza | 401.543
| 49 | Parma | 391.330
| 50 | Pisa | 385.285
| 51 | Catanzaro | 382.565
| 52 | Chieti | 381.830
| 53 | Lucca | 377.101
| 54 | Mantova | 369.630
| 55 | Ferrara | 360.763
| 56 | Ascoli Piceno | 350.482
| 57 | Ravenna | 350.454
| 58 | Forlì | 348.647
| 59 | Livorno | 336.626
| 60 | Pesaro | 335.979
| 61 | Novara | 334.614
| 62 | Cremona | 327.970
| 63 | Arezzo | 314.564
| 64 | L'Aquila | 297.838
| 65 | Lecco | 295.948
| 66 | Macerata | 295.481
| 67 | Benevento | 293.026
| 68 | Ragusa | 289.733
| 69 | Pescara | 289.534
| 70 | La Spezia | 284.647
| 71 | Teramo | 279.852
| 72 | Viterbo | 278.521
| 73 | Caltanissetta | 278.275
| 74 | Pordenone | 275.267
| 75 | Nuoro | 272.992
| 76 | Piacenza | 267.633
| 77 | Pistoia | 264.622
| 78 | Trieste | 261.825
| 79 | Rimini | 258.718
| 80 | Siena | 250.740
| 81 | Rovigo | 248.004
| 82 | Campobasso | 238.958
| 83 | Savona | 227.199
| 84 | Terni | 223.050
| 85 | Prato | 217.244
| 86 | Grosseto | 216.015
| 87 | Imperia | 213.587
| 88 | Belluno | 212.085
| 89 | Matera | 208.985
| 90 | Asti | 208.332
| 91 | Massa Carrara | 200.312
| 92 | Biella | 191.291
| 93 | Enna | 186.182
| 94 | Lodi | 184.025
| 95 | Vercelli | 183.689
| 96 | Crotone | 180.409
| 97 | Vibo Valentia | 179.640
| 98 | Sondrio | 175.496
| 99 | Verbano-Cusio-Ossola | 162.215
| 100 | Oristano | 156.970
| 101 | Rieti | 156.970
| 102 | Gorizia | 138.119
| 103 | Aosta | 115.938
| 104 | Isernia | 91.942
| |
* Sono stati sottratti gli abitanti relativi alla Provincia di Aversa
Tabella 4 tris - Confronto con Provincie per superficie
| Provincia | Superficie (in kmq) ... | ... | ...
| 102 | Aversa | 392
| 103 | Prato | 366
| 104 | Trieste | 212
| |
Tabella 5 - Punti programmatici
| Situazione attuale | Obiettivi per divenire Città
| 1
| In Campania attualmente esistono tre Università. La prima è ubicata a Napoli, la seconda ha sedi a
Napoli e in vari luoghi della provincia di Caserta, la terza è quella di Salerno. Nell’ambito del territorio atellano
non esiste alcuna sede universitaria e gli studenti debbono trasferirsi a Napoli o altrove.
| Occorre una Sede Universitaria degna di una Città dell’ordine di 600.000 e più abitanti. La sede
centrale e le principali strutture potrebbero essere ubicate nelle immediate adiacenze della Stazione FS
di Frattamaggiore in una cospicua area industriale dismessa. Varie facoltà sarebbero distribuite sul
territorio della Città Atellana privilegiando i luoghi con maggiore facilità di accesso (Fig. 3 per i luoghi
possibili e Fig. 4 per i punti di accesso mediante la rete metropolitana. In particolare: a) Cesa; b) fra
S. Antimo - Melito; c) fra Arzano - Casavatore; d) Casoria; e) fra Caivano - Cardito).
| 2
| La rete di scuole secondarie e anche primarie è insufficiente e inadeguata.
| La rete di scuole va potenziata e adeguata agli standard moderni.
| 3
| Vi sono poche biblioteche comunali, in genere scarsamente dotate.
| Oltre al potenziamento delle biblioteche comunali occorre una biblioteca pubblica
di rilevanza nazionale che potrebbe sorgere nelle immediate vicinanze dell’area della
cinta urbana di Atella (Fig. 3 e 4: S. Arpino).
| 4
| La sede dell’antica Atella, area con vincolo archeologico, è di fatto abbandonata a se stessa.
| Deve essere intrapreso uno studio archeologico sistematico dell’antica Atella (Fig. 3).
| 5
| Vi sono frammentarie iniziative in campo teatrale e non vi è un teatro stabile.
| Occorre supportare le iniziative in campo teatrale e dotarsi di un teatro stabile. In particolare,
la fabula atellana, simbolo stesso di Atella, va reinventata in chiave moderna. La sede del Teatro
potrebbe essere la struttura pubblica esistente sul territorio di Caivano (Fig. 3)
| 6
| E’ in allestimento un piccolo museo a Succivo che raccoglie una parte delle vestigia del territorio atellano.
| Dovrebbe essere realizzato un degno museo che raccolga tutte le vestigia dell’area atellana, comprese
quelle che giacciono non fruibili nel Museo Archeologico di Napoli. Ciò nella stessa zona sede del museo
in allestimento (Fig. 3: Succivo).
| 7
| La rete di commercio è troppo frammentata ed antiquata con pochissimi centri commerciali capaci
di trattenere la fuga di acquirenti dalla Città Atellana.
| Questo punto necessita di attenta valutazione e di proposte innovative. Infatti, se è vero
che moderni centri commerciali sono indispensabili per un commercio impostato con criteri di
efficienza e di competitività dall’altra parte è anche vero che vari luoghi della Città Atellana, in
particolare i suoi numerosi centri storici, sono luoghi vivi che non debbono assolutamente essere
abbandonati all’eventuale degrado derivanti dalla perdita della loro valenza come luoghi di scambio
commerciale. Pertanto, oltre alla realizzazione di una rete di centri commerciali moderni in grado di
competere efficacemente con gli altri centri commerciali delle aree circostanti, occorre ripensare e
rivalorizzare le vie principali dei centri storici ed altre vie / zone commercialmente attive come centri
di commercio e del terziario in genere. A tal fine occorre che ciascuno di questi centri abbia i
seguenti requisiti: | Che i commercianti, gli artigiani e gli altri addetti al terziario siano organizzati in una vera e propria società definita come centro commerciale e con l’organizzazione e le finalità tipiche di un centro commerciale; Che le vie da cui è costituito il centro siano pedonalizzate totalmente o in larghissima parte con opportune e radicali modifiche della pavimentazione stradale, abolizione dei marciapiedi, modifica dell’arredo urbano, etc.; Che il centro sia dotato di opportuni e sufficienti parcheggi; Che l’attività del centro sia opportunamente supportata da iniziative pubblicitarie e di marketing; Che tutte le attività anzidette siano attivamente sostenute, incentivate e potenziate dalle rispettive amministrazioni comunali con il coordinamento e l’ulteriore supporto di un organismo cittadino. Inoltre il perseguimento di tale obiettivo non dovrà assolutamente essere inteso come battaglia di retroguardia per la difesa degli interessi di attività non più economicamente competitive ma come un differente e più moderno modello di sviluppo economico che esalti sia la ricerca della competitività e del profitto sia la necessità inderogabile di non perdere e anzi di rilanciare l’enorme valore culturale, sociale, storico e per la qualità della vita dei centri storici e delle zone commerciali cittadini. Ciò tenendo presente l’esempio negativo di realtà economicamente più avanzate in cui a centri commerciali altamente competitivi si affiancano centri urbani desertificati e ridotti ad anonimi dormitori. 8
| Esiste un solo ospedale insufficiente rispetto alle esigenze.
| Occorre potenziare l’ospedale esistente dotandolo di tutti i servizi e realizzare una seconda
struttura sanitaria nelle vicinanze della Stazione Porta (Fig. 3: Afragola).
| 9
| Le A.S.I. di Caivano e di Arzano, unitamente a tutte le A.S.I. della Provincia di Napoli sono
dipendenti dal Consorzio A.S.I. con sede a Napoli.
| Le A.S.I. esistenti (Caivano e Arzano - Frattamaggiore) più ulteriori A.S.I. da costituire (Fig. 3:
a) Afragola; b) zona di Gricignano; c) Cesa - Orta di Atella, etc.) dovranno dipendere da un unico organismo
locale rispetto alla Città Atellana, con la presenza determinante dei Comuni il cui territorio è interessato
e di un rappresentante dell’intera Città Atellana.
| 10
| La Città Atellana è servita dal Porto di Napoli.
| Occorre migliorare l’accesso e la fruibilità del Porto di Napoli con il potenziamento e il prolungamento
dell’asse di penetrazione autostradale, riducendo in tal modo ulteriormente i tempi necessari per il transito
delle merci e dei passeggeri dal Porto alla Città Atellana e viceversa.
| 11
| La Città Atellana è servita dall’Aeroporto di Capodichino per i voli nazionali e per qualche volo
internazionale e dall’Aeroporto di Roma per la maggior parte dei voli internazionali e per i voli intercontinentali.
| A servizio di tutta l’Area Metropolitana di Napoli occorre realizzare e attivare l’Aeroporto
Internazionale di Grazzanise che è nelle immediate vicinanze della Città Atellana. L’Aeroporto
sarebbe facilmente raggiungibile mediante l’autostrada A2 o mediante la superstrada Nola -
Villa Literno e con navette bus dalla Stazione Porta. Inoltre, anche un collegamento ferroviario
sarebbe facilmente attuabile. | L’Aeroporto di Capodichino rimarrebbe di utilizzo solo per alcuni voli nazionali. 12
| La rete stradale è ancora in larga parte impostata sulla rete di strade preesistente alla motorizzazione
di massa con l’aggiunta di una miriade di strade costruite in assenza di un piano viario complessivo.
| Occorre una ridefinizione complessiva e radicale della rete stradale integrata con la rete
superstradale che superi il più possibile le numerose insufficienze esistenti. | Tale ammodernamento dovrebbe essere definito da un progetto complessivo redatto per tutta la Città Atellana. 13
| In direzione nord-sud la Città Atellana è servita dall’Autostrada del Sole e dalla superstrada
(parzialmente attiva) A.S.I. di Caivano - Arzano (Asse di Penetrazione). In direzione est-ovest il territorio è
servito dalla superstrada Nola - Villa Literno (Asse di supporto A.S.I.), dall’Asse Mediano e dalla
Circonvallazione Esterna di Napoli.
| La rete deve essere completata nei punti in cui è ancora in costruzione, migliorata
nei punti in cui è malamente progettata, insufficiente e pericolosa ed integrata con ulteriori
rami dove è carente o dove è insufficiente il collegamento con la rete ordinaria (Fig. 5). | In particolare occorre attivare del tutto l’Asse di Penetrazione prolungandolo da una parte verso Marcianise e Caserta e, dall’altra parte, verso Secondigliano. Inoltre, un ulteriore svincolo è necessario fra Crispano - Frattaminore - Frattamaggiore (Fig. 5). Sull’Asse di supporto A.S.I. un altro svincolo appare necessario all’incrocio con la S.S. 87 (Fig. 5). Tutta la rete dovrebbe essere oggetto di un progetto di ampliamento che tenga conto dei prevedibili futuri incrementi del traffico e delle necessità di una maggiore sicurezza (ad esempio ampliamento e dotazione di una corsia di emergenza per l’Asse Mediano e per l’Asse di Penetrazione). 14
| Per il trasporto merci su ruote ferrate l’insieme di strutture definite come Interporto di
Nola-Marcianise è in via di realizzazione e sarà a servizio di tutta l’area campana e delle zone circostanti.
| Occorre migliorare l’accesso e la fruibilità dell’Interporto che è nelle immediate
vicinanze della Città Atellana. | In particolare tale Interporto rende particolarmente conveniente l’ubicazione di attività industriali nella parte settentrionale del territorio atellano (v. nuove A.S.I. prospettate). 15
| La realizzazione della Stazione Porta di Napoli ad Afragola, al confine con Caivano e Cardito
porterà il baricentro del trasporto passeggeri nell’ambito della Città Atellana.
| Occorre con ogni sforzo perseguire la pronta ed efficace realizzazione della
Stazione Porta e di tutte le strutture connesse per la valorizzazione e lo sviluppo del
territorio circostante (Fig. 4). | La Stazione Porta oltre al collegamento verso Nord con Roma sarà collegata con Napoli - Piazza Garibaldi e verso sud con Battipaglia e la Calabria. Dovrà inoltre attivamente essere propugnato il collegamento trasversale con Bari e la Puglia. Con il concorso ed il supporto della Provincia fra i Comuni circostanti alla Stazione Porta deve essere progettato, sviluppato ed attuato un Piano Regolatore di Area che indirizzi lo sviluppo tenendo conto, fra l’altro, delle necessità di sviluppo dell’intera Città Atellana e dei Comuni limitrofi (Acerra e Casalnuovo in particolare). La Stazione Porta sarà dotata di un terminal bus per linee su ruota gommata provenienti da varie zone della Campania ed oltre e per bus-navette per l’Aeroporto e il Porto. Nei pressi della Stazione sarà opportuno localizzare ogni tipo di struttura del terziario (alberghi, ristoranti, servizi, uffici, etc.). 16
| La ferrovia Roma - Aversa - Napoli attraversa la Città Atellana svolgendo di fatto a
nche il ruolo di linea metropolitana.
| La tratta ferroviaria Aversa - Napoli deve essere utilmente trasformata in linea
metropolitana (Fig. 4). Le stazioni di tale linea nell’ambito del territorio atellano saranno:
1) Cesa; 2) S.Antimo - S. Arpino; 3) Grumo-Nevano - Frattamaggiore; 4) A.S.I. di
Arzano - Frattamaggiore; 5) Casoria; 6) Arpino. In particolare mediante mezzi su ruota
gommata la Stazione di Cesa sarà punto di adduzione per Gricignano e parimenti la
Stazione di S. Antimo - S. Arpino per Succivo e Orta di Atella. | In conformità al Piano Regionale dei Trasporti e come suo logico sviluppo la Stazione Porta sarà collegata al territorio circostante da quattro linee metropolitane (Fig. 4): La prima è il prolungamento della S. Giorgio - Volla della Circumvesuviana con stazioni intermedie a Casoria ed Afragola. La seconda è il prolungamento della linea metropolitana 1 di Napoli che secondo il progetto della società Metropolitana di Napoli (v. allegato) dovrebbe avere le seguenti stazioni dopo quella di Piscinola - Secondigliano: 1) Parco Sole (Napoli); 2) Monte Rosa (Napoli); 3) Arzano; 4) Casavatore; 5) Principe di Napoli (Casoria); 6) Vittorio Emanuele (Casoria); 7) Stazione FS di Casoria; 8) S. Antonio (Afragola); 9) Afragola Municipio; 10) Afragola Salicelle; 11) Stazione Porta. La terza è una linea trasversale che partendo dalla stazione Circumvesuviana di Pomigliano d’Arco e passando per la Stazione Porta potrebbe avere le seguenti stazioni: 1) Campiglione (Caivano); 2) Campo Sportivo di Caivano (a confine fra Caivano-Cardito e Crispano); 3) Pardinola (Frattaminore - Frattamaggiore); 4) Stazione FS di Frattamaggiore; e potrebbe essere ulteriormente prolungata con stazioni a: 5) Casandrino; 6) S. Antimo; 7) Melito; 8) Giugliano. La quarta linea metropolitana sarà l’attuale linea FS Caserta - Napoli via Cancello che deviata sulla Stazione Porta assumerà tutte le caratteristiche di una linea metropolitana. 17
| Il turismo è pressoché inesistente vista la mancanza di particolari attrattive monumentali,
archeologiche o paesaggistiche.
| Considerata l’eccezionale posizione centrale della Città Atellana nella pianura campana è
possibile l’attivazione di strutture ricettive come base per il godimento delle attrattive dei luoghi
circostanti. Inoltre gli scavi archeologici atellani, il policromo folklore locale e le tradizioni gastronomiche
possono costituire motivi di attrazione specifici purché valorizzati e pubblicizzati.
| 18
| Il trasporto su rete gommata e filovie è oggi del tutto gestito da organismi con sede al di
fuori della Città Atellana e con obiettivi orientati a diversi interessi.
| Occorre la creazione di una azienda che serva specificamente gli interessi della Città
Atellana impostata su criteri di efficienza ed utilità per l’utente.
| 19
| Gli organismi la gestione delle reti territoriali dei Servizi (luce, gas, acqua, telecomunicazioni,
etc.) e per la gestione della Pubblica Istruzione e del Servizio Sanitario e in genere dei servizi sovracomunali
(Polizia, Carabinieri, Tribunale, Prefettura, etc.) sono tutti organizzati senza tenere conto della Città Atellana.
| L’Organizzazione delle reti territoriali di tutti i tipi di Servizi deve essere basata sulla strutturazione
territoriale della Città Atellana.
| 20
| Il territorio della Città Atellana è diviso fra due Provincie. Infatti i Comuni di Gricignano di Aversa,
Succivo, Orta di Atella, Cesa e S. Arpino (circa 10% della popolazione e 26,71% della superficie) appartengono
alla provincia di Caserta mentre i rimanenti Comuni fanno parte della Provincia di Napoli. In passato tutto
il territorio faceva parte della Provincia di Terra di Lavoro e tale unità è stata spezzata con la costituzione
della Provincia di Caserta.
| Il territorio della Città Atellana deve essere unificato in una stessa Provincia superando un inammissibile
confine che passa proprio per il centro dell’antica Atella. Scartando a priori, per l’esiguità
del territorio, la possibilità di una nuova provincia costituita dalla sola Città Atellana, oltre alle ipotesi
dell’unificazione del territorio in una delle due Provincie in cui è attualmente diviso rimane la possibilità
della costituzione della Provincia di Aversa di cui la Città Atellana verrebbe a costituire la parte meno
estesa e più popolosa mentre Aversa e i Comuni circostanti, compresi Giugliano, Villa Literno e Casal di
Principe e Comuni viciniori costituirebbero la parte più estesa anche se un po’ meno popolosa.
Tale provincia così costituita (v. Tab. 4) sarebbe (con i dati ISTAT 1991) la ventiquattresima per popolazione, sopravanzando
ben 80 altre provincie (v. Tab. 4 bis) ma con la realtà demografica attuale è forse da collocarsi intorno al ventesimo posto. Per quanto
riguarda l’estensione territoriale sarebbe superiore solo ad altre due provincie (v. Tab. 4 tris) ma ciò sarebbe largamente compensato
dalla posizione centralissima nella pianura campana, dall’assenza di rilievi e dall’estrema fertilità dei suoli.
| 21
| Mancano impianti sportivi che non siano di mero interesse comunale e non esistono squadre
che abbiano un supporto di pubblico da parte dell’intera comunità atellana.
| Occorre prevedere degli impianti sportivi di respiro cittadino utilizzando le zone con maggiore
disponibilità di aree libere e con massima facilità di accesso viario (ad esempio zona di Caivano nelle
vicinanze dello svincolo superstradale del Parco Verde. v. Fig. 3 e 5). Bisognerà ricercare la costituzione
e la sponsorizzazione di squadre che rappresentino e diffondano l’immagine della Città Atellana.
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