Un misterioso passaggio sotterraneo
Una via segreta dal Castello alla Chiesa di Sant'Antonio.
Riportiamo la testimonianza di una persona che negli anni '50 la percorse insieme a suoi coetanei.

Credete nei segnali del destino? No, di certo sono solo fantasie. Eppure a volte ...
Nella recente manifestazione “Animiamo Caivano e il Castello!”, mentre i tanti entusiasti volontari in abbigliamento medioevale si apprestavano a sfilare dal Castello e poi per le vie della nostra Cittadina, mi si avvicina con fare misterioso l’assessore Pasquale Caruso e mi presenta un suo amico, Bruno Grimaldi. Subito dopo soggiunge: “Molti anni fa, quando era un ragazzo, lui con altri coetanei ha camminato per un passaggio sotterraneo da Cappuccini fino al Castello!”. Poi insieme mi fornivano vari dettagli dell’evento.
Incredibile! Molte volte nel corso degli anni avevo sentito parlare di tale cammino segreto ma mai nessuno mi aveva dato delle informazioni precise e mi ero quasi convinto che fosse una sorta di leggenda. Ed ecco che mentre una folla di giovani riaccendeva l’attenzione per il nostro passato, all’improvviso giunge la testimonianza diretta di un caro sconosciuto. Immediatamente con l’assessore e l’amico concordammo un incontro successivo in cui il provvidenziale ed inatteso testimone avrebbe potuto darmi più precise informazioni.


Bruno Grimaldi

Questa è la sua testimonianza.
Un giorno dei primi degli anni cinquanta, l’allora ragazzo Bruno Grimaldi, nato il 24/11/41, insieme ad una banda di una dozzina di coetanei e giovani di cui ricorda solo Pietro Falco, Francesco Castaldo e Raffaele D’Ambrosio (nati a suo dire nel 1934) e Giovanni Simpatia (di cui non ricorda l’età), si avventuravano in una cripta sottostante la chiesa di Sant’Antonio a Cappuccini.
Lì vi era l’apertura di un oscuro passaggio, a qualcuno di loro indicato dalla memoria di persone più anziane. Con il coraggio e l’incoscienza della gioventù, armati solo della luce di candele, si inoltrarono nel sotterraneo e iniziarono un lungo percorso.
Il camminamento, largo meno di due metri, aveva pareti in tufo con volta ad arco a oltre due metri al culmine e a intervalli regolari si allargava per poi nuovamente restringersi. Dopo un lungo tragitto la comitiva di audaci si trovò in un sotterraneo che, stupore e meraviglia, era sotto al Castello! Di lì proveniva luce dalla parte posteriore, ma l’uscita era sbarrata da grate, mentre dalla parte anteriore riuscirono a venirne fuori emergendo da sotto il portone principale e il ponte di accesso ad esso! ...
Nei giorni successivi, insperatamente e in vario modo, a questa testimonianza se ne sono aggiunte altre.


Il probabile tracciato del passaggio segreto, proiettato sulla mappa di Caivano del 1871

Raffaele Lionelli, di anni 66, mi ha detto che il pavimento della galleria era in basalto, almeno per un breve tratto vicino al Castello che da ragazzo esplorò di persona.
L’ing. Sergio Camera, ex responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, ricorda che nei lavori fatti negli anni settanta nella costruzione della proprietà Monticiello all’inizio di via Caputo, si pervenne nell’anzidetto passaggio, purtroppo dopo ostruito per esigenze statiche. Ivi furono anche trovati dei reggitorcia in pietra. Inoltre sostiene che il punto di sbocco a Cappuccini era immediatamente a sinistra dell’ingresso dell’ex-Convento, nei locali attualmente utilizzati per i servizi di Anagrafe e Stato Civile.
Il settantenne Fernando Tetto, detto Ciccio, ricorda bene di aver partecipato ai suddetti lavori e di aver camminato nel passaggio fino a Cappuccini. A suo dire, il tunnel era largo 1,20 e alto circa 2 metri. Il pavimento era in terra battuta ma nella parte finale vi era basalto. Le pareti erano in tufo talora rinforzato con mattoni. In un punto furono trovati i resti di uno scheletro. Il passaggio fu ostruito sotto la proprietà Monticiello per gli anzidetti lavori.
Ma a che epoca risale questo passaggio sotterraneo? Dove e come sono precisamente i suoi punti iniziali e finali? In che condizioni è attualmente? Quale è il motivo della sua esistenza?
Per ora possiamo solo formulare delle ipotesi auspicando che eventuali altre testimonianze nonché la ricerca ed esplorazione minuziosa dei luoghi possano dare risposte precise e certe.
E’ noto che una fortificazione necessita di una via segreta di fuga o di accesso come risorsa estrema per i difensori in caso di assedio. Un passaggio – lungo circa 700 metri - che va dal Castello fino all’ex-Convento dei Cappuccini, attuale chiesa di Sant’Antonio, ha proprio tali caratteristiche. La difficoltà principale è che il Castello di Caivano fu fortificato dagli Angioini, forse come estensione di una precedente torre longobarda, nel XIII secolo mentre il Convento nacque circa due secoli dopo. Ma è anche vero che il Convento nacque intorno ad una chiesa già esistente ed è ben noto che le chiese in genere erano dotate di cripte sotterranee in quanto avevano anche funzioni di cimitero. Quindi è possibile che gli Angioini nel costruire il Castello abbiano anche pensato a creare un passaggio segreto fino ad una chiesa isolata e sufficientemente lontana. Ma se è così, perché durante il famoso assedio del Castello ad opera di Re Alfonso, gli assediati non fuggirono per tale via? La risposta potrebbe essere banale: Re Alfonso era stato informato di tale passaggio sotterraneo dai Caivanesi a lui favorevoli e adottò gli opportuni provvedimenti per bloccarlo!
In alternativa, si potrebbe supporre che il passaggio sia stato creato dopo il famoso assedio o anche all’epoca in cui il Castello, con il duca Barile o altri, si trasformò in dimora signorile, fortificata ma pur sempre bisognosa di una via segreta di fuga in caso di estrema necessità.
Ecco, mentre guardavamo i multicolori costumi di stampo medioevale, il passato sembra mandarci un forte segnale ed un invito a leggere un’altra pagina nella ricerca delle nostre origini.

Giacinto Libertini