Finalmente ristampato il libro del Canonico Domenico Lanna
A distanza di 94 anni dalla pubblicazione a proprie spese del libro Frammenti storici di Caivano
del Canonico Domenico Lanna, l’Amministrazione Comunale ha ritenuto opportuna e doverosa
una ristampa del testo, oramai irreperibile nella edizione originale. La lodevolissima iniziativa
dell’Assessore alla Pubblica Istruzione ed alla Cultura, Prof.ssa Maria Buonocore, fervidamente
caldeggiata dal compianto Sindaco Prof. Francesco Russo, che volle di persona redigere l’attenta
e sentita Presentazione, corrisponde in pieno alle esigenze di quanti chiedono con sempre
maggiore interesse notizie sul proprio passato e sulle ‘radici storiche, culturali e sociali‘ della
collettività in cui vivono. Qualche osservazione critica sul testo del Lanna è però necessaria
per una più proficua lettura.
Innanzi tutto il Lanna stesso non pretende di avere scritto la storia di Caivano e dichiara con
modestia ed obiettività: ‘Non è storia; ma raccolgo frammenti, che potranno servire a chi
scrivere la volesse.’
Ed è bene dire che laddove il Lanna narra la storia antica delle nostre terre incorre in varie
sviste o in dubbie interpretazioni. Ad esempio, cita più volte erroneamente Livio, fa derivare
il nome di Pomigliano d’Atella da Pomerius, cioè lo spazio circostante le mura di una città,
ipotizza che il nome Caivano derivi dalla gens Cavia, etc.
E’ anche necessario sottolineare che molti documenti oggi pubblicati e ben noti (ad esempio,
quelli degli Archivi Angioini, di epoca Normanna e Sveva di provenienza da Aversa, etc.)
un secolo fa erano poco conosciuti e dal Lanna sono per lo più ignorati. Inoltre la scoperta
di dolii, vasi per la conservazione di alimenti, nella zona di via Capogrosso e via Don Minzoni
e risalenti al V secolo a. C., testimonianza di un villaggio osco da cui direttamente deriva il
praedium Calavianum e poi Caivano, è successiva di oltre 25 anni alla pubblicazione del
libro. Ed ancora il Lanna non poteva conoscere le recenti scoperte in merito alla centuriazione
di tutta la pianura campana ed anche delle nostre terre e non aveva pertanto cognizione
della straordinaria persistenza di luoghi e nomi nelle nostre terre. Né poteva avere conoscenza
della villa romana recentemente scoperta a S. Arcangelo o dell’ipogeo del I secolo d. C.
scoperto a via Libertini nel 1923 o di altri rinvenimenti avutisi in questi decenni.
Pertanto la lettura del libro del Lanna come testo di storia deve essere molto guardinga e
deve tenere conto sia delle più limitate conoscenze di un secolo fa sia dell’ulteriore limite
delle cognizioni personali dell’Autore.
Ma laddove il Lanna narra o descrive eventi e luoghi a Lui più vicini temporalmente e di cui
spesso è testimone diretto o laddove parla di documenti, lapidi o edifici oramai distrutti la
valutazione dell’importanza del testo cambia totalmente. Le sue pagine sono spesso una
testimonianza unica ed insostituibile. La descrizione minuziosa che ci riporta delle chiese e
delle cappelle è un documento prezioso di un’epoca oramai in via di superamento in cui la
chiesa rappresentava quasi tutto.
Anche preziosa è la vicenda della fondazione e del fallimento nel XV secolo del Monastero
delle Clarisse ed è unica la trascrizione di un documento - oramai perso - in cui per la prima
volta sono citati luoghi come la ‘Scotta’, ‘tre poteche nel Burgo della Lupara’ (la zona di
via Roma, detta ancor oggi ‘via dè puteche’, ‘Viciano’ (Viggiano), etc.
E’ lungo e non ripetibile in queste poche righe l’elenco delle persone, degli eventi, delle
iscrizioni e di tante altre cose che il Lanna con diligenza e minuziosità riporta.
L’importanza del lavoro del Lanna si apprezza ancor più se si considera che molti altri
centri vicini a Caivano non hanno avuto la fortuna di avere un testimone come lui attento
e appassionato.
Certo molti, o meglio tutti, troveranno inaccettabili certi suoi commenti contro le novità dei
tempi, giacché, è bene dirlo, il Lanna è ancorato, e non lo nasconde affatto, a concezioni
oramai superate anche per la sua epoca.
Ma quando nella Prefazione dichiara: ‘Un popolo, che non ha storia propria, non ha
coscienza di sé, e difficilmente migliora; perché non potendo raffrontare il passato
al presente, non se lo può proporre come esempio d’imitazione per l’avvenire ….
Consacro a voi questi studii, cari Concittadini, e spero che questo lavoro indigesto
ed incompleto, oggi che lo studio della storia è addivenuto una quasi necessità per
ogni uomo, possa servire di sprone a qualche giovane di buona volontà per indurlo
a scrivere una storia più minuta e documentata, potendo servire questo mio scritto
come favilla, che gran fiamma accenda’, come si può non abbracciarlo idealmente?
Eccolo, è accanto a noi, vivo e parlante, questo vecchio e passionale prete borbonico,
ispirazione e stimolo per nuovi impegni e traguardi.
Giacinto Libertini
Su un numero successivo del periodico:
La ristampa dei Frammenti Storici di Caivano del Lanna
Il 12 giugno 1997 si è svolta nell’Aula Consiliare un atteso convegno per la presentazione
della ristampa a cura del Comune del libro ‘Frammenti Storici di Caivano’ del Canonico
Domenico Lanna. Il libro, pubblicato a proprie spese dal Lanna nel lontano 1903, era oramai
introvabile nell’originale e circolavano solo poche e malridotte fotocopie del testo, ricercatissimo
da chi è interessato alla storia locale.
L’Amministrazione Comunale ritenendo giustamente di fare cosa necessaria e dovuta stabilì a
suo tempo di provvedere alla ristampa del libro, facendo poi dono delle copie del testo alle
scuole e a chiunque ne avesse fatto richiesta. Le spese sono state coperte in parte con denaro
pubblico e per il resto con la sponsorizzazione di due Ditte, la Sagit e la P.P.G., che hanno
ritenuta valida ed importante l’iniziativa.
Come è stato chiaramente rilevato sia dall’Assessore alla Cultura e P.I., nonché Vicesindaco,
prof.ssa Maria Buonocore, sia dal Prof. Don Gaetano Capasso, storico, e dal Prof. Stelio M. Martini,
illustre letterato, la ristampa del lavoro del Lanna è di grande importanza per chi vuole ricercare
la conoscenza del nostro passato e delle nostre origini. Certamente - è stato detto - non si deve
accogliere tutto quello che scrive il Lanna come vero e assodato, ma per quanto concerne l’ottocento
ed anche, in vari casi, per epoche precedenti la testimonianza del Lanna è assai preziosa e spesso
insostituibile.
Il convegno ha visto una folta partecipazione di pubblico ed oltre alla presenza dell’On. Giardiello
e del dott. Volpe, in rappresentanza della Sagit, si è notata in particolare la massiccia partecipazione
di Presidi e Docenti a testimonianza viva e concreta dell’estremo interesse che il mondo della
formazione delle future generazione ha per lo studio delle nostre radici e dell’intima natura
della nostra civiltà.
L’evento della ristampa del libro del Lanna non deve intendersi come un episodio isolato e fine
a sé stesso ma va al contrario inquadrato in un contesto più ampio di una sempre maggiore
attenzione tesa alla ricerca ed alla definizione della propria identità storico-culturale.
Per volontà della famiglia, che bene ha così voluto interpretare le massime aspirazioni del Prof.
Russo, accanto ai resti mortali del Sindaco giacciono, quale migliore compagnia in un lunghissimo
viaggio, il libro d’arte del Faraone, pure stampato per decisione dell’Amministrazione, e il libro
del Lanna. Quale migliore testimonianza dell’importanza di un evento che pure ad occhi meno
attenti potrebbe apparire inferiore a tante altre decisioni?
Giacinto Libertini