Caivano, Cardito e Crispano nelle statistiche di Re Gioacchino Murat
Su una bancarella di Napoli, curiosando fra i libri in svendita, ho trovato, ed acquistato per un prezzo
minimo, un libro prezioso: ‘La popolazione del mezzogiorno nella statistica di Re Murat’.
Quest’opera riporta e commenta i risultati dei censimenti ordinati da Re Gioacchino Murat, cognato
di Napoleone, negli anni dal 1812 al 1815 per quelle parti del Regno delle Due Sicilie su
cui regnava: la Campania - con l'esclusione di Benevento che era dominio pontificio -, la
Calabria, la Basilicata, le Puglie, gli Abruzzi, il Molise, e la parte meridionale delle attuali
province di Frosinone e Latina. La Sicilia invece era rimasta sotto il dominio dei Borboni,
con il sostegno della flotta inglese.
Questi censimenti sono i primi in assoluto condotti nel Mezzogiorno con criteri moderni e costituiscono
un punto di riferimento di eccezionale importanza per la storia demografica e sociale del Meridione.
Per i comuni di Caivano, Cardito e Crispano (Provincia di Napoli, Distretto di Casoria) i
censimenti furono condotti negli anni dal 1812 al 1814. Una sintesi dei dati è riportata nella
Tabella 1. Per avere dei termini di confronto riportiamo nella Tabella 2 i dati della popolazione
complessiva nel 1812 e nel 1988 per i nostri tre comuni e per vari altri importanti comuni
della Campania, nonché per il Regno di Murat nella sua globalità. E' inoltre annotato l'incremento
demografico percentuale che si è avuto in questo periodo. Per Napoli i dati del 1812 si riferiscono
alla somma delle cifre del comune di Napoli e dei comuni che sono stati successivamente aggregati
(S. Pietro a Patierno, Secondigliano, Pianura, Soccavo, Chiaiano, Barra) e che nel 1812, quali
comuni indipendenti, sono riportati con una popolazione complessiva di 20179 abitanti. Una sia
pur sommaria valutazione critica dei dati statistici mostrati nella Tabella 1 permette di cogliere
alcuni aspetti della vita di quasi due secoli fa nei nostri comuni:
1) Balza agli occhi innanzitutto l'altissimo numero di religiosi. In particolare i 65 preti e gli oltre 20
frati riportati per Caivano appaiono un numero incredibile per una popolazione inferiore ad
un quinto di quella attuale! Ma il clero dell'epoca svolgeva molte funzioni che ora sono di competenza
di ben altre e più corpose strutture. Infatti i parroci ed i loro vicari assolvevano funzioni anagrafiche
e di stato civile, curavano l'istruzione, svolgevano assistenza sociale, soccorrevano il gran numero di
analfabeti nella compilazione e lettura di documenti, etc.. Inoltre la Chiesa era il punto centrale
della vita sociale ed intorno alle feste ed agli eventi religiosi ruotava gran parte delle attività cittadine.
2) Il coefficiente di natalità, che per i nostri tre comuni è dell'1,82% nel 1988 - un indice elevatissimo
per l'Italia -, nel 1812 aveva valori del 4,09%, grosso modo i valori dei paesi odierni meno
sviluppati del Terzo Mondo.
3) Nonostante l'altissima natalità il numero delle nascite superava di poco il numero dei morti e, per
Caivano e Cardito, era addirittura inferiore nel 1813, anno di crisi economica per il Regno.
4) Le cifre della mortalità dei ‘fanciulli’ (nelle statistiche: gli inferiori ai sette anni) sono impressionanti.
Nei tre anni considerati la media per Caivano, Cardito e Crispano è rispettivamente: 11,67%,
5,90% e 7,01%. In particolare la mortalità per Caivano appare elevatissima ed il picco del 1813
di 200 decessi su un totale di 1323 fanciulli (15,11%!) appare un evento abnorme dovuto ad un
tragico acuirsi di condizioni di gravi ristrettezze. Nel complesso comunque le cifre indicano che
prima di raggiungere i sette anni moriva una quota fra la metà e i due terzi dei fanciulli (9,4% x 7 =
65,8%; e se si esclude Caivano: 6,2% x 7 = 43,4%)! Per Napoli la situazione non era differente:
nel 1815 sono riportati 5600 decessi di fanciulli su una popolazione di 66511 (8,42%); moltiplicando
il valore percentuale per sette si raggiunge il 58,93%.
5) Nei nostri tre comuni, dividendo il numero medio degli abitanti con più di 7 anni per il numero
medio dei morti con più di 7 anni si ottiene un indice di 51,08. Vale a dire, nell'ipotesi di una
popolazione relativamente costante, occorrevano circa 51 anni perché morisse un numero di
abitanti pari al numero degli abitanti con più di 7 anni. Sommando a 51 i 7 anni di vita precedente,
e tenendo conto del fatto che la popolazione era in crescita, si può stimare che i sopravvissuti alle
stragi dell'infanzia vivevano in media poco meno di 60 anni. Tale valore è notevole se si considerano
le precarie condizioni di vita e la quasi totale assenza di efficaci cure sanitarie. Evidentemente la
drastica selezione operata nei primi anni di vita permetteva la sopravvivenza solo dei soggetti più
sani e robusti. E' da evidenziare, però, che in tali epoche tante patologie oggi facilmente curabili
(ed. es.: ernia inguinale) comportavano il significato e il dramma di una invalidità gravissima
perdurante fino alla morte.
6) Il numero di ‘mendicanti’ è alto, raggiunge i 140 (1,9% della popolazione) a Caivano nel 1813,
e indica quante persone per poter sopravvivere erano costrette alla carità dalla totale mancanza
di risorse.
7) Le condizioni economiche di Cardito appaiono migliori rispetto a quelle di Caivano. Il numero
di ‘artigiani’ è addirittura superiore a quello riportato per Caivano nonostante la popolazione sia
meno della metà. Inoltre il numero di ‘impiegati’ è quasi pari a quello di Caivano e quello dei
‘mendicanti’ è soltanto un quarto. Infine abbiamo già evidenziato che le cifre della mortalità infantile
appaiono nettamente inferiori in termini percentuali.
8) Nonostante le cifre mostrino una peggiore condizione economica per Caivano, i dati dell'emigrazione
sono relativamente inferiori per Caivano rispetto a quelli di Cardito. I valori di Crispano sono,
in percentuale, ancora maggiori. Tali valori sono però forse influenzati dalla disponibilità di terreni
coltivabili, di certo massima per Caivano e minima per Crispano. Analogamente, il numero
di ‘possidenti’ e ‘contadini’ appare proporzionale ai rispettivi territori comunali.
I dati statistici ci mostrano un mondo in massima parte contadino che ruota intorno ai valori
religiosi ed organizzativi della Chiesa. Le attività artigianali appaiono marginali e limitate dalle
modestissime capacità di spesa. La precarietà delle condizioni economiche e l'incombere
continuo delle malattie e della morte trovano solo nella Religione un indispensabile sostegno
e conforto. Questi dati sono omogenei con quelli dell'epoca dei comuni viciniori e del Mezzogiorno
in generale e non debbono pertanto destare meraviglia. Eppure le differenze con la realtà
contemporanea sono così marcate da dare l'impressione di un mondo straniero e a noi in larga
parte sconosciuto. Ma in questa realtà hanno vissuto i nostri bisnonni e dalla graduale evoluzione
di questa realtà, nel bene e nel male, si sono formate le nostre società contemporanee.
Studiando il passato ricerchiamo la nostra natura più antica, forse troppo spesso trascurata
e dimenticata.
Giacinto Libertini
TABELLA 1 - ABITANTI
| Maschi | Femmine | > 7 anni | < 7 anni | Totale | |
| Caivano 1812 | 3.444 | 3.911 | 6.135 | 1.220 | 7.355 |
| Caivano 1813 | 3.415 | 3.946 | 6.038 | 1.323 | 7.361 |
| Caivano 1814 | 3.423 | 3.943 | 6.030 | 1.336 | 7.366 |
| Cardito 1812 | 1.566 | 1.651 | 2.586 | 631 | 3.217 |
| Cardito 1813 | 1.545 | 1.668 | 2.626 | 587 | 3.213 |
| Cardito 1814 | 1.551 | 1.664 | 2.570 | 645 | 3.215 |
| Crispano 1812 | 640 | 678 | 1.097 | 221 | 1.318 |
| Crispano 1813 | 674 | 687 | 1.110 | 251 | 1.361 |
| Crispano 1814 | 680 | 686 | 1.082 | 284 | 1.366 |
| Possidenti | Impiegati | Preti | Frati | Contadini | Artigiani | Mendicanti | |
| Caivano 1812 | 827 | 20 | 65 | 22 | 2.300 | 151 | 120 |
| Caivano 1813 | 830 | 24 | 65 | 25 | 2.400 | 150 | 140 |
| Caivano 1814 | 832 | 24 | 65 | 21 | 2.480 | 152 | 134 |
| Cardito 1812 | 190 | 13 | 21 | 0 | 600 | 151 | 39 |
| Cardito 1813 | 190 | 16 | 20 | 0 | 595 | 166 | 31 |
| Cardito 1814 | 192 | 20 | 19 | 0 | 600 | 158 | 22 |
| Crispano 1812 | 81 | 12 | 15 | 0 | 341 | 34 | 5 |
| Crispano 1813 | 88 | 15 | 15 | 0 | 350 | 36 | 11 |
| Crispano 1814 | 88 | 13 | 13 | 0 | 363 | 42 | 17 |
| Nati | Morti > 7 anni | Morti < 7 anni | Morti totale | Immigr. | Emigr. | Saldo | |
| Caivano 1812 | 295 | 137 | 117 | 254 | 54 | 71 | 24 |
| Caivano 1813 | 280 | 108 | 200 | 308 | 51 | 64 | -41 |
| Caivano 1814 | 315 | 134 | 136 | 270 | 62 | 33 | 74 |
| Cardito 1812 | 147 | 41 | 19 | 60 | 40 | 84 | 43 |
| Cardito 1813 | 94 | 50 | 59 | 109 | 36 | 30 | -9 |
| Cardito 1814 | 126 | 51 | 32 | 83 | 25 | 33 | 35 |
| Crispano 1812 | 45 | 20 | 14 | 34 | 1 | 21 | -9 |
| Crispano 1813 | 41 | 15 | 14 | 29 | 2 | 32 | -18 |
| Crispano 1814 | 55 | 17 | 25 | 42 | 11 | 5 | 19 |
TABELLA 2
| 1812 | 1988 | + % | |
| Caivano | 7.355 | 35.170 | 378 |
| Cardito | 3.217 | 19.351 | 502 |
| Crispano | 1.318 | 9.065 | 588 |
| Afragola | 13.094 | 53.898 | 357 |
| Acerra | 7.126 | 39.504 | 454 |
| Nola | 9.118 | 32.964 | 262 |
| Frattamaggiore | 8.220 | 37.586 | 357 |
| Casoria | 6.670 | 75.667 | 1034 |
| Giugliano | 8.197 | 52.892 | 545 |
| Caserta | 17.700 | 66.778 | 277 |
| Salerno (1813) | 16.897 | 153.807 | 810 |
| Capua | 8.580 | 19.131 | 123 |
| S. M. Capua V. | 9.546 | 32.650 | 242 |
| Castell. di Stabia | 14.435 | 68.324 | 373 |
| Napoli | 349.366 | 1.200.958 | 244 |
| Regno (1814) | 5.034.098 | 14.568.000 | 189 |